La struttura delle issue opportunities per i partiti del Regno Unito: agenda economica di sinistra vs sciovinismo britannico

di

Nicola Maggini

Operaio e Union Jack

(Traduzione in italiano di Elisabetta Mannoni)

Partendo dagli strumenti forniti dalla issue yield theory (De Sio and Weber 2014), l’analisi si basa sui dati raccolti dal CISE tramite un’inchiesta CAWI lanciata poche settimane prima delle elezioni generali nel Regno Unito. Analogamente a quanto già fatto prima delle elezioni parlamentari in Olanda lo scorso marzo e delle presidenziali francesi lo scorso aprile, ci basiamo su un metodo innovativo di misurazione delle tematiche posizionali, che fornisce un indice cosiddetto di issue yield comune per questa tipologia di tematiche. Le tematiche posizionali sono generalmente definite in riferimento a due obiettivi opposti (ad esempio, moralità progressista vs tradizionalista): la misura di issue yield permette di valutare la presenza di eventuali opportunità strategiche legate ad una certa tematica, per i singoli partiti.

Le due dimensioni chiave sviluppate inizialmente nel modello di issue yield per i temi posizionali sono il consenso (quanto una determinata policy è supportata dall’opinione pubblica) e il consenso nel partito (quanto è supportata all’interno del partito) [1]. Le due dimensioni corrispondono all’obiettivo ideale di ogni partito: l’abilità nel mantenere la propria base elettorale intatta, con la possibilità di raggiungere un elettorato potenzialmente più ampio. Questo obiettivo viene idealmente raggiunto enfatizzando le tematiche su cui il partito è internamente unito, e su cui magari anche molti elettori fuori del partito sarebbero d’accordo.

Per quanto riguarda le prossime elezioni in Gran Bretagna, l’indice di issue yield permette di rispondere ad una domanda fondamentale: qual è, in termini elettorali, l’agenda ideale per ciascun partito? Quale selezione di temi fornirebbe il migliore esito elettorale per ogni partito? La configurazione delle tematiche è la cosa più importante, in quanto mostra la migliore opportunità strategica e il minor rischio per ciascun partito; possiamo poi confrontarla con la scelta effettiva dei temi che i partiti hanno enfatizzato nel corso della campagna elettorale, e quindi valutare quanto strategica sia stata la loro campagna. Ora faremo questo confronto in termini aneddotici, mentre nel giro di qualche settimana saremo in grado di porre la questione in termini quantitativi, dopo aver codificato la comunicazione dei partiti su Twitter.

La issue yield applicata a tutti i partiti può spiegare perché alcuni partiti abbiano (potenzialmente) più successo di altri. Ai fini di questa analisi, ci siamo concentrati sui sette partiti principali, stando ai sondaggi di opinione: Conservative Party, Labour Party, Liberal Democrats, United Kingdom Independence Party (UKIP), Scottish National Party (SNP), Greens, Plaid Cymru.

Le tabelle che seguono mostrano le tematiche (e i relativi partiti) in base all’indice di issue yield, dal valore più alto al più basso. I risultati mostrano come i partiti possano trarre vantaggio dalla competizione su alcuni temi specifici.

La Tabella 1 mostra i risultati delle issue yields per i partiti di destra: UKIP e Conservatori. In primis, l’UKIP ha dei punteggi molto alti (intorno al 90%)  per ciò che concerne il consenso all’interno del suo elettorato su due temi legati all’immigrazione: “ridurre l’accesso al welfare per gli immigrati” e “proibire il velo islamico negli spazi pubblici”. Inoltre, la tematica legata alla xenofobia culturale (“richiedere agli stranieri in Gran Bretagna di adattarsi completamente alla cultura britannica”) mostra di avere una percentuale di consenso interna al partito pari all’84%, analogamente alle tematiche anti-UE quali “lasciare l’Unione Europea” e “porre fine alla libertà di movimento delle persone dall’UE in Gran Bretagna” (85%). Tutte queste tematiche mostrano una issue yield molto alta, tra 0.90 e 0.84. Un secondo elemento della struttura delle opportunità strategiche per l’UKIP è che può far leva su un originale pacchetto di tematiche con buoni ritorni elettorali: ostilità verso i migranti e posizioni antieuropee, ma anche redistribuzione economica (sulla riduzione delle differenze di reddito e sull’abolizione dei “contratti a zero ore” per i lavoratori, il punteggio è rispettivamente di 0.84 e 0.83).

