Verso le comunali: offerta elettorale e situazione di partenza nei comuni del Nord

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Siamo ormai nella settimana che ci porterà al primo turno delle elezioni comunali di quest’anno. Si tratta di una tornata molto importante, l’ultimo appuntamento elettorale prima delle prossime elezioni politiche, che coinvolgerà in tutto oltre 1.000 comuni, che amministrano oltre 10 milioni di cittadini italiani. Come sempre, il CISE seguirà accuratamente queste imminenti elezioni amministrative, concentrandosi in particolare sui risultati che si osserveranno nei comuni superiori ai 15.000 abitanti, quelli che votano con il doppio turno e le liste dei partiti. Sono in tutto 161, di 25 capoluoghi di provincia, per un totale di circa 7 milioni di abitanti e 6 milioni di elettori.

In questo articolo, nello specifico, guardiamo ai comuni settentrionali, inquadrando la situazione di partenza in termini di amministrazioni uscenti, e l’offerta elettorale in campo in questo 2017.

Al Nord l’offerta elettorale si caratterizza per la presenza di 343 candidati nei 60 comuni superiori, di cui 97 nei 12 comuni capoluogo. Questi nello specifico sono: Alessandria, Asti, Belluno, Como, Cuneo, Genova, Gorizia, La Spezia, Lodi, Monza, Padova e Verona. I candidati del Pd sono i più presenti (57/60 nei comuni superiori e ben 12/12 fra i capoluoghi). Rapporti simili sono raggiunti anche da Forza Italia (57/60 e 11/12) e Movimento 5 Stelle (48/60 e 12/12). I candidati di sinistra si presentano maggiormente nei comuni capoluogo (67% contro il 45%), mentre Ap, Udc e Lega e Fdi hanno un peso decisamente minore, con le formazioni centriste più forti nei capoluoghi, a differenza della destra più forte nei comuni superiori non capoluogo.

Le liste totali sono 792 nei comuni superiori (in media 13,2 a comune), di cui 222 nei capoluoghi (in media 18,5 a comune). La formazione politica con più liste al proprio sostegno è Forza Italia (223 nei comuni superiori: in media 4,3 a comune; 65 in quelli capoluogo: 5,9 per comune). Seguono le liste a sostegno del Pd (183 e 47). Anche in quest’occasione Ap, Udc e Lega sono più staccati: con la destra più forte nei comuni superiori non capoluogo (40 contro 1), mentre il centro con soli 12 e 8, ma con medie per comune a livello dei partiti maggiori (3 e 4).

Per quanto riguarda gli “altri candidati”, sono 134 nei comuni superiori, di cui 51 nei capoluoghi. Le liste a loro sostegno sono 217 (in media 4,5 a comune), di cui 74 nei capoluoghi (in media 6,2).

Tab. 1 – Riepilogo dell’offerta elettorale, candidati e listenord_offerta

Le amministrazioni uscenti sono nettamente appannaggio del Pd: in particolare 33 nei comuni superiori, di cui 7 nei capoluoghi. Segue Forza Italia, rispettivamente con 12 e 2. Sinistra, Centro, Lega, Fdi e alleati ne detengono una a testa in entrambe le categorie. M5s e grandi coalizioni, invece, sono amministrazioni uscenti in un solo comune superiore. Gli ultimi 3 appartengono a formazioni altre da quelle qui specificate.

Tab. 2 – Le amministrazioni uscenti nei comuni superiori al voto[1]nord_uscenti

Ad Alessandria l’amministrazione uscente è quella di centrosinistra del sindaco Maria Rita Rossa, ricandidata a questa tornata, composta da Pd, Sel, Idv, Rifondazione Comunista, Moderati e Insieme per Rita Rossa, che vinse al ballottaggio contro il centrodestra con il 67,97%. A questa tornata i candidati sono otto. Oltre all’uscente, appoggiata da Pd, Moderati, Sinistra e civica), è presente il centrodestra (composto da Forza Italia, Lega, Fdi e civica) e Movimento 5 Stelle. Un ulteriore candidato è espressione della sinistra, mentre un altro della destra fittiana e del Popolo della famiglia. Chiudono il cerchio altri tre candidati di provenienza civica.

Anche Asti viene da un’amministrazione uscente di centrosinistra, che nel 2012 aveva battuto il centrodestra al ballottaggio con il 56,9% dei voti. A questa tornata i candidati sindaco sono otto. Il Pd si presenta da sol, affiancato solo da due liste civiche. Il centrodestra invece è unito nella coalizione composta da FI, Lega e Fdi più civiche. In solitaria invece il centro, con Ap che compete senza alleati, così come ovviamente il M5s. gli altri quattro candidati sono espressione di liste civiche.

