Verso le comunali: offerta elettorale e situazione di partenza nella Zona Rossa

di

Cristiano Gatti

Elezioni comunali: urna elettorale

Nella Zona Rossa nelle elezioni comunali 2017 si presentano al voto 21 comuni superiori, di cui 4 sono comuni capoluogo (Parma, Piacenza, Lucca e Pistoia). I candidati sono 132 con in media più di 6 candidati per i comuni superiori mentre nei quattro comuni capoluogo, a fronte di 34 candidati, in media sono presenti più di 8 candidati per comune.
Per quanto riguarda l’offerta elettorale, Forza Italia, Pd e M5s portano i loro candidati in ognuno dei quattro comuni capoluogo e nella quasi totalità dei comuni superiori (Forza Italia totalizza un 21/21, mentre il Pd e il M5s rispettivamente si presentano con un 20/21 e un 19/21. Come ci si poteva attendere, i partiti della sinistra riescono a candidare i loro uomini in 18 su 21 comuni superiori e addirittura presentano 6 liste nei 4 comuni capoluogo. Al contrario il polo sovranista composta da Lega Nord/Fratelli d’Italia e l’asse centrista guidato da Alleanza Popolare e Udc giocano un peso minore in quanto non presentano propri candidati nei comuni capoluogo e pochi nei comuni superiori (1/21 per i centristi e 5/21 per la destra).
Passando all’analisi delle liste, notiamo che le liste totali sono 284 (in media 13,5 liste per ogni comune superiore), di cui 71 nei capoluoghi (con una media di quasi 18 liste per capoluogo). Tra i partiti politici, Pd e Forza Italia presentano il più alto numero di liste a sostegno dei propri candidati nei comuni superiori (quasi 4 liste per entrambi), con un incremento se guardiamo ai solo capoluoghi (5 liste per il Pd, 4,5 per FI). Gli altri attori politici presentano risultati più modesti, in quanto, i candidati di destra sono supportati in media da due liste nei comuni superiori, mentre il candidato centrista è appoggiato solo dalla sua lista di partito. Infine la sinistra raccoglie il sostegno di 28 liste a fronte di 18 candidati nei comuni superiori; discorso leggermente inferiore quando parliamo dei comuni capoluogo (7 liste per 6 candidati)
Per quanto riguarda gli “altri candidati”, sono 48 nei comuni superiori, di cui 16 nei capoluoghi. Le liste a loro sostegno sono 73 (in media 3,8 a comune), di cui 22 nei capoluoghi (in media 5,5).

Tab. 1 – Riepilogo dell’offerta elettorale, candidati e liste


1. Quadro Generale dei Candidati Sindaci (Sezione superiore)

Mappa la frammentazione e la diffusione dei diversi aspiranti alla carica di primo cittadino sul territorio:
• Candidati totali sulla scena locale:
	• Si registrano 132 candidati totali nell'aggregato dei comuni superiori, pari a una media fissa di 6,3 candidati per comune.
	• Questo indicatore sale vistosamente nei comuni capoluogo, dove si contano 34 candidati totali con una media più densa pari a 8,5 candidati per comune.
• Presenza e copertura percentuale delle forze politiche principali:
	• Candidati Fi (Forza Italia): Garantiscono una copertura totalitaria e capillare sul territorio, registrando il 100% di presenza in entrambe le colonne esaminate, con 21 candidati nei comuni superiori e 4 nei capoluoghi.
	• Candidati Pd (Partito Democratico): Blindano il 100% di presenza nei comuni capoluogo (4 candidati) e sfiorano il cappotto nei comuni superiori attestandosi al 95% (20 candidati).
	• Candidati M5s (Movimento 5 Stelle): Mostrano anch'essi una copertura fissa del 100% nei capoluoghi (4 candidati), flettendo leggermente al 90% nei restanti comuni superiori (19 candidati).
	• Candidati della sinistra: Evidenziano una spiccata tendenza alla frammentazione identitaria nei grandi centri urbani; registrano una media per comune dell'86% nei comuni superiori (18 candidati), ma compiono un'impennata volando al 150% nei comuni capoluogo (6 candidati), segno della presenza di più aspiranti di sinistra all'interno del medesimo comune.
	• Altri candidati (Liste civiche e forze minori isolate): Costituiscono il gruppo numericamente più imponente dell'intera tabella, facendo registrare una media per comune del 229% (48 candidati) nei comuni superiori e schizzando al 400% di presenza nei comuni capoluogo (16 candidati), a testimonianza del forte localismo civico.
	• Candidati Lega - Fdi e Ap - Udc: Mostrano un radicamento prettamente minoritario o confinato ai centri minori; il blocco Lega-Fdi raccoglie 5 candidati (24% di media) nei comuni superiori e si azzera nei capoluoghi (0%), mentre l'asse Ap-Udc registra un unico candidato (1) nei comuni superiori, scomparendo nelle altre colonne.

