Campania, De Luca oltre il 58%. Più vicine le due coalizioni

di

Roberto D'Alimonte

Regione Campania

Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 25 agosto

De Luca contro Caldoro, atto terzo. Per adesso è parità, ma sembra che la bella andrà a De Luca. Questo dice il sondaggio Winpoll-Cise, il secondo della nostra serie dedicata alle regionali di settembre: 58,6% per De Luca, 28,9% per Caldoro (Figura 1). Per il governatore uscente sarebbe un ottimo risultato, anche se in calo di sei punti rispetto al precedente sondaggio Winpoll (questo giornale 1 Luglio). Ma allora la candidatura di Caldoro era stata appena annunciata.

Fig. 1 – Intenzioni di voto ai candidati e alle liste

Titolo del grafico: Sondaggio sulle intenzioni di voto per le elezioni regionali in CampaniaDettaglio del primo blocco: INTENZIONI DI VOTO - CANDIDATI PRESIDENTI«Come forse saprà il prossimo 20-21 settembre in Campania si svolgeranno le elezioni regionali. Per quale candidato presidente pensa che voterà?» (Non sa: 21%, Non andrà sicuramente a votare: 25%)Elenco dei dati sui candidati presidenti (ordinati da sinistra a destra):Vincenzo De Luca: 58,6%Stefano Caldoro: 28,9%Valeria Ciarambino: 9,9%Dettaglio del secondo blocco: INTENZIONI DI VOTO - LISTE«E per quale lista pensa che voterà?»Elenco dei dati sulle risposte suddivisi per lista (ordinate colonna per colonna dall'alto verso il basso):Colonna di sinistra (Coalizione a sostegno di Vincenzo De Luca)De Luca Presidente: 17,2%Partito Democratico: 15,0%Altre liste civiche De Luca: 7,7%Italia Viva: 1,9%Più Europa: 1,3%Verdi: 0,9%Articolo 1: 0,8%Colonna di destra (M5S, Coalizione di Centrodestra e Altri)Movimento 5 Stelle (a sostegno di V. Ciarambino): 17,0%Fratelli d'Italia (a sostegno di S. Caldoro): 14,9%Lega (a sostegno di S. Caldoro): 14,4%Forza Italia (a sostegno di S. Caldoro): 6,0%Udc - Caldoro Presidente: 0,8%Liste civiche Caldoro: 0,7%Altri: 1,4%

È raro che in elezioni di stampo maggioritario gli stessi protagonisti principali si trovino a competere per tre volte di fila. Nelle elezioni del 2010 Caldoro sconfisse largamente l’allora sindaco di Salerno. In quelle del 2015, invece il governatore attualmente in carica prevalse di misura sull’allora incumbent che correva per il secondo mandato. Questa volta il divario tra i due ‘eterni’ rivali sembra essersi allargato notevolmente. Come nel caso di Zaia in Veneto il Covid-19 ha fatto bene a De Luca.

Il distacco stimato oggi tra De Luca e Caldoro è di circa trenta punti percentuali. Questo è il divario nella parte maggioritaria del sistema di voto, quella che conta per la vittoria finale. Anche in Campania la presidenza della regione e la maggioranza dei seggi in consiglio vanno al candidato che ottiene un voto più degli altri. Gli elettori hanno a disposizione due voti: uno per i candidati presidente e uno per le liste che li sostengono. Possono votare (1) solo un candidato presidente, (2) un candidato presidente e una delle liste che lo sostengono, (3) un candidato presidente e una delle liste che non lo sostengono. In questo ultimo caso esprimono quello che si chiama ‘voto disgiunto’. A differenza del Veneto (questo giornale 23 agosto) dove il voto disgiunto non pesa, in Campania il voto al solo candidato (voto personale) e il voto disgiunto sembrano giocare un ruolo rilevante. Infatti, a livello di voti alle liste (quindi voti proporzionali) i dati del sondaggio Winpoll-Cise (Figura 1) dicono che il distacco tra la coalizione che appoggia De Luca e quella che appoggia Caldoro non è di trenta punti percentuali ma di soli otto. 

Come si spiega nel caso di De Luca la differenza tra il 58,6% attribuito a lui come candidato presidente (voto maggioritario) e il 44,8% delle liste che lo appoggiano? L’ipotesi più plausibile è che siano elettori che votano lui senza votare altre liste e/o elettori che votano lui ma votano anche una delle liste che non lo appoggiano, magari un partito del centro-destra. Non è un caso che secondo la nostra stima Caldoro prende otto punti in meno delle sue liste. I giudizi largamente positivi sull’operato del governo regionale (Figura 2) e i dati sui flussi elettorali (Figura 3) confermano ampiamente questa ipotesi.

