Comunali 2013: il bilancio complessivo delle vittorie nei 92 comuni superiori

di Aldo Paparo

Dopo la conclusione del tuno di ballottaggio, è possibile tirare le somme relativamente alle elezioni comunali 2013, almeno in riferimento al territorio peninsulare, in attesa del completamento delle elezioni in Sicilia. Sono stati coinvolti un totale di 92 comuni superiori ai 15.000 abitanti: 26 hanno eletto il proprio sindaco al primo turno, 66 invece al ballottaggio. La tabella 1 riassume il risultato finale per tutti i comuni, guardando alla coalizione a sostegno dei diversi candidati sindaco risultati vincitori.

Fig. 1 – Coalizioni vincenti nei 92 comuni superiori al voto nel 2013, confronto con le precedenti elezioni comunali.

 

Come si può facilmente osservare, queste elezioni hanno segnato una svolta piuttosto profonda rispetto ai risultati registrati in occasione delle precedenti elezioni comunali.  Le giunte che in tale occasione erano state conquistate dal centrodestra erano il 54% dei casi, ovvero 50 unità. La coalizione di centrosinistra amministrava 35 comuni, ovvero il 38%. Uno dei due principali partiti era dunque al governo cittadino in oltre il 90% dei casi. Tre comuni erano governati dall’Udc, 2 dalla Lega senza l’alleato Berlusconi, a Massa il sindaco uscente era sostenuto da una coalizione di partiti di sinistra non comprendente il Pd. Solo ad Aprilia si era registrato il successo di un candidato indipendente, fuori dai principali schieramenti e non sostenuto da alcun partito.

Oggi il centrodestra ha perso i due terzi delle amministrazioni, fermandosi a quota 17, meno del 20% del totale dei comuni al voto. Addirittura oltre i tre quarti dei comuni precedentemente governati dal Pdl ha cambiato colore politico, mentre appena 12 hanno eletto a sindaco il candidato sostenuto dalla coalizione berlusconiana. Il Pd ha visto la vittoria del proprio candidato in 54 comuni superiori, andando quindi il risultato del centrodestra nella tornata precedente.

Accanto al ribaltamento nei rapporti di forza fra le due coalizioni principali, un secondo elemento emerge dal confronto con la situazione precedente queste elezioni. Si tratta della de-bipolarizzazione del nostro sistema politico. Infatti quest’oggi constatiamo che 21 comuni hanno eletto sindaci non sostenuti né dal Pd né dal Pdl, quasi un quarto del totale. Inoltre merita di essere sottolineato come queste vittorie non riflettano la stabilizzazione dei due nuovi attori emersi alle recenti elezioni politiche. Infatti  appena 3 amministrazioni sono state conquistate dal terzo polo o dal M5s, che a febbraio avevano raccolto, insieme ai due poli maggiori, quasi il 95% dei voti degli elettori italiani. Ben 12 comuni, oltre il 13% del nostro campione, ha invece eletto un sindaco civico, non sostenuto da alcun partito.

Passiamo ora ad analizzare come il risultato che abbiamo fin qui presentato si articoli nelle diverse zone geopolitiche del nostro paese. Iniziamo dal nord, i cui dati sono mostrati nella figura 2. Come si vede si tratta di 28 unità, 11 delle quali precedentemente amministrate dal centrosinistra, 17 invece dal centrodestra – incluse le due della Lega senza il Pdl. Oggi il centrodestra è praticamente scomparso al nord; gli sono rimaste 3 sole giunte: Albignasego, Orbassano e Villafranca di Verona, dove i sindaci incumbent Barison, Gambetta e Faccioli sono riusciti a strappare un secondo mandato.

Fig. 2 – Coalizioni vincenti nei 28 comuni superiori settentrionali al voto nel 2013, confronto con le precedenti elezioni comunali.

 

Coalizioni civiche, prive di simboli partitici, hanno conquistato più comuni del Pdl: 4. Il centrosinistra del Pd ha sostanzialmente raddoppiato le proprie giunte ed amministrerà i tre quarti dei comuni superiori del nord che hanno rinnovato i propri organi elettivi in questo 2013 (21).

Come riportato dalla tabella 3, nelle regioni della zona rossa il Pd partiva già, in controtendenza rispetto al resto del paese, da un buon bottino. Amministrava infatti in 8 comuni su 12, esattamente i due terzi. In questa tornata ha però fatto registrare un risultato sensazionale: 11 giunte su 12 conterranno suoi esponenti, ovvero oltre il 90%.

