Molise 2011. Alle regionali molisane tassi di preferenza da record

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di Federico De Lucia

Il fatto che da due legislature regionali a questa parte le elezioni regionali molisane non si svolgano contemporaneamente a quelle delle altre Regioni, ma con un anno e mezzo di ritardo, ha reso inevitabile che la piccola Regione appenninica venisse espunta da quasi tutti gli studi comparati sulle elezioni regionali italiane. Anche a causa di questo, da qualche anno ormai non si fa più riferimento ad un elemento caratterizzante del sistema partitico molisano: l’importanza cruciale del voto di preferenza. Se compariamo le elezioni molisane del 2006 e del 2011 rispettivamente a quelle delle altre Regioni ordinarie del 2005 e del 2010, ci rendiamo conto di come i tassi di preferenza molisani siano veramente altissimi. Nel 2006 il 90,17% di coloro che hanno espresso un voto di lista hanno espresso anche un voto di preferenza; nel 2011 costoro sono stati l’89,71%. In entrambi i casi si tratta del valore più alto fra quelli registrati nelle Regioni ordinarie.

Nella Tabella 1 possiamo osservare i tassi di preferenza disaggregati per partito e per schieramento, relativamente ad entrambe le ultime due tornate regionali.

Tabella 1


Generalmente parlando, i partiti con i tassi di preferenza più alti sono quelli post-democristiani o centristi (UDC, DCpA, La Margherita, UDEUR, ApI, AdC), quelli socialisti (SDI-PSI), e quelli prettamente locali (Progetto Molise e Molise Civile, ma anche Grande SUD e Costruire Democrazia). Anche i DS e l’AN del 2006, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, superarono nettamente il 90%. Gli altri partiti (FI, l’IdV e le liste di sinistra radicale, esclusi i Verdi), pur collocandosi su tassi inferiori a quegli degli altri, si mantengono su livelli nettamente maggiori rispetto a quelli che registrano altrove. Per quanto riguarda i partiti nati recentemente, poi, il PdL sembra più vicino agli alti tassi di AN che a quelli, inferiori, di FI, ed il PD del 2011 presenta invece tassi nettamente inferiori rispetto a quelli propri ai DS e alla Margherita del 2006.

Passando ai valori medi dei due schieramenti, nel 2006 essi furono entrambi superiori alla notevolissima cifra del 90%. Nel 2011 si è registrato un ulteriore incremento per quanto riguarda i partiti di centrodestra e una diminuzione per quanto riguarda quelli di centrosinistra. Un ruolo chiave nel determinare questa evoluzione l’ha avuto lo spostamento dell’UDEUR, partito clientelare per eccellenza, da una coalizione all’altra. Il dato regionale medio, infine, è calato leggermente (specie a seguito dei cali registrati da PD e IdV), ma è rimasto su livelli assolutamente da record.

Una gran parte del comportamento elettorale dei cittadini molisani è dunque spiegato dal loro rapporto con i candidati di lista. La fedeltà che essi nutrono nei confronti delle liste di partito è in realtà la conseguenza della fedeltà che essi nutrono nei confronti dei candidati in esse inseriti.

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Federico De Lucia ha conseguito la laurea magistrale in Scienza della Politica e dei Processi Decisionali, presso la facoltà di Scienze Politiche all’Università di Firenze, discutendo una tesi dal titolo “Le Regioni a Statuto Speciale nella Transizione italiana. Forma di governo, sistema elettorale, sistema partitico.” Nel periodo degli studi universitari ha svolto tre tirocini presso gli uffici della Regione Toscana, nel Settore di assistenza alla I Commissione (Affari Istituzionali, Programmazione e Bilancio) del Consiglio e nell'Osservatorio elettorale regionale, presso la Presidenza. Ha poi partecipato poi al Seminario di Studi e Ricerche Parlamentari "Silvano Tosi". Dal luglio 2013 al maggio 2018 ha lavorato presso FB & Associati, una società che si occupa di consulenza nel campo delle relazioni istituzionali. In tale società ha fondato e poi diretto per cinque anni FBLab, un Centro studi che si occupa di monitoraggio parlamentare e analisi dello scenario politico. Inoltre, è membro del CISE sin dalla sua costituzione, ha scritto numerosi contributi nei Dossier CISE e ha curato il quarto volume (Le Elezioni Politiche 2013). Oggi è funzionario del Ministero dell'Interno. I suoi principali interessi sono lo studio dell’assetto istituzionale, dei sistemi elettorali e dell’evoluzione storica dei sistemi partitici, nonché la raccolta, la catalogazione ed il confronto dei dati elettorali, a livello locale, nazionale ed internazionale.