Puglia, Emiliano tallona Fitto. Decisivi incerti e voto utile

di

Roberto D'Alimonte

Consiglio Regione Puglia

Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 3 settembre

Sono due le regioni in cui il risultato del voto del 20-21 Settembre è del tutto incerto. Una è la Toscana che abbiamo analizzato il 1 Settembre. L’altra è la Puglia. Secondo le stime del sondaggio Winpoll-CISE Raffaele Fitto, candidato di tutto il centrodestra, e già governatore tra il 2000 e il 2005, raccoglie il 39,6 % delle intenzioni di voto contro il 38,2% del presidente uscente Michele Emiliano (Figura 1). Una differenza statisticamente insignificante. Seguono Antonella Laricchia del M5s con il 15,9% e Ivan Scalfarotto, candidato di Italia Viva, +Europa, e Verdi, con il 4,7%.

Fig. 1 – Intenzioni di voto ai candidati e liste

Titolo del grafico: Sondaggio sulle intenzioni di voto per le elezioni regionali in PugliaDettaglio del primo blocco: «E a quale lista darebbe la sua preferenza?»Elenco dei dati sulle risposte suddivisi per lista (ordinate dall'alto verso il basso):Liste a sostegno di Raffaele FittoLega per Raffaele Fitto: 15,1%Fratelli d'Italia per Raffaele Fitto: 14,7%Forza Italia per Raffaele Fitto: 7,1%La Puglia di Domani per Raffaele Fitto: 3,8%Nuovo Psi-Udc per Raffaele Fitto: 0,2%Liste a sostegno di Michele EmilianoPd per Michele Emiliano: 16,7%Con Emiliano: 10,3%Altre liste per Michele Emiliano: 8,3%Liste a sostegno di Antonella LaricchiaM5S per Antonella Laricchia: 17,7%Puglia futura per Antonella Laricchia: 0,3%Liste a sostegno di Ivan ScalfarottoItalia Viva per Ivan Scalfarotto: 2,3%Scalfarotto Presidente-Più Europa: 1,8%Futuro Verde per Ivan Scalfarotto: 0,2%Altre opzioniAltre liste: 1,5%Dettaglio del secondo blocco: INTENZIONI DI VOTO - CANDIDATI PRESIDENTI«Come forse saprà il prossimo 20-21 settembre in Puglia si svolgeranno le elezioni regionali. Per quale candidato presidente pensa che voterà?» (Non sa: 15%, Non andrà sicuramente a votare: 26%)Elenco dei dati sui candidati presidenti (ordinati da sinistra a destra):Raffaele Fitto: 39,6% (contrassegnato dal colore azzurro)Michele Emiliano: 38,2% (contrassegnato dal colore rosso)Antonella Laricchia: 15,9% (contrassegnata dal colore giallo)Ivan Scalfarotto: 4,7% (contrassegnato dal colore nero)

Per Emiliano è una corsa in salita. A differenza di altri governatori uscenti che si sono ricandidati, Zaia, De Luca, Toti, il Covid non sembra averlo avvantaggiato veramente. Né può sfruttare un giudizio particolarmente favorevole sull’operato della sua amministrazione. Infatti ne danno una valutazione molto o abbastanza positiva solo il 46% degli intervistati (Figura 2). Rispetto a cinque anni fa, quando conquistò il suo primo mandato, il quadro è cambiato nettamente. Allora aveva vinto con il 47,1%, sostenuto da una coalizione che comprendeva tutti i partiti del centrosinistra (tranne Verdi e l’Altra Puglia) e aveva preso complessivamente il 48,3% dei voti proporzionali (Figura 3). Per di più il centrodestra era diviso. Infatti, Forza Italia e Noi Con Salvini appoggiarono Adriana Poli Bortone che prese il 14,4%, mentre Fratelli d’Italia presentò come candidato presidente Francesco Schittulli che raccolse il 18,3%. Oggi invece la situazione si è ribaltata: il centrodestra è unito e il centrosinistra è diviso con Italia Viva e + Europa che hanno deciso di non appoggiare il presidente uscente. Un po’ per questo motivo ma soprattutto per il declino del Pd e della sinistra in generale le liste che lo sostengono valgono oggi solo il 35,3 %.

