L’arma in più per l’Eliseo sono gli elettori potenziali

di

Roberto D'Alimonte

Macron e Le Pen

Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 5 maggio

Macron o Le Pen? Saranno gli elettori di Fillon, Mélenchon, Hamon e di tutti gli altri candidati esclusi dal ballottaggio a decidere la sfida. A loro si unirà una quota di francesi che non hanno votato al primo turno ma lo faranno al secondo. Infatti  la Francia è quello strano paese – dal punto di vista di alcuni critici nostrani del ballottaggio – in cui a partire dal 1974 sono andati a votare  più elettori al secondo turno che al primo (Tabella 1). In sintesi, la sfida tra Macron e Le Pen verrà decisa da due fattori: l’affluenza alle urne e le seconde preferenze degli elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio di Domenica prossima.

Tab. 1 – Affluenza nelle presidenziali francesi al primo e al secondo turno, 1974-2012
Serie Storica dell'Affluenza (%) per Anno ed Edizione

I dati documentano una costante dinamica incrementale nel passaggio tra i due turni per quasi tutte le edizioni, registrando al contempo una progressiva contrazione della partecipazione complessiva nel lungo periodo:
• Elezioni 1974:
	• Primo turno: 84,2% | Secondo turno: 87,3% — Rappresenta il picco massimo assoluto di partecipazione dell'intera serie storica.
• Elezioni 1981:
	• Primo turno: 81,1% | Secondo turno: 85,9%
• Elezioni 1988:
	• Primo turno: 81,4% | Secondo turno: 84,1%
• Elezioni 1995:
	• Primo turno: 78,4% | Secondo turno: 79,7%
• Elezioni 2002:
	• Primo turno: 71,6% | Secondo turno: 79,7% — Il primo turno di questa edizione fa registrare il punto minimo assoluto di affluenza del grafico, seguito però dal balzo più ampio tra i due turni (+8,1 punti).
• Elezioni 2007:
	• Primo turno: 83,8% | Secondo turno: 84,0% — Mostra lo scarto più ridotto e la massima stabilità di partecipazione tra i due turni (+0,2 punti).
• Elezioni 2012:
	• Primo turno: 79,5% | Secondo turno: 80,4% — Chiude la serie storica mantenendo la tendenza all'incremento nel ballottaggio finale.
Questi due fattori sono in qualche modo collegati. È naturale che una parte degli elettori di Fillon, Mélenchon, ecc. non vada a votare al secondo turno. È certo però che una altra parte di loro lo farà e voterà uno dei due candidati in lizza. Chi? Il sondaggio realizzato dal CISE in Francia tra il 31 marzo e il 10 aprile ci fornisce alcune indicazioni preziose grazie alla stima della propensione al voto per i diversi partiti. L’acronimo inglese di questo indicatore è PTV. Si calcola in base alle risposte a questa domanda: ‘ In Francia ci sono diversi partiti e ognuno vorrebbe ottenere il suo voto. Quale è la probabilità che un giorno potrebbe votare per candidati dei seguenti partiti?  Indichi la sua opinione su una scala da 0 a 10, dove 0 significa per nulla probabile e 10 estremamente probabile’.

Utilizzando questo indicatore si possono fare due cose: 1) calcolare l’elettorato potenziale di ciascun partito; 2) stimare quanto gli elettori dei diversi partiti si sovrappongono tra di loro. Il tutto può essere descritto con un diagramma riportato in pagina. La dimensione dei cerchi è una stima della ampiezza dell’elettorato potenziale di ciascun partito. La loro sovrapposizione è una stima del numero di elettori che si dichiarano propensi a votare indifferentemente o quasi per due o più partiti. Non si tratta di una stima del voto ma di una stima della propensione al voto e quindi di una stima del bacino potenziale di ciascun partito, vale a dire della sua attrattività.

Il diagramma ci dice molte cose. 1) Il partito della Le Pen e quello di Macron hanno il potenziale elettorale maggiore, e non a caso sono i due candidati più votati al primo turno.  2) Gli elettorati del Front National e quelli del Partito Socialista sono i più distanti tra loro. 3) Il movimento di Macron beneficia di una maggiore sovrapponibilità del suo elettorato con quello degli altri partiti/candidati indicati; in altre parole complessivamente un numero maggiore di elettori degli altri candidati è più propenso a votare Macron rispetto alla Le Pen. Questa è una indicazione importante di quali siano le seconde preferenze degli elettori dei candidati esclusi dal ballottaggio.

