Flussi Perugia: il PD cede ancora – alla Lega, ma anche (meno) al M5S

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A più di un anno dalle elezioni politiche di marzo 2018, il Partito Democratico a Perugia non è ancora riuscito a recuperare il supporto elettorale perduto, analogamente a quanto accaduto in molte altre città italiane. Rispetto alle elezioni europee 2014, dove con 41.393 voti su 85.421 aveva raggiunto il 48,5% dei voti, il Partito Democratico ha ricevuto una pesante sconfitta alle elezioni politiche 2018, e alle europee del 2019 ha continuato a cedere voti scendendo ulteriormente, non solo come voti assoluti, ma anche come risultato percentuale: dal 26,9% al 26,5% (Tab. 1).

Tab. 1 – Risultati elettorali delle recenti elezioni nel comune di Perugiaperugia tab

Attraverso l’analisi delle destinazioni dei flussi elettorali (Tab. 2) si può notare che questo calo aggiuntivo nei consensi sia dipeso soprattutto dall’aumento del sostegno per i partiti di centrodestra e in particolare della Lega, che durante le elezioni europee 2019 nel capoluogo umbro è riuscito a intercettare il 13% degli elettori che alle scorse elezioni politiche del 2018 avevano votato il Partito Democratico. Si tratta peraltro di un flusso emerso anche in altri comuni della Zona Rossa, quali Prato (Cappelli e Paparo 2019) e Modena (Sorana e Paparo 2019).

Una parte minore ma rilevante, intorno ai cinque punti percentuali, si è spostata verso il Movimento 5 Stelle. Sebbene queste perdite percentuali potrebbero apparire a prima vista limitate e fisiologiche, esse assumono un significato diverso quando si osserva che non si riscontra un flusso di pari portata in direzione opposta, nonostante il calo del M5S.

Tab. 2 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 ed europee 2019, destinazioni (clicca per ingrandire)dest

Come mostrato dalla Tabella 3, alle elezioni europee 2019 la platea degli elettori del Partito Democratico è composta a Perugia per l’82% da chi lo aveva votato alle precedenti elezioni e per un decimo da elettori di Liberi e Uguali e Più Europa e altri partiti minori alleati del Partito Democratico, fattore che evidenzia la presenza nel Partito Democratico di una quota di elettori rimasta fedele che anche dopo le pesanti sconfitte elettorali continua a sostenere il partito, il quale fatica tuttavia a mobilitare il sostegno di elettori provenienti da altri partiti.

Tab. 3 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 ed europee 2019, provenienze (clicca per ingrandire)prov

I partiti della sinistra e del centrosinistra hanno ottenuto complessivamente il 34,9%[1] nel 2019, mostrando una crescita contenuta nel punto percentuale rispetto alle elezioni dell’anno precedente. Nonostante si tratti di un evento indubbiamente positivo per le formazioni politiche della sinistra, che sembrano mostrare un primo segnale di ripartenza, non sembra che queste siano riuscite a beneficiare a livello di supporto elettorale della grave perdita di consensi che ha riguardato il Movimento 5 Stelle, a Perugia come nelle maggior parte d’Italia. Il centrodestra, con la Lega in testa, è riuscito a compattare le forze e ad accrescere ampiamente i consensi, passando dal dato aggregato di 34,5% dei voti nel 2018 all’attuale 47,7%. Il partito guidato da Matteo Salvini è riuscito a mobilitare e ricondurre una parte importante degli elettori del M5S all’interno del centrodestra. Quasi un elettore su cinque fra quelli che nel 2018 a Perugia avevano votato il M5S nel 2019 ha votato per la Lega di Salvini.

A sinistra del PD, gli elettori che alle elezioni politiche 2018 avevano sostenuto Liberi e Uguali, a seguito del scioglimento del partito, sono fluiti alle elezioni europee 2019 per un terzo verso il PD, mentre un terzo di questi elettori si è astenuto dal voto. Il resto degli elettori ha sostenuto le liste di Sinistra Italiana (15%) e Europa Verde (12%) e in minor misura si è rivolto al Movimento 5 Stelle (9%), forse in quanto nuovo partito di governo o per le politiche proposte in materia di welfare e lavoro. I risultati elettorali non hanno favorito i partiti di sinistra che sotto varie sigle dal 2014 non sono riusciti a fermare il calo dei consensi, passando dai quattro punti percentuali delle politiche 2018 composti dai risultati congiunti di Liberi e Uguali e Potere al Popolo, al deludente 2,4% raggiunto dalla Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni nel 2019.

