Mattarellum, maggioranza da costruire dopo il voto

di

Roberto D'Alimonte

Mappa dell'Italia

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di Roberto D’Alimonte e Matteo Cataldi

Pubblicato sul Sole 24 Ore del 30 dicembre

La settimana scorsa  abbiamo pubblicato su questo giornale (si veda il Sole del 22 dicembre) una simulazione del risultato delle elezioni politiche del 2013 se si fosse votato allora con il Mattarellum e tenendo conto della offerta politica e delle percentuali di voto di quelle elezioni. Il risultato era che il centro-destra avrebbe conquistato la maggioranza relativa dei collegi uninominali (212), davanti al centro-sinistra (188), con il M5s fermo a quota 74. Dal 2013 il quadro è cambiato, anche se non del tutto. Pd e M5s sono ancora i due maggiori partiti del sistema. Anzi, secondo tutti i sondaggi il loro predominio si è ulteriormente rafforzato. Qualcuno pensava che il Movimento di Grillo si sarebbe dissolto o comunque fortemente indebolito dopo quell’incredibile exploit del 2013, ma non è stato così. A quanto pare, nemmeno il ‘fattore Raggi’ sembra averlo danneggiato gravemente.  I cambiamenti più significativi sono al centro e a destra. La coalizione di Monti si è dissolta e Scelta Civica esiste solo sulla carta. A destra Forza Italia e Lega Nord si sono divise. Né si sa se si rimetteranno insieme. Dipenderà dalla futura legge elettorale. In ogni caso il centro-destra nel suo complesso è più debole di allora. A sinistra non c’è più la Sel di Vendola, ma non si sa ancora con cosa verrà sostituita.

In questo quadro quale impatto potrebbe avere l’uso di un sistema elettorale basato sui collegi uninominali come quelli della legge Mattarella? Con i dati di sezione del voto referendario si sarebbe potuto fare una simulazione più interessante e più aggiornata. Ma questi dati non sono disponibili. Nel nostro paese a livello di sezione elettorale sono disponibili solo i dati delle elezioni politiche perché interessano la Camera e il Senato. Nonostante ciò, è possibile fare una stima utilizzando una procedura sofisticata, ma non priva di limiti, messa a punto dal CISE.

La simulazione che proponiamo qui combina i dati reali delle elezioni del 2013 con i dati virtuali delle intenzioni di voto rilevati nell’ultimo sondaggio CISE-Sole24Ore del mese scorso. Prima di tutto, abbiamo ricostruito i voti ottenuti nel 2013 dalle coalizioni e dal M5s, come se si fosse votato nei 475 collegi della Mattarella. Questo si è potuto fare grazie ai dati di sezione. Poi, visto che nel nostro sondaggio agli intervistati è stato chiesto sia l’intenzione di voto oggi (Novembre) che il voto espresso nel 2013, si è utilizzato questo dato per calcolare una matrice di flussi. Tali flussi tra il voto 2013 e l’intenzione di voto a Novembre 2016 sono stati stimati separatamente per il Nord, l’ex zona rossa e il Centro-sud. Questi coefficienti di flusso per zona consentono di trasformare i voti nei collegi nel 2013 nelle intenzioni di voto negli stessi collegi nel 2016.

Basta moltiplicare in ciascun collegio i voti di ciascun partito del 2013 per i coefficienti di zona stimati e ottenere così i voti 2016. Per esempio, nel collegio di Abano il Pd nel 2013 prese 17.379 voti. I flussi calcolati per il nord ci dicono che il 66% rivoterebbe il Pd, il 9% voterebbe il M5s, il 18% si asterrebbe, con il resto diviso su altri partiti. Ciò significa che la nostra simulazione ipotizza che di quei 17mila elettori, 11mila e 400 voterebbero Pd, 3mila si asterrebbero, 1500 sceglierebbero il M5s. Sommando infine i risultati dei partiti che nei collegi si presentano in coalizione con candidati comuni, si stima i voti dei candidati di ciascuna coalizione/lista e quindi il vincente in ciascun collegio. Da qui si arriva al risultato complessivo nella parte maggioritaria.