Fig. 2 – Operato dell’amministrazione regionale

Titolo del grafico: Il sondaggio Winpoll-CiseSottotitolo principale: OPERATO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE«Come giudica l'operato dell'amministrazione regionale guidata da Vincenzo De Luca?» Non sa: 5%Sottotitolo dei dati: GIUDIZI MOLTO POSITIVI E ABBASTANZA POSITIVIElenco dei dati suddivisi per riga (ordinate in modo decrescente):Pd: 91Movimento 5 Stelle: 69Forza Italia: 59Lega: 26Fratelli d'Italia: 16

Fig. 3 – Flussi di voto tra europee e regionali

Titolo del grafico: FLUSSI DI VOTO EUROPEE - REGIONALIDescrizione della parte visiva:Il diagramma di Sankey traccia i flussi di voto nella regione Campania a partire dai risultati elettorali delle Europee 2019 (blocchi a sinistra) verso le intenzioni di voto per i successivi candidati presidenti alle Regionali 2020 (blocchi a destra).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso i collegamenti colorati):1. Elettorato del Pd (Blocco rosso in alto a sinistra)Il flusso si muove in modo interamente rettilineo e compatto verso Vincenzo De Luca (blocco rosso/giallo in alto a destra).2. Elettorato del M5S (Blocco giallo a sinistra)Il bacino di voti si frammenta in modo massiccio in più direzioni:La quota di gran lunga maggioritaria si sposta verso l'alto confluendo su Vincenzo De Luca (ampia rampa gialla/marrone).Una parte nettamente minore mantiene il voto di bandiera dirigendosi verso la candidata ufficiale Valeria Ciarambino (rampa gialla inferiore).Una quota rimanente si disperde verso l'area del Non sa/Non vota.3. Elettorato della Lega (Blocco verde a sinistra)Il flusso principale si dirige verso il candidato di centrodestra Stefano Caldoro (blocco verde al centro a destra).Una componente significativa devia verso l'alto per sostenere Vincenzo De Luca.Un'ultima parte scivola verso il basso confluendo nel Non sa/Non vota.4. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco nero in basso a sinistra)La componente maggioritaria si trasferisce su Stefano Caldoro.Si nota una quota minore che si sposta verso l'alto in direzione di Vincenzo De Luca.5. Elettorato di Forza Italia (Blocco azzurro in basso a sinistra)Il flusso si divide quasi equamente in due rampe principali: una sale verso Vincenzo De Luca e l'altra si dirige verso Stefano Caldoro.Un rivolo residuo si sposta verso il bacino dell'astensione (Non sa/Non vota).

I secondi sono ancora più interessanti dei primi. De Luca dimostra di essere in grado di attrarre consensi da tutte le parti (con la parziale eccezione dell’elettorato leghista). Dichiarano di votarlo oltre un terzo degli elettori delle europee sia di Fi che di Fdi. Ma la cosa veramente sorprendente è che sono intenzionati a votarlo oltre la metà di quelli del M5s. Più del doppio di quanti voteranno il candidato del Movimento, Ciarambino! Almeno in Campania, e almeno per queste regionali, De Luca sembra capace di fare quello che molti dirigenti del Pd nazionale vorrebbero, e cioè prendersi gli elettori del Movimento senza fare accordi di vertice. Dulcis in fundo, a ulteriore conferma della sua capacità di attrazione e nel quadro di un sistema molto frammentato, la sua lista personale ‘De Luca Presidente’, risulta essere quella più votata con il 17,2 %, seguita da quella del M5s con il 17%.

Serve un altro elemento per completare il quadro. Dietro il magnetismo elettorale di De Luca non c’è solo la sua personalità e la sua gestione del Covid, che pure contano moltissimo, ma anche una notevole abilità come tessitore di alleanze. Una larga fetta dell’elettorato campano, soprattutto in certe aree, è inquadrata in ben strutturate reti clientelari. Il voto di scambio è assai diffuso. E il numero elevato di preferenze espresse in rapporto ai voti lo dimostra. Gli accordi fatti da De Luca con i vari De Mita e Mastella sono una delle ragioni del suo successo. Un’altra è il numero di liste che lo sostengono, addirittura 15. Anche queste fanno parte di una precisa strategia di raccolta di consensi. Questa è la politica in Campania. E De Luca sa come adattarvisi. Anche per questo il centro-sinistra a livello proporzionale viene stimato oggi al 44,8%, mentre alle politiche del 2018 aveva preso il 16,4% e alle europee dello scorso anno il 23,1 (Tabella 1).

