Sicilia 2017

Sicilia 2017

Sicilia 2017

Quale regione più vasta d’Italia, la Sicilia non esenta da cleavages, linee di frattura che ne definiscono il quadro socio-politico. A quella che coinvolge i due versanti, correlando positivamente i maggiori livelli di reddito con la partecipazione elettorale (D’Amico 1993), se ne aggiunge perlomeno una seconda, riguardante la natura dell’organizzazione e del consenso dei partiti lungo l’asse città-campagna. Le principali aree urbane siciliane coincidono con i Comuni Capoluogo. Di questi, otto su nove rientrano nella classifica dei primi undici centri per popolazione, con quattro che contano oltre 100.000 abitanti: Palermo, Catania, Messina e Siracusa. Nell’Isola, le realtà rurali presentano risultati...

A meno d’un mese dall’appuntamento del 5 novembre, si delinea – quasi del tutto - l’offerta politica in Sicilia: 900 aspiranti deputati regionali concorrono per 70 seggi a Palazzo dei Normanni. 15 liste supportano 8 candidati alla presidenza: Musumeci, Cancelleri, Micari, Fava, l’outsider La Rosa e gli attualmente esclusi Busalacchi, Lo Iacono e Reale. Recenti sondaggi accreditano quale favorito il centrodestra. Con l’eccezione di Alternativa Popolare, la coalizione di Musumeci coincide appieno col blocco rappresentativo dell’intera area politica. Non accadeva dal 2008. Complice un disastroso effetto incumbency ai danni del governo uscente di centrosinistra, le liste al fianco dell’ex presidente...

Pubblicato sul Sole 24 Ore del 30 Agosto 2017 In Sicilia si sta giocando in questi giorni una partita complicata. C’è una legge elettorale che assegna la presidenza della regione a chi ottiene un voto più degli altri. C’è un attore- il M5s- che da tempo ha scelto un candidato e da settimane sta facendo campagna elettorale battendo tutta l’isola alla maniera di Grillo 2012. C’è un centro-sinistra diviso con Mdp e Si che candidano Fava e il Pd che ha scelto Micari. Nel centro-destra si tratta ancora, ma pare che Berlusconi si sia rassegnato ad accettare la candidatura di...

Le nostre analisi precedenti sul voto in Sicilia (qui e qui) avevano già ampiamente lasciato ipotizzare il ruolo decisivo giocato dal voto personale, espresso tramite il voto di preferenza. Non certo una novità nel contesto siciliano e più in generale meridionale, caratterizzato da arretratezza socio-economica, scarsa cultura civica, sviluppo di politiche micro-distributive e relazioni clientelari (Banfield 1958; Putnam 1993; Piattoni 2001). Per dirla con Parisi e Pasquino (1977), in Sicilia e nelle altre regioni meridionali, il voto di appartenenza lascia spazio al voto di scambio. Qui, infatti, la debolezza dello stato e l’assenza di radicate subculture politiche causano la sostanziale...