Test su divisioni a sinistra e tenuta M5S

di

Roberto D'Alimonte

Loghi di partito

Pubblicato su Il Sole 24 Ore dell’11 giugno

Le elezioni locali in Italia hanno sempre avuto una rilevanza nazionale. Un anno fa fecero scoprire alla massa degli osservatori la competitività del M5s. In particolare la sconfitta di Fassino a Torino al secondo turno contro la Appendino fu una grande sorpresa. Come le 19 vittorie del Movimento nei 20 ballottaggi in cui era presente. Fu allora che partì la campagna di delegittimazione dell’Italicum con la scusa che avrebbe fatto vincere Di Maio contro Renzi.

Oggi si torna a votare in un contesto diverso dall’anno scorso e soprattutto da cinque anni fa. Il numero dei comuni maggiori al voto non è elevato. Si tratta di 161 comuni sopra i 15.000 abitanti. Ma tra questi ci sono 25 comuni capoluogo, di cui alcuni  importanti come Palermo, Genova, Verona, Parma. Inoltre quello che rende molto interessante questo test è il fatto casuale che questo insieme di comuni è così ben distribuito territorialmente e politicamente da rappresentare un campione rappresentativo dell’elettorato nazionale. In altre parole, come si vede nella tabella in pagina , nei 150 comuni  in cui si vota oggi, e dove si è votato anche nella tornata precedente con il sistema maggioritario a due turni, i partiti hanno preso – chi più, chi meno- una percentuale di voti simile a quella che hanno ottenuto a livello nazionale, sia alle europee del 2014 che alle politiche del 2013.

Per esempio, alle europee del 2014 il Pd ha preso il 40,8% a livello nazionale e nei 150 comuni del campione ha preso esattamente la stessa percentuale, mentre alle politiche del 2013 aveva preso una % leggermente inferiore (24,6% contro il 25,4%). Così per gli altri partiti, con l’unica parziale eccezione della Lega. Per questo sarà possibile ricavare dal risultato in questi comuni una stima relativamente attendibile del consenso effettivo di partiti e coalizioni e quindi  dei loro rapporti di forza. Non dovremo quindi basarci più solo sui dati di sondaggio che molti ritengono oggi poco affidabili. Avremo finalmente dei dati ‘veri’ per cercare di capire cosa potrebbe succedere alle prossime politiche.

Tab. 1 – I risultati delle politiche 2013 e delle europee 2014 nei 150 comuni superiori al voto e a livello nazionale[1]


1. Quadro Generale dei Candidati Sindaci (Sezione superiore)

Mappa la frammentazione e la diffusione dei diversi aspiranti alla carica di primo cittadino sul territorio:
• Candidati totali sulla scena locale:
	• Si registrano 343 candidati totali nell'aggregato dei comuni superiori, pari a una media fissa di 5,7 candidati per comune.
	• Questo indicatore sale vistosamente nei comuni capoluogo, dove si contano 97 candidati totali con una media più densa pari a 8,1 candidati per comune.
• Presenza e copertura percentuale delle forze politiche principali:
	• Candidati sostenuti anche dal Pd: Garantiscono una copertura totalitaria e capillare sul territorio, registrando il 100% di presenza nei comuni capoluogo (12 candidati) e sfiorando il cappotto nei comuni superiori attestandosi al 95% (57 candidati).
	• Candidati sostenuti solo da M5s: Mostrano anch'essi una copertura fissa del 100% nei capoluoghi (12 candidati) e mantengono un solido 80% nei restanti comuni superiori (48 candidati).
	• Candidati sostenuti anche da Fi: Raggiungono un'altissima capillarità sul territorio, registrando il 95% di presenza nei comuni superiori (57 candidati) e il 92% nei comuni capoluogo (11 candidati).
	• Altri candidati (Liste civiche e forze minori isolate): Costituiscono il gruppo numericamente più imponente dell'intera tabella, facendo registrare una media per comune del 223% (134 candidati) nei comuni superiori e schizzando al 425% di presenza nei comuni capoluogo (51 candidati), a testimonianza del forte localismo civico urbano.
	• Candidati sostenuti soli da partiti di sinistra: Si attestano a una media per comune del 45% nei comuni superiori (27 candidati), ma compiono un balzo salendo al 67% nei comuni capoluogo (8 candidati).
	• Candidati sostenuti solo da Lega, Fdi e Ap, Udc: Mostrano un radicamento prettamente minoritario o confinato ai centri minori; il blocco Lega-Fdi raccoglie 16 candidati (27% di media) nei comuni superiori e scende a un solo candidato nei capoluoghi (8%), mentre l'asse Ap-Udc registra 4 candidati (7% di media) nei comuni superiori e si ferma a 2 nei capoluoghi (17%).