La Lega è riuscita a conservare il sostegno dei propri elettori in misura maggiore rispetto agli altri partiti, con quasi nove elettori su dieci tra quelli che alle politiche 2018 avevano sostenuto la Lega che hanno rinnovato il voto alle europee 2019, rivelando un basso tasso di dispersione del voto e non registrando livelli di astensionismo tra gli elettori del 2018. L’unico flusso in uscita rilevante è verso Fratelli d’Italia, che a Perugia raccoglie quasi un decimo dei precedenti elettori della Lega.

La Lega ha inoltre sperimentato una crescita sostanziale del supporto elettorale, passando dal 17,2% delle politiche 2018 al 31,6% alle europee 2019, con una crescita di 83 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nell’arco di cinque anni, a partire dal modesto 2,2% delle elezioni europee 2014, la Lega si è trasformata da un partito minore geograficamente limitato al Nord Italia in un partito di massa a ispirazione nazionale capace di raccogliere consensi fuori dal suo tradizionale bacino elettorale, e di imporsi anche nelle “regioni rosse” e in città considerate roccaforti storiche della sinistra. Si può dare un’idea della rapidità con cui il sostegno della Lega si è ampliato a livello locale notando che alle elezioni europee 2019 tra i sostenitori della Lega soltanto un elettore su due aveva votato il partito a Perugia anche alle elezioni politiche dell’anno precedente.

Il successo della Lega è andato a spese di tutti gli altri partiti maggiori: i nuovi elettori mobilitati da Salvini provengono infatti da M5S (17%), Partito Democratico (12%) e Forza Italia (12%). Questo conferma almeno a livello locale la capacità della Lega di mobilitare il supporto dei cittadini preoccupati dal tema delle migrazioni, favorevoli a politiche forti in tema di sicurezza, oppure catturati dalla retorica politica di Matteo Salvini (D’Alimonte 2019).

I due partiti che hanno subito una maggiore dispersione del voto a Perugia tra le politiche 2018 e le europee 2019 sono stati il Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Il M5S ha sperimentato un’emorragia di voti senza precedenti nella sua storia, passando nel giro di un anno dal 24,2% al 13,3% alle elezioni europee 2019. Questo drastico calo di oltre dieci punti percentuali deriva dal fatto che soltanto il 39% degli elettori del 2018 ha rinnovato il sostegno al M5S mentre un terzo si è astenuto e il 19% si è rivolto agli alleati di governo della Lega, più capaci di mobilitare il sostegno elettorale grazie a una narrazione politica vincente, e captando gli elettori di centrodestra all’interno del M5S e quelli maggiormente interessati alle politiche sull’immigrazione e sulla sicurezza. Il flusso diretto verso la Lega inoltre costituisce per il M5S l’unico flusso di rilievo in uscita verso un altro partito. Questo significa che a Perugia gli elettori che alle elezioni politiche del 2018 hanno votato per il M5S, durante le elezioni europee 2019 hanno scelto tra uno dei due partiti di governo – rinnovando il voto per l’uno o passando all’altro – oppure si sono astenuti dal voto. Praticamente nessuno ha votato PD.

Forza Italia continua invece la sua tendenza negativa raccogliendo il 7,2% dei sostegni, appena più della metà rispetto alle elezioni europee del 2014, è in netto calo anche rispetto al 10,6% del 2018. Allo stesso modo del M5S, Forza Italia ha perso voti soprattutto verso la Lega, cui ha ceduto più di un terzo dei propri elettori. È notevole anche il flusso verso l’astensione alle elezioni europee del 2019 ­– un elettore su cinque – che rappresenta il valore più alto dopo quello degli elettori del M5S e di Liberi e Uguali (che potrebbe essere però legato all’impossibilità di riconoscersi in un altro programma politico piuttosto che a un giudizio negativo rispetto all’operato del partito).

