Il sondaggio CISE: priorità dei cittadini e strategie dei partiti verso il voto

di

Vincenzo Emanuele

NOTA: una sintesi di questo articolo appare oggi nella rubrica Atlante Elettorale – a cura della Società Italiana di Studi Elettorali – su repubblica.it.

Fra meno di tre settimane, gli elettori italiani si recheranno alle urne per il rinnovo del Parlamento, in un’elezione che, stando agli ultimi sondaggi disponibili, pare essere dagli esiti incerti e dalle conseguenze imprevedibili sia dal punto di vista della governabilità che della struttura della competizione. Stante la nuova legge elettorale (il c.d. Rosatellum), uno dei tre poli raggiungerà la maggioranza assoluta dei seggi o sarà necessaria una grande coalizione? E una eventuale coalizione post-voto da quali partiti sarà formata? Il sistema tripolare emerso dopo le elezioni del 2013 sarà confermato dagli elettori? O invece le elezioni rimescoleranno nuovamente le carte, riportando in auge un nuovo bipolarismo, magari plasmato da soggetti politici diversi da quelli che avevano caratterizzato la lunga stagione bipolare nel corso della Seconda Repubblica? In questo contesto, quali saranno i temi decisivi della campagna elettorale? Su quali issues dovranno focalizzarsi i principali partiti per conquistare il voto degli indecisi il 4 marzo?

Per comprendere le preferenze e le priorità dell’opinione pubblica italiana, nonché per mappare la struttura di opportunità dei partiti in campagna elettorale, il CISE ha condotto nei giorni scorsi un sondaggio CAWI sulla popolazione adulta italiana[1] nell’ambito di una più ampia ricerca internazionale che ha riguardato nei mesi scorsi Olanda, Francia, Regno Unito, Germania e Austria. Ai rispondenti è stato chiesto di esprimere il proprio consenso su 22 temi posizionali (issues divisive che fanno riferimento a due obiettivi rivali, come ad esempio servizi pubblici vs. tasse). Nello specifico, ad ogni rispondente è stato chiesto di posizionarsi su una scala a 6 punti, dove i punti 1 e 6 rappresentano i due obiettivi rivali perseguibili su un certo tema. Successivamente, ai rispondenti è stato chiesto di indicare la priorità che essi assegnano all’obiettivo scelto su ciascuna issue. Il questionario includeva anche 12 valence issues (Stokes 1963), ossia temi ‘imperativi’ che fanno riferimento ad un obiettivo condiviso, sui quali c’è un consenso generale (come ad esempio la protezione dal terrorismo). Su questi temi ai rispondenti è stato chiesto di indicare solo la priorità, dal momento che un consenso del 100% è assunto per definizione (qui l’articolo di Lorenzo De Sio su Repubblica).

La Tabella 1 riporta, ordinandoli per la priorità attribuita dagli elettori, sia i 12 temi condivisi, sia i 22 temi posizionali. Per questi ultimi presenta solo il lato della issue che ha ottenuto il maggiore consenso fra gli intervistati (riportando in parentesi anche la relativa percentuale di favorevoli/sfavorevoli). Inoltre, nella terza colonna della tabella riportiamo anche i tre partiti che presentano la maggiore credibilità nel realizzare quell’obiettivo (e il rapporto tra credibilità nell’elettorato e intenzione di voto, sempre misurata in percentuale sull’intero campione di intervistati). Per alcuni temi divisivi infine, riportiamo anche i partiti che mostrano una particolare credibilità nel realizzare l’obiettivo opposto (quarta colonna).

