La Toscana è sempre meno rossa, partita aperta tra Giani e Ceccardi

di

Roberto D'Alimonte

Consiglio Regionale di Toscana

Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 1 settembre

La Toscana come l’Emilia-Romagna? Dopo decenni di dominio incontrastato del centrosinistra, in Toscana si profila una competizione aperta come lo fu a Gennaio di questo anno in Emilia-Romagna quando l’attuale presidente di regione Stefano Bonaccini dovette faticare non poco per battere la candidata della Lega e del centrodestra, Lucia Borgonzoni. Questo dice Il sondaggio Winpoll-Cise che registra una sostanziale parità tra il candidato di centrosinistra Eugenio Giani (con il 43,0%) e la candidata di centrodestra Susanna Ceccardi (con il 42,5%) (Figura 1). Come in Emilia-Romagna il primo è esponente del Pd e la seconda della Lega. Molto distaccati ci sono la candidata del M5S Irene Galletti che ottiene l’8,3%, e altri candidati minori cui è attribuito il 6,2% complessivamente.

Fig. 1 – Intenzioni di voto ai candidati e liste

Titolo del grafico: Sondaggio sulle intenzioni di voto per le elezioni regionali in ToscanaDettaglio del primo blocco: INTENZIONI DI VOTO - CANDIDATI PRESIDENTI«Come forse saprà il prossimo 20-21 settembre in Toscana si svolgeranno le elezioni regionali. Per quale candidato presidente pensa che voterà?» (Non sa: 14%, Non andrà sicuramente a votare: 20%)Elenco dei dati sui candidati presidenti (ordinati da sinistra a destra):Susanna Ceccardi: 42,5% (contrassegnata dal colore verde)Eugenio Giani: 43,0% (contrassegnato dal colore rosso)Irene Galletti: 8,3% (contrassegnata dal colore giallo)Dettaglio

Considerando che altri sondaggi indicano una situazione simile, con distacchi a favore di Giani al massimo di pochi punti, è difficile in questo momento prevedere chi vincerà. La Toscana non sono le Marche, altra regione rossa in cui però il centrodestra appare nettamente favorito (questo giornale). E non sono nemmeno la Campania dove il centrosinistra con De Luca ha un vantaggio difficilmente colmabile dal centrodestra (questo giornale). Va da sé che una eventuale sconfitta del Pd e alleati in Toscana avrebbe un valore politico e simbolico enorme. La partita è aperta, come lo era alla vigilia del voto anche in Emilia-Romagna. Lì è finita bene per il centrosinistra. Ma lì c’era Bonaccini e qui c’è Giani.

Ma facciamo un passo indietro: da dove salta fuori questa Toscana competitiva? La regione è stata da sempre amministrata dal centrosinistra, e nelle ultime due legislature ha avuto come presidente Enrico Rossi. Già assessore alla sanità tra il 2005 e il 2010 con la precedente giunta Martini, Rossi si era candidato nella prima volta nel 2010 (con una coalizione che comprendeva anche la sinistra radicale) vincendo con il 59,8% (contro il 34,4% di Monica Faenzi candidata da Pdl e Lega). Nel 2015 (Figura 2) si è ricandidato e venne riconfermato (stavolta con il solo Pd più una lista riformista) con il 48,0%, contro il complessivo 29,1% dei due candidati separati del centrodestra (Borghi di Lega e FdI con il 20,0% e Mugnai di Fi con il 9,1%), e il 15,1% di Giannarelli del M5S e il 6,3% di Fattori della sinistra radicale. Un distacco tra centrosinistra e centrodestra che quindi è cambiato nel tempo: da oltre 25 punti a ancora quasi 20 punti, e tuttavia oggi annullato.