Per stimare la distribuzione dei 155 seggi proporzionali non si fa altro che sommare i voti stimati in tutti i collegi per i partiti e assegnarli proporzionalmente a chi ha superato la soglia del 4%. In questo modo abbiamo una mappa più aggiornata, rispetto a quella pubblicata la scorsa settimana, del possibile risultato elettorale con la legge Mattarella. Nella simulazione si è ipotizzata questa offerta politica: una coalizione di centrosinistra formata da Pd e Ncd-Udc, una coalizione di centrodestra formata da Fi, Lega e Fdi, il M5s che corre da solo, e una coalizione di sinistra formata da una lista unitaria di Sel e Si.

Quali sono le analogie e quali le differenze tra la mappa di oggi e quella della scorsa settimana che riproduciamo qui per comodità del lettore ?  L’analogia più rilevante è la assenza di una maggioranza di governo. Il sistema elettorale non è decisivo nemmeno con questi dati.  La maggioranza va costruita dopo il voto. E non è facile. Le differenze più importanti riguardano il M5s e il centro-destra. Nella mappa del 2013 la coalizione di Berlusconi risultava la più forte in termini di seggi maggioritari e di seggi totali. Come si vede nelle due mappe in pagina, prevaleva nettamente nei collegi del Nord e in molti collegi del Sud, grazie alla sua competitività sia nei confronti del Pd che del M5s. Tre anni dopo le cose sono nettamente cambiate. Da una parte il declino di Berlusconi e le divisioni del centro-destra, dall’altra la crescita elettorale del M5s nelle regioni meridionali penalizzano gravemente la competitività del centro-destra sia al Nord che al Sud. Con i voti stimati di oggi riuscirebbe ad ottenere solo 30 seggi maggioritari e 69 seggi totali. Così funzionano i collegi: cambiamenti anche modesti nelle percentuali di voto tra i partiti si possono trasformare in forti variazioni di seggi.  Non è un caso che Berlusconi non li voglia, come ha ripetuto per l’ennesima volta in questi giorni. E’ meno chiaro perché non li voglia il M5s. Ma questa è una altra storia.

Figura 1 – Mappa dei vincenti nei 475 collegi uninominali del Mattarellum, per classi di scarti tra vincente e secondo arrivato in ciascun collegio. Dati elezioni Camera 2013.

