Flussi Perugia: il PD cede ancora – alla Lega, ma anche (meno) al M5S

di

Francesco Sorana

A più di un anno dalle elezioni politiche di marzo 2018, il Partito Democratico a Perugia non è ancora riuscito a recuperare il supporto elettorale perduto, analogamente a quanto accaduto in molte altre città italiane. Rispetto alle elezioni europee 2014, dove con 41.393 voti su 85.421 aveva raggiunto il 48,5% dei voti, il Partito Democratico ha ricevuto una pesante sconfitta alle elezioni politiche 2018, e alle europee del 2019 ha continuato a cedere voti scendendo ulteriormente, non solo come voti assoluti, ma anche come risultato percentuale: dal 26,9% al 26,5% (Tab. 1).

Tab. 1 – Risultati elettorali delle recenti elezioni nel comune di PerugiaI partiti leader e i trend di crescitaLega: Mostra una progressione speculare rispetto agli altri territori, partendo da un esiguo 2,2% nel 2014 per poi balzare al 17,2% nel 2018 e diventare stabilmente il primo partito nel 2019 con il 31,6% (27.354 voti).PD: In questa circoscrizione il Partito Democratico non accenna a risalire nel 2019. Dopo il crollo dal 48,5% (2014) al 26,9% (2018), alle Europee 2019 subisce un ulteriore, seppur lieve, calo fermandosi al 26,5% (22.930 voti).M5S: Si attesta su valori storicamente più alti rispetto alle altre tabelle. Raggiunge il primato assoluto alle Politiche 2018 con il 24,2% (21.720 voti) e, nonostante il forte calo del 2019, riesce a mantenere la doppia cifra fermandosi al 13,3%.Gli altri equilibri e l'affluenzaFratelli d'Italia (FDI): Registra una performance superiore rispetto ai territori precedenti, crescendo costantemente dal 5,5% (2014) fino all'8,9% (2019).Forza Italia (FI): Segue il trend nazionale di declino, scivolando dal 12,3% nel 2014 al 7,2% nel 2019.Affluenza alle urne: Questo territorio fa registrare i dati di partecipazione più alti in assoluto tra tutte le zone finora esaminate, con il picco del 78,6% nel 2018 e un'affluenza alle europee che resta stabilmente sopra il 71% (71,1% nel 2014 e 71,4% nel 2019).

Attraverso l’analisi delle destinazioni dei flussi elettorali (Tab. 2) si può notare che questo calo aggiuntivo nei consensi sia dipeso soprattutto dall’aumento del sostegno per i partiti di centrodestra e in particolare della Lega, che durante le elezioni europee 2019 nel capoluogo umbro è riuscito a intercettare il 13% degli elettori che alle scorse elezioni politiche del 2018 avevano votato il Partito Democratico. Si tratta peraltro di un flusso emerso anche in altri comuni della Zona Rossa, quali Prato (Cappelli e Paparo 2019) e Modena (Sorana e Paparo 2019).

Una parte minore ma rilevante, intorno ai cinque punti percentuali, si è spostata verso il Movimento 5 Stelle. Sebbene queste perdite percentuali potrebbero apparire a prima vista limitate e fisiologiche, esse assumono un significato diverso quando si osserva che non si riscontra un flusso di pari portata in direzione opposta, nonostante il calo del M5S.

Tab. 2 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 ed europee 2019, destinazioni (clicca per ingrandire)Massima fedeltà e travasi a destraLega: Registra in questa zona un tasso di fedeltà eccezionale e superiore a tutti gli altri territori, trattenendo ben l'87% dei propri elettori del 2018. Riesce inoltre ad attrarre consistenti quote dagli alleati: il 34% da Forza Italia e il 22% da Fratelli d'Italia.Partito Democratico (PD): Mantiene un'ottima tenuta con il 76% di elettori fedeli, riuscendo anche ad attrarre un terzo (33%) degli ex elettori di Liberi e Uguali (LeU).Fratelli d'Italia (FDI): Conserva il 43% della propria base, ma subisce una forte dispersione sia verso la Lega (22%) sia verso i soli candidati di centrodestra.La forte scomposizione di M5S e Forza ItaliaMovimento 5 Stelle (M5S): Presenta una forte frammentazione interna. Solo il 39% degli elettori del 2018 conferma il voto nel 2019. La restante parte si divide quasi equamente tra il passaggio alla Lega (19%) e il rifugio nell'astensione (33% verso il non voto).Forza Italia (FI): Registra una fedeltà del 32%. Oltre a cedere il passo alla Lega (34%), perde il 19% dei suoi elettori che sceglie di non recarsi alle urne.

