Scosse telluriche a Genova: lo storico sorpasso del centrodestra sul centrosinistra. I risultati e i flussi elettorali

di

Luca Carrieri

Municipio di Genova

Il risultato delle elezioni comunali a Genova ha evidenziato un inedito sovvertimento dei tradizionali equilibri tra i principali blocchi elettorali, premiando il centrodestra. Infatti, per la prima volta, il centrodestra ha insidiato il primato del centrosinistra, accreditandosi come coalizione favorita per vittoria elettorale. Allo stesso tempo, il M5S mostra alcuni suoi strutturali deficit competitivi a livello comunale ed è rimasto escluso dal ballottaggio.

 

Le elezioni per il rinnovo del consiglio e della giunta comunale a Genova si sono svolte all’insegna di una forte smobilitazione elettorale e l’affluenza alle urne è diminuita dal 55,5%,  registrato alle elezioni del 2012, al 48,4% degli aventi diritto al voto. In ogni caso, queste elezioni hanno testimoniato il passaggio ad un quadro politico in forte evoluzione rispetto alle precedenti consultazioni elettorali genovesi, con un relativo stravolgimento dei preesistenti rapporti di forza.

Tab. 1 – Risultati elettorali a Genova nelle ultime elezioni [1] (clicca per ingrandire)

Tabella statistica dei risultati elettorali che confronta i dati di quattro diverse consultazioni: Precedenti comunali, Politiche 2013, Europee 2014 e Comunali 2017. La tabella è suddivisa in tre sezioni principali: dati di partecipazione, voti ai singoli partiti e voti aggregati per poli o coalizioni. Ciascuna colonna riporta per ogni elezione sia il numero assoluto di voti (N) sia la percentuale (%).
Nella prima sezione viene indicata la partecipazione. Gli elettori oscillano tra circa 474.000 e 503.000. L'affluenza dei votanti è massima alle Politiche 2013 con il 74,7% (354.549 votanti) e minima alle Comunali 2017 con il 48,4% (237.679 votanti). Il totale dei voti validi varia da un minimo di 217.562 nel 2017 a un massimo di 348.492 nel 2013.
La seconda sezione analizza i singoli partiti. Il Partito Democratico (Pd) registra il 23,9% nei precedenti comunali, sale al 31,0% nel 2013 e tocca il picco del 44,6% nel 2014, per poi scendere al 19,8% nel 2017. Il Movimento 5 Stelle (M5s) ottiene il 14,1% nei precedenti comunali, balza al 32,2% nel 2013, si attesta al 28,1% nel 2014 e scende al 18,4% nel 2017. Forza Italia (indicata anche come Pdl) ottiene il 9,2% inizialmente, sale al 15,1% nel 2013, passa al 10,8% nel 2014 e all'8,1% nel 2017. La Lega Nord (Noi con Salvini) mostra una crescita significativa nel 2017, raggiungendo il 13,0% partendo da percentuali inferiori al 4% nelle tornate precedenti. Fratelli d'Italia (Fdi-An) cresce costantemente dallo 0,0% iniziale fino al 5,3% del 2017. Sono presenti anche liste minori e alleati storici dei vari schieramenti.
La terza e ultima sezione aggrega i dati per poli politici. Il Centro-sinistra rappresenta la forza principale nelle prime tre tornate elettorali, registrando il 48,3% nei precedenti comunali, il 34,9% nel 2013 e il 44,6% nel 2014, flettendo poi al 33,4% nelle Comunali 2017. Il Centro-destra segue un andamento opposto: parte dal 12,7% nei precedenti comunali, passa al 18,5% nel 2013 e all'10,8% nel 2014, per poi diventare il primo polo alle Comunali 2017 con il 38,8%. Il polo del Movimento 5 Stelle ricalca sostanzialmente i dati del singolo partito con oscillazioni tra il 13,9% e il 32,2%. Il polo di Centro scompare nel 2017 (0,0%) dopo aver toccato il 15,0% e il 10,2% nelle prime due tornate. La Sinistra oscilla tra lo 0,6% e il 6,7%, mentre la Destra tocca il 5,5% e il 6,0% per poi azzerarsi nel 2017. La riga finale mostra i totali dei voti validi per polo, che chiudono la tabella a quota 100% per ciascuna colonna.

