Gli elettori Dem tornano a casa, ma il centrodestra non arretra

di

Roberto D'Alimonte

Mappa elettorale della Sicilia

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Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 28 gennaio 2020

          Ha vinto il buon governo. Questa è la notizia importante che arriva dal voto in Emilia Romagna. L’apprezzamento per come ha lavorato la amministrazione uscente è stato più forte della voglia di cambiare. Non era scontato. Di questi tempi il vento non spira a favore di chi governa. Bonaccini ha vinto perché lui e la sua giunta hanno lavorato bene. Un dato rilevato da tutti i sondaggi. E’ questa la base del suo successo, come si vede anche dal fatto che ha preso più voti (51,4%) delle liste che lo appoggiavano (48,2%), al contrario della Borgonzoni. Un successo personale e locale dunque, ma che va ben al di là dei confini della regione. Non c’è dubbio infatti che questo risultato stabilizzi il governo Conte, anche se sul suo futuro a medio temine pesa sempre l’incognita Cinque Stelle.

          Per Il Movimento di Grillo questa elezione (così come quella in Calabria) conferma il trend negativo. E’ vero che a livello locale la sua performance è stata raramente brillante, ma ora siamo davanti a un vero e proprio smottamento del suo elettorato: dal 27,5%   delle politiche, al 12,9% delle europee fino al  4,7% di queste regionali. L’analisi dei flussi evidenzia in maniera netta come molti elettori Cinque Stelle abbiano votato Bonaccini. E questo ha pesato ancora di più del voto disgiunto che pure c’è stato, ma in misura modesta. E qui sta una delle chiavi della vittoria del presidente uscente.

          Il M5s aveva perso in precedenza a favore di Salvini una buona fetta dei suoi elettori orientati a destra, adesso sta perdendo quelli che venivano da sinistra e che stanno tornando a sinistra. E questo è un fenomeno che dovrebbe far riflettere la leadership del Movimento sulla sua strategia a livello nazionale e in particolare sui rapporti con il suo attuale alleato di governo. Tanto più che questo voto evidenzia un netto ritorno ad un assetto bipolare della competizione con due schieramenti competitivi e due partiti leader dei due schieramenti (Pd e Lega). Infatti, i due schieramenti maggiori hanno raccolto complessivamente il 93,7% dei voti, con Pd e Lega insieme al 66,7% (si veda cise.luiss.it). La spinta bipolare non ha danneggiato solo il M5s, ma anche Forza Italia che ha ottenuto un misero 2,6%. Purtroppo, e paradossalmente, questo risultato porterà acqua al mulino del ritorno al proporzionale, nonostante l’evidente preferenza dell’elettorato per un sistema in cui il voto decide chi governa.

          Questo voto conferma un altro fenomeno già sottolineato sulle pagine di questo giornale, ma con una modifica importante. Da anni in Emilia-Romagna, come in quasi tutto il Nord, il voto si differenzia nettamente tra città e centri minori. Pd e centro-sinistra vanno relativamente bene nelle città, mentre Lega e centro-destra dominano nei centri minori. Alle europee dello scorso anno in Emilia-Romagna i partiti del centro-destra avevano ottenuto il 44,7% contro il 38,7% dei loro avversari. Però, nei comuni capoluogo Pd e partiti affini avevano preso il 43,8% contro il 40,3% del centro-destra. Nei centri minori invece il rapporto era stato 36% a 47% a favore del centro-destra.

          La mappa in pagina fa vedere che questa differenza resta nel complesso della regione, ma i numeri  non sono più gli stessi. Il centro-sinistra non solo è lo schieramento più votato a livello regionale, ma è il più votato sia nei comuni capoluogo, 56,2% contro il 39,2% del centro-destra, che nei comuni non capoluogo dove ha ottenuto il 48,8% contro il 46,1%.  Una analisi ancora più dettagliata fa vedere che solo nei micro-comuni (quelli con meno di 4.000 elettori)  Salvini e alleati hanno prevalso con il 55% contro il 40%. Già nei comuni tra i 4000 e gli 8000 elettori il centro-sinistra supera il centro-destra, 47,6% a 47,2%. E’ importante notare che il rovesciamento non è avvenuto perché il centro-destra è andato male (il suo risultato è in linea con quello delle europee) ma perché il centro-sinistra è andato particolarmente bene, prendendo voti di elettori che non lo avevano votato l’anno scorso, soprattutto Cinque Stelle.