Questo risultato è in realtà molto simile a quanto emerso già dai sondaggi in Olanda e Francia. Anche in questi due paesi il PVV di Wilders e Marine Le Pen si sono trovati di fronte ad una configurazione di tematiche che poteva giovare, tramite una strategia basata sul “cherry-picking” anziché sulle ideologie tradizionali di destra e di sinistra.

Da un lato, l’UKIP è molto competitivo sulle tematiche “demarcazioniste” (Kriesi at al., 2006), legate all’immigrazione e soprattutto all’Unione Europea; dall’altro, è anche competitivo in una certa misura su tematiche economiche tradizionalmente di sinistra, legate alla difesa della protezione sociale.

Infine, sul mantenimento delle armi nucleari britanniche (il “Trident”) mostra di avere una buona issue yield (0.77).

Quanto ai Conservatori, come l’UKIP, un buon ritorno elettorale (0.82) è garantito da un tema anti immigrazione (“restringere l’accesso al welfare per gli immigrati”), ma questo si trova solo al terzo posto e con un punteggio inferiore a quello ottenuto dall’UKIP sullo stesso tema.

Dobbiamo sottolineare che la issue yield per un partito non è un valore assoluto, ma deve essere considerata in relazione alla issue yield di altri partiti. Ovvero, dobbiamo guardare alla graduatoria delle issue yield. A tal proposito, le altre tematiche anti-UE e anti-immigrazione mostrano alti livelli di consenso nel partito (tra 75% e 80%) e buone issue yields tra 0.61 e 0.69, ma queste ultime si posizionano dopo rispetto al punteggio ottenuto dall’UKIP. Stesso dicasi per quanto riguarda il mantenimento delle armi nucleari britanniche. Tutto ciò significa che l’UKIP su queste tematiche sembra essere posizionato meglio rispetto ai Conservatori da un punto di vista strategico. Ciononostante, anche la dimensione del partito dovrebbe esser presa in considerazione: i Conservatori possono ancora essere considerati competitivi per via del sistema elettorale FPTP, che fa sì che elettori con sentimenti antieuropei e anti-immigrazione possano decidere alla fine di votare per loro anziché per l’UKIP per ragioni strategiche. Infine, vale la pena notare che nessun tema economico tradizionalmente liberale garantisce un buon ritorno elettorale ai Conservatori. Al contrario – e inaspettatamente – un tema come “aumentare le tasse e spendere di più su salute e servizi” mostra un consenso nel partito del 74% (ed una issue yield dello 0.60).

Tabella 1 – Ideologia tradizionale o cherry-picking? I pacchetti di temi che caratterizzano l’elettorato di ogni partito (Conservatori, UKIP) e il potenziale elettorale di questi pacchetti.


1. Le Proposte Strategiche dei Conservatori (Conservatives)

Le proposte del partito di governo mostrano un forte radicamento su temi securitari, identitari e di controllo dell'immigrazione, che garantiscono gli indici di rendimento strategico più elevati:
• Limitare l'accesso ai servizi sociali per gli immigrati: Trova il massimo rendimento per il partito a quota 0.82 (Rank 3). Raccoglie il 76% nel campione generale e l'88% di accordo nella base conservatrice.
• Vietare il velo islamico nei luoghi pubblici: Registra un indice di rendimento pari a 0.69 (Rank 2), con il 63% di consenso generale e l'80% interno.
• Lasciare l'Unione Europea (Brexit): Si attesta a un rendimento di 0.65 (Rank 2). Il tema unisce il 54% della popolazione e il 77% degli elettori del partito.
• Mantenere l'armamento nucleare britannico (Trident): Mostra un rendimento di 0.64 (Rank 3), con il 63% nel campione generale e il 77% interno.
• Imporre agli stranieri in Gran Bretagna l'adozione della cultura britannica: Raggiunge un indice di 0.64 (Rank 2), aggregando il 65% di accordo generale e il 77% interno.
• Bloccare la libera circolazione delle persone dalla UE verso la Gran Bretagna: Fissa il suo rendimento a quota 0.61 (Rank 2), supportato dal 54% della popolazione e dal 75% della base.

