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Due riconferme, un grande ritorno e una situazione che viene rimessa, al fotofinish, al giudizio del secondo turno. È questo il quadro delle elezioni amministrative in quattro comuni chiave dell’hinterland napoletano: Acerra, Portici, Pozzuoli e Torre Annunziata.

Il dato aggregato mostra un’affluenza del 53,4%, dieci punti in più rispetto alle europee del 2014, e dieci in meno delle politiche del 2013. Il calo più significativo si rileva però comparando queste con le precedenti elezioni comunali, in cui la partecipazione si era attestata al 69,3%: oltre 30.000 voti in meno, con una perdita considerevole di consensi da parte dei partiti ‘storici’, Pd e Forza Italia, mentre a crescere sono soggetti dal forte radicamento territoriale – come Centro Democratico e DemA –, oltre ai centristi di Area Popolare, a formazioni di destra come Noi con Salvini, Fratelli d’Italia e i suoi alleati e al MoVimento 5 stelle.

Tab. 1 – Risultati elettorali per partiti e blocchi politici nell’aggregato formato dai 4 comuni considerati a confronto con il passato [1] (clicca per ingrandire)cintura_NA_tableu

Ad Acerra, il sindaco uscente Raffaele Lettieri è riconfermato al primo turno con il 64.72%. A sostenerlo il Movimento Democratici e Progressisti e nove liste civiche, una coalizione del tutto diversa da quella che lo aveva portato in municipio cinque anni fa, costruita intorno all’Udc, che stavolta ha scelto di appoggiare la candidata del Pd, Paola Montesarchio, insieme anche alla lista azzurra di Forza Acerra – una sorta di ‘piccola grande coalizione’.

Vittoria al primo turno anche a Portici, dove Vincenzo Cuomo con il 65.60% diventa sindaco per la terza volta, tornando nella sua città dopo la parentesi nazionale che lo ha visto in Senato dal 2013. A sostenerlo, oltre al Pd, anche Psi, Udc e dieci liste civiche. Sconfitti Salvatore Iacomino, supportato da DemA, Movimento Democratici e Progressisti, Federazione dei Verdi, Sinistra Italiana, Centro Democratico e diverse liste civiche, Giovanni Erra del MoVimento 5 stelle e il civico Riccardo Russo.

Terza volta – la seconda consecutiva – anche per Vincenzo Figliolia a Pozzuoli, il più popoloso fra i comuni campani interessati dal voto. Il primo cittadino uscente ottiene un plebiscito (il 71.29%), con una coalizione formata da Pd, Federazione dei Verdi, Centro Democratico e sei liste civiche. Si fermano a grande distanza Antonio Caso del MoVimento 5 stelle (9.03%), Pasquale Giacobbe di Forza Italia (6.46%) e gli altri candidati civici.

Si andrà invece al ballottaggio a Torre Annunziata, dove dopo il lungo regno di Giosuè Starita la coalizione di Vincenzo Ascione, che fa riferimento allo stesso bacino elettorale – Pd, Udc e diverse liste civiche –, si è fermata al 49.52%. Ad un primo conteggio si era pensato ad un’affermazione sul filo di lana, con appena 17 voti che avrebbero garantito ad Ascione il superamento della soglia del 50%. Suo sfidante al secondo turno sarà Ciro Alfieri, appoggiato da Forza Italia, Centro Democratico, Partito Socialista, Rivoluzione Cristiana e otto liste civiche. Fuori dalla partita Pier Paolo Telese, candidato di DemA e altre liste civiche di sinistra.

Considerando i flussi di voto rispetto alle elezioni politiche del 2013, il quadro dei quattro comuni si presenta piuttosto interessante.

Ad Acerra, fatti 100 gli elettori di Paola Montesarchio, formalmente la candidata del Pd, solo 26 avevano votato Bersani quattro anni fa, mentre ben 45 avevano votato Berlusconi – la civica Forza Acerra riesce dunque a raccogliere in massima parte il centrodestra cittadino. Ben 27, invece, nel 2013 avevano scelto il non voto e di astenuti delle ultime politiche è composta la maggioranza dell’elettorato del vincente Lettieri (il 44%).