Solo a Falconara Marittima (An), il Pdl ha conquistato la vittoria. Qui il sindaco uscente Brandoni è riuscito in due turni ad avere la meglio sullo sfidante di centrosinistra e così, dopo avere vinto cinque anni fa per una manciata di voti e alquanto inaspettatamente dopo i risultati del primo turno, ha ottenuto la riconferma venendo premiato da consensi crescenti in valore assoluto, nonostante il calo dell’affluenza registrato.

Fig. 3 – Coalizioni vincenti nei 12 comuni superiori della zona rossa al voto nel 2013, confronto con le precedenti elezioni comunali.

Da sottolineare anche come nelle 4 regioni in esame, nessun comune abbia visto vincere candidati terzi rispetto ai due principali. Ancora una volta in controtendenza con il resto del paese, le vittorie fuori dai poli qui sono diminuite rispetto alla precedente tornata comunale, anche se certo se ne era registrata una soltanto già allora.

In totale nelle regioni centrosettentrionali, la coalizione di centrosinistra ha vinto nell’80% dei 40 comuni; il centrodestra in comune su 10, esattamente tanti quanti candidati non partitici.

Nelle regioni meridionali la situazione è piuttosto differente, se non per la parte politica vincitrice, quantomeno nelle proporzioni della vittoria. Come si può vedere dalla figura 3, le amministrazioni uscenti erano 32 per il centrodestra, il doppio delle 16 del centrosinistra. In totale, quindi, 48 comuni su 52 avevano uno dei due grandi partiti in giunta: il 92%, pari alla media nazionale. Qui, poi, erano concentrate le tre amministrazioni uscenti dell’Udc.

Anche al sud oggi il centrosinistra ha vinto in più comuni del centrodestra. Ma la coalizione del Pdl vi si è difesa certamente molto meglio che altrove. I comuni vinti sono 13, certo in netto calo rispetto alle consultazioni precedenti, ma comunque un terzo dei comuni ha eletto il sindaco collegato sulla scheda al partito di Berlusconi. Il centrosinistra ha migliorato in termini di amministrazioni conquistate, ma non quanto nelle regioni settentrionali: oggi sono 22, con un tasso di crescita inferiore al 40%. Il Pd sarà al governo nel 42% dei comuni meridionali: la metà circa rispetto alla percentuale dell’aggregato centro-nord.

Fig. 4 – Coalizioni vincenti nei 52 comuni superiori meridionali al voto nel 2013, confronto con le precedenti elezioni comunali.

 

Al sud si registrano anche molte vittorie per attori esterni ai due poli principali: in totale sono 17, ovvero un terzo dei casi. Otto sono i candidati civici ad averla spuntata nella corsa a sindaco, tale valore è in linea con quello del nord e comunque poco superiore alla media sui 92 comuni. Invece sono eccezionalità meridionale le 6 vittorie equamente divisi fra coalizioni di centrosinistra e di centrodestra che correvano anche contro il partito principale della rispettiva area politica.

Sempre al sud si sono verificate le uniche vittorie per i candidati del M5s in questo 2013 (Assemini e Pomezia), in controtendenza rispetto ai primi successi arrivati nel 2012 al centro-nord; così come l’unica vittoria del terzo polo (Bisceglie), che per assurdo era andato meglio in questi comuni quando non esisteva e l’Udc correva da sola.

Ricapitalando, i 92 comuni superiori che hanno votato per il sindaco e il consiglio comunale gli scorsi 26 e 27 maggio hanno fatto segnare una decisa svolta a sinistra. Le amministrazioni uscenti erano 50 per il Pdl, contro le 35 del Pd. Oggi sono 54 quelle del partito guidato da Epifani, contro le 17 del centrodestra. Abbiamo poi osservato una marcata divaricazione fra nord e sud: nelle regioni della zona rossa e in quelle a nord di questa, il Pd ha vinto in 8 comuni su 10, contro il 10% del Pdl. A sud della cintura rossa, la percentuale di vittorie del Pd è del 42% contro il 25% della coalizione rivale.

Inoltre si è registrato un forte aumento delle vittorie fuori dai due poli: sono infatti triplicate, da 7 a 21. Così oggi quasi un quarto dei comuni non ha eletto né il candidato del Pd, né quello del Pdl. Questo fenomeno è particolarmente mercato nel mezzogiorno, dove i comuni non bipolari sono più che quadruplicati, passando da valori in linea con le altre zone nella tornata precedente, al 33% di queste comunali.

Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.