Fig. 2 – Operato del governo regionale

Titolo del grafico: OPERATO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALESottotitolo principale: «Come giudica l'operato dell'amministrazione regionale guidata da Michele Emiliano?». Non sa: 10%; Molto + Abbastanza positivi: 46%Sottotitolo dei dati: GIUDIZI MOLTO POSITIVI E ABBASTANZA POSITIVIElenco dei dati suddivisi per partito (ordinate in modo decrescente da sinistra a destra):Pd: 91% (barra di colore rosso)M5S: 49% (barra di colore giallo)Fi: 35% (barra di colore blu)Lega: 16% (barra di colore azzurro)FdI: 14% (barra di colore nero)

Fig. 3 – Trend elettorali in Puglia nelle ultime tornate elettorali

Sezione 1: PARTITI (Risultati al proporzionale)Intestazioni delle colonne (Partiti):M5S | ART. 1, SI, ALTRI PARTITI DI SINISTRA E LORO ALLEATI MINORI | PD | LISTE CIVICHE ALLEATE DEL PD | +EU, VERDI, ALTRI PARTITI DI C. SX E LORO ALLEATI MINORI | PARTITI DI CENTRO (UDC E ALTRI) E LORO ALLEATI MINORI | FORZA ITALIA | LISTE CIVICHE ALLEATE DEL FI | FRATELLI D'ITALIA | LEGA | CASA POUND, ALTRI P. DI DESTRA E ALLEATI MINORI LORO DI LEGA O FDIElenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 17,2 | Sinistra 8,6 | PD 19,8 (cerchiato in blu) | Civiche PD 14,4 | +Eu/Verdi 0,4 | Centro 6,7 | Forza Italia 11,4 | Civiche FI 0,6 | FdI 2,4 | Lega 2,4 | Destra -POLITICHE 2018: M5S 44,9 (cerchiato in blu) | Sinistra 4,6 | PD 13,4 | Civiche PD - | +Eu/Verdi 1,9 | Centro 4,7 | Forza Italia 19,1 | Civiche FI - | FdI 3,8 | Lega 6,3 | Destra 1,1EUROPEE 2019: M5S 26,3 (cerchiato in blu) | Sinistra 2,9 | PD 16,6 | Civiche PD - | +Eu/Verdi 7,0 | Centro 0,8 | Forza Italia 11,1 | Civiche FI - | FdI 8,9 | Lega 25,3 | Destra 0,4Sezione 2: POLI (Risultati proporzionali per europee e maggioritari per regionali/politiche)Intestazioni delle colonne (Poli):M5S | SINISTRA ALTERN. AL PD | CENTRO-SINISTRA (PD) | CENTRO | CENTRO DESTRA* | DESTRA**Elenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 18,4 | Sinistra 1,3 | Centro-Sinistra 47,1 (cerchiato in blu) | Centro - | Centro-Destra 14,4 | Destra 18,3POLITICHE 2018: M5S 44,9 (cerchiato in blu) | Sinistra 4,8 | Centro-Sinistra 16,1 | Centro 0,7 | Centro-Destra 32,2 | Destra 1,1EUROPEE 2019: M5S 26,3 | Sinistra 2,9 | Centro-Sinistra 23,6 | Centro 0,8 | Centro-Destra 45,3 (cerchiato in blu) | Destra 0,4Note e fonti in calce:*Include Lega, FdI, FI alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019. Include FI e liste collegate alle regionali 2015.**Alle regionali del 2015 include Lega, FdI, ma non FI. Alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019 include partiti come CasaPound, ma non Lega e FdI.Fonte: CISE.LUISS.IT

