Comunali 2022, il quadro dei vincitori e delle sfide al ballottaggio nei 142 comuni superiori

*Una prima versione di questo articolo è stata pubblicata su Il Sole 24 Ore del 14 giugno 2022

Sebbene ancora parziali, i risultati delle elezioni comunali di ieri sembrano fornirci tre indicazioni piuttosto chiare: il centrodestra, quando è capace di formare coalizioni unitarie, è in questo momento maggioritario nel paese; al suo interno Fratelli d’Italia conferma nelle urne il predominio che ormai da mesi gli viene attribuito dai sondaggi, a scapito della Lega (sorpassata dal partito della Meloni anche nelle tradizionali roccaforti del Nord); il ‘campo largo’ di centrosinistra appare ancora piuttosto ‘stretto’ sul piano locale, con il M5S ormai marginale se non del tutto assente e un Pd che dimostra il suo radicamento ma fatica a costruire coalizioni davvero larghe e vincenti.

Nel contesto di uno spoglio che è andato avanti con estrema lentezza e dove, a 8 ore dall’inizio dello scrutinio, in ben 13 comuni superiori ai 15.000 abitanti sui 142 al voto non era disponibile il risultato di nemmeno una sezione, il quadro complessivo delle vittorie e dei ballottaggi è quello delle tabelle in pagina.

Tabella 1 Vincitori al I turno e confronto con le precedenti comunali

Cominciando dalle prime, sono 79 su 142 i comuni già assegnati. Oltre metà dei comuni superiori al voto ha già eletto il proprio sindaco. Un dato piuttosto alto che testimonia una complessiva riduzione della frammentazione del quadro politico che con l’avvicinarsi delle elezioni del 2023 diventa progressivamente meno caotico riavvicinandosi agli schemi bipolari classici che avevano caratterizzato la Seconda Repubblica. Si osserva un discreto vantaggio delle coalizioni di centrodestra e destra che vincono in 34 comuni (di cui 28 con Forza Italia e 6 senza) contro i 28 del centrosinistra. Si tratta di un deciso avanzamento rispetto alla situazione di partenza che, come riporta la Tabella 1, vedeva un sostanziale pareggio fra le due coalizioni (53 a 52, includendo nel centrosinistra anche i comuni vinti dal M5S, vedi Angelucci et al. 2022). Il vantaggio del centrodestra è ancora più ampio se consideriamo i soli capoluoghi di provincia: qui il blocco conservatore ha vinto 8 comuni (tra cui le importanti vittorie di Genova e Palermo, le due principali città al voto) mentre Pd e alleati si fermano a 3. Completano il quadro 12 sindaci civici, 3 che guidano coalizioni centriste e 2 sostenuti da coalizioni di sinistra senza il Pd. Il successo del centrodestra è deriva principalmente dal risultato del Nord, dove i candidati del blocco Meloni-Salvini-Berlusconi nei diversi formati coalizionali doppiano le forze di sinistra (19 a 8). Nel Sud si nota un maggiore equilibrio (13 a 14, con i candidati civici che al momento portano a casa ‘solo’ 9 vittorie contro le 24 delle precedenti comunali) mentre nella Zona rossa è in vantaggio il centrosinistra (6 a 2).

Tabella 2 Il quadro delle sfide al ballottaggio

Ovviamente il quadro risulta ancora estremamente parziale e andrà completato con i ballottaggi le cui sfide sono sintetizzate nella Tabella 2. Nella metà circa dei comuni (32 su 63) che andranno al ballottaggio fra due settimane si riproporrà la classica sfida fra centrosinistra e centrodestra (o destra), con le coalizioni guidate dal Pd che partono in vantaggio in 14 comuni e dovranno inseguire il candidato rivale nei restanti 18. Nel complesso le coalizioni a guida Pd competeranno in 41 città su 63 mentre quelle di centrodestra in 35 (44 se consideriamo anche le coalizioni di a guida Lega o Fratelli d’Italia che in 3 città affronteranno il derby contro candidati di Forza Italia). Si assiste poi ad un vistoso arretramento dei candidati civici che correranno al ballottaggio in 25 comuni (di cui 4 in cui la sfida sarà tra due civici). Considerando i comuni già assegnati al primo turno, i candidati civici potrebbero, nella migliore delle ipotesi, raggiungere la cifra di 37 comuni vinti contro i 36 delle scorse comunali. Quasi certamente, però, rimarranno ben al di sotto di tale cifra. Infine merita una considerazione finale il M5S. Il partito di Conte aveva vinto 8 comuni cinque anni fa. In questo primo turno non ne ha vinto nessuno e ai ballottaggi correrà per vincere solo in 2 città. Questo dato, unito alle deludenti performance elettorali nei grandi comuni al voto, fa suonare certamente un forte campanello d’allarme circa la competitività del Movimento non solo fra i pentastellati ma per l’intera strategia coalizionale del centrosinistra.

Riferimenti bibliografici

Angelucci, D., Emanuele, V., Improta, M., Marino, B., Paparo, A., e Trastulli, F. (2022), ‘Tutti i numeri delle comunali: situazione di partenza, offerta e formule coalizionali nei 142 comuni superiori al voto’, https://cise.luiss.it/cise/2022/06/11/tutti-i-numeri-delle-comunali-situazione-di-partenza-offerta-e-formule-coalizionali-nei-142-comuni-superiori-al-voto/

Vincenzo Emanuele è ricercatore in Scienza Politica presso la LUISS Guido Carli di Roma. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze con una tesi sul processo di nazionalizzazione del voto in Europa occidentale e le sue possibili determinanti. La sua tesi ha vinto il Premio 'Enrico Melchionda' conferita alle tesi di dottorato in Scienze Politiche discusse nel triennio 2012-2014 e il Premio 'Celso Ghini' come miglior tesi di dottorato in materia elettorale del biennio 2013-2014. È membro del CISE, di ITANES (Italian National Election Studies) e co-coordinatore del Research Network in Political Parties, Party Systems and Elections del CES (Council of European Studies). I suoi interessi di ricerca si concentrano sulle elezioni e i sistemi di partito in prospettiva comparata, con particolare riferimento ai processi di nazionalizzazione e istituzionalizzazione. Ha pubblicato articoli su Comparative Political Studies, Party Politics, South European Society and Politics, Government and Opposition, Regional and Federal Studies, Journal of Contemporary European Research, oltre che sulle principali riviste scientifiche italiane. La sua monografia Cleavages, institutions, and competition. Understanding vote nationalization in Western Europe (1965-2015) è edita da Rowman and Littlefield/ECPR Press (2018). Sulle elezioni italiane del 2018, ha curato la Special Issue di Italian Political Science ‘Who’s the winner? An analysis of the 2018 Italian general election’. Clicca qui per accedere sito internet personale. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.
Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.