Il dato più clamoroso è rappresentato dal risultato positivo del candidato centrodestra, il manager Marco Bucci, e dei partiti che l’hanno sostenuto. Il centrodestra ha replicato con successo la strategia unitaria messa in campo alle elezioni regionali liguri del 2015, riunendo al suo interno tutte le sue componenti e rivelando la propria inaspettata competitività in una città tradizionalmente ostile. Infatti, durante le precedenti tornate elettorali, i poli di destra e centrodestra, sommati insieme, si erano sempre attestati sotto la soglia del 20% dei voti validi, non riuscendo mai a scalfire il primato cittadino del centrosinistra. Al contrario, alle ultime comunali, il polo di centrodestra ha raggiunto quasi il 40% dei voti, superando sia il blocco centrosinistra sia quello del M5S.

L’analisi dei flussi elettorali ha dimostrato la maggiore trasversalità politica della coalizione di Marco Bucci, che oltre a rimobilitare una quota cospicua degli elettori del centrodestra (63,5%), ha letteralmente sfondato al centro, ottenendo più del 70% dei consensi tra coloro che avevano votato per Mario Monti alle elezioni politiche del 2013. Inoltre, il candidato del centrodestra ha guadagnato una percentuale di voti molto significativa tra gli ex-elettori grillini (17,1%). Quindi, la composizione complessiva dell’elettorato di questa coalizione è stata molto variegata, rivelando forte vocazione catch-all del candidato del centrodestra, che ha pescato largamente da tre diversi blocchi elettorali.

Tab. 2 – Flussi elettorali a Genova fra politiche 2013 e comunali 2017, destinazioni

Tabella statistica che analizza i flussi elettorali incrociando il comportamento degli elettori tra le elezioni politiche del 2013 (riportate in colonna) e le elezioni comunali del 2017 (riportate in riga). Le percentuali indicano come si sono distribuiti nel 2017 gli elettori che avevano scelto una determinata opzione nel 2013; la somma di ogni colonna è pari a 100.
Le opzioni di voto del 2013 includono i blocchi principali guidati da Bersani, Monti, Berlusconi, il Movimento 5 Stelle (M5s), Altri e il Non Voto. I candidati alle comunali del 2017 sono Putti, Crivello, Bucci, Pirondini, Altri e l'opzione del Non Voto.
L'elettorato di Bersani del 2013 si sposta per la maggioranza assoluta su Crivello nel 2017 con il 52,7%, mentre il 33,0% sceglie il non voto; quote marginali vanno a Putti (4,6%), Pirondini (4,7%) e Altri (4,9%).
L'elettorato di Monti converge in modo massiccio su Bucci con il 71,8%, seguito da un 23,4% per Crivello, un 1,7% per Putti e un 3,0% per Altri.
L'elettorato di Berlusconi si direziona quasi interamente su Bucci con il 63,5%, mentre la restante parte consistente del 35,7% si rifugia nel non voto, lasciando lo 0,7% alla voce Altri e lo 0,0% a tutti gli altri candidati.
L'elettorato del Movimento 5 Stelle (M5s) del 2013 si frammenta notevolmente nel 2017: la quota più grande pari al 44,9% sceglie il non voto, il 32,0% rimane fedele al candidato del movimento Pirondini, il 17,1% si sposta su Bucci, il 2,6% su Putti, l'1,9% su Crivello e l'1,5% su Altri.
La colonna di chi ha votato Altri nel 2013 si divide tra il non voto al 50,6%, Bucci al 15,0%, Putti al 14,8%, Crivello all'11,0% e Altri all'8,5%.
Infine, chi non ha votato nel 2013 conferma in modo quasi totale l'astensione anche nel 2017 con il 99,6%, registrando solo uno 0,4% a favore della voce Altri.