Tab 1 –  I temi del dibattito politico italiano ordinati per priorità, e i partiti ritenuti più credibili per realizzarli

ObiettivoPriorità (%)CredibilitàCredibilità (contro)
Combattere la disoccupazione93M5S (25/23), Fi (21/10), Pd (21/14) 
Garantire il buon funzionamento della sanità92M5S (21/23), Pd (18/14), Fi (17/10) 
Combattere la corruzione92M5S (30/23), Pd (16/14), Lega (14/12) 
Diminuire i costi della politica90M5S (41/23), Lega (10/12), Fi (9/10) 
Ridurre la povertà in Italia90M5S (29/23), Pd (18/14), Fi (15/10) 
Rendere i cittadini più sicuri dalla criminalità89Lega (36/12), FdI (20/4), Fi (19/10) 
Sostenere la crescita economica89Fi (23/10), M5S (22/23), Pd (22/14) 
Proteggere l’Italia dalla minaccia terrorista84Lega (30/12), Fi (21/10), M5S (19/23) 
Intensificare la lotta all’evasione fiscale (86/14)83M5S (24/23), Pd (19/14), Lega (14/12) 
Limitare l’accoglienza dei rifugiati (80/20)82Lega (42/12), FdI (21/4), Fi (19/10)LeU (6/3), +Eur (5/2)
Rinnovare la politica italiana82M5S (32/23), Lega (12/12), Pd (11/14) 
Combattere l’inquinamento e il dissesto del territorio81M5S (27/23), Pd (16/14), Fi (11/10) 
Ridurre l’età pensionabile (80/20)81M5S (21/23), Lega (20/12), Fi (15/10) 
Rilanciare la scuola italiana80M5S (21/23), Pd (18/14), Fi (17/10) 
Far contare di più l’Italia in Europa78M5S (21/23), Pd (21/14), Fi (20/10) 
Mantenere la progressività fiscale (chi guadagna di più paga percentuali più alt (74/26)77Pd (22/14), M5S (20/23), LeU (10/3)Lega (8/12)
Mantenere l’obbligatorietà dei vaccini (78/22)76Pd (31/14), Fi (16/10), LeU (10/3) 
Rimanere nell’Unione Europea (66/34)74Pd (28/14), +Eur (18/2), Fi (16/10)Lega (11/12)
Rimanere nell’Euro (61/39)72Pd (28/14), +Eur (16/2), Fi (15/10)Lega (13/12)
Aumentare i benefici economici alle famiglie con figli (85/15)71Pd (21/14), M5S (20/23), Fi (18/10) 
Ridurre le differenze di reddito tra chi ha redditi alti e redditi bassi (79/21)71M5S (22/23), Pd (14/14), Lega (9/12) 
Introdurre per legge un salario minimo orario (80/20)71M5S (22/23), Pd (16/14), Fi (15/10) 
Rendere più flessibile la politica economica della UE (76/24)71M5S (19/23), Lega (18/12), Fi (16/10) 
Introdurre un reddito di cittadinanza garantito per chi è sotto la soglia di pov (73/27)69M5S (30/23), Fi (12/10), Pd (10/14) 
Depenalizzare l’eccesso di legittima difesa (69/31)69Lega (30/12), FdI (16/4), Fi (13/10)LeU (5/3)
Ridurre la libertà delle imprese di assumere e licenziare (60/40)64M5S (14/23), Pd (9/14), Fi (9/10)Lega (8/12), FdI (4/4)
Ridurre l’accesso ai servizi sociali per gli immigrati (60/40)63Lega (27/12), FdI (12/4), Fi (9/10)Pd (16/14), LeU (9/3), +Eur (8/2)
Mantenere l’attuale legislazione sulla cittadinanza ai figli di immigrati (56/44)60Lega (23/12), FdI (12/4), Fi (12/10)Pd (18/14), LeU (12/3), +Eur (9/2)
Mantenere l’attuale normativa che permette il testamento biologico (76/24)59Pd (24/14), M5S (18/23), +Eur (17/2) 
Limitare la globalizzazione economica (55/45)58Lega (13/12), M5S (12/23), FdI (7/4)Pd (12/14), Fi (9/10)
Mantenere illegali le droghe leggere (52/48)53Lega (11/12), Fi (11/10), FdI (9/4)+Eur (12/2), M5S (11/23), Pd (8/14), LeU (6/3)
Legalizzare e regolamentare la prostituzione (70/30)51Lega (23/12), M5S (13/23), Fi (12/10) 
Abolire le tasse universitarie (62/38)51M5S (13/23), Fi (9/10), LeU (9/3)Pd (10/14), FdI (6/4)
Mantenere le unioni civili per le coppie omosessuali (67/33)43Pd (25/14), M5S (16/23), LeU (15/3)FdI (5/4)