Fig. 2 – Trend elettorali in Toscana nelle ultime tornate elettorali

Titolo della tabella: I consensi ai partiti nelle precedenti tornate elettorali in ToscanaSezione 1: PARTITI (Risultati al proporzionale)Intestazioni delle colonne (Partiti):M5S | ART. 1, SI, ALTRI PARTITI DI SINISTRA E LORO ALLEATI MINORI | PD | LISTE CIVICHE ALLEATE DEL PD | +EU, VERDI, ALTRI PARTITI DI C. SX E LORO ALLEATI MINORI | PARTITI DI CENTRO (UDC E ALTRI) E LORO ALLEATI MINORI | FORZA ITALIA | LISTE CIVICHE ALLEATE DEL FI | FRATELLI D'ITALIA | LEGA | CASA POUND, ALTRI P. DI DESTRA E ALLEATI MINORI LORO DI LEGA O FDI | ALTRIElenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 15,1 | Sinistra 6,3 | PD 46,3 (cerchiato in blu) | Civiche PD 1,7 | +Eu/Verdi - | Centro 1,2 | Forza Italia 8,5 | Civiche FI 0,6 | FdI 3,9 | Lega 16,2 | Destra - | Altri 0,3POLITICHE 2018: M5S 24,5 | Sinistra 7,5 | PD 29,6 | Civiche PD - | +Eu/Verdi 3,6 | Centro 1,5 | Forza Italia 10,1 | Civiche FI - | FdI 4,2 | Lega 17,6 | Destra 1,3 | Altri -EUROPEE 2019: M5S 12,7 | Sinistra 4,3 | PD 33,3 | Civiche PD - | +Eu/Verdi 5,6 | Centro 0,5 | Forza Italia 5,8 | Civiche FI - | FdI 4,9 | Lega 31,5 | Destra 0,5 | Altri 1,0Sezione 2: POLI (Risultati proporzionali per europee e maggioritari per regionali/politiche)Intestazioni delle colonne (Poli):M5S | SINISTRA ALTERN. AL PD | CENTRO-SINISTRA (PD) | CENTRO | CENTRO DESTRA* | DESTRA** | ALTRIElenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 15,0 | Sinistra 6,3 | Centro-Sinistra 48,0 (cerchiato in blu) | Centro 1,3 | Centro-Destra 9,1 | Destra 20,0 | Altri 0,3POLITICHE 2018: M5S 24,7 | Sinistra 7,6 | Centro-Sinistra 33,7 | Centro 0,5 | Centro-Destra 32,1 | Destra 1,3 | Altri 0,1EUROPEE 2019: M5S 12,7 | Sinistra 4,3 | Centro-Sinistra 38,9 | Centro 0,5 | Centro-Destra 42,2 | Destra 0,5 | Altri 1,0Note e fonti in calce:*Include Lega, FdI, FI alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019. Include FI e liste collegate alle regionali 2015.**Alle regionali del 2015 include Lega, FdI, ma non FI. Alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019 include partiti come CasaPound, ma non Lega e FdI.Fonte: CISE.LUISS.IT

Cosa è successo in Toscana? In termini di evoluzione delle preferenze politiche, le elezioni del 2018 avevano registrato un forte rafforzamento del M5S (salito al 24,7%) quasi totalmente a danno del centrosinistra (Figura 2). Poi le europee del 2019 (anche se con un’affluenza ben più bassa, quindi meno utili a fini di previsione) hanno addirittura visto il centrodestra superare il centrosinistra (con un M5S dimezzato rispetto al 2018). La conclusione che se ne trae è che anche in Toscana si sono fortemente indeboliti quei fattori sub-culturali e organizzativi che per decenni ne hanno fatto una delle regioni della cosiddetta zona rossa.  

È su questa evoluzione degli orientamenti politici dei toscani che si innestano alcuni potenziali punti deboli del candidato di centrosinistra Giani. Combinati con la forza impressa al centrodestra dalla linea più “populista” di Salvini e Meloni, capace di fare breccia già dalle europee del 2019, questi fattori di debolezza sono all’origine di questa situazione inaspettatamente competitiva. Anzitutto, Giani non è un incumbent, come lo era Bonaccini, e quindi non può beneficiare (come ad esempio De Luca in Campania e Zaia in Veneto) del giudizio positivo della maggioranza dei toscani per come il governo uscente ha amministrato la regione (54%) (Figura 3) e per come ha gestito l’emergenza Covid (64%).

Fig. 3 – Operato del governo regionale

Titolo del grafico: OPERATO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALESottotitolo principale: «Come giudica l'operato dell'amministrazione regionale guidata da Enrico Rossi?». Non sa: 10% Molto + Abbastanza positivi: 54%Sottotitolo dei dati: GIUDIZI MOLTO POSITIVI E ABBASTANZA POSITIVIElenco dei dati suddivisi per partito (ordinate in modo decrescente da sinistra a destra):Pd: 96% (barra di colore rosso)M5S: 61% (barra di colore giallo)FdI: 22% (barra di colore nero)Fi: 19% (barra di colore blu)Lega: 16% (barra di colore verde)