2. Quadro Generale delle Liste Elettorali e delle Coalizioni (Sezione inferiore)

Analizza il numero di simboli e liste a supporto delle diverse coalizioni, quantificando la pesante asimmetria strutturale tra i diversi poli:
• Liste totali in campo:
	• Ammontano a 284 liste complessive nei comuni superiori, traducendosi in una media di 13,5 liste per comune.
	• Il volume cresce in modo imponente all'interno dei quattro comuni capoluogo, dove si concentrano ben 71 liste totali con una media record di 17,8 liste per comune.
• Rendimento e frammentazione per singola area politica:
	• Liste a sostegno di candidati Pd: Rappresentano il blocco coalizionale più pesante e strutturato del grafico, mettendo in campo 78 liste totali nei comuni superiori (media di 3,9) e salendo a 20 liste totali nei capoluoghi, per una media fissa di 5,0 liste a supporto per comune.
	• Liste a sostegno di candidati Fi: Costituiscono il secondo pilastro per ampiezza numerica delle alleanze, potendo contare su 75 liste totali nei comuni superiori (media di 3,6) e su 18 liste nei capoluoghi, con una media di 4,5 liste per comune.
	• Liste a sostegno di altri candidati: Evidenziano la gigantesca proliferazione di simboli civici ed autonomi locali, registrando 73 liste nei comuni superiori (media di 3,8) e balzando a 22 liste totali nei capoluoghi, per una media record di 5,5 liste per comune.
	• Liste a sostegno della sinistra: Si attestano a quota 28 nei comuni superiori (media di 1,6) e si fissano a quota 7 liste complessive nei capoluoghi (media di 1,2).
	• Liste a sostegno di Lega - Fdi e Ap - Udc: Il blocco Lega-Fdi raccoglie 10 liste (media di 2,0 per comune in cui è presente il candidato) nei comuni superiori, azzerandosi nei capoluoghi; la voce Ap-Udc conferma un'unica lista (1).

Come ci si poteva attendere più del 60% dei comuni superiori al voto è amministrato dal Pd, tra cui anche tre capoluoghi. Il centrodestra e il M5s amministrano rispettivamente due comuni a testa, mentre la sinistra ne governa uno. Il quarto e ultimo capoluogo rientra nei due comuni superiori amministrati dal M5s. I centristi, la destra e la grande coalizione non sono invece state formule politiche vincenti nell’ultima tornata elettorale. Gli ultimi 2 appartengono a formazioni altre da quelle qui specificate.

Tab. 2 – Le amministrazioni uscenti nei comuni superiori al voto[1]


1. Riepilogo Generale delle Vittorie (Riga inferiore)

• Totale dei comuni assegnati: La tabella si chiude registrando il successo in 19 comuni superiori complessivi, all'interno dei quali sono isolati e conteggiati i 4 comuni capoluogo definitivi.

