Marche, Acquaroli al 51,8%. Il centrodestra stacca Pd e M5S

di

Roberto D'Alimonte

Regione Marche

Pubblicato su Il Sole 24 Ore del 30 agosto

Tra le regioni al
voto il 20-21 settembre, le Marche sono quelle dove l’esito è più carico di
significato simbolico e politico. Simbolicamente, il dato rilevante è la
probabile svolta al vertice. Tradizionale roccaforte rossa, la regione potrebbe
passare sotto la guida del centrodestra dopo anni di amministrazione
ininterrotta di centrosinistra. Secondo la stima Winpoll-CISE Francesco
Acquaroli, candidato di Fratelli d’Italia ed espressione del centrodestra
unito, sarebbe infatti in vantaggio di quasi 16 punti percentuali rispetto al
candidato del centrosinistra Maurizio Mangialardi (Figura 1): 51,8% contro il 36,1%.
Staccato e fuori partita il candidato del M5s Gian Mario Mercorelli (8,9%).

Fig. 1 – Intenzioni di voto ai candidati e liste

Titolo del grafico: Sondaggio sulle intenzioni di voto per le elezioni regionali nelle MarcheDettaglio del primo blocco: INTENZIONI DI VOTO - CANDIDATI PRESIDENTI«Come forse saprà il prossimo 20-21 settembre nelle Marche si svolgeranno le elezioni regionali. Per quale candidato presidente pensa che voterà?» (Non sa: 24%, Non andrà sicuramente a votare: 22%)Elenco dei dati sui candidati presidenti (ordinati da sinistra a destra):Francesco Acquaroli: 51,8%Maurizio Mangialardi: 36,1%Gian Mario Mercorelli: 8,9%Dettaglio del secondo blocco: INTENZIONI DI VOTO - LISTE«E a quale lista darebbe la sua preferenza?»Asse orizzontale: Percentuali da 0 a 30 con intervalli di 10 unitàElenco dei dati sulle risposte suddivisi per lista (ordinate come nell'immagine):Liste a sostegno di Francesco AcquaroliLega a sostegno di Francesco Acquaroli: 23,3%FDI a sostegno di Francesco Acquaroli: 18,1%Altre liste in sostegno di Francesco Acquaroli: 4,3%FI a sostegno di Francesco Acquaroli: 4,0%Udc a sostegno di Francesco Acquaroli: 2,1%Liste a sostegno di Maurizio MangialardiPD a sostegno di Maurizio Mangialardi: 22,8%Altre liste in sostegno di Maurizio Mangialardi: 9,2%Italia Viva, Psi e Demos a sostegno di Maurizio Mangialardi: 4,1%Liste a sostegno di Gian Mario MercorelliM5S a sostegno di Gian Mario Mercorelli: 8,9%Altre opzioniAltre liste: 3,2%

La partita dunque sarà
decisa in un confronto tra centrosinistra e centrodestra, con i grillini, però,
nel mezzo a fare da possibile ago della bilancia insieme con gli indecisi e
l’area del non voto. Questi due ultimi gruppi pesano rispettivamente per il 24
ed il 22% del campione.  Per recuperare
lo svantaggio stimato, Mangialardi dovrebbe riuscire a mobilitare questi gruppi
di elettori e attrarre voto utile, soprattutto grillino.  Né l’una né l’altra è cosa facile.

Il bacino elettorale del M5s è esiguo (appena l’8,9%).
Anche se Mangialardi riuscisse a convincere una parte di questo elettorato a
votare per lui, il divario tra centrosinistra e centrodestra non verrebbe
comunque colmato.  Dovrebbe recuperare
anche voti dall’astensione. Per quanto gli elettori del M5s siano oggi ideologicamente
più vicini al centrosinistra, ci sono diverse ragioni per cui l’opzione del
voto utile a favore del candidato dem è difficilmente percorribile.

In primis, la legge elettorale. Nelle Marche, al
contrario di quanto accade in altre regioni, il voto disgiunto non è previsto.
Gli elettori non possono votare per una lista e, contestualmente, per un
candidato presidente non collegato a questa stessa lista. Per gli elettori del
M5s, la possibilità del voto disgiunto avrebbe consentito di coniugare la
“fedeltà” al Movimento (il voto “con il cuore”) con un voto utile a
favore di Mangialardi. In assenza di questa possibilità, la risoluzione
dell’eventuale conflitto tra fedeltà ed opportunità è tutt’altro che scontata.
Per questo il mancato accordo su un candidato unico tra Pd e Movimento pesa qui
ancor più che in altre regioni.