Come mostrato dalla Tabella 3, alle elezioni europee 2019 la platea degli elettori del Partito Democratico è composta a Perugia per l’82% da chi lo aveva votato alle precedenti elezioni e per un decimo da elettori di Liberi e Uguali e Più Europa e altri partiti minori alleati del Partito Democratico, fattore che evidenzia la presenza nel Partito Democratico di una quota di elettori rimasta fedele che anche dopo le pesanti sconfitte elettorali continua a sostenere il partito, il quale fatica tuttavia a mobilitare il sostegno di elettori provenienti da altri partiti.

Tab. 3 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 ed europee 2019, provenienze (clicca per ingrandire)La composizione dei due partiti maggioriPartito Democratico (PD): Conferma una base locale eccezionalmente solida e autoreferenziale. Ben l'82% dei suoi voti del 2019 proviene da elettori che lo avevano già scelto nel 2018. Gli apporti esterni sono minimi (il 6% da LeU e il 4% dagli Alleati PD).Lega: Mostra un bacino del 2019 diviso esattamente a metà. Il 50% dei suoi voti arriva dai propri fedelissimi del 2018, mentre l'altro 50% è composto da nuovi innesti conquistati a scapito del Movimento 5 Stelle (17%), di Forza Italia (12%), del PD (12%) e di Fratelli d'Italia (5%).Gli altri partiti della coalizione e le opposizioniMovimento 5 Stelle (M5S): Chi sceglie il Movimento nel 2019 appartiene quasi totalmente al "nocciolo duro" storico. L'80% della sua base proviene infatti dalle politiche 2018, integrando un inedito 11% di ex elettori del PD.Fratelli d'Italia (FDI): Presenta un elettorato fortemente ricomposto. Solo il 34% dei suoi voti del 2019 proviene da chi lo aveva già votato nel 2018; il resto viene drenato dalla Lega (18%), da Forza Italia (13%) e dal PD (7%).Forza Italia (FI): Mantiene poco più della metà del proprio bacino originale, con il 51% dei voti provenienti dalle proprie fila del 2018, cedendo quote a FDI (16%) e al PD (9%).

I partiti della sinistra e del centrosinistra hanno ottenuto complessivamente il 34,9%[1] nel 2019, mostrando una crescita contenuta nel punto percentuale rispetto alle elezioni dell’anno precedente. Nonostante si tratti di un evento indubbiamente positivo per le formazioni politiche della sinistra, che sembrano mostrare un primo segnale di ripartenza, non sembra che queste siano riuscite a beneficiare a livello di supporto elettorale della grave perdita di consensi che ha riguardato il Movimento 5 Stelle, a Perugia come nelle maggior parte d’Italia. Il centrodestra, con la Lega in testa, è riuscito a compattare le forze e ad accrescere ampiamente i consensi, passando dal dato aggregato di 34,5% dei voti nel 2018 all’attuale 47,7%. Il partito guidato da Matteo Salvini è riuscito a mobilitare e ricondurre una parte importante degli elettori del M5S all’interno del centrodestra. Quasi un elettore su cinque fra quelli che nel 2018 a Perugia avevano votato il M5S nel 2019 ha votato per la Lega di Salvini.

A sinistra del PD, gli elettori che alle elezioni politiche 2018 avevano sostenuto Liberi e Uguali, a seguito del scioglimento del partito, sono fluiti alle elezioni europee 2019 per un terzo verso il PD, mentre un terzo di questi elettori si è astenuto dal voto. Il resto degli elettori ha sostenuto le liste di Sinistra Italiana (15%) e Europa Verde (12%) e in minor misura si è rivolto al Movimento 5 Stelle (9%), forse in quanto nuovo partito di governo o per le politiche proposte in materia di welfare e lavoro. I risultati elettorali non hanno favorito i partiti di sinistra che sotto varie sigle dal 2014 non sono riusciti a fermare il calo dei consensi, passando dai quattro punti percentuali delle politiche 2018 composti dai risultati congiunti di Liberi e Uguali e Potere al Popolo, al deludente 2,4% raggiunto dalla Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni nel 2019.

La Lega è riuscita a conservare il sostegno dei propri elettori in misura maggiore rispetto agli altri partiti, con quasi nove elettori su dieci tra quelli che alle politiche 2018 avevano sostenuto la Lega che hanno rinnovato il voto alle europee 2019, rivelando un basso tasso di dispersione del voto e non registrando livelli di astensionismo tra gli elettori del 2018. L’unico flusso in uscita rilevante è verso Fratelli d’Italia, che a Perugia raccoglie quasi un decimo dei precedenti elettori della Lega.