Eppure la partita è aperta. In un sondaggio fatto da Winpoll a Giugno di questo anno la situazione per Emiliano era peggiore. Allora il vantaggio di Fitto era di quasi cinque punti percentuali. Oggi sembra che si sia ridotto a 1,4 come abbiamo già fatto notare. A quell’epoca non erano state ancora decise né liste né candidature. E si sa quanto le une e le altre siano importanti in una competizione locale, soprattutto al Sud. Emiliano ha dalla sua parte ben 15 liste. Una cosa indecente consentita da una legge elettorale su questo punto sbagliata. C’è di tutto: Pd, Sinistra alternativa, Democrazia Cristiana, Liberali, Partito animalista, Partito del Sud, Pensionati e invalidi, Sud indipendente Puglia e così via. Tante liste uguale tanti candidati. Ogni lista è una rete acchiappa-voti. E qui sta forse la ragione della rimonta. Messe insieme, le 14 liste civiche (che civiche non sono) fanno il 18,6% dei consensi. Complessivamente pesano più del Pd (16,7%). Fatta la somma di tutto si arriva a quel 35,3% citato sopra che rappresenta la base elettorale di partenza di Emiliano. Per arrivare al 38,2% di cui viene accreditato dal nostro sondaggio occorre ipotizzare che ci sia una quota di elettori che votano lui senza passare da nessuna delle liste che lo appoggiano.

A differenza di Emiliano, Fitto ha fatto una scelta molto più parsimoniosa in termini di liste a lui collegate. Appena 5, di cui solo una ‘La Puglia domani’ può essere considerata civica. Le altre sono Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Nuovo Psi-Udc. Tutte insieme queste liste sono stimate al 40,9%, vale a dire 5,6 punti percentuali più delle liste a sostegno di Emiliano (35,3%). Fitto quindi può contare su uno zoccolo più ampio di quello del suo rivale. La differenza si era già manifestata nettamente alle europee dello scorso anno quando il centrodestra aveva ottenuto il 45,3% dei voti contro il 23,6 del centrosinistra (Figura 3).

Alla fine la partita verrà decisa dagli incerti e dal comportamento degli elettori dei due terzi incomodi, cioè di chi dichiara oggi di voler votare Laricchia o Scalfarotto. È certo che un accordo tra Emiliano e il M5s o Italia Viva avrebbe incrementato notevolmente le sue prospettive di vittoria. In assenza, sia Emiliano che Fitto possono sperare nel voto disgiunto. È possibile che alcuni degli elettori che oggi dichiarano di voler votare Laricchia o Scalfarotto decidano nelle urne di esprimere un ‘voto utile’ a influenzare la scelta tra i due candidati più competitivi.

È difficile stimare quanti lo faranno. Un indizio al riguardo ci viene dalla analisi dei flussi tra il voto espresso alle europee dello scorso anno e l’intenzione di voto dichiarata oggi (Figura 4). Per Emiliano hanno detto di voler votare il 72% degli elettori del Pd. Questo è un dato relativamente basso ed è un suo punto di debolezza. In confronto De Luca in Campania ne mobilita l’89% e Giani in Toscana l’87%. Lo stesso Fitto mobilita l’86% degli elettori del suo partito, Fdi. Però Emiliano dimostra di avere un appeal più trasversale. Attira il 25% di chi ha votato M5s alle europee (contro l’11% di Fitto e il 15% di Giani) cui si aggiungono il 23% degli elettori di Forza Italia, il 14% della Lega e anche un piccolo ma non insignificante 8% che viene da Fdi. È questa sua capacità di attrazione, che non può essere paragonata a quella di De Luca ma che gli assomiglia, a rendere la sua candidatura competitiva. Da qui al 21 Settembre si vedrà se questo fattore genererà una quota sufficiente di voto disgiunto tale da permettergli di vincere. Ma certo Fitto non sta a guardare.

