Elezioni Emilia-Romagna: L’incognita voto-disgiunto

di

Alessandro Riggio

VOto Emilia Romagna

La sfida emiliano-romagnola potrebbe essere decisa da una variabile della legge elettorale, prevista nella maggior parte delle regioni italiane: il voto disgiunto. Stando alle ultime rilevazioni di SWG, pubblicate il 9 gennaio, Bonaccini godrebbe di un vantaggio di 2 punti su Borgonzoni, specularmente però a quello della coalizione di centrodestra sul centrosinistra. Dopo l’introduzione dell’elezione diretta del Presidente della Regione, non sarebbe la prima volta che un’elezione si risolva in questo modo. Nella Tabella 1 vengono riepilogati i precedenti appuntamenti terminati con questo esito. Un dato emerge sugli altri: in 6 delle 8 tornate il centrosinistra vince grazie al rendimento del candidato governatore, capace di prevalere sul diretto competitor al contrario delle liste collegate, sconfitte dalla coalizione di centrodestra. È quanto successo – ultima elezione in ordine di tempo – con la riconferma di Nicola Zingaretti alla Regione Lazio nel 2018. L’attuale segretario del Pd batté Parisi, che godeva dell’appoggio della coalizione più votata.

Tab. 1 – Elezioni regionali italiane decise dal voto disgiunto

Titolo della tabella: Non presente nell'immagine (mostra il confronto tra i voti dei candidati Presidente e quelli delle liste di Coalizione per Csx e Cdx, con relative differenze percentuali)Intestazioni delle colonne principali:Anno | Regione | Presidente Csx | Presidente Cdx | Diff. Pres. | Coalizione Csx | Coalizione Cdx | Diff. Coal.Nota di lettura: Le celle evidenziate in giallo nell'immagine originale indicano il candidato Presidente vincente.Elenco dei dati storici suddivisi per riga (tornata elettorale):1995 – MolisePresidente Csx: Veneziale – 50,46% (Evidenziato)Presidente Cdx: Pallante – 49,54%Diff. Presidente: 0,92%Coalizione Csx: 48,89%Coalizione Cdx: 51,11%Diff. Coalizione: -2,22%1995 – PugliaPresidente Csx: Ferrara Mirenzi – 45,86%Presidente Cdx: Distaso – 49,79% (Evidenziato)Diff. Presidente: 3,93%Coalizione Csx: 48,99%Coalizione Cdx: 47,52%Diff. Coalizione: -1,47%2000 – MolisePresidente Csx: Di Stasi – 49,02% (Evidenziato)Presidente Cdx: Iorio – 48,57%Diff. Presidente: 0,45%Coalizione Csx: 47,87%Coalizione Cdx: 50,37%Diff. Coalizione: -2,50%2005 – LazioPresidente Csx: Marrazzo – 50,69% (Evidenziato)Presidente Cdx: Storace – 47,37%Diff. Presidente: 3,32%Coalizione Csx: 48,49%Coalizione Cdx: 50,27%Diff. Coalizione: -1,78%2010 – PiemontePresidente Csx: Bresso – 46,91%Presidente Cdx: Cota – 47,33% (Evidenziato)Diff. Presidente: 0,42%Coalizione Csx: 47,55%Coalizione Cdx: 46,98%Diff. Coalizione: -0,57%2013 – Friuli-Venez. Giul.Presidente Csx: Serracchiani – 39,39% (Evidenziato)Presidente Cdx: Tondo – 39,00%Diff. Presidente: 0,39%Coalizione Csx: 38,95%Coalizione Cdx: 45,24%Diff. Coalizione: -6,29%2014 – SardegnaPresidente Csx: Pigliaru – 42,45% (Evidenziato)Presidente Cdx: Cappellacci – 39,65%Diff. Presidente: 2,80%Coalizione Csx: 42,45%Coalizione Cdx: 43,89%Diff. Coalizione: -1,44%2018 – LazioPresidente Csx: Zingaretti – 32,93% (Evidenziato)Presidente Cdx: Parisi – 31,18%Diff. Presidente: 1,75%Coalizione Csx: 34,19%Coalizione Cdx: 36,37%Diff. Coalizione: -2,18%

Ciò conferma un trend già accertato per le elezioni comunali, dove pure si vota contestualmente – consentendo di diversificare la scelta – per l’organo monocratico e quello assembleare. Tra gli elettori di centrosinistra, s’è scritto, si tende a privilegiare la scelta del sindaco in luogo di quella del consigliere comunale (Emanuele 2012). Quanto influirà questa tendenza nella regione rossa per antonomasia, governata ininterrottamente dal Pci e i suoi eredi fin dal 1970? In Emilia-Romagna, complice un radicamento notevole del partito, il rendimento coalizionale risulta meno marcato che altrove. Lo scarto presidente/liste collegate nelle regionali non ha mai oltrepassato l’1%. Lo stesso Bonaccini, quando venne eletto nel 2014, prese poco meno dello 0,7% di quanto raccolto dalla coalizione. Soltanto nel 1995 Bersani patì oltre 3 punti di distacco, complice lo strappo di Rifondazione Comunista.

