Chi vincerà i ballottaggi nei capoluoghi? Il quadro dei risultati del primo turno e i simulatori CISE

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17Mancano ormai appena sette giorni ai ballottaggi che il prossimo 25 giugno decideranno i primi cittadini in 22 comuni capoluogo di provincia. Mostriamo qui il quadro sintetico dei risultati del primo turno con un breve commento. Basta poi cliccare sui nomi di ciascuna città nel testo sottostante per accedere ai simulatori dell’esito del ballottaggio che il CISE ha predisposto per voi.

 

Tab. 1 – I risultati al maggioritario nei 25 comuni capoluogo di provincia al voto (clicca per ingrandire)sintesi capoluoghi dopo Iturno

 

Ad Alessandria la sindaca uscente Maria Rita Rossa ottiene il maggior numero di consensi (31,94%) e andrà al ballottaggio con il candidato di centrodestra Cuttica Di Revigliasco, che si è avvicinato alla sfidante fermandosi al 30,25%. Al secondo turno dovrebbe andargli l’8,21% conquistato da Direzione Italia, il partito fittiano che in questa provincia piemontese correva da solo. La sinistra del Pd è invece un serbatoio vuoto, contando appena l’1,22%. La vera sfida sarà raccogliere i voti dei pentastellati, che al primo turno hanno ottenuto il 12,31% dei voti. Il restante 16,07% è andato ad altre formazioni espressioni di realtà civiche ed anche su queste sarà fatta una rincorsa per conquistarne la fetta maggiore e aggiudicarsi la poltrona di primo cittadino.

Asti è stato il caso più intricato di questo turno amministrativo. Fino al 13 giugno l’unica sicurezza era la vittoria al primo turno della coalizione di centrodestra con il 47,62% dei voti. Un ottimo risultato se si pensa che il comune era precedentemente governato dal centrosinistra, ma non decisivo per chiudere la partita già nella giornata di domenica. Sarà ballottaggio, ma per giorni è stato in dubbio con chi. I risultati del ministero davano al secondo turno la coalizione di centrosinistra, con uno scarto di appena 13 voti a scapito del Movimento 5 Stelle (15,29% contro 15,25). Dopo vari riconteggi il risultato è stato ribaltato. Secondo si è classificato il candidato pentastellato con il 15,3%, mentre il centrosinistra si è fermato al 15,28%. In termini assoluti la differenza è stata di appena sei voti. Asti è dunque l’unico capoluogo in cui accede al secondo turno un candidato del Movimento. Fuori da questi tre contendenti rimane il discreto risultato della sinistra, con il 6,75%, e uno scarso risultato del centro, con il 2,26%. Infine i civici insieme raccolgono il 12,78%. Insomma, Rasero ha un’infinità di opzioni per raccogliere quei pochi voti che gli mancano per strappare il comune al centrosinistra e mettere la bandierina del centrodestra.

A Belluno il candidato di sinistra uscente Massaro va vicino ad ottenere la rielezione al primo turno, fermandosi al 46,19% dei consensi. Anche in questa provincia veneta sarà quindi ballottaggio, nello specifico con il candidato di Forza Italia Gamba, che ha raccolto il 25,1% dei voti. Qui il centrodestra è andato diviso e per il secondo turno difficilmente basterà l’11,38% leghista. Soprattutto considerando che Massaro può contare anche sul potenziale bacino del Pd, che consiste in un 8,95%. Ininfluenti invece i voti del M5S (3,63%) e delle liste civiche (4,75%).

A Como l’amministrazione uscente di centrosinistra di trova in svantaggio, con appena il 26,89% dei voti. Peraltro si sta parlando già di un’area che abbraccia le formazioni politiche a sinistra del Pd, per cui al ballottaggio i voti necessari da ottenere saranno specialmente quelli andate alle civiche che, nel complesso, godono del 32,88% dei consensi. Un bacino consistente a cui cercherà di attingere anche il primo arrivato, Landriscina, per il centrodestra (34,77%). Anche in questo caso male il M5S, fermo appena al 5,46% dei voti.