Temi sociali ed economici a minor rendimento per i Conservatori

Spostandosi sui temi macro-economici e di welfare, il rendimento strategico cala sensibilmente (Rank 9), poiché pur riscuotendo un plebiscito nella popolazione, si scontra con l'orientamento storicamente più liberista del partito:
• Aumentare il salario minimo: Raccoglie l'accordo dell'80% della popolazione e del 73% del partito (Rendimento: 0.58).
• Abolire i contratti a zero ore per i lavoratori: Sostenuto dal 79% generale e dal 74% interno (Rendimento: 0.59).
• Aumentare le tasse per finanziare la sanità e i servizi sociali: Trova il 72% di accordo nel campione e il 74% nel partito (Rendimento: 0.60).
• Investire denaro pubblico per edilizia popolare a prezzi accessibili: Raccoglie il 72% generale ma scende al 67% nel partito (Rendimento: 0.49).
• Mantenere la legge sui matrimoni omosessuali: Approvato dal 73% generale e dal 67% interno (Rendimento: 0.49).
• Uscire dal Mercato Unico Europeo: Chiude la sezione con il rendimento minimo a quota 0.43 (Rank 3), raccogliendo appena il 43% nella popolazione e il 63% nel partito.

2. Le Proposte Strategiche dell'UKIP (Independence Party)

L'UKIP mostra indici di rendimento strategico strutturalmente molto più elevati e polarizzati rispetto ai Conservatori (con moltissimi temi al Rank 1), specchio di una forza d'opinione radicale nata espressamente per intercettare il malcontento identitario ed euroscettico:
• Limitare l'accesso ai servizi sociali per gli immigrati: Rappresenta il picco massimo assoluto dell'intero documento con un indice record di 0.90 (Rank 1). Unisce il 76% della popolazione e ben il 90% della base del partito.
• Vietare il velo islamico nei luoghi pubblici: Registra un altissimo rendimento a quota 0.88 (Rank 1), supportato dall'89% degli elettori interni e dal 63% generale.
• Aumentare il salario minimo: Trova un rendimento pari a 0.84 (Rank 3), raccogliendo l'80% nel campione complessivo e l'85% nel partito.
• Lasciare l'Unione Europea: Tema fondante che tocca un rendimento di 0.84 (Rank 1), cementando l'85% della base e il 54% della popolazione.
• Bloccare la libera circolazione dalla UE e Ridurre le diseguaglianze di reddito: Entrambe le proposte si attestano a un indice di rendimento identico pari a 0.84 (rispettivamente Rank 1 e Rank 2), unendo l'85% degli elettori del partito.
• Imporre agli stranieri l'adozione della cultura britannica e Abolire i contratti a zero ore: Fissano un rendimento speculare a quota 0.83 (Rank 1 e Rank 4), radicandosi sull'84% di consenso interno.
• Mantenere l'armamento nucleare Trident: Registra un indice pari a 0.77 (Rank 1), unendo il 63% generale e il 79% dei militanti.

Temi a minor rendimento strategico per l'UKIP

• Aumentare tasse per la sanità (Rendimento: 0.70) e Nazionalizzare le ferrovie britanniche (Rendimento: 0.69, Rank 6).
• Uscire dal Mercato Unico Europeo: Raccoglie un rendimento di 0.69 (Rank 1), supportato dal 70% della base interna ma da appena il 43% dei cittadini.
• Mantenere i matrimoni omosessuali (Rendimento: 0.67, Rank 7) e Abolire le tasse universitarie (Rendimento: 0.67, Rank 8).
• Investire in case popolari (Rendimento: 0.65) e Impedire alla Scozia un nuovo referendum (Rendimento: 0.56, Rank 3).
• Vietare la tecnica del Fracking per l'estrazione di gas e petrolio: Chiude lo studio registrando il punto di minimo rendimento assoluto per l'UKIP a quota 0.53 (Rank 5), dividendo la stessa base del partito al 56% e raccogliendo il 50% nel campione nazionale.

