Ballottaggi 2013: il colore politico delle nuove amministrazioni

di Aldo Paparo

Si è appena concluso il turno di ballottaggio in 66 comuni la cui popolazione supera i 15.000 abitanti. Il tasso di ricorso al secondo turno nei comuni superiori è stato del 72%, un paio di punti in calo rispetto ai valori massimi dell’anno scorso, ma comunque sempre estremamente elevato. In questo articolo riassumiamo i risultati che si sono registrati, concentrandoci sul colore politico delle coalizioni a sostegno dei vincitori nei diversi casi. Come si può osservare dalla tabella 1, la maggior parte dei ballottaggi si è svolta in regioni meridionali: 40. Esattamente la metà sono i casi del nord, mentre 6 sono i comuni della zona rossa.

Tab. 1 – Coalizione a sostegno dei sindaci uscenti nei comuni al ballottaggi nel 2013, per zona geopolitica.

Di questi comuni, i due terzi (44) erano stati conquistati nelle precedenti elezioni amministrative dal centrodestra, 19 dal centrosinistra, 2 da coalizioni centriste e Bussolengo dalla Lega senza il Pdl. Le amministrazioni uscenti targate Pdl erano esattamente pari alla media nazionale al nord e addirittura il 70% nei comuni meridionali. Al contrario, nella zona rossa il Pd partiva da un numero di giunte pari a quello del partito di Berlusconi.

La situazione si è ribaltata in questi ballottaggi. I nuovi sindaci sono per la maggior parte sostenuti dal Pd: in tutt’Italia sono 38, ovvero il 58% dei comuni superiori al ballottaggio. La coalizione di centrosinistra ha così raddoppiato il numero di comuni amministrati fra questi 66 rispetto al’ultima legislatura. Tale risultato non è però omogeneo territorialmente. Vittorie del centrosinistra si sono infatti verificate nel 77% dei comuni del nord o della zona rossa e nel 45% dei ballottaggi meridionali. Simmetrica la performance del Pdl, che al nord ha vinto in appena 2 comuni su 20 e nelle regioni rosse in 1 su 6, ma al sud si difende assai meglio: 9 comuni conquistati, venendo comunque doppiato dai 18 della coalizione rivale. In totale sono comunque appena il 18% i ballottaggi vinti dal centrodestra contenente il marchio Pdl.

Tab. 2 – Coalizioni vincenti ai ballottaggi nei comuni superiori per zona geopolitica.

 

In termini generali, possiamo osservare la netta de-bipolarizzazione rispetto alle precedenti elezioni comunali. Come si è già detto, allora furono appena il 4,5% i comuni vinti da una coalizione che non contenesse né il Pd né il Pdl. Oggi invece le amministrazioni fuori dai poli sono quasi una su quattro: 16 su 66, ovvero il 24%. Il sud si dimostra ancora una volta la zona con le maggiori possibilità per candidati indipendenti forti localmente: qui un comune su tre non è amministrato né dal centrodestra né dal centrosinistra.

Nessun candidato sostenuto da partiti è riuscito a vincere nel centro-nord, senza l’appoggio di uno dei due principali. Nelle regioni meridionali, invece, si registrano 3 successi per candidati sostenuti da liste di sinistra contro il candidato ufficiale dell’area; altrettanti per coalizioni di centro-destra, che però sfidavano anche quella targata Pdl. Inoltre sono concentrate nelle regioni meridionali anche le due vittorie del M5s e quella del terzo polo a Bisceglie.

Non sorprende che il terzo polo abbia maggiori successi al Sud: in fondo lì ha sempre raccolto la maggior parte dei suoi voti l’Udc, il più antico dei partiti di tale raggruppamento. Inoltre, anche alle recenti elezioni politiche, le uniche con la lista di Monti, il terzo polo ha fatto meglio al sud. Assai meno prevedibile alla vigilia era il fatto che il M5s avrebbe raccolto i suoi unici successi nel mezzogiorno. Alle comunali 2012 i suoi 5 ballottaggi furono tutti nel centro-nord: oggi 2 dei tre sono al sud, e sono anche entrambi vinti, a differenza di Martellago (Ve) in cui invece il candidato del movimento ha perso al secondo turno.

Nell’ultima sezione di questo articolo, presentiamo un riepilogo separato per i soli casi di ballottaggi fra i candidati delle coalizioni del bipolarismo italiano: quelle costruite attorno al Pd e al Pdl. Si tratta di 35 unità sui 66 secondi turni in totale, pari al 53%. L’anno scorso meno della metà dei comuni al ballottaggio vide confrontarsi i due poli. Come mostrato dalla tabella 3, anche in questo ristretto campione, il centrosinistra ha confermato la sua maggiore brillantezza elettorale: ha vinto in cinque comuni ogni sei, l’83%.

Tab. 3 – Dettaglio delle sfide di ballottaggio fra i candidati sostenuti dal Pd e dal Pdl per zona geopolitica.

In particolare, il centrodestra non è riuscito a recuperare il nessuno dei 21 comuni in cui sfidava il centrosinistra partendo da una situazione di svantaggio dopo il primo turno. Anche nei comuni dove invece partiva in vantaggio, le sconfitte sono più delle vittorie, soprattutto per effetto del pesante 3 – 7 nei comuni meridionali.

Riassumendo, possiamo innanzitutto sottolineare alcuni elementi sistemici. Sembra infatti delinearsi un certo ritorno verso una competizione bipolare, anche se in contesto ancora molto turbolento. In questo senso possiamo citare il tasso di ricorso ai ballottaggi in calo rispetto al 2012 – ma sempre superiore al 70%; la maggioranza assoluta delle sfide che ha visto confronti fra Pd e Pdl; quasi il 25% dei ballottaggi che non è però vinto né dall’uno né dell’altro polo.

Venendo invece nello specifico ai risultati delle coalizioni, il centrosinistra può davvero cantare vittoria: 38 vittorie – addirittura 11 su 11 nei capoluoghi di provincia -. Inoltre  questo risultato va inquadrato a partire dallo status quo ante: 44 comuni sui 66 al ballottaggio avevano amministrazioni uscenti di centrodestra.

Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.