La nazionalizzazione della Lega di Salvini

di

Lorenzo De Sio

Italia vista da satellite

Dietro al successo di Salvini c’è una sorprendente affermazione al Sud. Per vederlo è già sufficiente scorrere la lista (impressionante) dei 20 comuni in cui Salvini è cresciuto di più (Tabella 1). Sono tutti al Sud. Ovviamente il dato in teoria non sorprenderebbe più di tanto, perché partendo da livelli molto bassi (ma non sempre! vedi Cassano Irpino…) è facile moltiplicare i propri voti. Tuttavia, la performance è comunque notevole, e indicativa della grande crescita della Lega al Sud.

Tab. 1 – I 20 comuni in cui Salvini è cresciuto di piùI casi di crescita più estremiVillanova Tulo (Sud Sardegna): Registra il record assoluto della tabella. La Lega passa dallo 0,9% del 2018 al 34,0% del 2019, con un tasso di moltiplicazione straordinario pari a 39,0 volte il dato iniziale.San Pietro in Amantea (Cosenza, Calabria): Segna il balzo in avanti più imponente in termini di punti percentuali assoluti, decollando da un modesto 3,1% fino a raggiungere la maggioranza assoluta del 59,7% (moltiplicando il voto di 19,2 volte).San Giovanni di Gerace (Reggio Calabria, Calabria): Segue al terzo posto, passando dallo 0,9% al 14,6% (15,9 volte).Le vette percentuali più alteOltre al già citato comune di San Pietro in Amantea, spiccano altre località in cui la Lega ha conquistato la maggioranza relativa o assoluta degli elettori partendo da zero:Cassano Irpino (Avellino, Campania): Balza dal 6,2% al 60,1% (moltiplicatore 9,7).Bidonì (Oristano, Sardegna): Raggiunge esattamente il 50,0% dei consensi partendo dal 4,6% (moltiplicatore 10,8).San Pier Niceto (Messina, Sicilia): Si attesta al 37,1% partendo dal 3,2% (moltiplicatore 11,7).

Ma soprattutto, come vediamo adesso, è in realtà il segno chiarissimo di una uniformazione e nazionalizzazione del consenso alla Lega. Aspetto che si può vedere in modo molto chiaro nel grafico che segue (Figura 1): le crescite sono state molto maggiori al Sud, portando quindi a una forte diminuzione delle differenze geografiche nel consenso a Salvini.

Fig. 1 – Percentuale media Lega nei comuni delle varie regioni

Le roccaforti del Nord (Valori assoluti più alti)Veneto: Si conferma la regione con la percentuale più elevata in assoluto, superando il 50% nel 2019 (partendo da oltre il 35% del 2018).Lombardia: Segue a ruota la spinta del Veneto, sfiorando anch'essa la soglia psicologica del 50% nel 2019.Friuli-Venezia Giulia: Registra una performance notevole, attestandosi nella fascia tra il 45% e il 50%.Le regioni del Centro (I balzi più evidenti)Umbria e Marche: Mostrano una crescita verticale tra le più accentuate. Entrambe le regioni vedono il consenso per la Lega raddoppiare in un solo anno, passando da circa il 20% del 2018 a oltre il 40% nel 2019.Toscana ed Emilia-Romagna: Anche nelle storiche regioni "rosse", il partito registra un incremento significativo, stabilendosi nella fascia tra il 35% e il 40%.Il Sud e le Isole (I tassi di crescita relativi più elevati)Sebbene i valori percentuali assoluti restino più bassi rispetto al Nord (oscillando generalmente tra il 20% e il 30%), l'area meridionale mostra i tassi di incremento proporzionale più impressionanti, coerentemente con la tabella dei comuni analizzata in precedenza:Campania, Puglia, Basilicata e Calabria: In queste regioni il partito partiva da percentuali minime nel 2018 (spesso inferiori al 10%) e ha triplicato o quadruplicato la propria base elettorale nel 2019. Sardegna: Spicca tra le isole per un balzo netto che l'ha portata da circa l'11% a sfiorare il 30% dei consensi.

Vediamo di sintetizzare questo dato. Se per ogni regione calcoliamo la percentuale media della Lega nei comuni di quella regione, e poi confrontiamo tra loro le varie regioni (tabella seguente), scopriamo che:

  • 1) la percentuale media, come è ovvio, è raddoppiata (da 18 a 36);
  • 2) tuttavia la dispersione (espressa dal coefficiente di variazione: il rapporto tra la media e la deviazione standard) si è dimezzata (Tabella 2): in altre parole, la Lega del 2019 è un partito geograficamente molto più uniforme (il doppio!) rispetto alle politiche del 2018.