La Tabella 2 presenta gli indici di issue yield per Liberal Democratici, Laburisti, Plaid Cymru, SNP, Verdi e nello specifico mostra quali temi possono garantire il miglior ritorno elettorale ai partiti che competono nella zona dello spettro politico che va da sinistra (SNP, Labour, Plaid Cymru) al centro liberal-democratico.

Innanzitutto, tutti questi partiti condividono un’area di competizione simile: per essere precisi, le tematiche economiche tradizionalmente di sinistra (ridurre le disuguaglianze di reddito, abolire o ridurre i costi delle tasse universitarie, eliminare i “contratti a zero ore” per i lavoratori, investire più denaro pubblico per costruire case accessibili, aumentare le tasse e spendere di più su salute e servizi, nazionalizzare le ferrovie, ed aumentare il salario minimo) sono tutti temi che potrebbero dare un ottimo ritorno elettorale, dal momento che hanno una issue yield molto alta (mai inferiore a 0.67). Dall’altro lato, Verdi, Liberal Democratici e SNP sono compatti sulle posizioni relative all’Europa: per i Lib-Dem, temi come restare in UE e nel Mercato Singolo Europeo hanno issue yield alte: rispettivamente 0.76 e 0.79, posizionandosi come primo e secondo tema.

Su questi temi, il Labour mostra invece un punteggio molto più basso. Quindi è ragionevole da un punto di vista strategico che il Labour decida di non enfatizzare temi legati alla Brexit, e che si concentri più su temi tradizionali di sinistra su cui sa di avere un buon ritorno elettorale. Malgrado tutto, come abbiamo visto, sulle tematiche economiche di sinistra si trova a fronteggiare una forte competizione con altri partiti (soprattutto SNP e Plaid Cymru) che si posizionano meglio del Labour in termini di issue yield. Ancora un volta, anche il Labour potrebbe superare queste difficoltà appellandosi al voto strategico, dato il sistema elettorale britannico.

Quanto al “welfare chauvinism”, Plaid Cymru e Lib-Dem hanno punteggi alti, somigliando in questo più a partiti di destra che a partiti di centro-sinistra.

Quanto alle tematiche sociali libertarie, “mantenere i matrimoni gay” presenta un alto punteggio in termini di issue yield solo per l’SNP (0.83, al primo posto), i Verdi (0.75, al secondo) e i Lib-Dem (0.68, al sesto posto).

Infine, come era prevedibile, l’SNP e i Verdi presentano alti punteggi sui loro temi “fondanti”, vale a dire: per l’SNP “consentire un altro referendum per l’indipendenza scozzese” (0.79, al primo posto); per i Verdi “proibire l’uso del fracking per produrre più gas e petrolio” (0.67, al secondo posto). Vale la pena notare che su questo tema ambientalista l’SNP è posizionato meglio dei Verdi, con un punteggio di 0.69.

In sintesi, l’analisi della struttura delle opportunità strategiche offerte dalle tematiche mostra che il Labour è competitivo solo sui temi economici tradizionalmente di sinistra, che sono però tutte tematiche che potrebbero garantire un buon ritorno elettorale a svariati altri partiti, mentre la stessa cosa non capita per quanto riguarda i temi economici di destra. In questo senso, i nostri dati confermano i risultati di un articolo precedente: nel Regno Unito, possiamo individuare un prevalente orientamento economico di sinistra, con la sola eccezione rilevante di uno sciovinismo nell’accesso al welfare largamente supportato dall’elettorato. Sui temi antieuropei e anti-immigrazione, i Conservatori possono ottenere un buon riscontro elettorale, competendo sulle stesse tematiche con l’UKIP. Questi ultimi, però, hanno una dimensione molto inferiore secondo i sondaggi; dunque, i Conservatori possono essere strategicamente premiati dagli elettori con sentimenti antieuropei e anti-immigrazione, per via del funzionamento del sistema elettorale FPTP.

