Ballottaggi 2013: il quadro del primo turno nei capoluoghi di provincia

di Aldo Paparo

Tra pochi giorni 66 comuni saranno chiamati alle urne per la seconda volta nel giro di due settimane per eleggere i rispettivi primi cittadini attraverso il ballottaggio fra i due candidati che hanno ricevuto i maggior numero di voti gli scorsi 26 e 27 maggio. Abbiamo altrove presentato il quadro sintetico delle competizioni di primo turno per tutti questi comuni, in questo articolo presentiamo dettagliatamente i risultati dei primi turni nei comuni capoluogo di provincia che andranno al ballottaggio.

Ci concentriamo sulla competizione maggioritaria fra i candidati sindaco. Abbiamo scelto tale dato per motivi di semplicità espositiva: sarebbe infatti impossibile far rientrare in una matrice tutte le liste che nei diversi comuni si sono presentate; sia perché al ballottaggio gli elettori potranno solo votare l’uno o l’altro candidato. Purtroppo però viene così smarrita l’informazione circa la porzione dei vari elettorati maggioritari ascrivibili ai diversi partiti coalizzati, particolarmente rilevante per i candidati terzi, di cui è interessante tentare di stimare le possibili destinazioni del secondo turno.

La tabella 1 riporta i risultati così come indicato. Prima di scendere nel dettaglio delle diverse città, alcune considerazioni generali. Il centrosinistra targato Pd ha il proprio candidato in tutti i capoluoghi  al ballottaggio. Inoltre questo è sempre il colui che nel primo turno ha raccolto la maggioranza relativa dei voti validi nella competizione per l’elezione diretta del primo cittadino. In 10 circostanze dovrà vedersela con il candidato sostenuto dal Pdl, mentre ad Avellino lo sfidante sarà Preziosi, sostenuto da liste del terzo polo.

Tab. 1 – I risultati del primo turno delle elezioni comunali nei capoluoghi di provincia chiamati al ballottaggio. Percentuali di voto ai candidati sindaco.

Passiamo quindi all’analisi dettagliata delle diverse competizioni locali, cominciando dalle città della zona rossa. Come si può osservare di tratta di sole due unità (Ancona e Siena), che presentano caratteristiche piuttosto simili. In entrambi i casi, infatti, il candidato del centrosinistra ha sfiorato il 40%, mentre il rivale ha superato di poco il 20%: i margini di vantaggio in termini di punti percentuali sono davvero imponenti: pari a 16,1 e 17,2. Inoltre in entrambi i casi vi è un candidato alla sinistra del Pd che ha raccolto un decimo circa dei consensi. Questi dati non sembrano lasciare alcun margine per un ribaltamento al ballottaggio.

La situazione è più variegata nelle rimanenti zone geopolitiche del paese. Al nord i capoluoghi al ballottaggio sono 4: Imperia, Brescia, Lodi e Treviso. Viene coperto un vasto spettro lungo la dimensione est-ovest, ma anche in termini di tradizioni politiche. E così anche i risultati del primo turno non sono omogenei. I vantaggi dei candidati di centrosinistra variano dai quasi 20 punti percentuali di Imperia, ai 50 voti di Brescia. Nel capoluogo ligure Capacci pare insuperabile, anche alla luce del risultato di Grosso, sostenuto da Sel e Rc (11,2%). A Lodi e Treviso i vantaggi dopo il primo turno per i candidati Pd variano fra i 7,7 e gli 8,8 punti percentuali. In entrambi i casi, però, tale margine non è sufficiente per considerare il comune assegnati: vi sono infatti attorno al 10% candidati più vicini al Pdl che non al Pd. Completamente impronosticabile appare poi la corsa a Brescia, dove il sindaco uscente Paroli è il meno distante dal rivale di centrosinistra fra tutti i candidati al ballottaggio nei capoluoghi.

Nelle regioni meridionali i capoluoghi al ballottaggio sono 5: Avellino, Barletta, Iglesias, Roma e Viterbo. Iniziando dalla capitale, dei cui risultati su questo sito abbiamo anche presentato i flussi elettorali, il sindaco uscente Alemanno si trova ad inseguire con oltre 12 punti di ritardo dallo sfidante di centrosinistra Marino. Per ribaltare la situazione, dovrà sperare di convincere la stragrande maggioranza degli elettori di Marchini e De Vito; oppure di riuscire a mobilitare fortemente gli astensionisti del primo turno. A Barletta, Cascella ha quasi 17 punti di margine su Alfarano. La sua affermazione sembra scontata, anche alla luce del quasi 18% dei voti raccolti da Cannito, sostenuto dal Psi. A Viterbo è in corsa il terzo dei tre sindaci uscenti in questo campione di ballottaggi: Marini. E’ dietro allo sfidante del Pd, Michelini, di 10 punti percentuali circa. Ritardo significativo ma non incolmabile: si tratta infatti grossomodo della percentuale conseguita al primo turno dal candidato del terzo polo Rossi; inoltre vi sono altri due candidati civici intorno al 5%, oltre a quello del M5s. Ad Iglesias il distacco fra primo e secondo è di appena 4 punti percentuali, ma Gariazzo è andato così vicino alla vittoria in turno unico che la poltrona di sindaco non potrà sfuggirgli se riuscirà a riportare alle urne tutti i suoi elettori del primo turno. Avellino è il caso più complicato da prevedere. La sua peculiarità risiede già nell’eccezionalità del sfida: sono appena 2 sui 66 ballottaggi quelle fra centrosinistra e terzo polo. Poi sono straordinari i risultati del primo turno: i due sfidanti del ballottaggi hanno raccolto un quarto dei voti circa a testa, con un distacco di due punti circa: sommati non fanno la maggioranza assoluta dei voti validi maggioritari del primo turno. In un simile quadro risulterà decisiva la capacità di raccogliere i voti degli elettori di altri candidati di area: se Preziosi otterrà i consensi di chi ha votato il candidato del Pdl o quello di Scelta Civica, sarà quasi impossibile da superare per il democratico Foti, anche qualora questi dovesse ricevere tutti i voti dell’ex vicesindaco Festa.

Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.