Dall’Europa alla Sicilia: verso le elezioni politiche 2013

Lorenzo De Sio

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Lorenzo De Sio è professore ordinario di Scienza Politica presso la LUISS Guido Carli. Già Jean Monnet Fellow presso lo European University Institute e Visiting Research Fellow presso la University of California, Irvine, è membro del Consiglio Scientifico di ITANES (Italian National Election Studies) e partecipa a EUDO (European Union Democracy Observatory) e al progetto di ricerca internazionale “The True European Voter”. Oltre alla LUISS, ha insegnato nelle Università di Firenze e Siena. I suoi interessi di ricerca attuali vertono sui modelli spaziali e non-spaziali di comportamento di voto e competizione partitica, con particolare attenzione al ruolo delle issues. È autore dei volumi Elettori in movimento (Polistampa, 2008), Competizione e spazio politico (Il Mulino, 2011) e curatore di La politica cambia, i valori restano? Una ricerca sulla cultura politica dei cittadini toscani nonché co-curatore di vari altri volumi in italiano e in inglese. Tra le sue pubblicazioni ci sono articoli apparsi su American Political Science Review, Comparative Political Studies, Electoral Studies, West European Politics, South European Society and Politics, oltre che su numerose riviste scientifiche italiane. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.

di Lorenzo De Sio e Vincenzo Emanuele Abbiamo aperto questo volume cercando di tratteggiare al meglio il contesto in cui si svolgono le imminenti elezioni politiche, alla ricerca di una chiave con cui delineare le possibili interpretazioni del risultato. Di conseguenza ci siamo trovati di fronte alla scelta pressoché obbligata di tenere conto di tre elementi chiave. Anzitutto il contesto internazionale, osservato attraverso le lenti dell’influenza della crisi economica sui risultati elettorali in alcuni importanti paesi europei. In secondo luogo, le elezioni siciliane dell’ottobre 2012, in grado di anticipare importanti segnali e dinamiche delle successive elezioni politiche, dato il peso di questa regione. Infine, le elezioni primarie del centrosinistra, come testimonianza di una dinamica di rimobilitazione dell’elettorato di questa parte politica.

The third Eurozone economy and one of the six founders of the EEC (the direct ancestor of the European Union) in 1957, Italy is experiencing in recent years a season of political instability and uncertainty, especially after the crisis of Silvio Berlusconi’s leadership in the centre-right camp. A situation which has not improved after the results of the general election held in February 2013, whose overall outcome can be described as a dangerous stalemate. A new, anti-establishment party (the 5-Star Movement led by comedian Beppe Grillo) becoming the largest party with 25,6% of votes; the absence of any cohesive political majority in the Senate (whose vote of confidence is required); the installation of a government based on an oversized, hardly manageable political majority, led by Enrico Letta. How did all this happen? What are the political and the institutional factors that produced this outcome? What is the size and scope of the success of Beppe Grillo? Where are his votes coming from? Who paid the “cost of government” for the previous legislature? What are the likely scenarios for the future? First answers to such questions are presented in this book, which collects revised versions of short research notes published in Italian on the CISE website between February and April 2013, along with additional material published in Italian and English by CISE scholars on the Italian and international media. The goal of this book is to provide – in a timely fashion – a set of fresh, short analyses, able to provide a non-technical audience (including journalists, practitioners of politics, and everyone interested in Italian politics) with information and data about Italian electoral politics. Even electoral scholars will find interesting information, able to stimulate the construction of more structured research hypotheses to be tested in more depth. Too often international commentators portray Italian politics in a superficial fashion, without the support of fresh data and a proper understanding of the deeper processes involved. With this book, in spite of its limited scope, we hope to contribute to filling this gap.

di Lorenzo De Sio Con l’autunno 2012 iniziano a giungere i risultati più significativi dell’indagine Panel Elettorale CISE. Nella primavera di quest’anno, infatti, il CISE ha inteso iniziare a monitorare quella che già all’epoca era identificabile come una fase cruciale nella transizione del sistema politico italiano. E’ così che è nato il Panel Elettorale CISE: un’indagine di tipo panel, in cui un campione rappresentativo della popolazione elettorale italiana viene intervistato in più occasioni, a distanza di vari mesi, in modo da poter ricostruire non soltanto i cambiamenti complessivi dell’opinione pubblica, ma i veri e propri cambiamenti degli atteggiamenti e delle...

di Lorenzo De Sio Un anno fa il CISE conduceva la prima rilevazione dell'Osservatorio Politico: un'indagine campionaria CATI condotta su un campione di 1500 intervistati, dedicata non soltanto alle intenzioni di voto degli italiani, ma anche e soprattutto a rilevare un insieme più ampio di atteggiamenti e opinioni relativi al rapporto tra cittadini e partiti politici. Alcuni semplici dati di quell'indagine: il Pdl primo partito con quasi il 30%; la percentuale di potenziali astenuti sotto il 20% (molto simile alla percentuale abitualmente registrata nelle elezioni politiche); il Movimento 5 Stelle all'1,4%. Dati che ci danno la misura di quanto sia accaduto in...

Come vedono i toscani la politica? Che rapporto hanno con essa? C'è qualcosa di diverso rispetto alla «subcultura rossa» della Prima Repubblica? Da questa ricerca, commissionata dalla Regione Toscana e condotta dal Centro Italiano Studi Elettorali con un approccio misto, quantitativo e qualitativo, emergono risposte articolate. Da un lato, è viva e in salute la partecipazione associativa, espressione di una tradizione che viene da lontano. Dall'altro, emerge invece un declino della partecipazione politica, assieme a elementi di tensione nel rapporto tra cittadini, partiti e istituzioni. Segni inevitabili del grande cambiamento simbolico e organizzativo che ha investito i partiti...