Ciò che emerge con evidenza dai dati della Tabella 1 è che i temi considerati come prioritari dall’elettorato italiano sono soprattutto temi condivisi. Anche negli altri paesi le valence issues apparivano ai primi posti in quanto a priorità, ma in Italia questo fenomeno emerge con maggiore nettezza. Dei primi 10 temi per priorità attribuita dagli intervistati, ben 8 sono obiettivi condivisi. Non solo, ma questi temi presentano una priorità altissima, anche in chiave comparata. Basti pensare che in Germania c’erano solo due temi con priorità superiore all’80% (ossia con almeno l’80% degli intervistati che attribuiva priorità alta a quel tema), in Italia sono ben 14, di cui ben 5 raggiungono o superano il 90%. Questo significa che più ancora che negli altri paesi esiste un’agenda condivisa che può rappresentare un importante punto di partenza per la costruzione di coalizioni post-elettorali qualora non si riuscisse a raggiungere una maggioranza parlamentare uscita dalle urne. Al primo posto nella classifica della priorità spicca, non sorprendentemente, la necessità di combattere la disoccupazione (93%), seguita a breve distanza da altri temi: emerge, infatti, un’agenda di lavoro e crescita economica, ma anche una domanda di protezione (sanità, povertà, sicurezza, limitazione dei rifugiati) e di moralizzazione della politica e della società (riduzione dei costi, lotta alla corruzione, lotta all’evasione). I due temi teoricamente controversi della top 10 hanno in realtà maggioranze nettissime: l’86% è per intensificare la lotta all’evasione fiscale (il 14% per non farlo), e l’80%, è per limitare l’accoglienza ai rifugiati (contro un 20% di contrari). La difesa dell’Italia dalla minaccia terroristica è percepita come un obiettivo prioritario ‘solo’ dall’84% dei rispondenti, una percentuale inferiore a quella di tutti gli altri paesi testati nei mesi scorsi con l’eccezione dell’Austria. In particolare, in Francia (91%), Regno Unito (90%) e Olanda (85%) la necessità di combattere il terrorismo appariva come l’obiettivo con la maggiore priorità in assoluto. In questo senso, appare evidente che il fatto di essere finora rimasti al riparo da attacchi terroristici abbia inciso sulla percezione del problema. Sempre in chiave comparata, poi, emergono con grande forza i temi economici: solo in Francia la necessità di combattere la disoccupazione era percepita con una priorità simile, mentre il sostegno alla crescita economica, che in Italia ha una priorità dell’89%, riceveva un’importanza nettamente inferiore in tutti i paesi (appena il 64% in Germania).

Al di là dei temi condivisi, anche sugli obiettivi posizionali emerge un certo grado di consenso: esattamente come in Germania, ma più che negli altri paesi analizzati, 7 obiettivi controversi raggiungono un consenso di almeno il 75% degli intervistati, qualificandosi dunque come delle ‘quasi-valence’ issues. Oltre ai già menzionati lotta all’evasione e limitazione dell’accoglienza ai rifugiati, appaiono particolarmente condivisi anche gli aiuti economici alle famiglie con figli (85%), il salario minimo e la riduzione dell’età pensionabile (80%), la riduzione delle differenze di reddito (79%), l’obbligatorietà dei vaccini (78%), il mantenimento della legge sul testamento biologico e la necessità di rendere la politica economica europea più flessibile (76%). Particolarmente divisivi risultano invece i temi legati alle droghe, alla globalizzazione, lo Ius soli, l’euro, la libertà per le imprese di assumere e licenziare e il cosiddetto ‘welfare chauvinism’, ossia la riduzione dell’accesso ai servizi sociali per gli immigrati.

