Comunali 2013: l’offerta politica nei capoluoghi del Nord

di Federico De Lucia

Alle elezioni comunali dei prossimi 26-27 maggio si recheranno al voto i cittadini di 6 comuni capoluogo del Nord Italia. Si tratta del comune ligure di Imperia, dei tre comuni lombardi di Sondrio, Brescia e Lodi, e dei due comuni veneti di Vicenza e Treviso. Tre di essi giungono a questo appuntamento elettorale con un’amministrazione uscente di centrosinistra (Lodi, Sondrio, Vicenza) e tre di centrodestra (Imperia, Brescia e Treviso). In tre casi (Brescia, Vicenza, Sondrio) si ricandida il sindaco uscente.

Dallo specchietto riepilogativo presentato in tabella 1 vediamo come, in questi 6 comuni capoluogo,  il livello della frammentazione della offerta elettorale sia rimasto simile rispetto alla precedente tornata elettorale amministrativa. Il numero medio di candidati sindaco è sceso da 8,2 a 7,2, mentre il numero di liste è solo lievemente aumentato, da 15,5 a 16. Tale trascurabile incremento è dovuto interamente ad una crescita del numero di liste a sostegno dei candidati di centrodestra.

Tab. 1 –Offerta elettorale in 6 comuni capoluogo settentrionali: candidati e liste

 

Ad Imperia, il feudo elettorale dell’ex ministro pdiellino Scajola, la giunta uscente di centrodestra è caduta a seguito di dissidi interni, specialmente al PDL. Il partito di Berlusconi si presenta infatti diviso a questo appuntamento elettorale: mentre la porzione ufficiale (e scajoliana) del partito ha ricostruito una coalizione di centrodestra omnicomprensiva (dalla Lega Nord ai centristi montiani) a sostegno del candidato Annoni, i sostenitori del sindaco uscente Strescino (Laboratorio per Imperia) hanno deciso di allearsi con il PD e con le altre liste civiche di centrosinistra, a sostegno del candidato Capacci. Al di fuori di quest’ultimo schieramento corre il candidato della sinistra radicale (SEL e comunisti), mentre, a completare l’affresco, si schierano ai nastri di partenza  il candidato del Movimento 5 Stelle e un altro candidato civico.

Sondrio la coalizione di centrosinistra si presenta compatta a sostegno del sindaco uscente Molteni, mentre il centrodestra si presenta diviso: da una parte il PDL, che sostiene assieme a due liste civiche il candidato Fiumanò, dall’altra la Lega Nord a sostegno di Grillo Della Berta. Oltre a due minori, è poi presente il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle.

Brescia le due coalizioni maggiori si presentano nella loro configurazione estesa: il sindaco uscente Paroli è sostenuto da tutto il centrodestra (PDL, LN, UDC, FDI, più altre cinque fra liste civiche o minori), mentre il candidato del centrosinistra Del Bono (lo stesso sfidante del 2008) è sostenuto da PD, SEL, Verdi e liste civiche. Fuori dai due poli principali, alla candidata del M5S si aggiungono ben altri 6 candidati minori, fra i quali si identificano quello i Rifondazione comunista e quello di Forza Nuova.

Pressappoco lo stesso panorama è quello che rintracciamo a Lodi. Anche qui le due coalizioni maggiori si mostrano coese: il centrosinistra (PD, SEL, tre civiche) a sostegno di Uggetti e il centrodestra (PDL, LN e tre civiche) a sostegno di Cominetti. Anche qui, si presentano inoltre il candidato del M5S e altri quattro candidati minori. Fra essi, un candidato di disturbo per la coalizione di centrodestra, quello di Fratelli d’Italia.