Nello scenario politico attuale esisterebbe un attore del genere, in grado di sottrarre consensi al candidato presidente del centrosinistra? Teoricamente sì, e sarebbe il M5s. Nelle elezioni regionali il Movimento registra quasi sempre un rendimento coalizionale con segno positivo, con picchi ripetuti in alcune regioni (Sicilia, Friuli-Venezia Giulia, Lazio). Diversi, tra gli elettori pentastellati, combinano la spinta anti-sistemica nel voto al proprio candidato presidente al richiamo della deferenza esercitata dai candidati al consiglio regionale. Il comportamento ha assunto in passato dimensioni consistenti, come visibile nella Tabella 2: si pensi alle regionali siciliane del 2017, oppure alle già citate regionali del Lazio nel 2018. In quest’ultima occasione si votò insieme alle politiche, con differenze significative nei risultati: il M5s primeggiò col 32,86% al Senato, mentre la candidata presidente Lombardi si fermò al 26,98% e ancor meno, al 22,06%, la lista a lei collegata. Eppure, la storia elettorale del M5s rischia di invertirsi in queste elezioni: il sondaggio SWG accredita, sorprendentemente, di una percentuale superiore potenzialmente di 2 punti la lista del M5s rispetto al suo candidato presidente Benini.  Un rovesciamento delle dinamiche sinora registrate, per cui la consultazione emiliano-romagnola potrebbe essere il quarto caso, delle 24 elezioni regionali regolate dal voto disgiunto a cui il M5s ha partecipato, in cui il rendimento coalizionale del partito è negativo. Se il divario tra Bonaccini e Borgonzoni fosse ristretto ad una forbice di 2 punti, conquistare gli elettori M5s “infedeli” sarebbe la chiave per vincere le elezioni.

Tab. 2 – Rendimento Coalizionale del M5S, elezioni regionali 2010-2019

Titolo della tabella: Non presente nell'immagine (mostra l'analisi storica del rendimento delle coalizioni calcolato come differenza tra la percentuale del candidato Presidente e quella delle liste collegate)Intestazioni delle colonne principali:Anno | Regione | % Pres. | % Lista | Rend. Coaliz.Elenco dei dati storici suddivisi per riga (ordinate in modo decrescente secondo il rendimento della coalizione):2017 – Sicilia: % Pres. 34,65 | % Lista 26,67 | Rend. Coaliz. 7,982013 – Friuli-Venezia Giulia: % Pres. 19,21 | % Lista 13,75 | Rend. Coaliz. 5,462018 – Lazio: % Pres. 26,98 | % Lista 22,06 | Rend. Coaliz. 4,922018 – Friuli-Venezia Giulia: % Pres. 11,67 | % Lista 7,06 | Rend. Coaliz. 4,612013 – Molise: % Pres. 16,76 | % Lista 12,18 | Rend. Coaliz. 4,582013 – Basilicata: % Pres. 13,19 | % Lista 8,97 | Rend. Coaliz. 4,222013 – Lazio: % Pres. 20,22 | % Lista 16,64 | Rend. Coaliz. 3,582012 – Sicilia: % Pres. 18,18 | % Lista 14,89 | Rend. Coaliz. 3,292015 – Liguria: % Pres. 24,84 | % Lista 22,29 | Rend. Coaliz. 2,552015 – Veneto: % Pres. 11,87 | % Lista 10,40 | Rend. Coaliz. 1,472019 – Sardegna: % Pres. 11,2 | % Lista 9,74 | Rend. Coaliz. 1,462015 – Puglia: % Pres. 18,42 | % Lista 17,19 | Rend. Coaliz. 1,232014 – Piemonte: % Pres. 21,45 | % Lista 20,34 | Rend. Coaliz. 1,112019 – Piemonte: % Pres. 13,61 | % Lista 12,55 | Rend. Coaliz. 1,062010 – Emilia-Romagna: % Pres. 7 | % Lista 6 | Rend. Coaliz. 12010 – Veneto: % Pres. 3,16 | % Lista 2,58 | Rend. Coaliz. 0,582015 – Campania: % Pres. 17,52 | % Lista 17,01 | Rend. Coaliz. 0,512010 – Piemonte: % Pres. 4,09 | % Lista 3,67 | Rend. Coaliz. 0,422014 – Emilia-Romagna: % Pres. 13,3 | % Lista 13,26 | Rend. Coaliz. 0,042010 – Campania: % Pres. 1,35 | % Lista 1,33 | Rend. Coaliz. 0,022015 – Toscana: % Pres. 15,05 | % Lista 15,13 | Rend. Coaliz. -0,082018 – Lombardia: % Pres. 17,36 | % Lista 17,8 | Rend. Coaliz. -0,442013 – Lombardia: % Pres. 13,63 | % Lista 14,34 | Rend. Coaliz. -0,71Riga finale dei totaliMedia elezioni regionali: Rend. Coaliz. 2,12

Bonaccini potrebbe ottenere in questo modo la rielezione, nonché il connesso premio di maggioranza che assicura la maggioranza assoluta in assemblea, a prescindere dal minor numero di voti raccolti dalle liste. La sinistra continuerebbe a governare la Regione, come nei precedenti 50 anni, ma non per la forza dell’apparato quanto per la popolarità del suo presidente, beneficiario diretto delle conseguenze del voto disgiunto.

Riferimenti bibliografici:

Emanuele V., “Tra dinamiche territoriali e voto personale: le elezioni comunali a Palermo nel 2012”, in “Quaderni dell’osservatorio elettorale”, numero 69, 2013, pagine 6-34.

Sondaggio SWG 09/01/2020, https://tg.la7.it/politica/testa-a-testa-bonaccini-borgonzoni-nellultimo-sondaggio-prima-del-voto-in-emilia-romagna-09-01-2020-146062.