La Lega Nord ha letteralmente trainato questo successo elettorale, diventando la lista più votata del centrodestra genovese. Come si può notare nella tabella, la formazione leghista non aveva mai sfondato elettoralmente a Genova ed era stata stabilmente ai margini della competizione elettorale locale, dove sembrava condannata a svolgere un ruolo secondario. Al contrario, rispetto alle precedenti consultazioni comunali, il partito di Salvini ha triplicato i propri voti, ottenendo il 13%, e si è affermato come un attore politico di grande rilevanza sulla scena cittadina. Inoltre, si evidenzia una generale affermazione politica dei partiti del blocco c.d. sovranista, confermata anche dal buon andamento elettorale di FDI-AN, che ha preso il 5,3% dei voti, denotando un profondo cambiamento politico-culturale a Genova.

D’altro canto, nonostante gli sforzi e il protagonismo del presidente della regione Liguria, Giovanni Toti, FI non ha brillato in modo significativo sul piano elettorale, perdendo voti rispetto alle precedenti consultazioni. Tale ridimensionamento elettorale sembra essere stato parzialmente compensato dal buon risultato delle liste civiche che appoggiavano la candidatura di Bucci, che hanno ottenuto l’11,9% dei voti e che sono espressione della gamba più centrista della colazione. Ad ogni modo, un certo sovvertimento dei rapporti di forza tra l’ala moderata e quella sovranista del centrodestra si è materializzato, segnalando la spinta propulsiva del blocco composto da LN e FDI-AN.

Anche il centrosinistra ha cercato di realizzare una strategia unitaria a sostegno dell’assessore uscente Gianni Crivello, riunendo il PD e MDP (i cui esponenti si sono presentati sotto l’insegna di Sinistra– a Sinistra). Tuttavia, la coalizione di centrosinistra non è riuscita ad imbarcare Sinistra Italiana e Possibile, che hanno sostenuto l’ex esponente grillino Paolo Putti, ed è risultata nella sua configurazione più frammentata rispetto a quella di centrodestra. L’intero polo di centrosinistra ha subito un fortissimo ridimensionamento elettorale rispetto alle precedenti comunali, passando dal 48,3% al 33,4%, e per la prima volta è stato superato in termini percentuali del centrodestra. Tale ripiegamento è stato solo moderatamente attenuato dal peso elettorale del polo di sinistra, che si è fermato al 4,9% dei voti. La relativa frammentazione elettorale del centrosinistra non sembra l’unica spiegazione di questo calo elettorale, dovuto probabilmente alle difficoltà manifestate negli ultimi anni dalle precedenti giunte di centrosinistra nell’amministrare il capoluogo ligure. La scelta di presentare come candidato un esponente della giunta di Marco Doria, la cui amministrazione ha vissuto molti travagli e divisioni interne, potrebbe avere avuto delle conseguenze negative sulla performance elettorale dell’intero blocco di centrosinistra, che ha vissuto una pesante smobilitazione. Il PD va considerato come una delle formazioni politiche sconfitte a livello comunale ed ha sicuramente registrato delle notevoli perdite rispetto alle precedenti elezioni comunali, politiche ed europee. Nonostante la buona performance della Lista Crivello Sindaco (9,5% dei voti), gli alleati del PD hanno limitatamente contenuto questa emorragia di voti e neanche la lista Sinistra–a Sinistra ha sfondato elettoralmente (3%). Tuttavia, la distanza tra il candidato del centrosinistra rispetto al rivale del centrodestra non sembra al momento incolmabile e l’esito finale di questa competizione rimane ancora molto aperto.

I flussi elettorali evidenziano una certa incapacità del centrosinistra nel rimobilitare il proprio elettorato. La coalizione di Crivello ha recuperato poco più della metà degli elettori di Bersani del 2013 (52,7%), i quali hanno ampiamente disertato le urne. Allo stesso tempo, il centrosinistra non è riuscito a sfondare presso gli altri segmenti elettorali, limitandosi a conquistare il 23,4% degli ex elettori montiani. La composizione elettorale di questa coazione è sostanzialmente monolitica, essendo quasi esclusivamente rappresentativa dell’ex blocco bersaniano del 2013 (85%).

