E il Senato? Le intenzioni di voto degli over 25

di

Aldo Paparo

Senato

Tutte le analisi effettuate sui dati del maxisondaggio CISE/LUISS/Sole24Ore mostrate finora si concentrano sui possibili esiti elettorali alla Camera. Non possiamo tuttavia dimenticare come, in virtù della vittoria del No il 4 dicembre 2016, continuiamo ad avere un sistema parlamentare con bicameralismo perfetto, in cui il governo deve godere della fiducia di entrambe le Camere – e riceverne una esplicita approvazione in avvio.

Certo, il legislatore è riuscito quantomeno ad approvare un sistema elettorale omogeneo tra le due Camere. Tuttavia, le possibilità di risultati diversi, se non addirittura maggioranze diverse, non sono state azzerate. Vi sono almeno due ordini di ragioni per le quali è possibile che ciò accada. In primo luogo il fatto che i corpi elettorali per le due assemblee non coincidano. Al Senato, infatti, votano i cittadini con almeno 25 anni di età. Ciò significa che quasi quattro milioni di elettori della Camera non votano al Senato (oltre l’8% del totale).

Per tutte queste ragioni è interessante indagare le intenzioni di voto, certo alla Camera, ma per i soli rispondenti almeno venticinquenni, che dunque votano al Senato. I risultati sono riportati nella Tabella 1, che riporta anche le intenzioni di voto di tutto il campione (ovvero il possibile esito alla Camera). Come possiamo osservare, non si registrano grandi scostamenti fra le due distribuzioni. Solo la Lega fa segnare un certo, comunque marginale, avanzamento fra gli elettori del Senato: un +0,4, che la porta al 15,1%, appaiata a Forza Italia per la leadership nella coalizione – anche se comunque indietro per uno 0,03%.

Il Pd fa segnare un lieve aumento (+0,2%), che però sarebbe più che compensato dal calo degli alleati minori di coalizione. Così il centrosinistra segnerebbe nel complesso un leggerissimo calo (-0,1%), esattamente come il M5s. Il centrodestra, al contrario, avanzerebbe di uno 0,3%. Non si rileva alcuna altra variazione. Insomma si segnala una straordinaria somiglianza fra i possibili esiti elettorali fra Camera e Senato.

Tabella 1 – Le intenzioni di voto di chi vota anche al Senato, confrontate con quelle di tutto l’elettorato (della Camera)Descrizione generale: Una tabella statistica istituzionale stampata su sfondo bianco con testo nero. Il documento analizza la distribuzione del consenso politico mettendo a specchio il comportamento di voto del segmento di elettori con più di 25 anni (Over 25) con la totalità della popolazione elettorale esaminata (Tutto il campione). I dati mostrano le percentuali per singoli partiti e coalizioni, evidenziando una quasi totale specularità tra le due colonne e confermando il Movimento 5 Stelle come primo partito singolo e il Centrodestra come coalizione leader.

1. Dati macro di sintesi e dimensione del campione (In calce al documento)

• Totale percentuale: Raggiunge il 100% in entrambi i segmenti di riferimento.
• Dimensione del campione (N): Il gruppo degli Over 25 è composto da 3.581 rispondenti, mentre Tutto il campione aggregato si attesta a quota 3.824 individui.

