Roberto D’Alimonte, Professore di Sistema Politico alla Luiss e fondatore e presidente del CISE, è stato audito oggi nella I Commissione della Camera dei Deputati nell’ambito dell’esame della proposta di riforma della legge elettorale. Il suo giudizio è articolato, ma non privo di riserve. «È la migliore riforma possibile? No. Ci fa fare un passo avanti rispetto all’attuale legge sulla stabilità? Sì», una distinzione che sintetizza l’intera posizione dell’esperto: la proposta supera l’attuale Rosato, ma presenta criticità che ne limitano l’efficacia.
Il nodo centrale riguarda il premio di maggioranza, configurato in cifra fissa anziché percentuale. Secondo D’Alimonte, il meccanismo presenta due rischi opposti: in alcune condizioni potrebbe non garantire la maggioranza assoluta dei seggi, risultando troppo basso, mentre in altre potrebbe consentire a una coalizione di raggiungere il 60% dei seggi, rendendosi eccessivo. La soluzione più praticabile? «Abbassare il tetto», ha spiegato.
Critiche anche al ballottaggio, definito in questa formulazione come «creativo» e potenzialmente paradossale: una coalizione con il 37-38% dei voti potrebbe infatti vincere al secondo turno senza ottenere una maggioranza assoluta di seggi. D’Alimonte ha ribadito di essere favorevole a un ballottaggio classico tra le due coalizioni più votate qualora nessuna superi il 40%. Una soluzione che, tuttavia, potrebbe non incontrare il favore della Corte Costituzionale, alla luce della nota sentenza 35/2017 sull’Italicum: «Una sentenza sbagliata, perché non conosce effettivamente come funzionano le democrazie».
In chiusura, un appello trasversale: «Ci sono tutte le condizioni per poter fare una riforma condivisa. Questo Paese ne ha bisogno».
Riportiamo qui il video dell’audizione. Nel caso di problemi con la riproduzione, l’intervento è visibile in questo link a partire dal minuto 13:00, all’interno del canale YouTube della Camera dei Deputati.
