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Marco Bucci è il primo candidato di centrodestra ad espugnare Genova, che, da quando è prevista l’elezione diretta del Sindaco, non aveva mai vissuto un’alternanza alla guida del Comune. A fronte di un ulteriore diminuzione dell’affluenza alle urne, che è calata dal 48,4% al 42,7% sugli aventi diritto al voto, l’affermazione di Bucci è stata abbastanza netta, ottenendo il 55,2% sul totale dei votanti, contro il 44,8 di Gianni Crivello.

Pur rappresentando una sorta di pietra miliare nella storia elettorale del capoluogo ligure, tale esito non è apparso affatto sorprendente alla luce dei risultati del primo turno, che avevano già segnalato una vocazione maggiormente catch-all del candidato del centrodestra. Anche al secondo turno, Bucci ha confermato questa trasversalità, incrementando la sua presa tra gli elettori del M5S alle precedenti elezioni politiche. Tali voti sono probabilmente quelli provenienti dal candidato sindaco grillino, Luca Pirondini, che hanno premiato il centrodestra cittadino in misura maggiore rispetto al centrosinistra. Questi passaggi di voto dal M5S al centrodestra sembrerebbero essere stati decisivi nel determinare per la vittoria di Bucci, il quale ha anche goduto di un tasso di riconferma elettorale del 100% rispetto al primo turno.

Tab. 1 – Matrice dei flussi fra primo e secondo turno, destinazioniflussi GE dal primo turno dest

Inoltre, Bucci ha drenato molti voti dalle tre principali coalizioni elettorali del 2013, quella montiana, quella berlusconiana e quello grillina, e, infatti, la composizione dell’elettorato del candidato del centrodestra è stata molto eterogenea.

Tab. 2 – Matrice dei flussi fra politiche 2013 e ballottaggio, destinazioniflussi GE dal 2013 dest

Tab. 3 – Matrice dei flussi fra politiche 2013 e ballottaggio, provenienzeflussi GE dal 2013 prov

Gianni Crivello ha recuperato una quota rilevante (65%) di coloro che avevano votato che il candidato della sinistra radicale, Paolo Putti, e, più in generale abbia conquistato molti voti tra i candidati minori (Ronzitti, Cassimatis e Merella). Tali bacini elettorali erano comunque piuttosto modesti e, quindi, non sono risultati affatto cruciali. D’altra parte, Crivello ha dimostrato una forte debolezza, già ampiamente attestata dai risultati del primo turno, nello sfondare presso gli elettori grillini, i quali hanno probabilmente espresso una volontà di cambiamento, scegliendo il centrodestra.

Fig. 1 – Flussi elettorali fra primo e secondo turno (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi GE dal primo turno

Infatti, il candidato del centrosinistra ha ottenuto soltanto il 4,6% dei voti della coalizione grillina del 2013, mentre ha preso il 10% degli elettori del candidato M5S, Pirondini, un dato molto inferiore rispetto a quello di Bucci. Sostanzialmente, l’elettorato di Crivello è stato alquanto monolitico, composto quasi esclusivamente dagli elettori di Bersani alle elezioni del 2013 (81,9%), i quali, peraltro, si sono smobilitati più intensamente (il 39,7% ha scelto l’astensione) rispetto agli elettori di Berlusconi e Monti. Anche la composizione dell’elettorato di Crivello rispetto al primo turno ha rivelato un’analoga monoliticità, anche se c’è stato un sostanziale allargamento a sinistra. Quindi, la scelta strategica di guardare principalmente alla propria sinistra è risultata fallimentare da parte dell’intera coalizione, che non è stata capace neanche di chiamare a raccolta tutti coloro che l’avevano votata al primo turno.

Tab. 4 – Matrice dei flussi fra primo e secondo turno, provenienzeflussi GE dal primo turno prov

In poche parole, il centrodestra è stato capace di vincere rimobilitando il proprio voto e riuscendo, parzialmente, a sconfinare nell’area grillina. Al contrario, il centrosinistra è stato sonoramente punito, scontando gli effetti negativi di una lunga incumbency. Anche se il fattore locale è stato sicuramente determinante, tale esito si deve iscrivere in una linea di tendenza più generale, che ha visto il complessivo indebolimento elettorale del centrosinistra in molte delle sue roccaforti liguri.

Fig. 2 –Flussi elettorali fra politiche 2013 e ballottaggio 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)flussi GE dal 2013

 

Riferimenti bibliografici:

Carrieri, L. (2017), Scosse telluriche a Genova: lo storico sorpasso del centrodestra sul centrosinistra. I risultati e i flussi elettorali /cise/2017/06/12/scosse-telluriche-a-genova-lo-storico-sorpasso-del-centrodestra-sul-centrosinistra-e-la-smobilitazione-del-m5s/

Corbetta, P.G., A. Parisi e H.M.A. Schadee [1988], Elezioni in Italia: struttura e tipologia delle consultazioni politiche, Bologna, Il Mulino.

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.


NOTA METODOLOGICA

I flussi riportati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman alle 653 sezioni elettorali del comune di Genova. In entrambe le analisi abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in una delle due elezioni prese in esame), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 20% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione).  Il valore dell’indice VR è pari a 0,7 per i flussi fra primo e secondo turno; 7,4 per i flussi dal 2013.