Mappa geopolitica dell'Italia suddivisa in collegi elettorali, colorati in base al margine di vittoria o alla concentrazione del voto per le diverse coalizioni e forze politiche. In basso a sinistra è presente una legenda verticale che associa ciascuna fascia a un quadrato colorato. La legenda elenca, dall'alto verso il basso: Altri in rosa carne; tre fasce per il centro-destra denominate Cdx maggiore di 10% in blu scuro, Cdx compreso tra 5% e 10% in azzurro e Cdx minore di 5% in ocra chiaro; tre fasce per il Movimento 5 Stelle denominate M5s maggiore di 10% in giallo scuro, M5s compreso tra 5% e 10% in giallo e M5s minore di 5% in giallo limone; tre fasce per il centro-sinistra denominate Csx maggiore di 10% in rosso scuro, Csx compreso tra 5% e 10% in arancione e Csx minore di 5% in rosso acceso.
Sul territorio nazionale la distribuzione geografica dei colori evidenzia tre macro-aree distinte. Il nord Italia e l'intera fascia subalpina sono quasi interamente coperti dalle tonalità blu scuro e azzurre legate alle vittorie del centro-destra (Cdx), alternate a zone ocra e piccoli nuclei rossi in prossimità delle principali città. Il centro Italia, che comprende gran parte di Toscana, Emilia-Romagna, Umbria e Marche, si presenta come un blocco compatto di colore rosso scuro e arancione, indicando le roccaforti storiche del centro-sinistra (Csx). Il sud Italia, la Sicilia e la Sardegna mostrano una forte prevalenza di sfumature gialle e giallo scuro riconducibili al Movimento 5 Stelle (M5s), intervallate da collegi del centro-destra in blu in Puglia e in Calabria, e collegi del centro-sinistra in arancione nella Basilicata e nella Sardegna centrale.
Nella riga riassuntiva finale riferita all'intera zona d'esame "Italia (18 regioni)", le percentuali di voto registrate sono: Sel-Si 4.0%, Pd 34.1%, Ncd 2.9%, Fi 14.2%, Fdi 2.4%, Lega 10.2%, M5s 31.6% e voti dispersi al 10.7%. La corrispondente ripartizione dei 301 seggi totali assegna: 0 seggi a Sel-Si, 118 seggi al Pd, 6 seggi a Ncd, 49 seggi a Forza Italia, 0 seggi a Fdi, 23 seggi alla Lega e 105 seggi al Movimento 5 Stelle.
Per quanto riguarda i dati dei seggi totali e la loro assegnazione interna nelle principali regioni, si rilevano i seguenti andamenti: il Piemonte assegna 22 seggi totali (di cui 8 al Pd, 1 a Ncd, 3 a Fi, 3 alla Lega e 7 al M5s); la Lombardia distribuisce il numero più alto con 49 seggi totali (18 al Pd, 2 a Ncd, 6 a Fi, 11 alla Lega e 12 al M5s); il Veneto conta 24 seggi totali (8 al Pd, 1 a Ncd, 3 a Fi, 5 alla Lega e 7 al M5s); l'Emilia-Romagna registra 22 seggi totali (13 al Pd, 0 a Ncd, 2 a Fi, 2 alla Lega e 5 al M5s); la Toscana attribuisce 18 seggi totali (11 al Pd, 0 a Ncd, 2 a Fi e 5 al M5s); il Lazio conta 28 seggi totali (10 al Pd, 0 a Ncd, 5 a Fi, 0 alla Lega e 13 al M5s); la Campania assegna 29 seggi totali (9 al Pd, 1 a Ncd, 7 a Fi, 0 alla Lega e 12 al M5s); e la Sicilia attribuisce 25 seggi totali (7 al Pd, 1 a Ncd, 6 a Fi, 0 alla Lega e 11 al M5s). Nelle restanti regioni minori, i seggi complessivi oscillano tra 1 e 10, con i partiti Sel-Si e Fdi che non ottengono alcun seggio in nessuna delle circoscrizioni regionali mappate.

 

Tabella 1 – Simulazione del Mattarellum con i dati delle politiche 2013

Tabella statistica ed elettorale che riporta i risultati delle votazioni per le principali coalizioni e liste politiche, indicando per ciascuna il numero di voti, la percentuale dei voti, i seggi maggioritari (Seggi MG), i seggi proporzionali (Seggi PR), i seggi totali (Seggi TOT) e la percentuale dei seggi. I dati delle singole righe indicano: il Centrodestra ottiene 9.924.012 voti (29.2%), con 212 seggi maggioritari, 47 seggi proporzionali, per un totale di 259 seggi (41.1%). Il Centrosinistra registra 10.050.032 voti (29.6%), con 188 seggi maggioritari, 46 seggi proporzionali, arrivando a 234 seggi totali (37.1%). Il Movimento 5 Stelle (M5s) ottiene 8.691.566 voti (25.6%), con 74 seggi maggioritari, 47 seggi proporzionali, per un totale di 121 seggi (19.2%). La lista Monti registra 3.591.649 voti (10.6%), con 0 seggi maggioritari, 15 seggi proporzionali, per un totale di 15 seggi (2.4%). La lista Rivoluzione Civile (Riv. Civ.) ottiene 765.230 voti (2.3%), con 0 seggi in tutte le categorie e lo 0.0% dei seggi. La voce Altri raccoglie 984.672 voti (2.9%), con 1 seggio maggioritario, 0 seggi proporzionali, per un totale di 1 seggio (0.2%). La riga conclusiva del Totale registra complessivamente 34.007.161 voti (100%), con 475 seggi maggioritari, 155 seggi proporzionali, assegnando tutti i 630 seggi parlamentari (100%).

 

Figura 2 – Mappa dei vincenti nei 475 collegi uninominali del Matarellum stimati con la procedura CISE per il 2016 e suddivisi per classi di scarti tra vincente e secondo arrivato in ciascun collegio.

