Flussi Prato: il PD rimobilita la sua base e conferma il comune

A Prato il sindaco uscente Matteo Biffoni, a capo della coalizione di centrosinistra a guida PD, ha riconfermato il suo ruolo di primo cittadino al ballottaggio con il 56,1% di voti contro Daniele Spada, candidato sindaco della coalizione di centrodestra, che ha invece ottenuto il 43,9% di voti.

Il primo turno è stato caratterizzato, almeno in partenza, da una sfida tripolare tra la coalizioni di centrosinistra, quella di centrodestra (che sono state in grado di ricompattare le proprie costellazioni di partiti), e il Movimento 5 Stelle (che, in coerenza con il suo modus operandi, si è presentato senza alleati). Dopo il primo turno, in cui il candidato di centrosinistra ha raccolto il 47,2%, quello di centrodestra il 35,1% e quello del M5S il 7,2%, il ballottaggio ha visto contrapporsi le due coalizioni tradizionali – a testimonianza del fatto che il consenso del M5S è ormai relegato nel sud Italia (D’Alimonte 2019) e che il centrodestra a guida Salvini è riuscito invece a penetrare anche nell’ex Zona Rossa (De Sio 2019).

Per comprendere come si sia venuto determinando il successo di Biffoni, abbiamo stimato i flussi elettorali fra europee e ballottaggio, ma anche fra le politiche del 2018 e il secondo turno delle comunali 2019. La Figura 1 mostra graficamente, attraverso un diagramma di Sankey,  le nostre stime dei flussi elettorali fra europee (a sinistra) e ballottaggio (a destra) a Prato. Le diverse bande, colorate in base al bacino di provenienza delle europee, mostrano le transizioni dei voti per le due coalizioni tra le europee e le comunali.

L’altezza di ciascuna banda, così come quella dei rettangoli dei diversi bacini elettorali all’estrema sinistra e destra, è proporzionata al relativo peso sul totale degli elettori. Possiamo così apprezzare come il 22,3% del totale degli elettori pratesi (compresi gli astenuti) abbia scelto il PD alle elezioni europee, ma la percentuale cresca di 9 punti se si guarda al voto espresso in favore del candidato di coalizione al ballottaggio per le elezioni comunali 2019.

Al contrario, vi è solo una sottile discrepanza tra la percentuale dei pratesi che scelgono la Lega alle europee (23,3%) e il totale di quelli che scelgono il candidato di centrodestra (24,5%), sebbene in questo caso vada sottolineato che la Lega abbia anche perso alcuni elettori a beneficio del candidato di centrosinistra e alcuni verso l’area del non voto.

Infine, per quanto riguarda l’area del non voto, il 31,7% dei pratesi si è astenuto alle elezioni europee, e questo numero è cresciuto al ballottaggio per le comunali (44,3%), soprattutto perché molti elettori del M5S dopo aver votato al primo turno, hanno scelto di non recarsi alle urne in occasione del ballottaggio.

Fig. 1 – Flussi elettorali a Prato fra europee 2019 (sinistra) e ballottaggio delle comunali 2019 (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)sankey19Per comprendere da dove arrivino i voti aggiuntivi a Biffoni oltre l’elettorato del PD, e anche i pochi per Spada in aggiunta rispetto alla Lega, possiamo guardare la Tabella 1. Questa mostra le destinazioni percentuali nel ballottaggio dei bacini elettorali delle europee. Il primo dato che emerge è che gli elettori della coalizione di centrosinistra mostrano una fedeltà maggiore sia nel confermare le proprie scelte che nel recarsi nuovamente alle urne, rispetto a quelli di centrodestra.

Tutti gli elettori del PD alle elezioni europee 2019 hanno riconfermato il proprio voto in occasione del ballottaggio votando a favore di Biffoni, così come quasi il totale degli elettori di La Sinistra (91%). Meno massiccio, invece, il dato relativo a Europa Verde e Più Europa, che pure faceva parte della coalizione a sostegno di Biffoni a livello locale. Entrambi gli elettorati si dividono più o meno a metà fra il voto per il candidato del centrosinistra e il non voto, senza flussi rilevanti in favore di Spada.

