Il M5s avanza pescando dal centrosinistra: i flussi elettorali a Milano e Bologna

di Roberto D’Alimonte, Matteo Cataldi e Aldo Paparo

A Milano la competizione per la carica di sindaco ha ancora un sapore bipolare. Questo ci hanno detto i risultati del primo turno elettorale nel capoluogo lombardo. Sala è davanti a Parisi di meno di un punto percentuale (appena 5.000 voti) e i due candidati assieme sfiorano l’83%.

Dai flussi elettorali che il CISE ha stimato tra il primo turno delle elezioni comunali precedenti e il primo turno delle attuali emerge che a Milano, come Fassino a Torino, Sala sia riuscito a raccogliere una quantità di voti significativa in uscita dai candidati di centrodestra: un quinto degli elettori della Moratti del 2011 ha optato per Sala (un elettore milanese su venti) e la stessa scelta è stata compiuta dal 40% degli elettori dell’allora candidato di centro Palmieri. La strategia di “sfondamento al centro” sembra avere dato qualche frutto. Tuttavia ancora più sostanzioso sembra essere il prezzo pagato in termini di insoddisfazione della propria base. Infatti Sala, come del resto Fassino, ha perso più del 50% dei voti della propria coalizione cinque anni prima. A Milano però il prezzo più alto è stato pagato all’astensione: un terzo degli elettori di Pisapia non è infatti tornato alle urne nel 2016, mentre poco meno del 10% ha scelto il candidato del Movimento 5 stelle, Corrado.

Nel centrodestra buona prova di Parisi che riesce a riportare alle urne quasi due terzi degli elettori della Moratti (63%) e intercetta un quarto dei voti di Palmeri e Calise. Interessante poi rilevare come i voti del candidato del Movimento 5 stelle provengono per oltre la metà da Pisapia e circa un quinto dagli astenuti del 2011.

Tabella 1 – Milano (sindaco): Destinazioni 2016 degli elettorati 2011 (primo turno)dest

circolare_milanoTabella 2 – Milano (sindaco): Provenienze 2011 degli elettorati 2016 (primo turno)prov

Passando a Bologna, Merola conferma poco più della metà dei propri elettori del 2011 (52%), mentre uno su cinque si astiene ed una quota non molto inferiore passa a Bugani del Movimento 5 stelle (12%). La coalizione di centrodestra a Bologna sosteneva la candidatura di Lucia Borgonzoni che però veniva sfidata dal candidato di PdL e Lega del 2011 che si è presentato con una propria lista civica. Bernardini sembra aver mantenuto una quota di voti piuttosto bassa rispetto alle precedenti comunali (13%) mentre poco più di un terzo è rimasto fedele al centrodestra votando la Bergonzoni.

Nel capoluogo emiliano il tasso di fedeltà maggiore rispetto alle comunali del 2011 è stato quello del Movimento cinque stelle. Bugani, che già aveva corso per la carica di sindaco 5 anni prima, conferma circa sei elettori su dieci che costituiscono circa la metà dei voti ottenuti in questa tornata. Anche qui una metà dei voti del cinque stelle proviene dagli elettori del centrosinistra 2011.

Tabella 3 – Bologna (sindaco): Destinazioni 2016 degli elettorati 2011 (primo turno)dest

circolare_bolognaTabella 4 – Bologna (sindaco): Provenienze 2011 degli elettorati 2016 (primo turno)prov

In conclusione, da una sguardo d’insieme alle analisi di flussi finora svolte, emerge una straordinaria volatilità. A cinque anni di distanza metà dell’elettorato ha cambiato voto. E questo non riguarda solo centrodestra e centrosinistra. Anche il Movimento 5 stelle, pur crescendo, ha perso per strada quote rilevanti del proprio nucleo originario. Persino De Magistris a Napoli, che ha ottenuto 40.000 voti in più di cinque anni fa, ha perso un terzo dei propri elettori. Certo in questi cinque anni molto è cambiato. Ci trovavamo allora in un quadro bipolare. In questo senso appare interessante rilevare come, nonostante l’espansione dell’offerta elettorale, la scelta più frequente di quanti hanno cambiato comportamento sia stata il non voto.

Pubblicato su Il Sole 24 Ore dell’8 giugno

Roberto D’Alimonte (1947) è professore ordinario nella Facoltà di Scienze Politiche della LUISS Guido Carli dove insegna Sistema Politico Italiano. Dal 1974 fino al 2009 ha insegnato presso la Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze. Ha insegnato come visiting professor nelle Università di Yale e Stanford. Collabora con il centro della New York University a Firenze. I suoi interessi di ricerca più recenti riguardano i sistemi elettorali, elezioni e comportamento di voto in Italia. A partire dal 1993 ha coordinato con Stefano Bartolini e Alessandro Chiaramonte un gruppo di ricerca su elezioni e trasformazione del sistema partitico italiano. I risultati sono stati pubblicati in una collana di volumi editi da Il Mulino: Maggioritario ma non troppo. Le elezioni del 1994; Maggioritario per caso. Le elezioni del 1996; Maggioritario finalmente? Le elezioni del 2001; Proporzionale ma non solo. Le elezioni del 2006; Proporzionale se vi pare. Le elezioni del 2008. Tra le sue pubblicazioni ci sono articoli apparsi su West European Politics, Party Politics, oltre che sulle principali riviste scientifiche italiane. E’ membro di ITANES (Italian National Election Studies). E’ editorialista de IlSole24Ore. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.
Matteo Cataldi si è laureato presso la Facoltà di Scienze politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze con una tesi sulla competitività delle elezioni italiane. È stato ricercatore presso Tolomeo Studi e Ricerche e ha pubblicato articoli su Polena e Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, è co-autore di un capitolo di Terremoto elettorale (Il Mulino, 2014) e co-curatore di vari Dossier CISE e di numerose note di ricerche apparse nella serie di Dossier. Ha inoltre curato l’appendice al volume Proporzionale se vi pare (Il Mulino, 2010). I suoi interessi di ricerca comprendono lo studio del comportamento elettorale e in particolare il cambiamento della geografia del voto, anche attraverso i più recenti sviluppi degli applicativi GIS in ambito politico-sociale. È membro SISP e dello Standing Group POPE – Partiti Opinione Pubblica Elezioni.
Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.