In secondo luogo, la sua limitata visibilità e capacità di attrazione personale gli permette di raccogliere solo pochi voti in più di quelli dei partiti che lo sostengono. Infatti la differenza tra i voti a lui come candidato presidente e quelli della sua coalizione è di appena +1,4 punti (43% contro il 41,6%). Su questo piano nemmeno la Ceccardi va bene. Anzi, nel suo caso il bilancio è negativo, visto che le viene attribuito un 42,5% contro il 43,8% delle sue liste. E questo conferma che la sua competitività non è tanto dovuta alla sua popolarità quanto alla forza della Lega e alla crescita di Fratelli d’Italia. In terzo luogo, Giani, socialista craxiano di formazione e in passato vicino a Renzi, non sembra avere il profilo ideale per attrarre né gli elettori provenienti dal M5S (molti dei quali in Toscana provenivano storicamente da sinistra) né quelli della sinistra più radicale. Questo potrebbe essere per lui un grosso handicap perché il voto utile potrebbe risultare decisivo per dargli la vittoria. L’analisi dei flussi (Figura 4) però non depone a suo favore. Tra gli elettori M5S delle Europee, chi non sceglie la Galletti (M5S) si orienta in prevalenza verso la Ceccardi; e gli elettori ex Pd sono quelli che più degli altri risultano indecisi o potenziali astensionisti

Fig. 4 – Flussi di voto tra europee e regionali

Titolo del grafico: FLUSSI DI VOTO EUROPEE - REGIONALIDescrizione della parte visiva:Il diagramma di Sankey traccia i flussi di voto in Toscana a partire dalle scelte espresse alle Europee 2019 (blocchi in alto) fino alle intenzioni di voto per i candidati presidenti alle successive Regionali 2020 (blocchi in basso).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso i collegamenti colorati):1. Elettorato del Pd (Blocco rosso in alto a sinistra)La quasi totalità del flusso si dirige in modo compatto verso Eugenio Giani (blocco rosso in basso al centro).Una minima frazione si disperde verso l'astensione o altri candidati minori.2. Elettorato del M5S (Blocco giallo in alto)Il flusso si divide in tre percorsi principali:Una parte consistente confluisce su Eugenio Giani (rampa gialla verso il centro).Una parte mantiene il voto di partito sostenendo la candidata ufficiale Irene Galletti (blocco giallo in basso a destra).Una quota significativa si sposta verso l'area del Non sa/Non vota.3. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco nero in alto al centro)Il flusso principale si riversa verso la candidata di centrodestra Susanna Ceccardi (blocco verde petrolio in basso a sinistra).Si nota una piccola componente che si muove verso l'astensione.4. Elettorato di Forza Italia (Blocco blu in alto)La componente maggioritaria si sposta verso Susanna Ceccardi.Una parte minore devia verso l'astensione o si disperde verso altri candidati.5. Elettorato della Lega (Blocco verde in alto a destra)La quasi totalità dei voti si dirige in modo compatto verso Susanna Ceccardi. Filamenti minori e residui si collegano verso l'astensione o verso l'area dei candidati alternativi.

Giani tuttavia è favorevole al referendum sul taglio dei parlamentari; una posizione che forse potrebbe essergli utile per attrarre voti M5S nel finale della campagna elettorale. Ma la questione è delicata. I toscani appaiono nettamente divisi, addirittura con una leggera prevalenza dei No (52% contro 48%) (Figura 5). E anche qui, come in altre regioni che abbiamo analizzato, si distinguono i leghisti come fautori del No. Una situazione competitiva, quindi, che lascia presagire un intenso finale di campagna elettorale.

Fig. 5 – Il referendum costituzionale

Titolo del grafico: REFERENDUM COSTITUZIONALESottotitolo principale: Non andrà sicuramente a votare: 26%. Non ha ancora deciso: 22%Legenda delle risposte (in %):Barra rosa/arancione chiaro (a sinistra): VOTERÒ SÌ, PER RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO (%)Barra marrone/scura (a destra): VOTERÒ NO, PER MANTENERE INALTERATO IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO (%)Asse orizzontale: Percentuali da 0 a 100 con intervalli di 10 unitàElenco dei dati suddivisi per riga (Giudizio complessivo ed elettorato dei partiti):Giudizio complessivo: Voterò Sì 48% | Voterò No 52%Movimento 5 Stelle: Voterò Sì 99% | Voterò No 1%Pd: Voterò Sì 41% | Voterò No 59%Forza Italia: Voterò Sì 24% | Voterò No 76%Fratelli d'Italia: Voterò Sì 56% | Voterò No 44%Lega: Voterò Sì 36% | Voterò No 64%

Nota metodologica

Soggetto committente: Sole 24 Ore – Cise. Soggetto realizzatore: Winpoll – Cise. Periodo di realizzazione interviste: 27-28 agosto 2020. Popolazione di riferimento: popolazione toscana, maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentata per sesso, età, comuni capoluogo e non, proporzionalmente all’universo della popolazione toscana. Metodo di campionamento: stratificato per provincia, comuni capoluogo e non, casuale ponderato per genere, fasce di età e voto alle ultime europee. Metodologia delle interviste: mista. Numero di interviste: 1000: 500 cati-cami (2317 rifiuti), 500 cawi. Margine di errore con intervallo di confidenza al 99%: 2,4%.