Spostandoci ad osservare la parte destra della Tabella 1, possiamo osservare la credibilità dei partiti nel realizzare i vari obiettivi. E qui purtroppo emerge la crisi della politica italiana: sui dieci temi con la maggiore priorità, i grandi partiti moderati al governo negli ultimi anni (Pd e Fi) ottengono la palma del più credibile solo una volta (Fi sulla crescita economica). È vero che su alcuni temi la forza della loro credibilità va ben oltre la percentuale di chi attualmente li voterebbe (e questo potrebbe portare sviluppi nelle ultime settimane); tuttavia su alcuni temi molto importanti i nuovi partiti “sfidanti” hanno una forza straordinaria, ben al di là della loro base elettorale (ad esempio il M5s sui costi della politica e la Lega sulla limitazione dell’accoglienza e la lotta alla criminalità). I cinque stelle in particolare sono percepiti come la forza politica più credibile in assoluto: sono infatti al primo posto per credibilità sui 5 obiettivi con la maggiore priorità e più in generale sui 34 obiettivi presenti nella Tabella 1, sono primi in 17, contro i 9 della Lega e i 7 del Pd, mentre Forza Italia compare al primo posto solo una volta (sulla crescita economica appunto). Questo risultato potrebbe sorprendere, ma in definitiva ci dice una cosa: il Movimento è ormai ‘pronto’ a governare, o almeno lo è nella percezione dell’elettorato. Inoltre, il fatto che sia percepito come credibile sui più svariati temi (dalla lotta all’evasione a quella contro inquinamento e dissesto del territorio, fino al reddito di cittadinanza) da una porzione dell’elettorato ben più ampia di quella che poi effettivamente dichiara di votarlo, conferma una nostra analisi di qualche tempo fa in cui emergeva chiaramente il profilo trasversale del Movimento Cinque Stelle come partito ‘pigliatutti’, ovvero come il vero ‘partito della nazione’ (Emanuele e Maggini 2015).

Ma quali sono i temi su cui i diversi partiti dovrebbero insistere per guadagnare consenso in questi ultimi giorni di campagna elettorale? Il nostro sondaggio ci offre l’opportunità di mappare la struttura di opportunità per ciascun partito, evidenziando quali sono i temi sui quali il suddetto partito ha le maggiori opportunità, sintetizzabili con un indice, il IY, o Issue Yield (vedi De Sio e Weber 2014; De Sio, De Angelis e Emanuele 2017). L’indice oscilla da 0 a 1 e ci fornisce una classificazione puntuale dei temi di cui ciascun partito dovrebbe parlare tenendo conto di fattori come l’unità del proprio elettorato su quel tema, il consenso fuori dal partito e la credibilità del partito. La Tabella 2 elenca per ciascun partito, i 10 temi ottimali e le loro caratteristiche (positional /valence; destra/sinistra; economica/cultura). Leggendola attentamente scopriamo un’altra novità significativa che distingue l’Italia in prospettiva comparata. Mentre in genere i partiti di governo sono più forti sui temi condivisi (e gli ‘sfidanti’ invece su temi controversi), qui c’è la visibile eccezione di Pd e M5s. Il Pd è infatti molto caratterizzato su temi controversi, e ha un solo obiettivo condiviso tra i suoi punti di forza (l’altro grande partito mainstream, Forza Italia, ne presenta ben 7 su 10), mentre paradossalmente il M5s è molto forte su alcuni obiettivi condivisi.

Tab. 2 – I 10 temi ottimali per ciascun partito (in base a unità interna, posizioni condivise fuori dal partito, credibilità)

