L’avanzata prorompente di un nuovo leader? L’analisi dei flussi a Napoli

di Aldo Paparo e Matteo Cataldi 

Cinque anni fa le elezioni comunali a Napoli videro numerose sorprese. Al primo turno la più grande riguardò il candidato del Pd, Morcone, che non riuscì ad entrare al ballottaggio. Venne scavalcato da De Magistris, che poi al ballottaggio riuscì a rimontare un distacco molto notevole dall’alfiere del centrodestra, Lettieri, conquistando a sorpresa il mandato da sindaco.

Cinque anni dopo, il sindaco uscente raddoppia in pratica il proprio risultato del primo turno, e va al ballottaggio in testa contro lo stesso rivale di allora, Lettieri, ancora candidato dal centrodestra, ma molto in calo rispetto al 2011. Di nuovo fuori dal ballottaggio il centrosinistra targato Pd: un risultato davvero poco lusinghiero per una forza che ha amministrato la città per i primi venti anni della Seconda Repubblica.

Ma come si è determinato questo risultato? Da dove nasce l’avanzata di De Magistris? Per rispondere a queste domande possiamo guardare alle tabelle sotto riportate che mostrano i flussi elettorali fra comunali 2011 e 2016. Iniziando dalla Tabella 1, che mostra le destinazioni al 2016 dei bacini 2011, De Magistris è il candidato che ha mantenuto la quota più alta dei suoi elettori del primo turno di cinque anni fa – anche se uno su tre lo ha abbandonato. Dopodichè, è anche quello che pesca di più nei bacini altrui: un quarto dei voti dei candidati di centrosinistra e centro di allora, anche un 7% di quelli di Lettieri 2011 e degli astenuti.

Anche il M5s pesca un po’ da tutti, ma in misura assai inferiore: meno di uno su dieci degli elettori di De Magistris, Pasquino (centro) e candidati minori; uno su 20 degli elettori dei due ex grandi poli. La Valente conferma meno di un terzo dei voti di Morcone, cede non solo verso De Magistris un quarto dei voti della sua area, ma vi è anche un flusso significativo verso Lettieri (10%). Questi mantiene appena il 30% dei suoi voti 2011, mentre il 44% ha disertato le urne. Si tratta di una percentuale davvero molto alta. D’altronde questo bacino elettorale aveva mostrato già nel secondo turno del 2011 di non essere molto fedeli alle urne.

Tabella 1 – Napoli (sindaco): Destinazioni 2016 degli elettorati 2011 (primo turno)

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Ciò significa appena la metà dei voti di De Magistris proviene (Tab.2) dal bacino dei suoi voti del primo turno di cinque anni fa, mentre fette rilevanti provengono da tutti gli altri bacini.

Tabella 2 – Napoli (sindaco): Provenienze 2011 degli elettorati 2016 (primo turno)

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La configurazione complessiva dei movimenti di elettori può infine visualizzata sinteticamente in una rappresentazione grafica innovativa (sotto forma di mappe circolari, frequentemente usate in genetica per la rappresentazione del genoma) in cui i flussi di voto sotto forma di vere e proprie “correnti” che vanno da un partito all’altro tra due diverse elezioni.

Il diagramma non è facile alla lettura, ma una volta compreso il meccanismo è in verità piuttosto immediato.

circos-napoli

 

Il diagramma permette di osservare chiaramente che:

  1. Il flusso di gran lunga più grande (bianco quasi trasparente) è dal “non voto” 2011 al “non voto” 2016;
  2. Il grande flusso (anch’esso bianco quasi trasparente) che va da Lettieri 2011 alla astensione (Non Voto) 2016;
  3. Il frazionamento dell’elettorato di centrosinistra, che si divide fra Valente, Lettieri e non voto;
  4. Infine, i molti flussi verdi in entrata da tutte le direzioni verso De Magistris 2016.
Riferimenti bibliografici

Cataldi, Matteo, Emanuele, Vincenzo, e Paparo, Aldo. [2012]. Elettori in movimento nelle Comunali 2011 a Milano, Torino e Napoli. Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, 67, 5–43.

Corbetta, P.G., e H.M.A. Schadee [1984], Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino.

Corbetta, P.G., A. Parisi e H.M.A. Schadee [1988], Elezioni in Italia: struttura e tipologia delle consultazioni politiche, Bologna, Il Mulino.

De Sio, L. [2008], Elettori in movimento. Nuove tecniche di inferenze ecologica per lo studio dei flussi elettorali, Firenze, Edizioni Polistampa.

De Sio, L. [2009], Oltre il modello di Goodman. La stima dei flussi elettorali in base a dati aggregati, «Polena», vol. 6, 1, pp. 9-35.

De Sio, L. [2011] I flussi di voto nel ballottaggio di Napoli: De Magistris prende voti a tutti, anche a Lettieri, /cise/2011/05/30/i-flussi-di-voto-nel-ballottaggio-di-napoli-de-magistris-prende-voti-a-tutti-anche-a-lettieri/.

Emanuele, V. [2011] Napoli, De Magistris trionfa in tutte le zone, Lettieri paga l’astensione nelle periferie, /cise/2011/05/31/napoli-de-magistris-trionfa-in-tutte-le-zone-lettieri-paga-l%E2%80%99astensione-nelle-periferie/.

Emanuele, V. [2011] Napoli verso il ballottaggio, il voto nelle municipalità, /cise/2011/05/29/napoli-verso-il-ballottaggio-il-voto-nelle-municipalita/.

Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.
Matteo Cataldi si è laureato presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze con una tesi sulla competitività delle elezioni italiane. È stato ricercatore presso Tolomeo Studi e Ricerche e ha pubblicato articoli su Polena e Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, è co-autore di un capitolo di Terremoto elettorale (Il Mulino, 2014) e co-curatore di vari Dossier CISE e di numerose note di ricerche apparse nella serie di Dossier. Ha inoltre curato l’appendice al volume Proporzionale se vi pare (Il Mulino, 2010). I suoi interessi di ricerca comprendono lo studio del comportamento elettorale e in particolare il cambiamento della geografia del voto, anche attraverso i più recenti sviluppi degli applicativi GIS in ambito politico-sociale. È membro SISP e dello Standing Group POPE – Partiti Opinione Pubblica Elezioni.