Comunali in Alto Adige: a Bressanone vince il Svp, al ballottaggio gli altri comuni

di Aldo Paparo

In questo articolo discutiamo l’esito delle elezioni comunali nei quattro comuni superiori dell’Alto Adige al voto nel 2015: il capoluogo Bolzano, Bressanone, Laives, e Merano. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, qui si elegge direttamente il sindaco – in uno o due turni – proprio come nel resto del paese, ma senza premio di maggioranza in Consiglio: i seggi sono ripartiti infatti secondo un proporzionale puro.

Guardiamo quindi ai risultati elettorali, iniziando dalla partecipazione al voto. L’affluenza è curiosamente calata in maniera straordinariamente omogenea rispetto alle precedenti comunali nei quattro casi considerati: fra i 7 e gli 8 punti percentuali. Si attesta così appena sotto i due terzi nei comuni in cui le precedenti elezioni comunali erano state maggiormente partecipate (Bressanone e Laives), dieci punti più in basso nei centri più popolosi, Bolzano e Merano, dove giù 5 anni fa l’affluenza era stata inferiore ai due terzi.

Analizziamo adesso il risultato in ciascuno dei comuni considerati, iniziando dal più rilevante, il capoluogo Bolzano. Come riportato dalla tabella 1, sarà necessario il ballottaggio per scegliere il sindaco. A contendersi la poltrona di primo cittadino per i prossimi cinque anni saranno il sindaco uscente, Spagnolli, e lo sfidante di centro-destra Alessandro Urzì. L‘incumbent è saldamente in testa dopo il primo turno, avendo raccolto oltre il triplo dei voti del rivale: 41,6% contro il 12,7. Nella coalizione Spagnolli spiccano i risultati di Pd e Svp, primo e secondo partito a livello cittadino con il 17 e il 16% dei voti rispettivamente. Se per il partito di Renzi si tratta di una conferma del risultato di cinque anni fa, l’alleato fa invece registrare una flessione dell’ordine dei tre punti percentuali.

Lo sfidante del ballottaggio, Urzì, è il leader e fondatore del movimento politico l’Alto Adige nel cuore, fuoriuscito da Fli al momento delle alleanze in vista delle politiche 2013 rifiutando la strategia di desistenze nei collegi imposta a livello nazionale nell’ambito dell’accordo con Monti. Tale lista raccoglie a Bolzano oltre il 6% dei voti, facendo meglio di Fi, che vede ridotto ad un terzo il risultato delle europee. In ogni la flessione complessiva dell’area dell’ex Pdl è confermata dal fatto che insieme raccolgono meno della metà del partito di Berlusconi alle comunali 2010.

Il candidato leghista, Carlo Vettori, è stato battuto dal collega di area politica per un paio di punti percentuali, mancando così l’ammissione al secondo turno in quella che può essere vista come una sorta di primaria del centro-destra all’interno dell’elezione generale. Si tratta comunque di una notevole avanzata per il Carroccio: oltre il doppio sia rispetto alle comunali 2010, sia rispetto alle europee. Buono anche il risultato della candidata di sinistra, Cecilia Stefanelli, che ha raccolto oltre 10% dei consensi, andando oltre il già lusinghiero risultato della lista Tsipras l’anno scorso. Solo quinto, invece, il candidato appoggiato dal M5s (Rudi Rieder), che ha ottenuto meno del 10%: la metà del risultato delle politiche, poco di più rispetto alle europee, ma pur sempre oltre il doppio della lista Grillo alle comunali 2010. Infine appare certamente significativo il 7% raccolto da Benussi, il candidato sostenuto da Casapound.

A prescindere da come andrà il ballottaggio, la maggioranza di governo cittadino dovrà emergere attraverso alleanze in Consiglio. Cinque anni fa non era stato così. Spagnolli aveva infatti vinto già al primo turno. La sua coalizione di centro-sinistra aveva quindi ottenuto la maggioranza assoluta dei seggi. Stavolta non è stato così. Se alla fine dovesse spuntarla Spagnolli, i più probabili alleati di governo sembrano essere i consiglieri eletti nelle file delle liste di sinistra a sostegno della Stefanelli, ma si tratterebbe comunque di una maggioranza risicata, sempre sotto scacco. Se invece il secondo turno dovesse, certamente a sorpresa, premiare Urzì, questi avrebbe inevitabilmente grosse difficoltà a trovare una maggioranza affine in Consiglio.

