945 sono troppi? 600 sono pochi? Qual è il numero “ottimale” di parlamentari?

Lorenzo De Sio

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Lorenzo De Sio è professore ordinario di Scienza Politica presso la LUISS Guido Carli. Già Jean Monnet Fellow presso lo European University Institute e Visiting Research Fellow presso la University of California, Irvine, è membro del Consiglio Scientifico di ITANES (Italian National Election Studies) e partecipa a EUDO (European Union Democracy Observatory) e al progetto di ricerca internazionale “The True European Voter”. Oltre alla LUISS, ha insegnato nelle Università di Firenze e Siena. I suoi interessi di ricerca attuali vertono sui modelli spaziali e non-spaziali di comportamento di voto e competizione partitica, con particolare attenzione al ruolo delle issues. È autore dei volumi Elettori in movimento (Polistampa, 2008), Competizione e spazio politico (Il Mulino, 2011) e curatore di La politica cambia, i valori restano? Una ricerca sulla cultura politica dei cittadini toscani nonché co-curatore di vari altri volumi in italiano e in inglese. Tra le sue pubblicazioni ci sono articoli apparsi su American Political Science Review, Comparative Political Studies, Electoral Studies, West European Politics, South European Society and Politics, oltre che su numerose riviste scientifiche italiane. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.

945 parlamentari erano troppi? 600 sono troppo pochi? Ed esiste un numero “ottimale” di parlamentari? Il problema non è nuovo nella scienza politica, e uno dei contributi più interessanti sul tema è arrivato anni fa da Rein Taagepera, forse uno dei più importanti politologi viventi, insignito nel 2008 dell’ambitissimo premio Skytte, la più prestigiosa onorificenza nell’ambito della scienza politica, equivalente di un premio Nobel per questa disciplina. In una serie di articoli Taagepera (2002; 1972) si confrontò con il problema delle dimensioni ottimali di un’assemblea rappresentativa partendo da un punto di vista molto semplice....

Settembre 2019: inizia una nuova stagione, che coincide peraltro con una cesura nella politica italiana, con la fine del governo giallo-verde e la travagliata (e ancora incerta) gestazione di un nuovo governo giallo-rosso, a testimonianza della travolgente e complessa fase di cambiamento politico che ha investito il nostro paese a partire dal voto del 4 marzo del 2018. E alla vigilia di questo cambio di stagione abbiamo deciso (prima dell'iniziativa agostana di Salvini!) di rinnovare, dopo quattro anni - e in occasione dei quindici anni di vita del Cise, la veste grafica e la...

Fig. 1 – Simulazione esito elezioni politiche con i voti delle europee All'indomani del grande successo ottenuto nelle elezioni europee, abbiamo già sottolineato che uno degli aspetti più rilevanti della vittoria di Salvini è strategico: stando ai risultati del 26 maggio, una maggioranza alternativa a quella giallo-verde sarebbe possibile, se si andasse ad elezioni anticipate. Ma questa possibilità esiste davvero? E a quali condizioni? Sarebbe necessario includere anche Berlusconi, o per Salvini ci sarebbe la possibilità di una maggioranza più agile e ideologicamente omogenea, composta soltanto della Lega e da Fratelli D'Italia? Quale potrebbe essere una possibile strategia alternativa per il...

Ci sono dei numeri particolarmente importanti per capire l’evoluzione della politica italiana. I primi, come abbiamo già visto, sono 1,5, 2 e 3, ovvero per quanto si moltiplicano i voti della Lega rispettivamente al Nord, al Centro e al Sud. Ma ce ne sono altri forse anche più importanti, che vengono da un’interpretazione più approfondita dei flussi elettorali, ovvero delle stime dei movimenti di voto tra diversi partiti. Abbiamo già presentato, come altri istituti, diverse analisi di flusso (tra politiche 2018 e europee 2019); tuttavia – soprattutto quando ci sono tanti numeri – per trarne delle conclusioni utili bisogna...

Dietro al successo di Salvini c’è una sorprendente affermazione al Sud. Per vederlo è già sufficiente scorrere la lista (impressionante) dei 20 comuni in cui Salvini è cresciuto di più (Tabella 1). Sono tutti al Sud. Ovviamente il dato in teoria non sorprenderebbe più di tanto, perché partendo da livelli molto bassi (ma non sempre! vedi Cassano Irpino…) è facile moltiplicare i propri voti. Tuttavia, la performance è comunque notevole, e indicativa della grande crescita della Lega al Sud. Tab. 1 – I 20 comuni in cui Salvini è cresciuto di più Ma soprattutto, come vediamo adesso, è in realtà il segno...