Ecco l'alt text lineare e descrittivo per la ventunesima immagine, strutturato appositamente per garantire la massima accessibilità agli screen reader su WordPress:
Tabella statistica complessa che elenca gli obiettivi programmatici di tre partiti politici (Pd, M5S e Fi) e ne analizza le caratteristiche tramite parametri quali indice IY, tipo di obiettivo, orientamento, dimensione, tasso di sostegno e credibilità.
Per il partito Pd, gli obiettivi elencati includono: Rimanere nell'Euro, con IY 0.56, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 61.0% e Credibilità 28.4%. Rimanere nell'Unione Europea, con IY 0.46, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 65.8% e Credibilità 27.9%. Dare più facilmente la cittadinanza ai figli di immigrati regolari nati e cresciuti in Italia, con IY 0.43, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 44.0% e Credibilità 17.7%. Mantenere l'obbligatorietà dei vaccini, con IY 0.43, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 77.9% e Credibilità 30.7%. Mantenere le unioni civili per le coppie omosessuali, con IY 0.34, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 67.2% e Credibilità 24.8%. Mantenere la progressività fiscale, con IY 0.33, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 73.6% e Credibilità 22.3%. Mantenere l'attuale normativa sul testamento biologico, con IY 0.32, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 75.7% e Credibilità 24.0%. Mantenere l'attuale livello di accesso ai servizi sociali per gli immigrati, con IY 0.30, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 39.7% e Credibilità 16.1%. Mantenere le attuali tasse universitarie, con IY 0.23, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 37.9% e Credibilità 10.1%. Sostenere la crescita economica, con IY 0.22, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 21.6%.
Per il partito M5S, gli obiettivi indicati sono: Diminuire i costi della politica, con IY 0.41, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 41.2%. Introdurre un reddito di cittadinanza garantito, con IY 0.38, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 73.2% e Credibilità 30.4%. Rinnovare la politica italiana, con IY 0.32, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 32.1%. Combattere la corruzione, con IY 0.30, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 30.0%. Ridurre la povertà in Italia, con IY 0.29, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 28.7%. Combattere l'inquinamento e il dissesto del territorio, con IY 0.27, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 26.8%. Combattere la disoccupazione, con IY 0.25, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 25.1%. Ridurre le differenze di reddito tra chi ha redditi alti e redditi bassi, con IY 0.24, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 79.3% e Credibilità 22.4%. Ridurre l'età pensionabile, con IY 0.23, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 80.2% e Credibilità 20.6%. Sostenere la crescita economica, con IY 0.22, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 22.4%.
Per il partito Fi, gli obiettivi riportati includono: Limitare l'accoglienza dei rifugiati, con IY 0.24, tipo Positional, Prog/Cons C, Dim. CULT C, Sostegno 79.9% e Credibilità 18.8%. Sostenere la crescita economica, con IY 0.23, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 23.3%. Proteggere l'Italia dalla minaccia terrorista, con IY 0.21, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 21.3%. Combattere la disoccupazione, con IY 0.21, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 21.1%. Far contare di più l'Italia in Europa, con IY 0.20, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 19.5%. Rendere i cittadini più sicuri dalla criminalità, con IY 0.19, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 19.4%. Rilanciare la scuola italiana, con IY 0.17, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 17.2%. Aumentare i benefici economici alle famiglie con figli, con IY 0.17, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 84.7% e Credibilità 18.0%. Garantire il buon funzionamento della sanità, con IY 0.17, tipo Valence, Prog/Cons V, Sostegno 100.0% e Credibilità 16.6%. Mantenere l'attuale legislazione sulla cittadinanza ai figli di immigrati, con IY 0.16, tipo Positional, Prog/Cons C, Dim. CULT C, Sostegno 56.0% e Credibilità 11.5%.
Il testo è pronto da copiare nel campo alt di WordPress. Se hai la prossima immagine, puoi caricarla quando vuoi!

 

italia 2018 yield partiti 2

Tabella statistica che elenca gli obiettivi programmatici del partito Più Europa (+Eur) e ne analizza le caratteristiche tramite parametri quali indice IY, tipo di obiettivo, orientamento, dimensione, tasso di sostegno e credibilità. Gli obiettivi elencati includono: Rimanere nell'Euro, con IY 0.47, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 61.0% e Credibilità 16.5%. Legalizzare le droghe leggere, con IY 0.47, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 47.9% e Credibilità 11.7%. Rimanere nell'Unione Europea, con IY 0.43, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 65.8% e Credibilità 18.4%. Continuare ad accogliere i rifugiati come adesso, con IY 0.33, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 20.1% e Credibilità 5.0%. Mantenere le unioni civili per le coppie omosessuali, con IY 0.32, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 67.2% e Credibilità 13.9%. Mantenere l'attuale normativa che permette il testamento biologico, con IY 0.31, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 75.7% e Credibilità 16.6%. Dare più facilmente la cittadinanza ai figli di immigrati regolari nati e cresciuti in Italia, con IY 0.30, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 44.0% e Credibilità 9.2%. Mantenere l'attuale livello di acesso ai servizi sociali per gli immigrati, con IY 0.29, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 39.7% e Credibilità 8.5%. Mantenere la progressività fiscale, con IY 0.22, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. ECON P, Sostegno 73.6% e Credibilità 8.0%. Mantenere l'obbligatorietà dei vaccini, con IY 0.16, tipo Positional, Prog/Cons P, Dim. CULT P, Sostegno 77.9% e Credibilità 9.6%.