A Belluno si ricandida il sindaco uscente Jacopo Massaro, espressione di liste civiche che nel 2012 sconfissero al ballottaggio la coalizione di centrosinistra. Quest’anno, invece, il Pd si candida in solitaria contro Massaro, così come fa la Lega, il M5s e la sinistra del Partito Comunista dei Lavoratori. Altri due civiche completano l’elenco dell’offerta elettorale.

A Como l’amministrazione uscente è quella di centrosinistra, che nel 2012 si impose al ballottaggio contro il centrodestra con il 74,87%. Quest’anno il Pd si presenta solo con Verdi e una civica. Ad essi si oppongono il centrodestra unito (Fi, Lega, Fdi più civiche), col ricongiungimento quindi del partito berlusconiano e di quello leghista. Anche qui compete un esponente del M5s, mentre gli altri quattro sono espressione di liste civiche.

A Cuneo l’offerta elettorale trova una sua ricomposizione, dopo che la scorsa tornata aveva presentato uno scenario particolarmente frammentato. All’epoca vinse Federico Borgna, candidato del centro, che sconfisse il centrosinistra con il 59,88% al ballottaggio. Lega, Pdl, Fli, invece, correvano tutti separati. Quest’anno Borgna è diventato candidato sindaco del centrosinistra, trovando l’appoggio del Pd. Ma anche il centrodestra si presenta unito, nella coalizione comprendente Fi, Lega e Fdi. Infine, oltre i tre civici, vi è anche un candidato di Casapound ed uno del M5s.

A Genova nel 2012 vinse al ballottaggio Marco Doria, esponente del centrosinistra vendoliano che aveva battuto i candidati democratici alle primarie di coalizione. Quest’anno per il centrosinistra si candida Crivello, mentre Bucci sarà l’esponente del centrodestra unito (Fi, Lega e Fdi). Interessante sarà vedere il risultato di Pirondini del M5s, arrivato secondo alle primarie del movimento, ma diventato in seguito candidato ufficiale dopo la sottrazione del ruolo alla vera vincitrice Marika Cassimatis. Quest’ultima si presenta con una lista civica recante il suo nome. Gli altri civici sono tre. Infine, in solitaria, un candidato del Partito Comunista dei Lavoratori ed uno del Popolo della Famiglia.

Gorizia viene invece da un’esperienza di centrodestra, che nel 2012 vinse al primo turno con il 51,5% dei voti. Quest’anno ci riprovano con una coalizione allargata molto simile anche se con un differente candidato sindaco, contro un centrosinistra composto dal Pd e tre civiche. Segue un candidato del M5s e uno della sinistra, a cui si aggiungono cinque civici.

Analogo il caso di La Spezia, dove lì a vincere al primo turno è stato il centrosinistra con il 52,55%. La coalizione si ripresenta in forma allargata ma con un differente candidato sindaco. Gli si oppongono un candidato di centrodestra, a sua volta unito (Fi, Lega, Fdi più civiche), uno del M5s, uno di Casapound, uno di Forza Nuova e ben sette civici.

Lodi dopo le elezioni nel 2013 vinte dal centrosinistra ed un commissariamento torna al voto con sette candidati sindaco. Il centrosinistra è composto dal Pd e da quattro liste civiche, mentre il centrodestra si presenta con la larga coalizione di Fi, Lega, Fdi, Pensionati ed una civica. A contendere la carica di primo cittadino anche il M5s e quattro civici.

Monza vede la riproposizione del sindaco uscente di centrosinistra, che nel 2012 vinse al ballottaggio con il 63,69% contro il centrodestra. A Scanagatti si contrappone (ognuno con un proprio candidato sindaco) il centrodestra unito (Fi, Lega, Fdi più civiche), il Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e il Popolo della Famiglia. Qui i candidati civici sono solo due.

Massimo Bitonci, sindaco sfiduciato a Padova, tenta la rielezione in questa elezione “anticipata” dopo soli tre anni dalla precedente. Nonostante i dissidi in maggioranza, l’alleanza continua a essere composta da Lega, Fi, Fdi più il partito di Fitto ed alcune liste civiche. Il Pd si contrappone con una lista di sinistra e quattro civiche. Completano l’elenco i candidati del M5s, di Casapound, del Popolo della Famiglia, oltre a due civici.

Finita l’esperienza Tosi, a Verona l’ex sindaco prova a far eleggere Patrizia Bisinella, senatrice nonché sua moglie, sotto i simboli della lista del marito. Anche qui il centrodestra propone una coalizione larga composta da Lega, Fi, Fdi, Pensionati e civiche. Il centrosinistra schiera, invece, solo il Pd più due liste civiche. Chiudono l’elenco un candidato del M5s, uno della sinistra, uno del Popolo della Famiglia ed un civico.


[1] Sono inclusi solo quei comuni che superiori lo erano già in occasione delle precedenti elezioni comunali e che quindi già in tale occasione votavano con il sistema elettorale a doppio turno e liste multiple a sostegno dei candidati.