In sintesi, il bacino elettorale cui può attingere Macron al secondo turno è più ampio di quello della Le Pen. Da qui discende il suo vantaggio sulla rivale. Ciò nonostante fa impressione notare la sovrapposizione di una fetta importante dell’elettorato potenziale di Fillon e di Mélenchon con quello della Le Pen. La conventio ad exludendum in chiave di ‘fronte repubblicano’ non fa più presa come una volta su molti elettori francesi classificati una volta come di destra o di sinistra. Le Pen, grazie a immigrazione e Europa, ha rimescolato le carte della politica francese. Per questo al ballottaggio andrà decisamente meglio del padre, pur avendo poche o nulle possibilità di vincere come dicono tutti i sondaggi di questi ultimi giorni.

Fig. 1 – Diagramma di Venn degli elettorati potenziali dei principali partiti francesi (PTV>6)Diagramma di Venn che mostra l'intersezione tra cinque diversi insiemi di orientamento politico francesi, rappresentati da grandi cerchi parzialmente trasparenti e sovrapposti. In alto a destra è presente una legenda esplicativa verticale che associa ciascuna sigla al rispettivo colore e candidato leader: il quadrato viola indica FN (Fronte Nazionale) uguale Le Pen; il quadrato verde indica En Marche! uguale Macron; il quadrato rosa indica Repubblicani uguale Fillon; il quadrato arancione indica PS (Partito Socialista) uguale Hamon; il quadrato azzurro indica PG (Partito di Sinistra) uguale Mélenchon. All'interno della rappresentazione grafica principale, i cerchi colorati recano al loro centro la rispettiva sigla testuale e si sovrappongono creando molteplici aree di intersezione cromatica: il grande cerchio viola di FN occupa la porzione superiore; il cerchio rosa dei Repubblicani si posiziona a sinistra; il cerchio verde di EnMarche si trova nella parte inferiore; il cerchio arancione del PS è collocato in basso a destra; infine, il cerchio azzurro di PG si sviluppa nella sezione centrale destra, incrociando sia FN, sia il PS, sia l'area mediana del grafico.
Queste osservazioni sono confermate dalla analisi dei flussi fatta in base alle intenzioni di voto registrate nel sondaggio CISE. In questo caso i coefficienti dei flussi del sondaggio sono stati applicati ai risultati reali del primo turno. (tomadamswc.com) Il risultato è mostrato nella Tabella 2. Questa stima vede Macron battere la Le Pen con il 57,8% dei voti, contro il 42,2%. Si tratta di un risultato in linea con quello indicato dai più recenti sondaggi. Macron si avvantaggia soprattutto del suo netto successo tra gli elettori di sinistra, quelli che hanno votato Mélenchon e Hamon. La Le Pen tende a ottenere invece la maggior parte dei voti di Fillon, ma non in misura sufficiente a colmare il divario.

Tab. 2 – Risultato generato dall’applicazione dei coefficienti di flusso stimati nel sondaggio CISE al risultato reale del primo turnoTabella statistica dei flussi elettorali francesi che incrocia il comportamento di voto espresso al primo turno, riportato in riga insieme al numero assoluto di elettori (N), con la scelta di voto effettuata al secondo turno, suddivisa nelle tre colonne Macron, Le Pen e Astensione. I dati indicano la ripartizione percentuale delle scelte per ciascun bacino del primo turno.
I dati delle singole righe mostrano: Per chi ha votato Macron (En Marche!) al primo turno (su un totale N di 8.656.346), le preferenze al secondo turno indicano 100% Macron, 0% Le Pen e 0% Astensione. Per gli elettori di Le Pen (Front National) al primo turno (su un totale N di 7.678.491), le scelte si dividono in 3% Macron, 94% Le Pen e 3% Astensione. Per il bacino di Fillon (Les Republicains) al primo turno (su un totale N di 7.212.995), il voto si ripartisce in 20% Macron, 47% Le Pen e 33% Astensione. Per l'elettorato di Mélenchon (La France insoumise) al primo turno (su un totale N di 7.059.951), le preferenze indicano 54% Macron, 13% Le Pen e 33% Astensione. Per chi ha votato Hamon (Parti Socialiste) al primo turno (su un totale N di 2.291.288), le scelte si dividono in 67% Macron, 5% Le Pen e 28% Astensione. Per il bacino di Dupont-Aignan (Debout la France) al primo turno (su un totale N di 1.695.000), si registrano 44% Macron, 23% Le Pen e 33% Astensione. Per la voce Altri candidati (su un totale N di 1.460.323), il comportamento si ripartisce in 34% Macron, 32% Le Pen e 34% Astensione. Infine, per la categoria del Non voto (Astenuti, bianche, nulle) al primo turno (su un totale N di 11.527.789), le preferenze al secondo turno indicano 17% Macron, 11% Le Pen e 72% Astensione.
Nelle righe conclusive di riepilogo generale: gli Elettori totali ammontano a 47.582.183, con dati assoluti di destinazione pari a 18.878.870 per Macron, 13.765.457 per Le Pen e 14.937.855 per l'Astensione. La riga finale sulle Percentuali sui voti validi del secondo turno registra il 57,8% per Macron e il 42,2% per Le Pen.