La Lega ha inoltre sperimentato una crescita sostanziale del supporto elettorale, passando dal 17,2% delle politiche 2018 al 31,6% alle europee 2019, con una crescita di 83 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Nell’arco di cinque anni, a partire dal modesto 2,2% delle elezioni europee 2014, la Lega si è trasformata da un partito minore geograficamente limitato al Nord Italia in un partito di massa a ispirazione nazionale capace di raccogliere consensi fuori dal suo tradizionale bacino elettorale, e di imporsi anche nelle “regioni rosse” e in città considerate roccaforti storiche della sinistra. Si può dare un’idea della rapidità con cui il sostegno della Lega si è ampliato a livello locale notando che alle elezioni europee 2019 tra i sostenitori della Lega soltanto un elettore su due aveva votato il partito a Perugia anche alle elezioni politiche dell’anno precedente.

Il successo della Lega è andato a spese di tutti gli altri partiti maggiori: i nuovi elettori mobilitati da Salvini provengono infatti da M5S (17%), Partito Democratico (12%) e Forza Italia (12%). Questo conferma almeno a livello locale la capacità della Lega di mobilitare il supporto dei cittadini preoccupati dal tema delle migrazioni, favorevoli a politiche forti in tema di sicurezza, oppure catturati dalla retorica politica di Matteo Salvini (D’Alimonte 2019).

I due partiti che hanno subito una maggiore dispersione del voto a Perugia tra le politiche 2018 e le europee 2019 sono stati il Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Il M5S ha sperimentato un’emorragia di voti senza precedenti nella sua storia, passando nel giro di un anno dal 24,2% al 13,3% alle elezioni europee 2019. Questo drastico calo di oltre dieci punti percentuali deriva dal fatto che soltanto il 39% degli elettori del 2018 ha rinnovato il sostegno al M5S mentre un terzo si è astenuto e il 19% si è rivolto agli alleati di governo della Lega, più capaci di mobilitare il sostegno elettorale grazie a una narrazione politica vincente, e captando gli elettori di centrodestra all’interno del M5S e quelli maggiormente interessati alle politiche sull’immigrazione e sulla sicurezza. Il flusso diretto verso la Lega inoltre costituisce per il M5S l’unico flusso di rilievo in uscita verso un altro partito. Questo significa che a Perugia gli elettori che alle elezioni politiche del 2018 hanno votato per il M5S, durante le elezioni europee 2019 hanno scelto tra uno dei due partiti di governo – rinnovando il voto per l’uno o passando all’altro – oppure si sono astenuti dal voto. Praticamente nessuno ha votato PD.

Forza Italia continua invece la sua tendenza negativa raccogliendo il 7,2% dei sostegni, appena più della metà rispetto alle elezioni europee del 2014, è in netto calo anche rispetto al 10,6% del 2018. Allo stesso modo del M5S, Forza Italia ha perso voti soprattutto verso la Lega, cui ha ceduto più di un terzo dei propri elettori. È notevole anche il flusso verso l’astensione alle elezioni europee del 2019 ­– un elettore su cinque – che rappresenta il valore più alto dopo quello degli elettori del M5S e di Liberi e Uguali (che potrebbe essere però legato all’impossibilità di riconoscersi in un altro programma politico piuttosto che a un giudizio negativo rispetto all’operato del partito).

Più Europa è cresciuta di mezzo punto percentuale rispetto al 2018, attestandosi al 3,4%, mentre Europa Verde ha registrato alle europee 2019 un deciso incremento – in linea con gli altri partiti Verdi a livello europeo – e, nonostante si attesti soltanto al 2,6%, questo risultato rappresenta una crescita del 630% rispetto ai risultati ottenuti alle politiche del 2018 dalla lista Insieme. Entrambi i partiti mostrano alti tassi di volatilità elettorale, e fuori dal loro bacino elettorale hanno raccolto voti sia dal centrodestra che dal centrosinistra, probabilmente in virtù della dimensione sovranazionale delle elezioni europee, che potrebbe aver indirizzato gli elettori verso scelte meno influenzate dalle vicende politiche nazionali e focalizzate su questioni di più ampio respiro come il futuro e la struttura dell’Unione Europea o l’ambiente.