Passando in Veneto, a Vicenza troviamo un assetto coalizionale leggermente diverso. Il sindaco uscente Variati, in quota PD, è sostenuto da una coalizione che esclude SEL (autonoma), e che al contrario contiene i centristi dell’UDC. A sfidarlo, il centrodestra presenta una candidatura di prestigio, la leghista ex presidente della Provincia, Manuele Dal Lago, sostenuta da PDL, LN e tre liste civiche. Oltre a quello del M5S, si contano poi altri 7 candidati sindaco, di cui almeno 3 facenti capo all’universo della sinistra più o meno estrema.

Per chiudere, il caso di Treviso è senza dubbio il più interessante, poiché è l’unico nel quale si rintraccia lo scenario quadripolare che abbiamo visto in scena alle recenti elezioni politiche. Nella Marca, infatti, è presente lo schieramento di centro, che propone niente meno che il noto imprenditore del caffè, ed ex esponente di Forza Italia, Massimo Zanetti, sostenuto da montiani e civici. Il centrodestra ripropone lo “sceriffo” Gentilini, sostenuto da PDL, LN, e due civiche. Il centrosinistra gli contrappone Manildo, proposto da PD, sinistre e movimenti civici. Il candidato grillino Alessandro Gnocchi e altri due sfidanti minori completano il quadro.

Nel complesso, le coalizioni di centrodestra e centrosinistra mantengono ovunque la propria centralità nel sistema politico e cercano di arricchire la propria offerta elettorale affiancando alle liste di partito liste civiche di ogni tipo e varietà. Non sempre riescono a monopolizzare il proprio spazio politico di pertinenza, lasciando spazio in alcuni casi a candidati minori loro concorrenti d’area (SEL per il centrosinistra a Vicenza e Imperia; la Lega per il centrodestra a Sondrio), ma nel complesso tengono le fila abbastanza serrate. La loro posizione di vantaggio è sfidata ovunque dai candidati del Movimento 5 Stelle, ma anche dalla consueta schiera di altri soggetti civici prettamente locali che caratterizza questo tipo di consultazioni. Il centro invece, con l’eccezione di Treviso, pare sostanzialmente assente dalla competizione nel Nord del paese: da una parte la formazione prettamente montiana è ben lungi dall’essere presente diffusamente sul territorio, dall’altra l’UDC, evidentemente preoccupato dal pessimo risultato delle politiche che rischia di tenerlo fuori da molti consigli comunali, sceglie la coalizione a cui apparentarsi (o la lista entro cui presentare i propri candidati) basandosi esclusivamente sulle convenienze locali, senza seguire logiche nazionali.

Federico De Lucia ha conseguito la laurea magistrale in Scienza della Politica e dei Processi Decisionali, presso la facoltà di Scienze Politiche all’Università di Firenze, discutendo una tesi dal titolo “Le Regioni a Statuto Speciale nella Transizione italiana. Forma di governo, sistema elettorale, sistema partitico.” Nel periodo degli studi universitari ha svolto tre tirocini presso gli uffici della Regione Toscana, nel Settore di assistenza alla I Commissione (Affari Istituzionali, Programmazione e Bilancio) del Consiglio e nell'Osservatorio elettorale regionale, presso la Presidenza. Ha poi partecipato poi al Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari "Silvano Tosi". Dal luglio 2013 al maggio 2018 ha lavorato presso FB & Associati, una società che si occupa di consulenza nel campo delle relazioni istituzionali. In tale società ha fondato e poi diretto per cinque anni FBLab, un Centro studi che si occupa di monitoraggio parlamentare e analisi dello scenario politico. Inoltre, è membro del CISE sin dalla sua costituzione, ha scritto numerosi contributi nei Dossier CISE e ha curato il quarto volume (Le Elezioni Politiche 2013). Oggi è funzionario del Ministero dell'Interno. I suoi principali interessi sono lo studio dell’assetto istituzionale, dei sistemi elettorali e dell’evoluzione storica dei sistemi partitici, nonché la raccolta, la catalogazione ed il confronto dei dati elettorali, a livello locale, nazionale ed internazionale.