Tutto lascia credere che la prossima Domenica assisteremo alla vittoria di Macron. Ma vale la pena di fare una ulteriore prova della attendibilità di questa affermazione simulando le condizioni alle quali il pronostico si potrebbe ribaltare. In altre parole, cosa dovrebbe succedere perché possa vincere la Le Pen ? La Tabella 3 riassume la risposta. Come si vede, potrebbe vincere per esempio se si realizzassero queste condizioni: 1) che  il suo margine presso gli elettori di Fillon salga; 2) che quello di Macron fra gli elettori di Mélenchon scenda; 3) che la rimobilitazione a suo favore tra gli astenuti del primo turno sia pari a quella di Macron; 4) che gli elettori di Dupont-Aignan votino in massa per lei. Insomma si tratta di una serie di condizioni molto stringenti che difficilmente si verificheranno tutte insieme, anche in tempi segnati da Trump e Brexit.

Tab. 3 – Risultato generato dall’applicazione di coefficienti di flusso alternativi, ipotizzati per fare vincere la Le PenTabella statistica dei flussi elettorali francesi che incrocia il comportamento di voto espresso al primo turno, riportato in riga insieme al numero assoluto di elettori (N), con la scelta di voto effettuata al secondo turno, suddivisa nelle tre colonne Macron, Le Pen e Astensione. I dati indicano la ripartizione percentuale delle scelte per ciascun bacino del primo turno.
I dati delle singole righe mostrano: Per chi ha votato Macron (En Marche!) al primo turno (su un totale N di 8.656.346), le preferenze al secondo turno indicano 100% Macron, 0% Le Pen e 0% Astensione. Per gli elettori di Le Pen (Front National) al primo turno (su un totale N di 7.678.491), le scelte indicano 0% Macron, 100% Le Pen e 0% Astensione. Per il bacino di Fillon (Les Republicains) al primo turno (su un totale N di 7.212.995), il voto si ripartisce in 20% Macron, 60% Le Pen e 20% Astensione. Per l'elettorato di Mélenchon (La France insoumise) al primo turno (su un totale N di 7.059.951), le preferenze indicano 40% Macron, 27% Le Pen e 33% Astensione. Per chi ha votato Hamon (Parti Socialiste) al primo turno (su un totale N di 2.291.288), le scelte si dividono in 67% Macron, 5% Le Pen e 28% Astensione. Per il bacino di Dupont-Aignan (Debout la France) al primo turno (su un totale N di 1.695.000), si registrano 17% Macron, 50% Le Pen e 33% Astensione. Per la voce Altri candidati (su un totale N di 1.460.323), il comportamento si ripartisce in 34% Macron, 32% Le Pen e 34% Astensione. Infine, per la categoria del Non voto (Astenuti, bianche, nulle) al primo turno (su un totale N di 11.527.789), le preferenze al secondo turno indicano 14% Macron, 14% Le Pen e 72% Astensione.
Nelle righe conclusive di riepilogo generale: gli Elettori totali ammontano a 47.582.183, con dati assoluti di destinazione pari a 16.856.639 per Macron, 16.955.733 per Le Pen e 13.769.811 per l'Astensione. La riga finale sulle Percentuali sui voti validi del secondo turno registra il 49,9% per Macron e il 50,1% per Le Pen.


NOTA: Chi volesse divertirsi a simulare condizioni diverse lo può fare andando sul simulatore online del CISE