All’interno della coalizione di centrodestra la Lega risulta essere il partito con l’elettorato più fedele, dato che l’85% dei propri votanti delle europee ha votato Spada nel ballottaggio delle comunali, a differenza di Forza Italia e Fratelli d’Italia che riescono a far confluire verso il candidato di coalizione, rispettivamente, solo il 30% e il 62% di coloro che li hanno votati in occasione delle europee.

L’elettorato alle europee della Lega, tuttavia, oltre che il più fedele a Spada, è anche l’unico nel centrodestra che ceda quote rilevanti verso Biffoni (l’11%); mentre gli elettori di FI e FDI che non hanno scelto il candidato di centrodestra nel ballottaggio si sono (praticamente) tutti astenuti.

Interessante poi indagare il comportamento dell’elettorato del Movimento 5 Stelle di fronte alla scelta bipolare fra centrodestra e centrosinistra. Due elettori delle europee su tre hanno optato per il non voto (68%). Tra quanti hanno scelto di esprimere la propria preferenza in occasione del ballottaggio, il centrosinistra ha vinto in misura di 4 a 1: il 25% ha infatti scelto Biffoni contro il il 6% di Spada.

Tab. 1 – Flussi elettorali a Prato fra europee 2019 e ballottaggio delle comunali 2019, destinazioni (clicca per ingrandire)dest19Come mostra la Tabella 2, che riporta la composizione percentuale degli elettorali del ballottaggio, la coalizione guidata da Biffoni vanta un elettorato piuttosto composito: se non stupisce che il 71% di questo provenga dal PD, sorprende maggiormente che l’8% arrivi dalla Lega, il 6% da elettori del M5S e che solo a seguire si posizionino gli altri altri partiti di centrosinistra (La Sinistra 3%, Più Europa 3% e Europa Verde 1%).

La coalizione guidata da Spada, invece, è (sostanzialmente) interamente composta dagli elettorati dei tre partiti di centrodestra. In particolare, l’81% arriva dalla Lega, il 10% da FDI e il 5% di FI.

Tab. 2 – Flussi elettorali a comunali Prato fra europee 2019 e ballottaggio delle comunali 2019, provenienze (clicca per ingrandire)prov19La Figura 2 ci permette invece di fare un paragone leggermente più distanziato nel tempo, presentando i flussi elettorali a Prato tra le elezioni politiche del 2018 (sinistra) e il ballottaggio delle comunali 2019 (destra).

Prima ancora dei flussi, possiamo immediatamente cogliere come nel 2018 la Lega avesse ottenuto a Prato poco più della metà dei voti raccolti invece alle europee (nonostante il calo della partecipazione elettorale); mentre il M5S abbia subito un drastico calo nelle preferenze dei pratesi, passando dal 18,1% degli elettori alle politiche 2018 al 7,9% delle europee 2019. Questo ribaltamento nella distribuzione della forza elettorale tra i due partner di governo è dovuto per il circa il 40% a passaggi diretti di elettori dal partito di Di Maio a quello di Salvini (Cappelli e Paparo 2019).

Fig. 2 – Flussi elettorali a Prato fra politiche 2018 (sinistra) e ballottaggio delle comunali 2019  (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)sankey18Attraverso la Tabella 3 possiamo analizzare puntualmente le destinazioni dei flussi elettorali a Prato tra politiche 2018 e ballottaggio delle comunali 2019. Ciò che emerge è, ancora una volta, che l’elettorato facente capo alla coalizione di centrosinistra è maggiormente fedele rispetto a quello di centrodestra, sebbene il fenomeno in questo caso si manifesti con minor discrepanza.

Infatti, la maggior parte degli elettori che in occasione delle politiche 2018 ha optato per partiti di centrosinistra ha riconfermato la propria scelta al ballottaggio per le comunali 2019. Il 100% degli elettori che hanno votato per partiti alleati del PD votato Biffoni, così come hanno fatto il 91% degli elettori PD del 2018 e l’85% di quelli di LeU.