          Per il Pd questo voto è una boccata di ossigeno per cui deve ringraziare, come Zingaretti ha già fatto, il movimento delle sardine. Sono i giovani la categoria che ha votato in maniera massiccia per Pd e alleati. E’ lì il futuro, e la sfida sarà come incanalare queste energie dentro un progetto innovativo. Intanto la battaglia si sposta nelle altre regioni in cui si voterà in primavera, tra cui la Toscana- altra roccaforte ‘rossa’ a rischio-  dove le cose avrebbero potuto mettersi male se il risultato in Emilia Romagna fosse stato diverso.

Fig. 1 Flussi elettorali a Reggio Emilia tra europee 2019 e regionali 2020

Titolo del grafico: Diagramma di flusso elettorale – Mappa delle transizioni di voto (Emilia-Romagna, variante PD 25.2%)Descrizione della parte visiva:Il diagramma di Sankey mappa i flussi elettorali a partire dalle scelte espresse in una tornata precedente (blocchi a sinistra, con percentuali come PD 25.2, Lega 17.6, M5S 4.6, Non voto 32.5) verso i candidati presidenti della regione (blocchi a destra, con percentuali come Bonaccini (Centrosinistra) 39.4, Borgonzoni (Centrodestra) 23.8, Benini (M5S), Altri candidati, Non voto 33.4).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso le traiettorie colorate):1. Elettorato del PD (Blocco rosso in alto a sinistra, 25.2%)La quasi totalità del flusso prosegue in linea retta confluendo in modo compatto verso Bonaccini (Centrosinistra) (blocco marrone/grigio in alto a destra, 39.4%).Frazioni minime e disperse si collegano verso il basso in direzione del bacino del Non voto.2. Elettorato del M5S (Blocco giallo a sinistra, 4.6%)Il bacino di voti si frammenta in tre direzioni principali:Una rampa diagonale ascendente molto vistosa si stacca per confluire direttamente su Bonaccini (Centrosinistra).Una quota mantiene il voto di bandiera dirigendosi verso il candidato ufficiale Benini (M5S).Una parte scivola verso il basso confluendo nel blocco del Non voto.3. Elettorato della Lega (Blocco verde al centro a sinistra, 17.6%)La componente nettamente maggioritaria prosegue dritta verso la candidata di coalizione Borgonzoni (Centrodestra) (blocco marrone/grigio centrale a destra, 23.8%).Si nota una ramificazione diagonale ascendente verde che sale per portare un contributo di voti a Bonaccini (Centrosinistra).Un piccolo filamento residuo devia verso l'astensione (Non voto).4. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco blu scuro/nero a sinistra, FDI)Il flusso si dirige quasi interamente in modo compatto verso Borgonzoni (Centrodestra).5. Elettorato di Forza Italia (Blocco azzurro a sinistra, FI)La traiettoria principale si muove verso Borgonzoni (Centrodestra), accompagnata da dispersioni minori verso il Non voto.6. Elettorato di La Sinistra, Europa Verde e Più Europa (Blocchi minori in alto a sinistra)I flussi di queste liste si dirigono in modo pressoché totale verso Bonaccini (Centrosinistra).7. Astensione precedente (Blocco rosa in basso a sinistra, Non voto 32.5%)La rampa di gran lunga principale prosegue in linea retta confermandosi nel blocco del Non voto a destra (33.4%).Piccolissimi filamenti ascendenti mostrano una parziale riattivazione di elettori verso Bonaccini, Borgonzoni e Altri candidati.