2. Quadro Generale delle Liste Elettorali e delle Coalizioni (Sezione inferiore)

Analizza il numero di simboli e liste a supporto delle diverse coalizioni, quantificando la frammentazione e la consistenza dei blocchi di alleanze:
• Liste totali in campo:
	• Ammontano a 792 liste complessive nei comuni superiori, traducendosi in una media di 13,2 liste per comune.
	• Il volume cresce in modo imponente all'interno dei dodici comuni capoluogo, dove si concentrano ben 222 liste totali con una media record di 18,5 liste per comune.
• Rendimento e frammentazione per singola area politica:
	• Liste a sostegno di candidati Fi: Costituiscono il blocco coalizionale più pesante e strutturato del grafico, mettendo in campo 243 liste totali nei comuni superiori (media di 4,3) e salendo a 65 liste totali nei capoluoghi, per una media fissa di 5,9 liste a supporto per comune.
	• Liste a sostegno di altri candidati: Evidenziano la gigantesca proliferazione di simboli civici ed autonomi locali, registrando 217 liste nei comuni superiori (media di 4,5) e balzando a 74 liste totali nei capoluoghi, per una media record di 6,2 liste per comune.
	• Liste a sostegno di candidati Pd: Rappresentano un altro pilastro fondamentale per ampiezza delle alleanze, potendo contare su 183 liste totali nei comuni superiori (media di 3,2) e su 47 liste nei capoluoghi, con una media di 3,9 liste per comune.
	• Liste a sostegno di candidati di sinistra: Si attestano a quota 46 nei comuni superiori (media di 1,7) e si fissano a quota 15 liste complessive nei capoluoghi (media di 1,9).
	• Liste a sostegno di candidati Lega, Fdi e Ap, Udc: Il blocco Lega-Fdi raccoglie 40 liste nei comuni superiori (media di 2,5 per comune in cui è presente il candidato) e si riduce a un'unica lista (1,0) nei capoluoghi; la voce Ap-Udc registra 12 liste nei comuni superiori (media di 3,0) e 8 liste nei capoluoghi (media di 4,0).

ll dato più interessante di questa tornata elettorale sta nella diversità della offerta politica tra centro-sinistra e centro-destra rispetto a cinque anni fa. Allora lo schieramento più unito fu il primo, oggi è il secondo.  Sul totale dei 161 comuni sono ben 88 i candidati sostenuti solo dai partiti alla sinistra del Pd. Nei venticinque capoluoghi i candidati dei partiti di sinistra che si contrappongono a quello del Pd sono addirittura 28.

Tab. 2 – Riepilogo dell’offerta elettorale, candidati e liste


1. Quadro Generale dei Candidati Sindaci (Sezione superiore)

Mappa la frammentazione e la diffusione dei diversi aspiranti alla carica di primo cittadino sul territorio:
• Candidati totali sulla scena locale:
	• Si registrano 904 candidati totali nell'aggregato dei comuni superiori, pari a una media fissa di 5,6 candidati per comune.
	• Questo indicatore sale vistosamente nei comuni capoluogo, dove si contano 186 candidati totali con una media più densa pari a 7,4 candidati per comune.
• Presenza e copertura dei partiti e dei movimenti principali:
	• Candidati sostenuti anche dal Pd / anche da Fi / solo da M5s: Mostrano una copertura totalitaria e impeccabile nei centri urbani maggiori, registrando ciascuno esattamente 25 candidati nei 25 comuni capoluogo (media fissa di 1,0 per comune). Nei comuni superiori si attestano rispettivamente a 142 candidati (media 0,9), 133 candidati (media 0,8) e 131 candidati (media 0,8).
	• Altri candidati (Liste civiche pure e forze minori isolate): Costituiscono il gruppo numericamente più imponente della sezione, facendo registrare una media per comune di 2,1 (342 candidati) nei comuni superiori e schizzando a ben 77 candidati nei comuni capoluogo, per una media densa di 3,1 candidati per comune.
	• Candidati sostenuti solo da partiti di sinistra: Si attestano a una media di 0,5 nei comuni superiori (88 candidati), ma salgono a 28 candidati nei comuni capoluogo (media di 1,1 per comune).
	• Candidati sostenuti solo da Lega, Fdi e Ap, Udc: Mostrano un radicamento ridotto nei capoluoghi; il blocco autonomo Lega-Fdi raccoglie 46 candidati nei comuni superiori (media 0,3) e scende a soli 2 candidati nei capoluoghi (0,1), mentre l'asse Ap-Udc registra 22 candidati nei comuni superiori (media 0,1) e 4 candidati nei capoluoghi (media 0,2).