Fig. 1 – Flussi elettorali ad Acerra fra politiche 2013 e comunali 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi_acerra_fig

 

Colpisce per ragioni analoghe il dato di Portici, dove fatti 100 gli elettori di Cuomo ben 32 avevano votato Berlusconi nel 2013 mentre solo 29 Bersani. Un buona fetta dell’elettorato di Iacomino (30 su 100) è invece composto dagli elettori che alle politiche avevano scelto il centrosinistra, a fronte però di 65 che avevano optato per il non voto.

Fig. 2 – Flussi elettorali a Portici fra politiche 2013 e comunali 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi portici_fig

 

Più equilibrata la composizione dell’elettorato di Figliolia a Pozzuoli, dove di 100 suoi elettori, poco più di un terzo aveva votato Bersani nel 2013 (36.4%), mentre gli altri due terzi avevano scelto Berlusconi (29.8%) e l’astensione (30.5%). L’elettorato di Giacobbe, candidato del centrodestra, è formato invece per il 37.6% da elettori di Bersani e per oltre la metà (il 54.9%) da chi nel 2013 si era astenuto.

Fig. 3 – Flussi elettorali a Pozzuoli fra politiche 2013 e comunali 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi_pozzuoli_fig

 

Sorprendente, infine, il quadro di Torre Annunziata, dove fatti 100 gli elettori di Ascione, solo 13.4 avevano votato Pd nel 2013 mentre ben 44.6 Berlusconi e 29.3 Grillo. Più numerosa, in termini percentuali, è la componente del voto di Bersani nell’elettorato del candidato di sinistra Telese (44.5%) e perfino in quello di Alfieri (31.9%).

Fig. 4 – Flussi elettorali a Torre Annunziata fra politiche 2013 e comunali 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi_torre_fig

 

Tirando le somme di questa tornata amministrativa, la ‘cintura di Napoli’ si presenta caratterizzata da una scarsa coerenza di scelte rispetto all’opzione nazionale dell’elettorato. A determinare gli esiti, soprattutto nel caso dei tre uscenti vincitori al primo turno, sembra sia più la forza personale dei candidati che non quella delle appartenenze partitiche.

 

Bibliografia

Corbetta, P.G., A. Parisi e H.M.A. Schadee [1988], Elezioni in Italia: struttura e tipologia delle consultazioni politiche, Bologna, Il Mulino.

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.


NOTA METODOLOGICA

I flussi riportati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman separatamente alle 108 sezioni elettorali del comune di Acerra, alle sezioni del comune di Portici, alle del comune di Pozzuoli, e alle del comune di Torre Annunziata. In ciascuna città, abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (oggi o nel 2013), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 20% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Il valore dell’indice VR è pari a 14,2 (Acerra), 3,3 (Portici), 16,5 (Pozzuoli) e  7,6 (Torre Annunziata).


[1] Nella parte superiore di ciascuna tabella sono presentati i risultati al proporzionale; nella parte inferiore si usano i risultati maggioritari (per le comunali).

Sinistra è la somma dei risultati ottenuti da candidati (comunali) o partiti (politiche ed europee) di sinistra ma non in coalizione con il Pd;

il Centro-sinistra somma candidati (comunali) del Pd o le coalizioni (politiche ed europee) con il Pd;

Il Centro è formato da candidati (comunali) o coalizioni (politiche ed europee) sostenuti o contenenti almeno uno fra Udc, Ncd, Fli, Sc, Dc, Adc, Api, Udeur;

il Centro-destra somma candidati (comunali) sostenuti da Fi (o Pdl) o coalizioni (politiche ed europee) contenenti Fi (o Pdl) o Direzione Italia, Gs, Mpa;

la Destra è la somma di candidati (comunali) sostenuti da  Lega, Fdi o La Destra o coalizioni (politiche ed europee) contenenti almeno uno di questi.

Criteri per l’assegnazione di un candidati a un polo: se un candidato è sostenuto dal Pd o dal Pdl (o Fi) è attribuito al centro-sinistra e al centro-destra rispettivamente, a prescindere da quali altre liste facciano parte della coalizione a suo sostegno. Se un candidato è sostenuto solo da liste civiche è un candidato civico. Se una coalizione è mista civiche-partiti, questi trascinano il candidato nel loro proprio polo se valgono almeno il 10% della coalizione, altrimenti il candidato resta civico. Se un candidato è sostenuto da partiti appartenenti a diverse aree (escludendo Pd e Pdl che hanno la priorità), si valuta il relativo contributo dei diversi poli alla coalizione del candidato per determinarne l’assegnazione (al polo che pesa di più).