2. Distribuzione dei Sindaci Eletti per Coalizione Politica

I dati documentano un'intensa affermazione dell'area di centrosinistra sul piano locale e municipale, affiancata da affermazioni puntuali delle terze forze:
• L'egemonia di Pd e alleati:
	• Si consolida come lo schieramento nettamente vincente e dominante della tornata amministrativa, conquistando la stragrande maggioranza assoluta nel comparto dei comuni superiori con ben 12 sindaci eletti su 19.
	• Questo primato si riflette in modo ancora più netto e proporzionale all'interno dei grandi centri urbani, dove l'asse progressista si aggiudica la vittoria in 3 comuni capoluogo sui 4 disponibili.
• Le affermazioni del Movimento 5 Stelle (M5s):
	• Registra un risultato regolare e simmetrico tra le due colonne, riuscendo a eleggere 2 sindaci nell'aggregato dei comuni superiori.
	• Uno di questi due successi storici si localizza direttamente all'interno dei grandi centri urbani, consegnando al movimento la guida di 1 comune capoluogo (completando così la quartina dei capoluoghi insieme al centrosinistra).
• I successi locali di Fi e alleati:
	• La coalizione moderata di centrodestra guidata da Forza Italia riesce a strappare la vittoria in 2 comuni nel comparto generale dei comuni superiori.
	• Fa registrare tuttavia uno zero assoluto (0) nei comuni capoluogo, non riuscendo a conquistare la guida di nessuno dei quattro centri urbani principali.
• I risultati delle liste civiche (Altri) e della Sinistra:
	• Altri (Liste civiche pure): Riescono a imporsi sul territorio conquistando la guida di 2 comuni superiori, azzerandosi interamente nella colonna dei capoluoghi (0).
	• Sinistra (Liste di sinistra radicale autonome): Ottiene l'elezione di un unico primo cittadino (1) confinato nel comparto dei comuni superiori, scomparendo dalla competizione dei capoluoghi.
• I poli a rendimento nullo (Centro, Lega-Fdi e Grande coalizione):
	• Le voci riferite al Centro, al blocco sovranista Lega, Fdi e alleati e alle formule di Grande coalizione fanno registrare uno zero assoluto (0) in tutte le righe e in tutte le colonne del documento, non riuscendo a eleggere alcun sindaco in questa tornata amministrativa.

A Parma nel 2012 si impose il M5s con Federico Pizzarotti al secondo turno battendo nettamente il candidato di centrosinistra. Oggi Pizzarotti si ricandida con una sua lista civica dopo essere stato allontanato da Grillo nel maggio 2016. I suoi sfidanti principali sono Laura Cavandoli appoggiata dai tre partiti di centrodestra e una civica, Paolo Scarpa candidato del Pd e due civiche e il pentastellato Daniele Ghirardini. A completare il quadro ci sono altri 6 candidati, tra cui due civici, un candidato appoggiato da Direzione Italia di Fitto, due candidati che si rifanno al PCI e a RC e uno di Casapound.

A Piacenza il Pd schiera Paolo Rizzi appoggiato da due liste civiche per raccogliere l’eredità dell’amministrazione di centrosinistra del sindaco Dosi. A contendergli la vittoria, ci saranno Patrizia Barbieri appoggiata da FI, LN, FdI, i Pensionati e una civica, Andrea Pugni del M5s. e quattro liste civiche, di cui una appoggiata dai partiti di sinistra.

Lucca si presenta alla contesa elettorale con la ricandidatura dell’incumbent Alessandro Tambellini che ha governato per 5 anni con il centrosinistra ed ora è appoggiato da Pd, una lista di sinistra e tre civiche. Poi abbiamo Massimiliano Bindocci del M5s, Remo Santini con FI, Fdi, Lega e due civiche. Per concludere un candidato di Casapound e quattro civici

A Pistoia nel 2012 si impose Samuele Bettinelli del centrosinistra al primo turno con il 59% dei consensi. Ora Bettinelli ci riprova con l’appoggio del Pd, di alcune liste di sinista e cinque civiche. Alessandro Tomani guida invece il centrodestra formato da Lega, Fdi, FI, centristi e una civica, Nicola Maglione si presenta con il M5s. Chiudono il cerchio i candidati di Casapound, di Sinistra Italiana e altri 4 civici.


[1] Sono inclusi solo quei comuni che superiori lo erano già in occasione delle precedenti elezioni comunali e che quindi già in tale occasione votavano con il sistema elettorale a doppio turno e liste multiple a sostegno dei candidati.