Più Europa è cresciuta di mezzo punto percentuale rispetto al 2018, attestandosi al 3,4%, mentre Europa Verde ha registrato alle europee 2019 un deciso incremento – in linea con gli altri partiti Verdi a livello europeo – e, nonostante si attesti soltanto al 2,6%, questo risultato rappresenta una crescita del 630% rispetto ai risultati ottenuti alle politiche del 2018 dalla lista Insieme. Entrambi i partiti mostrano alti tassi di volatilità elettorale, e fuori dal loro bacino elettorale hanno raccolto voti sia dal centrodestra che dal centrosinistra, probabilmente in virtù della dimensione sovranazionale delle elezioni europee, che potrebbe aver indirizzato gli elettori verso scelte meno influenzate dalle vicende politiche nazionali e focalizzate su questioni di più ampio respiro come il futuro e la struttura dell’Unione Europea o l’ambiente.

I flussi mostrano che Più Europa è riuscita a mobilitare principalmente un elettorato di centrosinistra, ma anche elettori provenienti da Forza Italia (14%) e Fratelli d’Italia (8%). Inoltre un quinto del suo elettorato alle elezioni europee del 2019 era composto di elettori che alle elezioni del 2018 si erano astenuti. Europa Verde ha mostrato in modo ancora più evidente rispetto a Più Europa di saper raggiungere, almeno per le elezioni europee, elettori provenienti da partiti anche ideologicamente lontani come Fratelli d’Italia (24%), Liberi e Uguali (20%) e Lega (15%).

Il diagramma di Sankey (Fig. 1) mostra in forma grafica le nostre stime dei flussi elettorali a Perugia. A sinistra sono riportati i bacini elettorali del 2018, a destra quelli del 2019. Le diverse bande, colorate in base al bacino 2018 di provenienza, mostrano le transizioni dai bacini delle politiche a quelli delle europee. L’altezza di ciascuna banda, così come quella dei rettangoli dei diversi bacini elettorali all’estrema sinistra e destra, è proporzionale al relativo peso sul totale degli elettori.

Guardando la figura, possiamo immediatamente apprezzare la tripartizione dell’elettorato 2018 del M5S: verso astensione, Lega e fedeltà; così come gli ingressi a 360° per la Lega, e le perdite del PD verso la Lega stessa ma anche il M5S.

Fig. 1 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 (sinistra) ed europee 2019 (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)sankey8

 

Riferimenti bibliografici

Cappelli, A. e Paparo, A. (2019), ‘Flussi Prato: si conferma l’impermeabilità del M5S al PD (che cede verso la Lega)’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/28/flussi-prato-si-conferma-limpermeabilita-del-m5s-al-pd-che-cede-verso-la-lega/

D’Alimonte, R. (2019), ‘Lega-M5S: Sud chiave del ribaltone’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/29/lega-m5s-sud-chiave-del-ribaltone/

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.

Schadee, H.M.A., e Corbetta, P.G., (1984), Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino.

Sorana, F. e Paparo, A. (2019), ‘Flussi Modena: il sindaco uscente del centrosinistra attrae (qualche voto) dal M5S’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/28/flussi-modena-il-sindaco-uscente-del-centrosinistra-attrae-qualche-voto-dal-m5s/


[1] I valori aggregati per la sinistra sono composti da Partito Democratico, Sinistra Italiana, Più Europa e Europa Verde. I valori aggregati per la destra sono composti da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

NOTA METODOLOGICA

I flussi presentati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman (1953) alle 160 sezioni elettorali del comune di Perugia. Seguendo Schadee e Corbetta (1984), abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in ognuna delle due elezioni considerate nell’analisi), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 15% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Il valore dell’indice VR è pari a 14,0.

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Francesco Sorana ha conseguito la laurea triennale in Antropologia, Religioni e Civiltà Orientali presso l'Università di Bologna, e successivamente la laurea magistrale in Sviluppo Locale e Globale (durante la quale si è concentrato sullo studio delle politiche e dell’economia dello sviluppo, del diritto internazionale e delle relazioni internazionali), scrivendo una tesi di ricerca sul populismo nel Venezuela durante il governo di Hugo Chávez. Attualmente frequenta il Master Executive in Global Governance, Inter-cultural Relations and Peace-process Management presso l'Università di Siena.