Fig. 4 – Flussi di voto tra europee e regionali

Titolo del grafico: Diagramma di flusso elettorale – Dalle Europee 2019 (Puglia) alle RegionaliDescrizione della parte visiva:L'immagine mostra un diagramma di Sankey che traccia i flussi di voto in Puglia a partire dalle scelte espresse alle Europee 2019 (blocchi in alto) fino alle intenzioni di voto per i candidati presidenti alle successive Regionali (blocchi in basso).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso i collegamenti colorati):1. Elettorato del Pd (Blocco rosso in alto a sinistra)La quasi totalità del flusso si dirige stabilmente verso Michele Emiliano (blocco rosso in basso al centro).Una piccolissima frazione si disperde verso le aree minori di destra o l'astensione.2. Elettorato del M5S (Blocco giallo in alto)Il flusso si spacca nettamente in tre direzioni principali:Una parte consistente confluisce su Michele Emiliano (rampa gialla verso il centro).Una parte mantiene il voto di partito sostenendo la candidata ufficiale Antonella Laricchia (blocco giallo in basso a destra).Una quota significativa sceglie di non esprimersi o astenersi conflguendo in Non sa/Non vota.3. Elettorato della Lega (Blocco verde in alto al centro)La componente maggioritaria si sposta in blocco verso il candidato di centrodestra Raffaele Fitto (blocco verde petrolio in basso a sinistra).Un piccolo rivolo residuo devia verso l'area di Emiliano o verso l'astensione.4. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco nero in alto)Il flusso principale si riversa in modo compatto su Raffaele Fitto, fondendosi con i voti provenienti dalla Lega.5. Elettorato di Forza Italia (Blocco blu in alto a destra)La quasi totalità dei voti si dirige verso Raffaele Fitto.Si notano filamenti minori e dispersi che si collegano sia verso l'astensione, sia verso altri candidati minori (come Ivan Scalfarotto).

Infine il referendum sul taglio dei parlamentari. I Sì prevalgono sui No: 59 a 41% (Figura 5). Più o meno come nelle altre regioni oggetto dei nostri sondaggi (con l’eccezione della Toscana). Ma solo tra gli elettori del Pd e quelli del M5s i Sì sono in maggioranza. In tutti i partiti del centrodestra non è così. La sensazione è che nell’elettorato dei partiti di opposizione stia prendendo sempre più piede l’idea di usare questo referendum per indebolire il governo o ‘punire’ il M5s. È la ‘sindrome Renzi 2016’.

Fig. 5 – Il referendum costituzionale

Titolo del grafico: REFERENDUM COSTITUZIONALESottotitolo principale: Non andrà sicuramente a votare: 26%. Non ha ancora deciso: 21%Legenda delle risposte (in %):Barra grigio chiaro (a sinistra): VOTERÒ SÌ, PER RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO (%)Barra nero/grigio scuro (a destra): VOTERÒ NO, PER MANTENERE INALTERATO IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTO (%)Asse orizzontale: Percentuali da 0 a 100 con intervalli di 10 unitàElenco dei dati suddivisi per riga (Giudizio complessivo ed elettorato dei partiti):Giudizio complessivo: Voterò Sì 59% | Voterò No 41%Movimento 5 Stelle: Voterò Sì 95% | Voterò No 5%Pd: Voterò Sì 54% | Voterò No 46%Forza Italia: Voterò Sì 46% | Voterò No 54%Fratelli d'Italia: Voterò Sì 41% | Voterò No 59%Lega: Voterò Sì 43% | Voterò No 57%

Nota metodologica

Soggetto committente: Sole 24 Ore – Cise. Soggetto realizzatore: Winpoll – Cise. Periodo di realizzazione interviste: 28 agosto-1 settembre 2020. Popolazione di riferimento: popolazione pugliese, maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentata per sesso, età, comuni capoluogo e non, proporzionalmente all’universo della popolazione pugliese. Metodo di campionamento: stratificato per provincia, comuni capoluogo e non, casuale ponderato per genere, fasce di età e voto alle ultime europee. Metodologia delle interviste: mista. Numero di interviste: 1000: 500 cati-cami (3059 rifiuti), 500 cawi. Margine di errore con intervallo di confidenza al 99%: 2,4%.