Genova segue la scia delle regionali liguri e del laboratorio del centrodestra unito. Qui cinque anni fa vinse per il centrosinistra Marco Doria, dopo aver battuto candidate più illustri alle primarie di coalizione come l’uscente Vincenzi e la senatrice Pinotti. Ma in questa tornata ha deciso di non ripresentarsi agli elettori e Crivello ha preso il suo posto. Questi però è arrivato solo secondo, con il 33,39% dei voti. L’opzione unitaria di centrodestra, capeggiata da Bucci, è stata invece preferita dal 38,8% dei consensi. Al ballottaggio cercheranno di conquistare anzitutto il 18,07% del Movimento 5 Stelle, uscito distrutto nella città del proprio leader soprattutto dopo il caso Cassimatis, la quale però non ha inciso quasi per nulla nella contesa elettorale.

Gorizia viene da un’amministrazione di centrodestra e a questa tornata candida Ziberna in una larga coalizione (Centro, Fi, Ln, Fdi) per riconquistare la poltrona di primo cittadino. L’obiettivo però non è stato raggiunto per una manciata di voti, giacché i voti raccolti si sono fermati al 49,88%. Anche in questo caso ad accedere al ballottaggio sarà il centrosinistra, che può contare 22,68% di voti ottenuti al primo turno. Ad ogni modo l’esito della sfida sembra già scritto. Il bacino alla sua sinistra è praticamente nullo (1,63%) e il M5S dispone di pochi voti contendibili (5,35%). Meglio invece le liste civiche che, nel complesso, rappresentano un quinto delle preferenze (20,46%).

La Spezia è un altro comune ligure come Genova la cui amministrazione uscente era di centrosinistra, ma l’offerta presentata dal centrodestra unito ha riscosso maggior successo al primo turno. Infatti, il candidato Peracchini vince momentaneamente con il 32,61% contro il 25,07% dell’avversario democratico Manfredini. La partita è comunque aperta dal momento che il candidato alla sinistra del Pd ha raccolto il 15,38% dei voti e sarà determinante al ballottaggio. Minor peso avrà il M5S, fermo all’8,8%. Rimane comunque un bacino contendibile del 18,14% afferente alle liste civiche.

A Lodi la coalizione uscente di centrosinistra si trova di poco avanti con il 30,62%, contro il 27,32% del centrodestra. Anche qui M5S nettamente distante, fermo al 9,58%. La sinistra ottiene un modesto risultato, quale è il 5,82% dei consensi. Gli altri candidati, invece, insieme raggruppano il 26,66% dei voti, costituendo un’area dalla quale cercare di ottenere i voti necessari a vincere il turno di ballottaggio.

A Monza il primo turno finisce quasi in parità con un risultato più soddisfacente per il centrodestra, che nella precedente consigliatura costituiva l’opposizione. Nello specifico, Scanagatti (sindaco uscente) ha raccolto il 39,91% dei voti, mentre Allevi si è fermato al 39,84%. Poco votato anche qui il M5S, che ha raccolto il 7,64% delle preferenze. Ancora meno la sinistra, ferma all’1,28%. I restanti candidati risultano esser stati scelti dall’11,33% dell’elettorato.

Padova torna al voto dopo che il sindaco Bitonci aveva perso l’appoggio della sua maggioranza. Ricandidatosi con un’ampia coalizione di centrodestra, è risultato nuovamente il più votato con il 40,25% dei consensi. Al secondo turno sfiderà Giordani, di centrosinistra. La partita è però tutt’altro che chiusa, soprattutto considerando l’exploit delle formazioni di sinistra, che con in loro 22,83% potranno convergere su Giordani affossando Bitonci e la sua coalizione. Le altre formazioni raccolgono in totale il 7,72%, di cui il 5,25% è appannaggio del M5S.

A Verona il sindaco uscente Tosi non può ricandidarsi, avendo concluso il suo secondo mandato. Al suo posto viene candidata la moglie e senatrice Bisinella, che è riuscita ad accedere al secondo turno con il 23,54% dei voti, battendo il centro sinistra fermo al 22,48%. Ma chi ha raccolto più preferenze è stato Sboarina per il centrodestra, arrivato al 29,96%. Basso anche in questa occasione il M5S, fermo al 9,52%; ancor di più la sinistra, con il 4,6%.