A questo punto, emerge chiaramente il risultato più interessante: i due tradizionali partiti britannici della sinistra e della destra (Labour e Conservatives) non mostrano una struttura delle issue opportunities basata sulla stessa dimensione di competizione. Anzi, il Labour può essere competitivo sulla dimensione economica sinistra-destra, mentre i Conservatori sulla dimensione integrazione/demarcazione. In altre parole, Labour e Conservatori devono giocarsela su piani di gioco diversi. Il risultato elettorale dipenderà dalla capacità del Labour di sfruttare questa opportunità di un’agenda economica di sinistra o dalla capacità dei Conservatori di spostare il focus dell’opinione pubblica sui temi “demarcazionisti”.

Infine, SNP è molto ben posizionato strategicamente: è competitivo su temi progressivi legati alla dimensione economica di sinistra, su temi sociali libertari e su temi ambientali, su posizioni pro-europee e sul suo tema base legato all’indipendenza scozzese. L’ultimo punto è, d’altronde, anche il suo tallone d’Achille, essendo il partito radicato solo in Scozia.

Tabella 2 – Ideologia tradizionale o cherry picking? I pacchetti di tematiche che caratterizzano l’elettorato di ogni partito (Labour, Liberal Democrats, SNP, Greens, Plaid Cymru) e il potenziale elettorale di questi pacchetti.


1. Le Proposte Strategiche dei Verdi (Greens)

I Verdi mostrano indici di rendimento estremamente elevati e compatti sulle tematiche di giustizia sociale, redistribuzione economica e diritti civili, che costituiscono il cuore identitario del partito:
• Ridurre le differenze di reddito: Rappresenta il picco massimo per il partito con un indice di 0.89 (Rank 1). Raccoglie il 71% nel campione generale e ben l'89% di accordo interno.
• Abolire i contratti a zero ore e Aumentare il salario minimo: Entrambe le proposte si attestano a un rendimento identico di 0.86 (Rank 2), unendo l'87% della base interna.
• Abolire le tasse universitarie e Investire in case popolari a prezzi accessibili: Registrano un rendimento speculare pari a 0.84 (Rank 2), supportate dall'84% dei militanti.
• Nazionalizzare le ferrovie e Mantenere i matrimoni omosessuali: Raggiungono un indice di 0.75 (Rank 2), con un consenso interno del 76%.

Temi a minor rendimento o polarizzanti per i Verdi

• Rimanere nel Mercato Unico Europeo (Rendimento: 0.70, Rank 3) e Rimanere nella UE (Rendimento: 0.70, Rank 2).
• Vietare la tecnica del Fracking: Pur unendo il 68% della base, si ferma a un rendimento di 0.67 (Rank 2) a causa del minor consenso nel campione generale (50%).
• Temi securitari e di sbarramento: Le proposte storicamente contrarie ai valori del partito si schiacciano sul fondo della classifica con indici minimi, come Imporre l'adozione della cultura britannica (0.53, Rank 2) o Limitare le scuole selettive Grammar schools (0.51, Rank 3).

2. Le Proposte Strategiche del Partito Laburista (Labour)

I Laburisti massimizzano il proprio rendimento politico scommettendo sulle tradizionali battaglie economiche e di welfare della sinistra, mentre soffrono una forte polarizzazione interna sui temi legati alla Brexit e all'immigrazione:
• Aumentare il salario minimo: È la proposta più efficiente in assoluto per il Labour, con un indice di 0.79 (Rank 6). Raccoglie l'80% nel campione generale e l'85% nel partito.
• Abolire le tasse universitarie: Raggiunge un rendimento di 0.77 (Rank 3), cementando l'84% della base interna.
• Nazionalizzare le ferrovie britanniche: Si attesta a un rendimento di 0.73 (Rank 3), con l'80% di consenso interno.
• Ridurre le differenze di reddito: Registra un indice di 0.72 (Rank 6), aggregando l'80% dei militanti.
• Abolire i contratti a zero ore: Mostra un rendimento di 0.71 (Rank 7), supportato dal 79% della base.

Temi identitari e internazionali a minor rendimento per il Labour

• Rimanere nella UE (Rendimento: 0.45, Rank 4) e Rimanere nel Mercato Unico (Rendimento: 0.57, Rank 5): Evidenziano le storiche divisioni interne all'elettorato laburista durante la transizione post-Brexit.
• Permettere la libera circolazione delle persone dalla UE: Si ferma a un rendimento bassissimo di 0.43 (Rank 5), raccogliendo l'accordo del 59% della base ma scontrandosi con il forte sbarramento del campione generale (46%).
• Limitare l'accesso ai servizi sociali per gli immigrati: Pur raccogliendo il 61% nel partito e il 76% generale, si attesta a un basso rendimento strategico di 0.46 (Rank 9).