2. Quadro Generale delle Liste Elettorali e delle Coalizioni (Sezione inferiore)

Analizza il numero di simboli e liste a supporto delle diverse coalizioni, quantificando la frammentazione e la consistenza dei blocchi di alleanze:
• Liste totali in campo:
	• Ammontano a un volume imponente di 2.414 liste complessive nei comuni superiori, traducendosi in una media di 15,0 liste per comune.
	• Il dato cresce ulteriormente all'interno dei venticinque comuni capoluogo, dove si concentrano ben 485 liste totali con una media record di 19,4 liste per comune.
• Rendimento e frammentazione per singola area politica:
	• Liste a sostegno di candidati Fi: Costituiscono il blocco coalizionale più pesante e strutturato nei centri maggiori, mettendo in campo 598 liste nei comuni superiori (media di 4,5) e salendo a 152 liste totali nei capoluoghi, per una media fissa di 6,0 liste a supporto per comune.
	• Liste a sostegno di candidati Pd: Rappresentano l'altro pilastro fondamentale delle alleanze tradizionali, potendo contare su 599 liste totali nei comuni superiori (media di 4,2) e su 126 liste nei capoluoghi, con una media di 5,0 liste per comune.
	• Liste a sostegno di altri candidati: Evidenziano la gigantesca proliferazione di simboli civici ed autonomi locali, registrando 724 liste totali nei comuni superiori (media di 5,8) e balzando a 114 liste nei capoluoghi (media di 5,2).
	• Liste a sostegno di candidati di sinistra: Si attestano a quota 189 nei comuni superiori (media di 2,0) e si fissano a quota 49 liste complessive nei capoluoghi (media di 1,8).
	• Liste a sostegno di candidati Ap, Udc e Lega, Fdi: La voce Ap-Udc registra 64 liste nei comuni superiori (media di 3,2) e 17 liste nei capoluoghi (media di 4,8); il blocco isolato Lega-Fdi raccoglie 106 liste nei comuni superiori (media di 2,3) e si riduce ad appena 2 liste nei capoluoghi (media fissa di 1,0).

Solo a Oristano , Rieti e Como il Pd non ha almeno uno sfidante alla propria sinistra.  Questo vuole dire che nella maggioranza dei comuni e nella quasi totalità dei capoluoghi la sinistra si presenta più divisa rispetto al 2012. Il contrario di quanto accade nel centro-destra. Nei 161 comuni i candidati sostenuti solo da Lega Nord e Fdi sono  46.  In parte il dato riflette l’assenza della Lega Nord in molti comuni, ma resta il fatto che anche nei capoluoghi solo in due casi (Palermo e Belluno)  ci sono candidati dell’uno o dell’altro di questi due partiti contrapposti a quello di Forza Italia.

Tab. 3 – Il quadro delle alleanze nei comuni capoluogo (clicca per ingrandire)25 capoluoghi sintesi offertaLe divisioni a sinistra rendono questo passaggio elettorale ancora più problematico per Renzi e il suo partito.  Sono 77 le amministrazioni uscenti targate Pd e alleati tra i 150 comuni, di cui 33 al Nord, 12 nella ex zona rossa e 32 al Sud. Sarà difficile ripetere questa performance. Cinque anni fa il centro-destra era in crisi dopo la rovinosa caduta del governo Berlusconi e il M5s non aveva i consensi che ha ora.