Tab. 1 – Trend elettorali in Campania nelle ultime tornate elettorali . Nota: Nella parte superiore sono riportati i risultati al proporzionale; nella parte inferiore sono riportati i risultati proporzionali per le europee e maggioritari per regionali/politiche

Sezione Generica (Elettori e Votanti)Regionali 2015: Elettori 4.965.599 | Votanti 2.578.767 (51,9%)Politiche 2018: Elettori 4.559.087 | Votanti 3.108.366 (68,2%)Europee 2019: Elettori 4.820.195 | Votanti 2.294.921 (47,6%)Sezione 1: Partiti - Liste al proporzionaleMovimento 5 StelleRegionali 2015: V.A. 387.546 | % 17,4Politiche 2018: V.A. 1.431.449 | % 49,5Europee 2019: V.A. 739.541 | % 33,9Articolo 1, Sinistra Italiana, altri partiti di sinistra e loro alleati minoriRegionali 2015: V.A. vuoto | % vuotoPolitiche 2018: V.A. 129.590 | % 4,5Europee 2019: V.A. 54.780 | % 2,5Partito DemocraticoRegionali 2015: V.A. 443.879 | % 20,0Politiche 2018: V.A. 370.179 | % 12,8Europee 2019: V.A. 417.396 | % 19,1Liste civiche alleate del PDRegionali 2015: V.A. 254.956 | % 11,5Politiche 2018: V.A. vuoto | % vuotoEuropee 2019: V.A. vuoto | % vuoto+EU, Verdi, altri partiti di centro-sinistra e loro alleati minoriRegionali 2015: V.A. 101.957 | % 4,6Politiche 2018: V.A. 62.324 | % 2,2Europee 2019: V.A. 87.924 | % 4,0Partiti di centro (UDC e altri) e loro alleati minoriRegionali 2015: V.A. 267.831 | % 12,0Politiche 2018: V.A. 95.091 | % 3,3Europee 2019: V.A. 14.682 | % 0,7Forza ItaliaRegionali 2015: V.A. 405.773 | % 18,2Politiche 2018: V.A. 538.122 | % 18,6Europee 2019: V.A. 298.254 | % 13,7Liste civiche alleate di FIRegionali 2015: V.A. 223.337 | % 10,0Politiche 2018: V.A. vuoto | % vuotoEuropee 2019: V.A. vuoto | % vuotoFratelli d'ItaliaRegionali 2015: V.A. 124.543 | % 5,6Politiche 2018: V.A. 103.355 | % 3,6Europee 2019: V.A. 127.211 | % 5,8Lega (Nord)Regionali 2015: V.A. vuoto | % vuotoPolitiche 2018: V.A. 126.895 | % 4,4Europee 2019: V.A. 419.623 | % 19,2CasaPound, altri partiti di destra e alleati minori loro o di Lega o FDIRegionali 2015: V.A. vuoto | % vuotoPolitiche 2018: V.A. 28.357 | % 1,0Europee 2019: V.A. 7.152 | % 0,3AltriRegionali 2015: V.A. 14.332 | % 0,6Politiche 2018: V.A. 7.018 | % 0,2Europee 2019: V.A. 18.041 | % 0,8Totale voti validi (Sezione Partiti)Regionali 2015: V.A. 2.224.154 | % 100Politiche 2018: V.A. 2.892.380 | % 100Europee 2019: V.A. 2.184.604 | % 100Sezione 2: Poli - Candidati al maggioritarioM5SRegionali 2015: V.A. 420.839 | % 17,5Politiche 2018: V.A. 1.487.502 | % 49,4Europee 2019: V.A. 739.541 | % 33,9Sinistra alternativa al PDRegionali 2015: V.A. 52.791 | % 2,2Politiche 2018: V.A. 139.877 | % 4,6Europee 2019: V.A. 54.780 | % 2,5Centrosinistra (PD)Regionali 2015: V.A. 987.927 | % 41,2Politiche 2018: V.A. 493.191 | % 16,4Europee 2019: V.A. 50.320 (nota: leggermente troncato nella prima cifra) / 505.320 | % 23,1CentroRegionali 2015: V.A. vuoto | % vuotoPolitiche 2018: V.A. 18.704 | % 0,6Europee 2019: V.A. 14.682 | % 0,7Centrodestra (Lega, FdI, FI)Regionali 2015: V.A. 921.481 | % 38,4Politiche 2018: V.A. 833.868 | % 27,7Europee 2019: V.A. 845.088 | % 38,7DestraRegionali 2015: V.A. vuoto | % vuotoPolitiche 2018: V.A. 29.658 | % 1,0Europee 2019: V.A. 7.152 | % 0,3AltriRegionali 2015: V.A. 17.744 | % 0,7Politiche 2018: V.A. 7.492 | % 0,2Europee 2019: V.A. 18.041 | % 0,8Totale voti validi (Sezione Poli)Regionali 2015: V.A. 2.400.782 | % 100Politiche 2018: V.A. 3.010.292 | % 100Europee 2019: V.A. 2.184.604 | % 100