I flussi mostrano che Più Europa è riuscita a mobilitare principalmente un elettorato di centrosinistra, ma anche elettori provenienti da Forza Italia (14%) e Fratelli d’Italia (8%). Inoltre un quinto del suo elettorato alle elezioni europee del 2019 era composto di elettori che alle elezioni del 2018 si erano astenuti. Europa Verde ha mostrato in modo ancora più evidente rispetto a Più Europa di saper raggiungere, almeno per le elezioni europee, elettori provenienti da partiti anche ideologicamente lontani come Fratelli d’Italia (24%), Liberi e Uguali (20%) e Lega (15%).

Il diagramma di Sankey (Fig. 1) mostra in forma grafica le nostre stime dei flussi elettorali a Perugia. A sinistra sono riportati i bacini elettorali del 2018, a destra quelli del 2019. Le diverse bande, colorate in base al bacino 2018 di provenienza, mostrano le transizioni dai bacini delle politiche a quelli delle europee. L’altezza di ciascuna banda, così come quella dei rettangoli dei diversi bacini elettorali all’estrema sinistra e destra, è proporzionale al relativo peso sul totale degli elettori.

Guardando la figura, possiamo immediatamente apprezzare la tripartizione dell’elettorato 2018 del M5S: verso astensione, Lega e fedeltà; così come gli ingressi a 360° per la Lega, e le perdite del PD verso la Lega stessa ma anche il M5S.

Fig. 1 – Flussi elettorali a Perugia fra politiche 2018 (sinistra) ed europee 2019 (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)Le variazioni dei rapporti di forzaPartito Democratico (PD - Fascia Rossa): Si conferma come il blocco di voto più solido e lineare. La fascia attraversa il grafico mantenendo uno spessore quasi costante, con perdite marginali e una forte tenuta del proprio nucleo, pur subendo una leggera contrazione nel blocco finale di destra (da 19,9 a 18,4).Lega (Fascia Verde): Mostra un'espansione volumetrica notevole, passando da una dimensione iniziale di 12,8 a una finale di 22,2. Il grafico mostra chiaramente come la fascia verde si ingrossi a destra catturando flussi significativi sia dal centrodestra (fascia azzurra di FI) sia dall'elettorato del Movimento 5 Stelle (fascia gialla).Movimento 5 Stelle (M5S - Fascia Gialla): Subisce un forte dimezzamento visivo (da 18,9 a 9,3). Il flusso in uscita si divide in tre direzioni principali: una parte consistente si dirige verso la grande fascia viola del Non Voto, una quota significativa devia verso la Lega e una porzione minore si disperde verso le forze minori di centrosinistra.Forza Italia (FI - Fascia Azzurra): Evidenzia una forte frammentazione. Il blocco iniziale si riduce visibilmente a destra, scaricando fette importanti di elettorato verso la Lega, verso Fratelli d'Italia (FDI) e verso l'astensione.L'andamento dell'astensionismoNon Voto (Fascia Viola): Rappresenta il blocco più spesso in assoluto sia in entrata che in uscita. In questo territorio registra una crescita dimensionale (da 23,4 a 30,4), venendo alimentato in massima parte da chi già non aveva votato nel 2018 (la linea viola retta) e, come novità principale, dal massiccio afflusso di ex elettori del Movimento 5 Stelle.

Riferimenti bibliografici

Cappelli, A. e Paparo, A. (2019), ‘Flussi Prato: si conferma l’impermeabilità del M5S al PD (che cede verso la Lega)’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/28/flussi-prato-si-conferma-limpermeabilita-del-m5s-al-pd-che-cede-verso-la-lega/

D’Alimonte, R. (2019), ‘Lega-M5S: Sud chiave del ribaltone’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/29/lega-m5s-sud-chiave-del-ribaltone/

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.

Schadee, H.M.A., e Corbetta, P.G., (1984), Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino.

Sorana, F. e Paparo, A. (2019), ‘Flussi Modena: il sindaco uscente del centrosinistra attrae (qualche voto) dal M5S’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/28/flussi-modena-il-sindaco-uscente-del-centrosinistra-attrae-qualche-voto-dal-m5s/


[1] I valori aggregati per la sinistra sono composti da Partito Democratico, Sinistra Italiana, Più Europa e Europa Verde. I valori aggregati per la destra sono composti da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia.

NOTA METODOLOGICA

I flussi presentati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman (1953) alle 160 sezioni elettorali del comune di Perugia. Seguendo Schadee e Corbetta (1984), abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in ognuna delle due elezioni considerate nell’analisi), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 15% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Il valore dell’indice VR è pari a 14,0.