Tab. 1 – Risultati delle elezioni comunali 2015 a Bolzano

A Bressanone (tab. 2) Peter Brunner, assessore della giunta uscente e candidato del Svp, è il nuovo sindaco. Ha trionfato già al primo turno con oltre il 51,2% dei voti. Potrà così contare sulla maggioranza assoluta dei seggi in consiglio conquistata dal sua partito. Non era invece stato così durante la precedente legislatura comunale, quando il candidato dell’Svp aveva vinto solo al secondo turno ed era stato quindi costretto ad una alleanza post-elettorale con Pd e Verdi del Sudtirolo.

Walter Blaas, per i Freiheitlichen si conferma il secondo candidato più votato in città con il 13% circa, anche se in calo di 3 punti rispetto al proprio risultato del 2010. Ma, alla luce della crescita del Svp, in calo sono un po’ tutti. Particolarmente i Verdi del Sudtirolo, la cui candidata, la stessa di cinque anni fa, l’assessore uscente Elda Letrari, arretra di circa quattro punti dalla precedenti comunali. Il Pd ottiene poco più del 10%: in linea con il risultato delle comunali 2010 e delle politiche, ma in calo di un terzo rispetto alle europee. Anche la Lega, infine, non riesce a fare segnare qui una avanzata e dimezza il risultato delle europee.

Tab. 2 – Risultati delle elezioni comunali 2015 a Bressanone

A Laives la sindaco uscente del centro-sinistra, Liliana Di Fede, è risultata la candidata più votata, ma assai lontana da una conferma al primo turno. Ha raccolto infatti poco più di un terzo dei voti. Il Pd è primo partito il città con il 21,5%: un risultato sostanzialmente in linea con quello delle precedenti comunali –  e delle politiche. La candidata ottiene invece un risultato un punto migliore di quello del partito alle europee.

A sfidare la Di Fede al ballottaggio sarà il candidato del centro-destra, Bianchi, che insegue staccato di quattro punti. Nella sua coalizione merita di essere sottolineato il lusinghiero risultato della Lega, che sfiora il 15% e raddoppia il risultato delle europee – a sua volta il massimo storico nel comune fino a quel momento; mentre la lista unitaria di Fi, Fdi e Alto Adige nel cuore fa poco meglio della sola Fi alle europee. Il Svp ha fallito l’accesso al secondo turno raccogliendo il 20% con il proprio candidato, pur essendo sostanzialmente pari al Pd come lista più votata.

I risultati del primo turno per i tre poli principali sono straordinariamente simili a quelli di cinque anni fa, quando poi la Di Fede raccolse oltre il 60% dei voti al secondo turno, sfruttando evidentemente la maggiore vicinanza degli elettori popolari sudtirolesi. Sarà comunque molto importante anche  il comportamento al secondo turno degli elettori degli altri due candidati, tutt’altro che marginali. Castelli per il M5s ha raccolto oltre il 9%, comunque meno della metà del risultato di europee e politiche; mentre Volano, assessore della giunta Di Fede in quota Idv e candidato per i Verdi del Sudtitolo, ha preso il 7,5%. Bianchi dovrà assolutamente essere il preferito per lo meno fra gli elettori del M5s se vorrà avere chanches di scalzare la Di Fede dalla poltrona di primo cittadino.

Comunque andrà al ballottaggio, le prospettive per la stabilità del governo cittadino non sembrano incoraggianti. Il migliore esito possibile sotto questo profilo sembra essere il ripetersi della travagliata legislatura appena conclusasi, caratterizzata da crisi nella maggioranza e rimpasti della giunta. Se dovesse confermarsi la Di Fede, il rinnovo della alleanza di governo con il Svp e un accordo con Volani garantirebbero una maggioranza. I numeri sarebbero comunque di nuovo molto stretti. Se poi il ballottaggio dovesse incoronare Bianchi, la maggioranza in Consiglio andrebbe probabilmente ricercata assai faticosamente sui singoli provvedimenti. Oppure la legislatura potrebbe avere una vita breve.