Dicevamo dei cinque stelle e del comportamento ‘anomalo’ dei loro elettori. A dire il vero occorre prudenza a usare questo termine. Quello che con gli occhi di un osservatore del Nord può sembrare anomalo, a Napoli lo è molto meno. La disponibilità degli elettori, la frammentazione delle liste, la logica della scelta di voto, la differenza tra le arene elettorali rende tutto molto più incerto e fluido, come si vede dai dati della tabella in pagina in cui riportiamo il risultato del voto nelle ultime tre competizioni. Ciò premesso, è indubbio che il Movimento di Grillo ha perso in Campania quella forza che aveva dimostrato alle politiche di due anni fa quando ottenne il 49,4%. Quelle elezioni non sono state la prima tappa nella costruzione di una egemonia politica. Ci vuole altro che il reddito di cittadinanza. Il M5s non è la Dc e nemmeno Forza Italia. È vero che in un quadro di grande frammentazione resta qui, a differenza del Veneto e di altre regioni del Nord, una forza relativamente significativa, ma senza un vero radicamento territoriale. Il risultato stimato di oggi è praticamente identico a quello delle regionali del 2015. Ma in quel caso fu ottenuto all’interno di un trend in ascesa. Oggi è diverso. Quanto agli altri partiti Pd, Lega e Fdi sono tutti tra il 14 e il 15%. Per i due maggiori partiti del centro-destra si tratta di un ottimo risultato visto il tipo di competizione. Va male invece Forza Italia che con il suo 6% conferma di essere diventata anche in Campania la componente più debole del centro-destra.

Da ultimo il referendum sul taglio dei parlamentari (Figura 5). Anche in questa regione, come in Veneto, il SÌ al taglio prevale con un ampio margine (70% contro 30%), pur in un quadro in cui sono tanti gli elettori che non andranno a votare o sono indecisi su cosa fare.  La curiosità è che qui ai leghisti la riforma piace meno che agli elettori degli altri partiti.

Fig. 5 – Il referendum costituzionale

Titolo del grafico: REFERENDUM COSTITUZIONALESottotitolo principale: Non andrà sicuramente a votare: 32%. Non ha ancora deciso: 20%Legenda delle risposte:Barra blu scuro (a sinistra): VOTERÒ SÌ, PER RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTOBarra azzurra (a destra): VOTERÒ NO, PER MANTENERE INALTERATO IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTOElenco dei dati suddivisi per riga (Giudizio complessivo ed elettorato dei partiti):Giudizio complessivo: Voterò Sì 70 | Voterò No 30Movimento 5 Stelle: Voterò Sì 97 | Voterò No 3Pd: Voterò Sì 74 | Voterò No 26Forza Italia: Voterò Sì 68 | Voterò No 32Fratelli d'Italia: Voterò Sì 56 | Voterò No 44Lega: Voterò Sì 41 | Voterò No 59

Nota metodologica

Soggetto committente: Sole 24 Ore – Cise. Soggetto realizzatore: Winpoll – Cise. Periodo di realizzazione interviste: 20-22 agosto 2020. Popolazione di riferimento: popolazione campana, maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentata per sesso, età, comuni capoluogo e non, proporzionalmente all’universo della popolazione campana. Metodo di campionamento: stratificato per provincia, comuni capoluogo e non, casuale ponderato per genere, fasce di età e voto alle ultime europee. Metodologia delle interviste: mista. Numero di interviste: 1002: 502 cati-cami (2334 rifiuti), 500 cawi. Margine di errore con intervallo di confidenza al 99%: 2,4%.