A Lucca, il ballottaggio vedrà sfidarsi Alessandro Tambellini (appoggiato da Partito Democratico e quattro civiche) e Remo Santini (appoggiato da Forza Italia, Lega Nord, Fratelli d’Italia e due civiche). Il primo parte in vantaggio con il 37,48% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 34,96%. Ci sono poi sul mercato elettorale i voti di Fabio Barsanti (Casapound e civica) che ha raccolto il 7,84%, Massimiliano Bindocci (M5s) con il 7,54%, Donatella Buonriposi (liste civiche) con il 5,14%, Matteo Garzella (liste civiche) con il 4,02%, Manfrotto Marinella (lista civica di sinistra) con il 2,35 e Quilici Ilaria (Lega Toscana) con lo 0,63%.

A Parma, il ballottaggio vedrà sfidarsi Federico Pizzarotti (appoggiato dalla lista civica Effetto Parma) e Paolo Scarpa (appoggiato da Pd e due civiche). Il primo parte in vantaggio con il 34,78% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 32,73%. Ci sono poi sul mercato i voti di Laura Cavandoli (Lega Nord, FI, FdI e una civica) con il 19,27%, Daniele Ghirarduzzi (M5s) con il 3,18%, Luigi Alfieri (civico) con il 2,57%, Filippo Greci (lista civica facente riferimento a Direzione Italia) con l’1,97%, Ettore Manno (Rifondazione comunista e PCI) con l’1,97%, Emanuele Bacchieri (Casapound) con l’1,77%, Laura Bergamini (Partito Comunista) con l’1,24%, Pia Russo (civica) con lo 0,47%.

A Piacenza, il ballottaggio vedrà sfidarsi Patrizia Barbieri (appoggiato da Lega Nord, FI, FdI, Partito Pensionati e una civica) e Paolo Rizzi (appoggiato da Pd e due civiche). Il primo parte in vantaggio con il 34,78% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 28,19%. Ci sono poi sul mercato i voti di Massimo Trespidi (appoggiato da due liste civiche) con il 13,71%, Andrea Pugni (M5s) con il 9,12%, Luigi Rabuffi (appoggiato da una civica di sinistra) con il 5,96%, Stefano Torre (civico) con il 4,28% e Sandra Ponzini (civica di sinistra) con il 3,94%.

A Pistoia, il ballottaggio vedrà sfidarsi Samuele Bertinelli (appoggiato da Pd, Verdi e svariate civiche) e Alessandro Tomasi (FdI, Lega Nord, Forza Italia e Centristi X l’Europa e una civica). Il primo parte in vantaggio con il 37,52% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 26,68%. Ci sono poi sul mercato i voti di Roberto Bartoli (appoggiato da due civiche) con l’11,72%, Nicola Maglione (M5s) con l’8,92%, Ginevra Lombardi (due civiche) con il 5,21%, Alessandro Sabella (lista civica) con il 5,12%, Francesca Barontini (lista di sinistra) con il 2,56%, Lorenzo Berti (Casapound) con l’1,39% e Alessio Cioni (civico) con lo 0,75%.

A Catanzaro, il ballottaggio vedrà sfidarsi Sergio Abramo (appoggiato da FI e diverse civiche) e Vincenzo Ciconte (appoggiato da Pd, UdC, Psi, IdV e diverse civiche). Il primo parte in vantaggio con il 39,59% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 30,98%. Ci sono poi sul mercato i voti di Nicola Fiorita (appoggiato da civiche di sinistra) con il 23,36% e Bianca Laura Granato (M5s) con il 6,05%.