Il PD va considerato come una delle formazioni politiche sconfitte a livello comunale ed ha sicuramente registrato delle notevoli perdite rispetto alle precedenti elezioni comunali, politiche ed europee. Nonostante la buona performance della Lista Crivello Sindaco (9,5% dei voti), gli alleati del PD hanno limitatamente contenuto questa emorragia di voti. Tuttavia, la distanza tra il candidato del centrosinistra rispetto al rivale del centrodestra non sembra al momento incolmabile e l’esito finale di questa competizione rimane ancora molto aperto.

Tab. 3 – Flussi elettorali a Genova fra politiche 2013 e comunali 2017, provenienze

Tabella statistica che mostra la composizione del bacino elettorale dei candidati alle elezioni comunali del 2017 (riportati in riga) analizzando la provenienza del loro voto dalle elezioni politiche del 2013 (riportate in colonna). A differenza della matrice precedente, questa tabella si legge per riga: le percentuali indicano da dove provengono i voti ricevuti da ciascun candidato nel 2017 e la somma di ogni riga è pari a 100.
Le opzioni di voto di provenienza del 2013 sono Bersani, Monti, Berlusconi, Movimento 5 Stelle (M5s), Altri e Non Voto. I candidati analizzati nel 2017 sono Putti, Crivello, Bucci, Pirondini, Altri e l'aggregato del Non Voto.
L'elettorato del candidato Putti nel 2017 è composto per la maggioranza assoluta da elettori che nel 2013 avevano votato Bersani (50,9%), seguiti da ex elettori del Movimento 5 Stelle (26,1%), dalla voce Altri (17,9%) e da ex elettori di Monti (5,1%), con lo 0,0% da Berlusconi e dal non voto.
Il bacino elettorale di Crivello nel 2017 è fortemente polarizzato ed è costituito quasi interamente da chi nel 2013 aveva scelto Bersani, con una quota pari all'85,0%. Il resto dei suoi voti proviene da ex elettori di Monti (10,2%), del Movimento 5 Stelle (2,8%) e da Altri (2,0%).
L'elettorato di Bucci nel 2017 mostra una base più composita e trasversale: la quota relativa più ampia arriva da ex elettori di Berlusconi del 2013 con il 45,9%, affiancata da un consistente apporto di ex elettori di Monti (28,6%) e del Movimento 5 Stelle (23,1%). Chiude un 2,4% dalla voce Altri.
Il candidato del Movimento 5 Stelle nel 2017, Pirondini, raccoglie un consenso ad altissima fedeltà: il suo bacino elettorale è composto per l'86,1% da chi aveva già votato il Movimento 5 Stelle nel 2013, integrato da un 13,9% di ex elettori di Bersani.
La riga del voto destinato ad Altri candidati nel 2017 si compone per il 55,7% da ex elettori di Bersani, per il 15,7% dal Movimento 5 Stelle, per il 10,6% da Altri, per il 9,2% da Monti, per il 4,1% da Berlusconi e per il 4,7% da chi non aveva votato.
Infine, l'astensione (Non Voto) del 2017 è formata per la maggioranza assoluta da persone che già non avevano votato nel 2013 (51,4%), a cui si aggiungono ex elettori del Movimento 5 Stelle (20,5%), di Bersani (16,5%), di Berlusconi (8,8%) e della voce Altri (2,8%). Ciascuna riga termina indicando il valore totale di 100.

Il blocco grillino ha subito anch’esso una notevole smobilitazione elettorale, perdendo molto terreno rispetto alle consultazioni politiche del 2013 (32,2%) e alle europee del 2014 (28,1%). I flussi elettorali riflettono un vero e proprio esodo in uscita dal M5S rispetto al 2013. Infatti, il 44,9% degli elettori del M5S ha preferito l’astensione, mentre un’altra rilevante quota in uscita (17,1%) si è indirizzata verso la coalizione di Bucci. D’altro canto, pur pescando alcuni voti all’interno della coalizione bersaniana del 2013, l’elettorato del M5S alle ultime comunali non ha manifestato forti segnali di allargamento verso l’esterno, rimanendo principalmente formato dai suoi ex-elettori (86,1%).