Tab. 4 – Riassunto delle coalizioni vincenti nelle precedenti elezioni comunali


1. Riepilogo Generale delle Vittorie (Riga inferiore)

• Totale dei comuni assegnati: La tabella si chiude registrando il successo in 25 comuni capoluogo e in 150 comuni superiori complessivi, ripartiti sul territorio in 53 al Nord, 19 nella Zona Rossa e 78 nel Sud.

2. Distribuzione dei Sindaci Eletti per Coalizione Politica

• Pd e alleati (Centrosinistra):
	• Si consolida come lo schieramento nettamente vincente e dominante della tornata amministrativa, conquistando la maggioranza assoluta nel comparto dei comuni superiori con 77 sindaci eletti su 150 e nei capoluoghi con ben 14 vittorie.
	• Mostra un ottimo radicamento territoriale diffuso, ottenendo 33 sindaci nel Nord, 12 nella storica Zona Rossa e 32 nel Sud.
• Fi e alleati (Centrodestra moderato):
	• Costituisce la seconda forza complessiva della tabella, centrando la guida di 40 comuni superiori e vincendo in 6 città capoluogo.
	• La sua forza si concentra in modo massiccio nel Mezzogiorno con 26 sindaci eletti nel Sud, a fronte dei 12 conquistati nel Nord e di appena 2 nella Zona Rossa.
• Altri (Liste civiche pure e forze locali autonome):
	• Riescono a imporsi sul territorio conquistando la guida di 10 comuni superiori, ripartiti in 3 al Nord, 2 nella Zona Rossa e 5 al Sud, azzerandosi interamente nella colonna dei capoluoghi (0).
• Sinistra (Liste di sinistra radicale autonome):
	• Ottiene l'elezione di 9 sindaci complessivi nei comuni superiori e si aggiudica la guida di 2 città capoluogo. Trova la sua massima efficienza nel Sud con 7 eletti, registrando un unico sindaco (1) sia al Nord sia nella Zona Rossa.
• Centro (Liste centriste pure):
	• Si aggiudica 7 comuni superiori totali e conquista 1 città capoluogo, concentrando quasi interamente la propria presenza nel Sud con 6 sindaci eletti e un unico successo (1) al Nord.
• M5s (Movimento 5 Stelle):
	• Riesce a eleggere 3 sindaci nell'aggregato dei comuni superiori, uno dei quali si localizza direttamente all'interno dei grandi centri urbani consegnando al movimento la guida di 1 città capoluogo. Sul territorio ottiene 2 successi nella Zona Rossa e 1 al Nord, azzerandosi nel Sud (0).
• Lega, Fdi e alleati (Centrodestra sovranista):
	• Centrano la guida di 3 comuni superiori e conquistano 1 città capoluogo, ripartendo i successi sul territorio in 2 al Sud e 1 al Nord, scomparendo dalla Zona Rossa.
• Grande coalizione:
	• Chiude la serie storica registrando l'elezione di un unico primo cittadino (1) localizzato in modo esclusivo nel comparto del Nord, azzerandosi in tutte le restanti colonne e nei capoluoghi.

È proprio il movimento di Grillo l’attore più atteso in queste elezioni. A differenza del 2012, i suoi candidati sono presenti quasi dappertutto. Per la precisione, ci sono in 131 comuni su 161 e in tutti i capoluoghi. Dato che in moltissimi casi la competizione è tripolare, sarà interessante vedere in quanti comuni i suoi candidati andranno al ballottaggio e contro chi.  E se, come l’anno scorso, riusciranno a beneficiare delle seconde preferenze degli elettori che al secondo turno hanno dovuto decidere se astenersi o votare un candidato che non era la loro prima preferenza. L’impressione che si ricava dai casi di  Genova e Parma è che questa volta la sfida sarà più complicata. Ma il M5s ci ha sorpreso in passato e potrebbe sorprenderci ancora.


[1] Sono inclusi solo quei comuni che superiori lo erano già in occasione delle precedenti elezioni comunali e che quindi già in tale occasione votavano con il sistema elettorale a doppio turno e liste multiple a sostegno dei candidati.