A L’Aquila, il ballottaggio vedrà sfidarsi Americo Di Benedetto (appoggiato da Pd, Mdp e diverse civiche) e Pierluigi Biondi (appoggiato da Fi, Noi con Salvini, Fdi, UdC, Rivoluzione cristiana e una civica). Il primo parte in vantaggio con il 47,07% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 35,84%. Ci sono poi sul mercato i voti di Carla Cimoroni (appoggiato da alcune civiche tra cui una di sinistra) con il 6,30%, Fabrizio Righetti (M5s) con il 4,83%, Nicola Trifuoggi (appoggiato da due civiche) con il 2,69%, Giancarlo Silveri (civico) con il 2,03% e Claudia Pagliariccio (Casapound) con l’1,21%.

A Lecce, il ballottaggio vedrà sfidarsi Mauro Giliberti (appoggiato da Direzione Italia, Forza Italia, FdI, Lecce Popolare, Noi con Salvini e diverse civiche) e Carlo Maria Salvemini (appoggiato da Pd e diverse civiche). Il primo parte in vantaggio con il 45,29% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 28,90%. Ci sono poi sul mercato i voti di Alessandro Delli Noci (appoggiato da Udc, Pensionati e svariate civiche) con il 16,90%, Fabio Valenti (M5s) con il 6,33%, Luca Ruberti (civico di sinistra) con l’1,52% e Matteo Centonze (Casapound) con l’1,02%.

A Oristano, il ballottaggio vedrà sfidarsi Andrea Lutzu (appoggiato da Fi, FdI, Riformatori Sardi – Liberal democratici e alcune civiche) e Pierluigi Biondi (appoggiato da Pd, Psi, Partito Sardo d’Azione e civiche). Il primo parte in vantaggio con il 29,60% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 21,84%. Ci sono poi sul mercato i voti di Vincenzo Pecoraro (Udc e liste civiche) con il 17,05%, Filippo Martinez (appoggiato da alcune liste civiche) con il 14,97% dei voti, Anna Maria Uras (civico) con il 9,34%e Patrizia Cadau (M5s) con il 7,18%.

A Rieti, il ballottaggio vedrà sfidarsi Antonio Cicchetti (appoggiato da Fi, FdI, Direzione Italia, UdC e alcune civiche) e Simone Petrangeli (appoggiato da Pd, Psi e svariate civiche). Il primo parte in vantaggio con il 47,29% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 41,78%. Ci sono poi sul mercato i voti di Giosué Calabrese (civico) con il 5,28%, Giuseppina Rando (M5s) con il 5,27%, Massimo D’Angeli (Forza Nuova) con lo 0,35%.

A Taranto, il ballottaggio vedrà sfidarsi Stefania Baldassarri (appoggiato da Fi, Direzione Italia e diverse liste civiche) e Rinaldo Melucci (appoggiato da Pd, Psi, centristi e liste civiche). Il primo parte in vantaggio con il 22,27% dei consensi, mentre il secondo insegue con il 17,92 %. Ci sono poi sul mercato elettorale i voti di Mario Cito (Lega d’azione meridionale) con il 12,46%, Francesco Nevoli (M5s) e 12,43%, Vincenzo Fornaro (DeMa e liste civiche) con il 9,76%, Franco Sebastio (civico di sinistra) con il 9,25%, Pietro Bitetti (appoggiato da civiche di sinistra, Pensionati, Rivoluzione cristiana e altre liste civiche) con l’8,19%, Massimo Brandimarte (liste civiche di sinistra) con il 3,60%, Luigi Romandini (civico) con il 2,97%, Giuseppe Lessa (civico) con l’1,11%.

A Trapani, il ballottaggio avrebbe dovuto vedere sfidarsi Girolamo Fazio (appoggiato dall’UdC e alcune civiche) e Pietro Savona (appoggiato da Pd e due civiche).
Il primo, però, che era stato il candidato più votato al primo turno con il 31,79% dei consensi, contro con il 26,27% del rivale, non correrà al ballottaggio. Infatti, non ha rispettato la scadenza per la consegna della lista per gli assessori ed è quindi decaduto. La vittoria di Savona è però tutt’altro che scontata: perché questi conquisti la poltrona di primo cittadino dovrà votare al ballottaggio la maggioranza degli aventi diritto, altrimenti l’elezione sarà nulla.