Fig. 2 Flussi elettorali a Rimini tra europee 2019 e regionali 2020

Titolo del grafico: Diagramma di flusso elettorale – Mappa delle transizioni di voto (Emilia-Romagna, variante PD 15.5%)Descrizione della parte visiva:Il diagramma di Sankey mappa i flussi elettorali a partire dalle scelte espresse in una tornata precedente (blocchi a sinistra, con percentuali come PD 15.5, Lega 19.8, M5S 8.6, Non voto 42.2) verso i candidati presidenti della regione (blocchi a destra, con percentuali come Bonaccini (Centrosinistra) 30.6, Borgonzoni (Centrodestra) 28.6, Benini (M5S), Altri candidati, Non voto 37.2).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso le traiettorie colorate):1. Elettorato del PD (Blocco rosso in alto a sinistra, 15.5%)La stragrande maggioranza del flusso prosegue in linea retta confluendo in modo compatto verso Bonaccini (Centrosinistra) (blocco marrone/grigio in alto a destra, 30.6%).Un piccolo filamento si disperde verso il basso in direzione del bacino del Non voto.2. Elettorato della Lega (Blocco verde al centro a sinistra, 19.8%)La componente nettamente maggioritaria prosegue dritta verso la candidata di coalizione Borgonzoni (Centrodestra) (blocco marrone/grigio centrale a destra, 28.6%).Si nota una ramificazione diagonale ascendente verde che sale per portare un contributo di voti a Bonaccini (Centrosinistra).Un filamento residuo devia verso il basso in direzione dell'astensione (Non voto).3. Elettorato del M5S (Blocco giallo a sinistra, 8.6%)Il bacino di voti si divide in tre percorsi principali:Una vistosa rampa diagonale ascendente si stacca e sale per confluire direttamente su Bonaccini (Centrosinistra).Una quota mantiene il voto di bandiera dirigendosi verso il candidato ufficiale Benini (M5S).Una parte significativa scivola verso l'area del Non voto.4. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco blu scuro/nero a sinistra, FDI)Il flusso si dirige quasi interamente in modo compatto verso Borgonzoni (Centrodestra).5. Elettorato di Forza Italia (Blocco azzurro a sinistra, FI)La traiettoria principale si muove verso Borgonzoni (Centrodestra), accompagnata da dispersioni minori verso il Non voto.6. Elettorato di La Sinistra, Europa Verde e Più Europa (Blocchi minori in alto a sinistra)I flussi di queste liste si dirigono in modo pressoché totale verso Bonaccini (Centrosinistra).7. Astensione precedente (Blocco rosa in basso a sinistra, Non voto 42.2%)La rampa di gran lunga principale prosegue in linea retta confermandosi nel blocco del Non voto a destra (37.2%).Piccolissimi filamenti ascendenti mostrano una parziale riattivazione di elettori verso Bonaccini, Borgonzoni e Altri candidati.Ora che abbiamo registrato anche questa variante, preferisci procedere al consolidamento finale di tutto lo storico? Fammi sapere se:Desideri che io generi il file unico finale scaricabile (specificando se in formato .txt o .csv per fogli Excel).Preferisci che i contenuti del report vengano organizzati per area geopolitica / tematica o secondo l'ordine cronologico di caricamento di oggi.

Fig. 3 Mappa del vincitore per comune, regionali 2020

Titolo della mappa: Vincitore per comuneDescrizione della parte visiva:La mappa mostra la ripartizione geografica dei comuni della regione Emilia-Romagna colorati in base alla coalizione o al candidato risultato primo nei singoli territori comunali.Legenda dei dati (in basso a sinistra)Verde (CD): 206 comuniRosso (CS): 125 comuniNote in calce:Fonte: cise.luiss.it

Tab. 1 Il voto fra capoluoghi e non capoluoghi in Emilia-Romagna, europee 2019 e regionali 2020

Titolo della tabella: Non presente nell'immagine (mostra il confronto tra i risultati delle Europee 2019 e delle Regionali 2020 per i principali partiti e le coalizioni, con focus su Capoluoghi e Non capoluoghi)Sezione 1: Europee 2019 (percentuali - %)Intestazione delle colonne:Pd % | Csx % | Lega % | Cdx %Elenco dei dati suddivisi per riga (ripartizione territoriale):Capoluoghi: 34.2 | 43.8 | 29.1 | 40.3Non capoluoghi: 29.7 | 36.0 | 36.2 | 47.0Totale: 31.2 | 38.7 | 33.8 | 44.7Sezione 2: Regionali 2020 (percentuali - %)Intestazione delle colonne:Pd % | Csx % | Lega % | Cdx %Elenco dei dati suddivisi per riga (ripartizione territoriale):Capoluoghi: 36.0 | 56.2 | 26.7 | 39.2Non capoluoghi: 34.0 | 48.8 | 34.8 | 46.1Totale: 34.7 | 51.4 | 32.0 | 43.6