Pizzarotti ricompatta tutto il centrodestra: i flussi elettorali a Parma tra I e II turno

di Matteo Cataldi e Aldo Paparo

L’inattesa e straripante vittoria di Federico Pizzarotti candidato del Movimento cinque stelle a Parma sta tutta in una cifra: 51.235 voti. Questo lo straordianrio bottino di consensi che il neosindaco della città emiliana è riuscito a raccogliere moltiplicando  per tre i voti ottenuti due settimane prima (17.103). Il candidato del centrosinistra Bernazzoli (avanti di 20 punti dopo il primo turno) ha sostanzialmente mantenuto i propri voti perdendone meno di 600 e addirittura migliorando di qualche decimale la propria performance se osserviamo il dato percentuale.  Dunque, se il candidato del centrosinistra ha confermato i propri voti rispetto al primo turno, da dove giungono gli oltre 37.000 voti in più di Pizzarotti?

Le stime dei coefficienti di flusso, calcolate a partire dal risultato rilevato in ciascuna delle 203 sezioni cittadine ed utilizzando il cosiddetto “modello di Goodman”, ci permettono, adottando la consueta cautela, di capire la provenienza dei voti di ciascuno dei due candidati al ballottaggio.

La prima tabella mostra la matrice delle provenienze e va letta seguendo il totale di riga: su 100 voti espressi a favore di Pinzarotti, appena 6 provengono dall’area del centrosinistra e tutti quanti da chi aveva votatola Robertial primo turno; un terzo del voto al candidato “grillino” è costituto dalle riconferme di coloro che già lo avevano scelto due settimane prima, mentre il grosso, più di un elettore su due, aveva votato in precedenza un altro candidato di centrodestra.

La seconda tabella, quella delle destinazioni, evidenzia come si sono distribuiti i voti dei candidati sindaco al primo turno in occasione del ballottaggio. La matrice mostra come il successo di Pizzarotti sia dovuto principalmente alla capacità di convincere gli elettori moderati a tornare alle urne anche dopo che il loro candidato preferito era rimasto escluso dal ballottaggio e ad ottenere tra questi quasi un plebiscito: otto elettori di Ghiretti su dieci hanno votato Pizzarotti, quasi 9 elettori su 10 di Ubaldi (Udc) hanno compiuto la stessa scelta e altrettanto hanno fatto quelli degli altri candidati. In sostanza Pizzarotti a Parma, dopo aver colpito duro il partito di Di Pietro ela Leganord al primo turno sembra essere riuscito a ricompattare tutto l’elettorato moderato di centrodestra sotto il simbolo del Movimento di Beppe Grillo.

 

tabella 1  Provenienze

tabella 2 Destinazioni

 

Matteo Cataldi si è laureato presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze con una tesi sulla competitività delle elezioni italiane. È stato ricercatore presso Tolomeo Studi e Ricerche e ha pubblicato articoli su Polena e Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, è co-autore di un capitolo di Terremoto elettorale (Il Mulino, 2014) e co-curatore di vari Dossier CISE e di numerose note di ricerche apparse nella serie di Dossier. Ha inoltre curato l’appendice al volume Proporzionale se vi pare (Il Mulino, 2010). I suoi interessi di ricerca comprendono lo studio del comportamento elettorale e in particolare il cambiamento della geografia del voto, anche attraverso i più recenti sviluppi degli applicativi GIS in ambito politico-sociale. È membro SISP e dello Standing Group POPE – Partiti Opinione Pubblica Elezioni.
Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.