Mappa geopolitica dell'Italia suddivisa in collegi elettorali, colorati in base al margine di vittoria o alla concentrazione del voto per le diverse coalizioni e forze politiche. In basso a sinistra è presente una legenda verticale che associa ciascuna fascia a un quadrato colorato. La legenda elenca, dall'alto verso il basso: Altri in rosa carne; tre fasce per il centro-destra denominate Cdx maggiore di 10% in blu scuro, Cdx compreso tra 5% e 10% in azzurro e Cdx minore di 5% in ocra chiaro; tre fasce per il Movimento 5 Stelle denominate M5s maggiore di 10% in giallo scuro, M5s compreso tra 5% e 10% in giallo e M5s minore di 5% in giallo limone; tre fasce per il centro-sinistra denominate Csx maggiore di 10% in rosso scuro, Csx compreso tra 5% e 10% in arancione e Csx minore di 5% in rosso acceso.
Sul territorio nazionale la distribuzione geografica dei colori evidenzia tre blocchi molto netti. Il nord-ovest (Piemonte, Liguria e parte della Lombardia) e il nord-est (Veneto e Friuli-Venezia Giulia) sono interamente coperti dal colore arancione legato alla fascia del centro-sinistra compreso tra il 5% e il 10%, intervallato a nord da una concentrazione di collegi azzurri del centro-destra tra il 5% e il 10% (Lombardia settentrionale e Trentino-Alto Adige) e da un collegio bianco in Valle d'Aosta. Le regioni del centro Italia (Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Marche) appaiono come un blocco compatto di colore rosso scuro, che indica la fascia del centro-sinistra con margine superiore al 10%. Infine, l'intera area del centro-sud (dal Lazio in giù), insieme a Sicilia e Sardegna, si presenta interamente coperta dalle sfumature gialle e giallo scuro associate al Movimento 5 Stelle, con la sola eccezione di un singolo punto nero in corrispondenza della città di Roma.

 

Tabella 2 – Simulazione con il Mattarellum del risultato 2016 stimato con la procedura CISE

Tabella statistica ed elettorale che riporta i risultati delle votazioni per i singoli partiti e per le relative coalizioni aggregate, indicando per ciascuna voce il numero di voti, la percentuale dei voti, i seggi maggioritari (Seggi MG), i seggi proporzionali (Seggi PR), i seggi totali (Seggi TOT) e la percentuale dei seggi.
Nella prima macro-riga aggregata del centrosinistra e alleati, i dati indicano: il Pd ottiene 10.666.635 voti (32.9%) e la lista Ncd-Udc raccoglie 949.011 voti (2.9%); complessivamente questa componente ottiene 225 seggi maggioritari, 54 seggi proporzionali, per un totale di 279 seggi (44.3%).
Nella seconda riga, riferita a una singola forza politica, si legge: il Movimento 5 Stelle (M5s) ottiene 10.738.572 voti (33.1%), con 219 seggi maggioritari, 55 seggi proporzionali, raggiungendo un totale di 274 seggi (43.5%).
Nella terza macro-riga aggregata del centrodestra, i dati mostrano: Forza Italia (Fi) registra 4.510.951 voti (13.9%), la Lega Nord ottiene 3.185.971 voti (9.8%) e Fratelli d'Italia (Fdi) raccoglie 814.153 voti (2.5%); complessivamente il blocco consegue 30 seggi maggioritari, 16 seggi proporzionali per la Lega Nord, 23 seggi proporzionali per Forza Italia e 0 per Fratelli d'Italia, per un totale coalizionale di 69 seggi (11.0%).
Nelle ultime righe singole, si rileva: la lista Sel-Si ottiene 1.367.623 voti (4.2%), con 0 seggi maggioritari, 7 seggi proporzionali, per un totale di 7 seggi (1.1%). La voce Altri raccoglie 170.668 voti (0.5%), con 1 seggio maggioritario, 0 seggi proporzionali, per un totale di 1 seggio (0.2%).
La riga conclusiva del Totale registra complessivamente 32.403.584 voti (100%), con 475 seggi maggioritari, 155 seggi proporzionali, assegnando tutti i 630 seggi parlamentari (100%).