Tab. 3 – Risultati delle elezioni comunali 2015 a Laives

A Merano a sfidarsi al ballottaggio saranno due esponenti di movimenti politici locali: Gerhard Gruber per il Svp e Paul Rösch per i Verdi del Suditolo. Il primo ha ottenuto circa un quarto dei voti, il secondo un punto in più di un voto su cinque. Per quanto tale sfida di ballottaggio veda nuovamente in campo gli stessi attori politici di quello delle comunali precedenti, seppur con candidati nuovi, il quadro dopo il primo turno era allora assai diverso. Il candidato del Svp aveva infatti più del doppio dei voti di quello dei Verdi: un vantaggio poco inferiore ai venti punti mantenuto poi al ballottaggio. Stavolta, invece, i due competitor sono assai più vicini e la corsa alla poltrona di primo cittadino appare ben più incerta. Anche perchè si è allargata la porzione di voti non raccolta da nessuno dei due sfidanti del secondo turno: oltre la metà dei voti è stavolta sul mercato.

Il vicesindaco uscente, Giorgio Balzarini, ha raccolto un voto su otto, in crescita di un paio di punti rispetto a cinque anni fa, e si propone come inevitabile partner di governo per chiunque vincerà il ballottaggio. Anche l’altro candidato indipendente, l’assessore uscente – in quota lista Genovese – Nerio Zaccaria, ottiene un buon risultato: supera il 10% e raddoppia il risultato della lista cui apparteneva cinque anni fa.

In un contesto così fortemente determinato da specificità locali, i partiti nazionali ottengono inevitabilmente risultati piuttosto magri. Al primo posto c’è  la Lega, che raccoglie con il suo candidato il 7% dei consensi. Si tratta comunque di un risultato doppio di quello delle precedenti comunali, ed in crescita anche rispetto alle europee di un anno fa. Segue il Pd, che raccoglie appena oltre il 6% con il proprio candidato, in calo di circa un punto rispetto al 2010. Infine il candidato appoggiato dal M5s  è stato votato dal 5,4% dei votanti.

Tab. 4 – Risultati delle elezioni comunali 2015 a Merano

Sarà quindi necessario attendere i ballottaggi per capire chi sarà primo cittadino nella maggioranza dei comuni analizzati, e quale coalizioni di governo locale andranno quindi formandosi dopo il voto. I risultati qui presentati consentono in ogni caso di avanzare alcune considerazioni. Seppur in presenza di comuni politicamente molto diversi fra loro, si delinea nel complesso un quadro di sostanziale stabilità rispetto alle precedenti elezioni comunali, con alcune vistose differenze. A cominciare dal generalizzato calo dell’affluenza (7-8 punti in meno). Continuità si ritrova nelle scelte degli elettori al maggioritario: i due incumbent mancano la rielezione al primo turno, ma si presentano entrambi in testa al ballottaggio; l’unico vincitore al primo turno rappresenta il partito di maggioranza relativa della precedente giunta; mentre la corsa aperta che si deciderà al secondo turno vede in campo candidati sostenuti dagli stessi partiti del ballottaggio di cinque anni fa.

Continuità si ritrova anche nei risultati del Pd, che ha sostanzialmente confermato le prove del 2010 in tutti e quattro i comuni. Anche se, in virtù di cali altrui, è diventato primo partito a Bolzano (scalzando il Pdl) e a Laives (ai danni della Svp). Quest’ultimo è in calo un po’ ovunque (tranne che a Bressanone): è questa una prima tendenza di variazione che osserviamo nei risultati. Proseguendo con queste, la Lega è al contrario in crescita dappertutto, con punte superiori al 10%; complice anche la sparizione di Fi, che presenta il suo simbolo solo nel capoluogo, raccogliendo comunque meno del 4%. Rispetto al 2010 è poi anche una novità la presenza del M5s: anche se non ha corso a Bressanone, si conferma una realtà rilevante anche in Alto Adige, seppur senza mai raggiungere la doppia cifra nella percentuale di voti raccolta.

Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.