Nello specifico, il Pd ha una struttura di opportunità molto caratterizzata: Europa, diritti civili, temi sociali e, in misura minore temi economici. Un’agenda di sinistra liberal che da un lato si scontra con l’immagine spesso stereotipata di un Pd a vocazione centrista e ‘traditore’ dei valori fondanti della sinistra, e dall’altra appare del tutto inadeguata a fronteggiare i tempi nuovi. Tempi in cui i cittadini chiedono protezione non solo economica, ma anche culturale, appoggiando temi ‘demarcazionisti’ (Kriesi et al. 2006), mentre il partito di Renzi offre il paradigma della società aperta che negli anni del terrorismo, della globalizzazione e della crescente paura dell’immigrazione appare stonato e fuori tempo massimo.

Forza Italia e, sorprendentemente, il M5S, sembrano possedere il profilo di opportunità tipico dei principali partiti mainstream europei (un’anticipazione di un riallineamento che potrebbe avvenire tra qualche settimana?). Se in Forza Italia emergono temi con una caratterizzazione conservatrice (sui temi dell’immigrazione e dello Ius soli), il partito di Di Maio possiede un profilo dove a temi condivisi si aggiungono altri con una caratterizzazione spiccatamente di sinistra (il reddito di cittadinanza, grande cavallo di battaglia dei pentastellati, ma anche la riduzione delle differenze di reddito e dell’età pensionabile).

Non sorprendentemente, infine, Lega e Fratelli d’Italia si caratterizzano per una struttura di opportunità prevalentemente legata a temi controversi (principalmente i temi legati all’immigrazione), mentre Liberi e Uguali e Più Europa presentano un profilo interamente posizionale e quasi identico, basato su obiettivi di sinistra sia culturali (Europa, diritti civili e accoglienza) che economici (progressività fiscale). Sembra quindi essersi perso, da un lato l’euroscetticismo della componente di sinistra radicale confluita in Liberi e Uguali (gli ex Sel, originariamente su posizioni vicine a quelle di Mélenchon in Francia) e dall’altra il tradizione liberismo economico dei radicali.

 

Riferimenti bibliografici

De Sio, L., De Angelis, A., and Emanuele, V. (2018), ‘Issue yield and party strategy in multi-party competition’, Comparative Political Studies, Online First, DOI:10.1177/0010414017730082.

De Sio, L., e Weber, T. (2014). ‘Issue Yield: A Model of Party Strategy in Multidimensional Space’ American Political Science Review 108 (4): 870–885.

Emanuele, V. e Maggini, N. (2015), ‘Il Partito della Nazione? Esiste, e si chiama Movimento 5 Stelle’, https://cise.luiss.it/cise/2015/12/07/il-partito-della-nazione-esiste-e-si-chiama-movimento-5-stelle/

Kriesi, H., Grande, E., Lachat, R., Dolezal, M., Bornschier, S., e Frey, T. (2006), ‘Globalization and the transformation of the national political space: Six European countries compared’, European Journal of Political Research, 45(6), 921-56.

Stokes, Donald E. (1963), ‘Spatial Models of Party Competition’, American Political Science Review 57 (2): 368–77.

[1] Un campione di 1000 interviste via Internet con metodologia CAWI, stratificate per combinazione sesso-età e zona geografica, e ponderate per titolo di studio, interesse politico e ricordo del voto 2013.