Tab. 2 – Percentuale media ottenuta dalla Lega nei comuni delle diverse regioni nelle elezioni politiche 2018 e nelle elezioni europee 2019I dati di sintesi nazionaliMedia: La percentuale media regionale della Lega è quasi raddoppiata in un solo anno, balzando dal 18,04% del 2018 al 35,62% del 2019.Deviazione Standard (SD): Rimane incredibilmente stabile, passando da 9,73 a 9,99. Questo indica che lo scostamento assoluto tra i valori delle varie regioni non è aumentato, nonostante il forte incremento dei voti.Coefficiente di Variazione (SD/Media): Dimmezza bruscamente, scendendo da 0,54 a 0,28. È il dato politico più significativo: dimostra una forte omogeneizzazione del voto sul territorio nazionale. La Lega nel 2019 non è più un fenomeno confinato a specifiche aree (il Nord), ma è diventata una forza politica diffusa in modo più omogeneo in tutta Italia.I record regionali nel dettaglioVeneto: Si conferma la vetta assoluta con il 54,5% nel 2019 (partendo dal 36,3%).Lombardia: Abbate la quota della maggioranza assoluta con il 51,3% (era al 34,5%).Lazio: Fa registrare uno dei balzi più imponenti in punti percentuali, passando dal 16,5% a un eccezionale 39,4%.Campania e Calabria: Registrano la crescita proporzionale più netta, quadruplicando i propri consensi (rispettivamente dal 6,1% al 23,7% e dal 5,5% al 22,3%).Di conseguenza la Lega ha vissuto un sistematico riequilibrio geografico. Riequilibrio che è visibile in maniera plastica, in conclusione, nel diagramma a dispersione che segue (Figura 2): il numero di volte di cui la Lega ha moltiplicato le proprie percentuali medie di voto (nei singoli comuni) rispetto alle politiche del 2018 è molto più alto nelle regioni in cui era più debole (ovviamente quelle del Sud), secondo una relazione praticamente lineare.

Fig. 2 – Quanto si moltiplica la LegaL'egemonia e il calo del M5SM5S: Raggiunge una vetta straordinaria alle Politiche 2018, conquistando la maggioranza assoluta con il 52,7% dei consensi (232.649 voti). Nonostante il forte calo del 2019, che vede quasi dimezzare i voti assoluti, si conferma il primo partito del territorio con un solidissimo 39,9%.Il recupero del PD e la crescita della LegaPD: Dopo il pesante crollo delle Politiche 2018, dove era scivolato al 14,7% partendo dal 40,9% del 2014, mette a segno un significativo recupero nel 2019, risalendo al 23,3% (69.074 voti).Lega: Mostra una crescita esponenziale in linea con il trend di nazionalizzazione descritto nei grafici precedenti. Parte da un marginale 0,6% nel 2014, sale al 2,5% nel 2018 e compie un grande balzo alle Europee 2019 raggiungendo il 12,4% (36.657 voti).Gli altri partiti e il crollo dell'affluenzaForza Italia (FI): Subisce una forte flessione, dimezzando quasi la propria percentuale tra il 2018 (16,0%) e il 2019 (9,1%).Fratelli d'Italia (FDI): Si mantiene su livelli contenuti ma in crescita costante, passando dal 2,7% al 4,4%.Affluenza: Si registra un dato di partecipazione storicamente molto basso e in forte calo. Il picco tocca il 60,5% nel 2018, ma crolla al 40,0% di votanti nelle Europee 2019, evidenziando come l'astensione (il canale viola dei grafici di Sankey) sia stato il vero rifugio per quasi due terzi degli elettori calanti del M5S.

Qui appare quindi (almeno per quanto riguarda il voto a queste europee) il successo della strategia di Salvini (inizialmente accolta da scetticismo nella stessa Lega) di trasformarla da partito del Nord a partito di destra a vocazione nazionale.

Ovviamente qui parliamo solo di consensi elettorali. La sfida che si apre per questo partito sarà quella di tentare di proporre una possibile sintesi politica di domande e esigenze espresse da regioni del Paese molto diverse tra loro. Ma questa è un’altra storia.