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    Oltre il voto ai partiti: le insidie dei collegi uninominali

    Nicola Maggini

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    Nicola Maggini è borsista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università degli Studi di Firenze e membro del CISE (Centro Italiano di Studi Elettorali). Nel marzo 2012 si è addottorato, con lode, in Scienza della Politica all’Istituto Italiano di Scienze Umane. Attualmente partecipa al progetto di ricerca europeo Sirius-Skills and Integration of Migrants, Refugees and Asylum Applicants in European Labour Markets, dopo aver partecipato al progetto TransSol-Transnational solidarity at times of crisis. Ha pubblicato articoli in diverse riviste scientifiche, tra cui South European Society and Politics, RISP-Italian Political Science Review, Journal of Contemporary European Research, Studia Politica-Romanian Political Science Review, Italian Politics & Society, Czech Journal of Political Science, SocietàMutamentoPolitica-Rivista Italiana di Sociologia e Quaderni dell’Osservatorio Elettorale. Ha pubblicato, per Palgrave MacMillan, il libro Young People’s Voting Behaviour in Europe. A Comparative Perspective. (Palgrave Macmillan, 2016) È inoltre coautore di diversi capitoli in volumi collettanei e ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE. Infine, è autore di diverse note di ricerca pubblicate nella serie dei Dossier CISE. I suoi interessi di ricerca si concentrano sullo studio degli atteggiamenti e comportamenti socio-politici, dei sistemi elettorali, del comportamento di voto e della competizione partitica in prospettiva comparata.

    Nel sondaggio CISE-Sole 24 Ore sulle intenzioni di voto alle elezioni politiche del 4 marzo 2018, abbiamo chiesto agli intervistati non solo il tradizionale voto alla lista, ma anche il voto al candidato nel loro collegio uninominale (menzionando i nomi dei candidati e delle rispettive liste che li sostenevano). Incrociando il voto al partito con il voto al candidato nel collegio uninominale (vedi Tabella 1), è possibile capire se voto di lista e voto al candidato coincidano o se esista invece una discrasia tra arena proporzionale e maggioritaria. Tabella 1 – Matrice di flusso fra intenzioni di voto alla lista...

    Domenica 24 settembre gli elettori tedeschi si sono recati alle urne per il rinnovo del Bundestag. Si è trattato della quarta elezione politica che ha riguardato un paese importante dell’Unione Europea nel corso del 2017, dopo Olanda, Francia e Regno Unito. L’esito delle elezioni è stato in linea con quanto previsto dai sondaggi, anche se con qualche piccola sorpresa circa le percentuali raccolte dai vari partiti: la CDU-CSU della Cancelliera Angela Merkel è stato nettamente il partito più votato come rilevato nelle intenzioni di voto della vigilia, ma con una percentuale un po’ inferiore rispetto a quella preventivata, mentre...

    Per esaminare l’esito dei ballottaggi di queste elezioni comunali, il primo elemento da cui partire è quello relativo alla partecipazione elettorale (vedi Tabella 1). L’affluenza nei 111 comuni superiori ai 15.000 abitanti andati al ballottaggio è stata del 45,9%, con un calo di 12,4 punti percentuali rispetto al primo turno. La stessa cosa è avvenuta nei 22 comuni capoluogo, dove al ballottaggio ha votato il 44,6%, con un calo di 11,6 punti rispetto al primo turno. Questo significa che meno della metà degli elettori ha deciso di recarsi alle urne per scegliere il sindaco della propria città. Un dato...

    A Pistoia il sindaco uscente era Samuele Bertinelli del PD, che aveva vinto nel 2012 con il 59% dei voti al primo turno. Questa volta non solo non è riuscito a riconfermarsi al primo turno, quando è arrivato primo fermandosi al 37,5%, ma al secondo turno si è fatto sorpassare dallo sfidante della coalizione di centrodestra Alessandro Tomasi (di Fratelli d’Italia) che si è nettamente imposto con il 54,3% dei voti. Il dato è storico perché la città dal dopoguerra è stata sempre governata da un sindaco di sinistra o di centrosinistra. Per capire le dinamiche che hanno portato...

    Il primo dato di cui tenere conto per analizzare l’esito di queste elezioni amministrative è, come sempre, quello relativo alla partecipazione elettorale. Osservando i 149 comuni superiori ai 15.000 abitanti al voto, l’affluenza è stata del 58,5%, con un netto calo di 7,5 punti rispetto alle precedenti comunali (vedi Tabella 1). Se il termine di raffronto sono le politiche del 2013, in questo insieme di comuni il calo è stato di ben 14,1 punti. Al contrario, rispetto alle europee del 2014 l’affluenza è aumentata di 5,1 punti. Da questo punto di vista quindi queste elezioni sono state un evento...