2. Andamento delle forze politiche e delle coalizioni

• Movimento 5 Stelle:
	• Si consolida come la forza politica singola di gran lunga dominante in entrambe le categorie, raccogliendo il 29,3% tra gli Over 25 e il 29,4% nel Campione totale.
• Area di Centrosinistra:
	• Partito Democratico (PD): Registra il 23,9% (Over 25) e il 23,7% (Tutto il campione).
	• Più Europa: Si attesta rispettivamente al 2,4% e al 2,6%.
	• Civica Popolare: Rimane stabile allo 0,6% in entrambe le colonne.
	• Insieme: Oscilla tra lo 0,4% e lo 0,5%.
	• Dato aggregato - Totale centrosinistra: Si posiziona come seconda forza complessiva, raccogliendo il 27,4% tra gli Over 25 e il 27,5% nel Campione totale.
• Area di Centrodestra:
	• Forza Italia (FI): Raccoglie il 15,1% nel segmento Over 25 e il 15,0% nel totale.
	• Lega: Mostra una minima variazione positiva tra i più anziani, ottenendo il 15,1% (Over 25) rispetto al 14,7% (Tutto il campione).
	• Fratelli d'Italia (FDI): Si posiziona al 4,2% tra gli Over 25 e al 4,4% nel campione generale.
	• Noi con l'Italia - UDC: Si attesta allo 0,5% e allo 0,6%.
	• Dato aggregato - Totale centrodestra: Costituisce la coalizione di maggioranza relativa, conquistando il 34,9% tra gli Over 25 e il 34,6% nel Campione totale.
• Altre liste minori:
	• Liberi e Uguali (LeU): Trattiene una quota fissa pari al 5,3% in entrambi i segmenti.
	• Potere al Popolo: Si attesta stabilmente all'1,3%.
	• CasaPound: Registra lo 0,6% in modo simmetrico.
	• Altro (voti dispersi): Raccoglie l'1,3% in entrambe le colonne.

I dati qui mostrati possono apparire abbastanza consolanti: alle molte ragioni per dubitare della governabilità nella prossima legislatura, non sembra aggiungersi quella dovuta ai diversi corpi elettorali fra i due rami del Parlamento.

Come accennavamo all’inizio, però, vi è (almeno) una seconda possibile fonte di divergenza fra i risultati di Camera e Senato. Questa risiede nella competizione uninominale nei collegi. Come abbiamo visto, ci sono 232 collegi alla Camera. Sono 116 al Senato. Ora, sarebbe azzardato ipotizzare quanto sarà forte l’effetto candidati, che però abbiamo visto essere potenzialmente piuttosto esteso. Quel che ci preme sottolineare, in conclusione, è che quell’effetto dei candidati che in effetti si registrerà sarà separato fra Camera e Senato. Infatti diversi sono, ovviamente, i candidati che gli elettori si troveranno sulle due schede. Quindi, tanto più sarà grande l’effetto candidati, tanto più i risultati fra i due rami del Parlamento potranno differire. In ogni caso, se tale effetto non sarà nullo, rimarrà come una possibile fonte di distonie. Ormai poco più di due settimane ci separano dal fatidico 4 marzo, quando saranno i risultati delle urne a dare le risposte.

Riferimenti bibliografici

D’Alimonte, R. (2018), ‘Il maxi-sondaggio CISE-Sole 24 Ore: la maggioranza resta un miraggio’

De Sio, L. (2018),’Maggioranza lontana alla Camera, e un rischio di effetto-collegi: il maxisondaggio CISE/LUISS/Sole24Ore’

Emanuele, A. e Paparo, A. (2018), ‘La mappa dei collegi: Sud in bilico con il M5s avanti’

Maggini, N. (2018), ‘Oltre il voto ai partiti: le insidie dei collegi uninominali’

Paparo, A. e Cataldi, M. (2016), ‘Il referendum costituzionale 2016: Il fallimento dell’agenda Renzi’, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, 76, pp. 165-190.


NOTA METODOLOGICA

Il sondaggio è stato condotto da Demetra nel periodo dal 5 al 14 febbraio 2018. Sono state realizzate 3.889 interviste con metodo CATI (telefonia fissa) e CAMI (telefonia mobile), e 2.107 interviste con metodo CAWI (via internet), per un totale di 6.006 interviste. Il campione, rappresentativo della popolazione elettorale in ciascuna delle tre zone geografiche, è stato stratificato per genere, età e collegio uninominale di residenza. Il margine di errore (a livello fiduciario del 95%) per un campione probabilistico di pari numerosità in riferimento alla popolazione elettorale italiana è di +/- 1,17 punti percentuali. Il campione è stato ponderato per alcune variabili socio-demografiche.