La ragioni di questo insuccesso sembrano collegate principalmente alle divisioni interne che hanno scosso il M5S a Genova negli ultimi mesi. Da un lato, la controversa esclusione di Marika Cassimatis, vincitrice delle c.d. Comunarie del partito, da parte del fondatore Beppe Grillo, ha prodotto delle forti tensioni tra i penstastellati genovesi, inasprite dalla candidatura a sindaco della stessa Cassimatis. D’altro canto, Paolo Putti, candidato sindaco grillino alle elezioni comunali del 2012, ha corso con una propria lista appoggiata dai partiti della sinistra radicale, ottenendo un lusinghiero 4,9% dei voti validi. Tali candidature non avrebbero semplicemente drenato voti al M5S, ma hanno probabilmente danneggiato l’immagine tradizionalmente monolitica e disciplinata della formazione grillina. Infatti, il candidato sindaco Luca Pirondini ha ottenuto il 18,1% dei voti validi, rimanendo staccato dai suoi competitor locali. Nonostante questo trend elettorale sia stato sostanzialmente negativo, il M5S ha sensibilmente incrementato i propri voti rispetto alle comunali del 2012, a livello di voto di lista, passando dal 14,1% al 18,4% dei voti validi. Evidentemente, questo partito manifesta ancora delle sostanziali difficoltà nella competizione a livello locale o regionale, che non sembra l’arena competitiva più congeniale per il movimento grillino (Carrieri 2013). Ciononostante, il serbatoio di voti detenuto dal M5S sarà sicuramente decisivo per determinare il vincitore del ballottaggio e rappresenterà il principale terreno di caccia sia per Bucci sia per Crivello. Quindi, nonostante la sua battuta d’arresto a Genova, il partito di Grillo si conferma almeno virtualmente come una formazione politica dotata di una forte rilevanza a livello locale, con degli importanti margini di crescita e recupero elettorale.

Si profila un secondo turno molto aperto e competitivo, dove, per la prima volta il centrodestra appare in grado di spezzare perdurante egemonia della sinistra politica all’interno di una città storicamente rossa (Diamanti 2009). D’altro canto, la strada del centrosinistra sembra in salita, dovendo scontare un pesante fattore incumbency a livello locale. Inoltre, il candidato Crivello dovrà mettere in campo una strategia problematica e trasversalmente sfidante, dal momento che si vede  costretto a recuperare voti sia alla sua sinistra (la coalizione di Putti) che alla sua destra (il M5S). Al contrario, il centrodestra dispone solo di un dispositivo tattico, quello di pescare nel bacino grillino, e, quindi, potrà dotarsi di una strategia di acquisizione del consenso complessivamente più coerente ai fini della conquista di palazzo Doria-Tursi.

Fig. 1 – Flussi elettorali a Genova fra politiche 2013 e comunali 2017 (percentuali sull’intero elettorato, clicca per ingrandire)