3. Le Proposte Strategiche dei Liberal Democratici (Liberal Democrats)

I Liberal Democratici si posizionano come una forza marcatamente centrista ed europeista, mostrando una base molto compatta sia sui temi economici moderati sia sull'integrazione internazionale:
• Aumentare il salario minimo: Raggiunge il rendimento massimo per i LibDems a quota 0.80 (Rank 5), unendo l'80% della popolazione e l'82% del partito.
• Abolire i contratti a zero ore: Registra un rendimento di 0.80 (Rank 6), con l'82% di consenso interno.
• Rimanere nel Mercato Unico Europeo: Ottiene un altissimo rendimento relativo di 0.79 (Rank 2), specchio dell'identità fortemente anti-Brexit del partito, cementando l'80% degli elettori interni.
• Ridurre le differenze di reddito e Rimanere nell'Unione Europea: Condividono un indice di rendimento identico pari a 0.76 (entrambe al Rank 5 e Rank 1), aggregando il 77% della base.

4. Le Proposte dei Nazionalisti Gallesi (Plaid Cymru)

Plaid Cymru presenta gli indici di rendimento più alti e uniformi dell'intero documento (quasi tutti fissati stabilmente al Rank 1), sintomo di un elettorato radicale, coeso e fortemente strutturato attorno alle istanze socialdemocratiche e autonomiste:
• Nazionalizzare le ferrovie: Raggiunge un rendimento di 1.00 (Rank 1), supportato da un plebiscito totalitario del 100% della base interna.
• Abolire le tasse universitarie, Case popolari, Abolire i contratti a zero ore e Salario minimo: Tutte e quattro le proposte registrano un indice fisso e monumentale di 0.91 (Rank 1), raccogliendo il 91% di accordo dei militanti.
• Aumentare le tasse per la sanità, Ridurre differenze di reddito e Limitare welfare immigrati: Condividono un rendimento speculare di 0.82 (Rank 1, Rank 3 e Rank 4), radicandosi sull'82% di consenso interno.

5. Le Proposte Strategiche dello Scottish National Party (SNP)

Il partito indipendentista scozzese mostra un profilo chiaramente orientato a sinistra sui temi dei diritti civili e del welfare, volto a marcare la distanza ideologica dai Conservatori di Londra:
• Mantenere la legge sui matrimoni omosessuali e Abolire i contratti a zero ore: Costituiscono i due picchi massimi di rendimento per l'SNP a quota 0.83 (Rank 1 e Rank 3), supportati dall'83% della base scozzese.
• Rimanere nel Mercato Unico e Permettere alla Scozia un nuovo referendum di indipendenza: Registrano un rendimento identico di 0.79 (Rank 1), cementando l'80% dei militanti interni e confermando la centralità della battaglia autonomista.
• Smantellare l'armamento nucleare Trident (posizionato in Scozia): Pur unendo il 60% della base scozzese, si ferma a un rendimento di 0.59 (Rank 1) a causa del forte sbarramento riscontrato nel resto della popolazione britannica (37%).

References:

De Sio, Lorenzo, and Till Weber. 2014. “Issue Yield: A Model of Party Strategy in Multidimensional Space.” American Political Science Review 108 (4): 870–885.

Kriesi, H., Grande, E., Lachat, R., Dolezal, M., Bornschier, S., and Frey, T. (2006), ‘Globalization and the transformation of the national political space: Six European countries compared’, European Journal of Political Research, 45(6), 921-56.

[1] Nel sondaggio, agli intervistati è stato chiesto di esprimere il loro supporto su 15 temi posizionali. Per i temi posizionali, una prima parte prevedeva la selezione di uno dei due obiettivi opposti (scala a 6 punti). Una volta che l’obiettivo veniva selezionato (ad esempio, difendere la moralità tradizionale), agli intervistati veniva chiesto di menzionare (risposta multipla) i partiti che ritenessero credibili per il raggiungimento di quell’obiettivo.