Amministrative 2026: la situazione di partenza nelle prime elezioni post referendum

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Redazione CISE

I numeri della tornata 

Domenica 25 e lunedì 26 maggio si vota in 661 Comuni delle Regioni a statuto ordinario. È il primo appuntamento elettorale di rilievo dopo il referendum costituzionale sulla giustizia di marzo, e quindi per i partiti ha una valenza che va oltre il significato puramente locale. Le dimensioni della tornata lo giustificano: nel 2025 i Comuni con più di 15.000 abitanti al voto erano 32, con 4 capoluoghi; quest’anno (tenendo conto anche delle Regioni a statuto speciale) salgono a 119, con ben 18 capoluoghi, da Venezia a Messina. Proprio Venezia è il Comune più grande e uno di quelli in cui la partita appare più aperta: il centrodestra schiera l’assessore uscente Simone Venturini, con l’endorsement di Luca Zaia e il sostegno di Azione, mentre il centrosinistra candida il senatore dem Andrea Martella alla guida di un campo largo che comprende M5S e AVS. Lo scenario più probabile è il ballottaggio, e il risultato finale sarà inevitabilmente letto come un test nazionale. 

La situazione di partenza 

Dei 119 Comuni superiori al voto, il centrosinistra aveva vinto in 52 nella tornata precedente, il centrodestra in 40, le liste civiche in 24. Il grafico qui sotto mostra dove questo vantaggio si concentra geograficamente.

Come emerge dalla tabella, al Nord il quadro si inverte rispetto al totale nazionale: 15 Comuni superiori al centrodestra, 9 al centrosinistra. Nella ex Zona rossa – Emilia-Romagna, Toscana, Umbria, Marche – il margine si inverte invece a favore del campo progressista 9 a 5. Il vantaggio del campo largo spicca pure al Sud (34 contro 20), ma in un contesto dove le civiche hanno prevalso in altri 21: non è un dato secondario, considerando che il Sud concentra ben 77 dei 119 Comuni superiori al voto e che proprio in quest’area l’offerta politica locale si discosta sempre più spesso da quella tradizionale definita a livello nazionale. Vale la pena tenere a mente che quasi la metà delle sfide precedenti (54) si era decisa al ballottaggio. Diversi Comuni dove l’uscente è di centrosinistra arrivano a questa tornata in condizioni di partenza non favorevoli: Prato è commissariata dopo la vicenda giudiziaria che ha travolto l’amministrazione Bugetti; Reggio Calabria, dopo dodici anni di gestione Falcomatà, vede il centrodestra presentarsi compatto con il candidato indicato dai sondaggi come favorito. Ma anche sul versante opposto non mancano le difficoltà, col centrodestra che affronta divisioni strutturali, come ad Agrigento – dove il sindaco uscente non ha ricevuto il sostegno della propria coalizione per un secondo mandato – oppure chiude cicli amministrativi senza un profilo di continuità definito.