Crescita e nazionalizzazione della Lega di Salvini

di

Lorenzo De Sio

Simbolo della Lega e immagine dell'Italia

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Il partito di Salvini è il chiaro vincitore di queste elezioni politiche con il 17,6% dei voti validi diventando il terzo partito italiano a un’incollatura dal Pd e vincendo la competizione interna al centrodestra nei confronti di Forza Italia. Non solo, è anche il partito che è cresciuto di più rispetto alle elezioni del 2013, incrementando di oltre 13 punti. Una sola volta dal 1992, nel 1996, la Lega Nord era riuscita a superare il 10% a livello nazionale (10,1%).
Fig. 1 – Risultati elettorali della Lega (Nord) alla Camera
Descrizione generale: Un diagramma a barre verticali con sfondo bianco e linee di griglia orizzontali quasi impercettibili. L'asse orizzontale riporta gli anni delle elezioni politiche (1987, 1992, 1994, 1996, 2001, 2006, 2008, 2013, 2018), mentre l'asse verticale (non esplicitato numericamente, ma proporzionale) misura i valori percentuali. Il grafico presenta nove barre verticali di colore verde chiaro, ciascuna sormontata dal rispettivo valore numerico. Il tracciato documenta graficamente la nascita elettorale del movimento, la sua stabilizzazione altalenante come forza regionalista e infine la sua spettacolare ed eccezionale esplosione come forza nazionale nel 2018.

Dettaglio della serie storica per raggruppamenti temporali

• Fase d'esordio e consolidamento (1987-1996):
	• 1987: Il tracciato storico si apre con un dato marginale pari allo 0,5%, che segna l'ingresso iniziale del movimento sulla scena politica.
	• 1992: In coincidenza con il crollo dei partiti tradizionali (Tangentopoli), si registra un balzo improvviso che porta il partito all'8,7%.
	• 1994: Si mantiene stabile su livelli elevati attestandosi all'8,4%, partecipando alla prima coalizione vincente di centrodestra.
	• 1996: Correndo in solitaria, la Lega tocca il suo massimo relativo della Seconda Repubblica raggiungendo la doppia cifra a quota 10,1%.
• Fase di declino e oscillazione ciclica (2001-2013):
	• 2001: Subisce una netta contrazione sul territorio, flettendo vistosamente fino al 3,9%.
	• 2006: Inizia una lenta risalita posizionandosi al 4,6%.
	• 2008: Torna a registrare un ottimo risultato d'area assestandosi all'8,3%, trainata dall'alleanza di governo con il Popolo della Libertà.
	• 2013: Crolla nuovamente ai minimi storici nell'anno dell'exploit del Movimento 5 Stelle, scendendo a un marginale 4,1%.
• L'exploit nazionale (2018):
	• 2018: La serie storica si chiude compiendo un'impennata verticale senza precedenti: il partito quadruplica i consensi rispetto alla tornata precedente e schizza al valore massimo storico assoluto dell'intero grafico a quota 17,6%, sancendo la sua trasformazione in forza politica a diffusione nazionale.