Anche gli elettori dell’area di centrodestra hanno in buona parte riconfermato le proprie posizioni: la miglior performance è registrata per la Lega, dal momento che tutti i suoi elettori hanno ribadito la propria scelta, e a seguire FDI (72%) e FI (49%). Occorre tuttavia evidenziare come questo basso tasso di fedeltà al candidato di area per l’elettorato di FI, che alle politiche pesava ancora oltre il 30% del totale della coalizione di centrodestra, implichi un flusso verso il non voto che è rilevante in termini assoluti: un elettore pratese ogni 24 (il 4,1% del totale). In ogni caso, l’elettorato delle politiche dei principali partiti del centrodestra è stato completamente impermeabile a Biffoni, esattamente come lo sono stati verso Spada gli elettori dei partiti di centrosinistra.

Tab. 3 – Flussi elettorali a Prato fra politiche 2018 e ballottaggio delle comunali 2019, destinazioni (clicca per ingrandire)dest18Infine, attraverso la Tabella 4, possiamo cogliere le provenienze degli elettori dei candidati dei due poli nel ballottaggio di Prato delle comunali 2019 in termini di bacini elettorali delle politiche 2018.

Rispetto al 2018, la base elettorale di Spada è funzionale a comprendere come la Lega sia cresciuta in maniera esponenziale nel corso dell’ultimo anno, dal momento che, considerando la base elettorale leghista del 2018, questa corrisponde solo al 51% di quella del ballottaggio 2019 (mentre, come detto, la Lega delle europee pesa l’81% dell’elettorato di Spada nel ballottaggio).

La base elettorale di Biffoni è costituita per il 72% da elettori del PD o di suoi alleati alle politiche, per l’8% da elettori di LeU e per il 7% da elettori del M5S. In pratica, Biffoni ricompatta il centrosinistra (una quota pari al 7% arriva anche dai partiti minori, il cui bacino a Prato è formato per oltre la metà da elettori di PAP e PC), e pesca un po’ dal M5S e nulla dal centrodestra.

Tab. 4 – Flussi elettorali a Prato fra politiche 2018 e ballottaggio delle comunali 2019, provenienze (clicca per ingrandire)prov18In conclusione, dunque, possiamo riassumere le principali evidenze emerse nella nostra analisi dei flussi elettorali a Prato dicendo che il PD è riuscito a rimobilitare la base elettorale del centrosinistra e si è così confermato alla guida del comune. Inoltre, il candidato Biffoni è riuscito ad andare un po’ oltre il recinto della coalizione, raccogliendo anche qualche voto dal M5S e perfino dalla (ingrandita) Lega 2019.

 

Riferimenti bibliografici

Cappelli, A. e Paparo, A. (2019), ‘Flussi Prato: si conferma l’impermeabilità del M5S al PD (che cede verso la Lega)’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/28/flussi-prato-si-conferma-limpermeabilita-del-m5s-al-pd-che-cede-verso-la-lega/

D’Alimonte, R. (2019), ‘Lega-M5S: Sud chiave del ribaltone’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/29/lega-m5s-sud-chiave-del-ribaltone/

De Sio, L. (2019), ‘La nazionalizzazione della Lega di Salvini’, Centro Italiano Studi Elettorali, disponibile presso: https://cise.luiss.it/cise/2019/05/27/la-nazionalizzazione-della-lega-di-salvini/

Goodman, L. A. (1953), ‘Ecological regression and behavior of individual’, American Sociological Review, 18, pp. 663-664.

Schadee, H. M. A., e Corbetta, P. G., (1984), Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino.


NOTA METODOLOGICA

I flussi presentati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman (1953) alle 179 sezioni elettorali del comune di Prato. Seguendo Schadee e Corbetta (1984), abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in ognuna delle due elezioni considerate nell’analisi), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 15% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Il valore dell’indice VR è pari a 4,4 per l’analisi dalle politiche; a 2,8 per quella dalle europee.

Arianna Cappelli si è laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali con una tesi sociopolitica sul voto degli italiani all’estero. Attualmente iscritta alla LUISS Guido Carli, frequenta il corso di laurea magistrale in Governo e Politiche Pubbliche. Nella tesi magistrale indaga le campagne elettorali del PD, attraverso un’analisi critica delle strategie adottate.
Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.