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Gli sfidanti al governo
Disincanto, nuovi conflitti e diverse strategie dietro il voto del 4 marzo 2018

a cura di Vincenzo Emanuele e Aldo Paparo

Per la prima volta in Italia (e in Europa Occidentale) c’è un governo composto integralmente da partiti “sfidanti” (challengers): partiti in contrapposizione con i grandi partiti mainstream, tradizionalmente di governo, e portatori di grandi istanze di rinnovamento. Già, ma da dove viene questo risultato?

Tre sono i fattori identificati nelle analisi CISE raccolte in questo volume (basate su analisi dei risultati ufficiali e su dati di sondaggio esclusivi):

Il disincanto di un Paese che sembra non solo essere rimasto deluso da promesse di rinnovamento della politica e di sviluppo economico che non ha ritenuto mantenute, ma anche più in generale da una narrazione ottimistica, “win-win” dei grandi processi di trasformazione del nostro tempo.

Di qui l’emersione di nuovi conflitti: con la scoperta che queste trasformazioni producono vincenti e perdenti, e che quindi il conflitto politico su temi specifici come il welfare e l’immigrazione non può essere annacquato facilmente da visioni tecnocratiche e ottimistiche.

È questo il complesso panorama in cui si sono dispiegate, infine, le diverse strategie dei partiti: lo spostamento su posizioni economicamente più liberiste da parte del PD, con una nuova enfasi sui diritti civili; l’accento del M5S sulla protezione economica dei più deboli; la trasformazione della Lega da partito etno-regionalista del Nord a partito radicale di destra a vocazione nazionale. Diverse strategie che hanno prodotto esiti diversi, e che sono quindi anch’esse alla base del risultato dirompente del 4 marzo 2018.

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Il volume, presentato anche su LUISS Open, è edito da LUISS University Press, e disponibile per il download anche presso il sito web della LUP.