Un diagramma di Sankey a colori che visualizza graficamente i flussi elettorali e il trasferimento dei voti tra le elezioni politiche del 2013 (blocchi di partenza a sinistra) e le elezioni comunali del 2017 (blocchi di arrivo a destra). La larghezza di ogni flusso colorato è proporzionale al volume di voti trasferiti da una scelta all'altra.
Sulla sinistra, i blocchi verticali di partenza mostrano la scomposizione del corpo elettorale del 2013, identificati dal nome del leader o della scelta e dalla rispettiva percentuale:
• Bersani_13 (colore rosso, 26,1%)
• Monti_13 (colore grigio chiaro, 7,1%)
• Berlusconi_13 (colore azzurro, 12,9%)
• M5s_13 (colore giallo, 24,1%)
• Altri_13 (colore grigio scuro, indicizzazione minima)
• Non_Voto_13 (colore rosa/lilla, 27,0%)
Sulla destra, i blocchi verticali di arrivo mostrano i candidati e le scelte del 2017 con le relative quote percentuali finali:
• PUTTI (in alto, quota molto sottile)
• CRIVELLO (marrone chiaro, 16,3%)
• BUCCI (blu/marrone, 17,8%)
• PIRONDINI (giallo/marrone, 8,9%)
• ALTRI (quota molto sottile)
• NON VOTO (in basso, il blocco più grande in assoluto, 52,4%)
I flussi principali e più evidenti che collegano le due sezioni includono:
• Un ampio flusso rosso che parte da Bersani_13 e si dirige in modo compatto verso CRIVELLO, mentre una seconda ramificazione rossa devia sensibilmente verso il basso confluendo nel NON VOTO. Ramificazioni minori rosse raggiungono Pirondini, Putti e Altri.
• Un flusso azzurro lineare e marcato che unisce Berlusconi_13 direttamente a BUCCI, affiancato da un secondo flusso azzurro che scende verso il NON VOTO.
• Un flusso grigio chiaro che collega Monti_13 prevalentemente a BUCCI, con una diramazione minore verso Crivello.
• Il flusso giallo di M5s_13 si divide in tre percorsi principali: una fascia prosegue dritta verso il candidato del movimento PIRONDINI, una seconda striscia sale verso BUCCI e una terza consistente porzione curva verso il basso terminando nel NON VOTO.
• Un massiccio e imponente flusso rosa/lilla che parte da Non_Voto_13 e si muove in modo quasi totalmente esclusivo e lineare verso il NON VOTO del 2017, espandendosi ulteriormente in basso a destra a causa degli apporti astensionisti provenienti da tutti gli altri partiti del 2013.

Riferimenti bibliografici:

Carrieri, L., 2013, Le elezioni nel Lazio, in De Sio, L., Cataldi, M., e De Lucia, F., Le Elezioni Politiche del 2013, DOSSIER CISE, Roma-Firenze, pp. 161-163.

Corbetta, P.G., A. Parisi e H.M.A. Schadee [1988], Elezioni in Italia: struttura e tipologia delle consultazioni politiche, Bologna, Il Mulino.

De Sio, L., Cataldi, M., e De Lucia, F., 2013, Le Elezioni Politiche del 2013, DOSSIER CISE, Roma-Firenze

Diamanti, I., 2009,  Mappe dell’Italia politica, Il Mulino, Bologna.

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.


NOTA METODOLOGICA

I flussi riportati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman alle 653 sezioni elettorali del comune di Genova. Abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (oggi o nel 2013), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 20% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione).  Il valore dell’indice VR è pari a 8,6.


[1] Nella parte superiore di ciascuna tabella sono presentati i risultati al proporzionale; nella parte inferiore si usano i risultati maggioritari (per le comunali).

Sinistra è la somma dei risultati ottenuti da candidati (comunali) o partiti (politiche ed europee) di sinistra ma non in coalizione con il Pd;

il Centro-sinistra somma candidati (comunali) del Pd o le coalizioni (politiche ed europee) con il Pd;

Il Centro è formato da candidati (comunali) o coalizioni (politiche ed europee) sostenuti o contenenti almeno uno fra Udc, Ncd, Fli, Sc, Dc, Adc, Api, Udeur;

il Centro-destra somma candidati (comunali) sostenuti da Fi (o Pdl) o coalizioni (politiche ed europee) contenenti Fi (o Pdl) o Direzione Italia, Gs, Mpa;

la Destra è la somma di candidati (comunali) sostenuti da  Lega, Fdi o La Destra o coalizioni (politiche ed europee) contenenti almeno uno di questi.

Criteri per l’assegnazione di un candidati a un polo: se un candidato è sostenuto dal Pd o dal Pdl (o Fi) è attribuito al centro-sinistra e al centro-destra rispettivamente, a prescindere da quali altre liste facciano parte della coalizione a suo sostegno. Se un candidato è sostenuto solo da liste civiche è un candidato civico. Se una coalizione è mista civiche-partiti, questi trascinano il candidato nel loro proprio polo se valgono almeno il 10% della coalizione, altrimenti il candidato resta civico. Se un candidato è sostenuto da partiti appartenenti a diverse aree (escludendo Pd e Pdl che hanno la priorità), si valuta il relativo contributo dei diversi poli alla coalizione del candidato per determinarne l’assegnazione (al polo che pesa di più).