Molto dipenderà, in secondo luogo, dall’appeal di Mangialardi. Quest’ultimo è senz’altro conosciuto (è sindaco di Senigallia e presidente dell’ANCI nelle Marche). Eppure, stando ai dati, la sua capacità di mobilitazione al di fuori dell’area di centrosinistra (in particolare tra gli elettori pentastellati) è limitata. Guardando i flussi di voto tra le Europee del 2019 e le stime delle regionali del 2020 (Figura 2), si vede che solo il 23% di chi che aveva votato M5s alle Europee dichiara oggi di voler votare per il candidato di centrosinistra. Un quarto si riversa su Acquaroli e un altro 23% si colloca tra gli incerti e gli astenuti. Tra questi ultimi gli ex elettori del Movimento formano un gruppo rilevante, di fatto contendibile, ma per il quale è difficile stabilire 1) se sarà disposto realmente a mobilitarsi; 2) in favore di quale candidato.

Fig. 2 – Flussi di voto tra europee e regionali

Titolo del grafico: FLUSSI DI VOTO EUROPEE - REGIONALIDescrizione della parte visiva:Il diagramma di Sankey mappa i flussi di voto nella regione Marche a partire dai risultati elettorali delle Europee 2019 (blocchi a sinistra) verso le intenzioni di voto per le successive Regionali 2020 (blocchi a destra).Elenco dei flussi principali di origine e destinazione (visibili attraverso i collegamenti colorati):1. Elettorato del M5S (Blocco giallo in alto a sinistra)Il flusso si scompone in tre direttrici ben distinte:Una parte consistente si sposta verso il candidato di centrodestra Francesco Acquaroli (rampa gialla superiore).Un'altra quota significativa confluisce su Maurizio Mangialardi (rampa gialla intermedia).La parte restante mantiene il voto di bandiera sostenendo Gian Mario Mercorelli o si rifugia nell'astensione.2. Elettorato del Pd (Blocco rosso a sinistra)La netta maggioranza del flusso si dirige verso Maurizio Mangialardi (blocco rosso intermedio a destra).Una componente minore ma visibile devia verso Francesco Acquaroli (rampa rossa superiore) o verso il bacino dell'astensione.3. Elettorato di Forza Italia (Blocco viola/blu a sinistra)Il flusso principale confluisce in modo compatto su Francesco Acquaroli.Rivoli minori si disperdono verso le opzioni di astensione o candidati alternativi.4. Elettorato di Fratelli d'Italia (Blocco grigio scuro/nero a sinistra)La quasi totalità dei voti si trasferisce direttamente sul candidato della propria coalizione, Francesco Acquaroli.5. Elettorato della Lega (Blocco verde in basso a sinistra)La componente maggioritaria si muove in blocco verso Francesco Acquaroli (blocco verde petrolio/azzurro in alto a destra).Si nota una frazione minoritaria che si frammenta verso il basso, disperdendosi tra Maurizio Mangialardi, Altri e l'area del Non sa/Non vota.

Grava inoltre su Mangialardi la debolezza del PD, a cui fa da contraltare la forte crescita di Lega e Fdi. Il PD è oggi stimato nelle Marche al 22,8%, non distante da quanto aveva ottenuto alle europee dello scorso anno (22,3%) (vedi Figura 3), ma ben 12,3 punti percentuali in meno rispetto alle regionali del 2015 quando ottenne il 35,1%.  In forte calo anche il M5s che alle regionali aveva preso il 18,9% e oggi invece è stimato all’8,9%.

Fig. 3 – Trend elettorali nelle Marche nelle ultime tornate elettorali

Titolo della tabella: Marche, l'andamento dei consensi nelle ultime tornate elettoraliSezione 1: PARTITI (Risultati al proporzionale)Intestazioni delle colonne (Partiti):M5S | ART. 1, SI, ALTRI PARTITI DI SINISTRA E LORO ALLEATI MINORI | PD | +EU, VERDI, ALTRI PARTITI DI C. SX E LORO ALLEATI MINORI | PARTITI DI CENTRO (UDC E ALTRI) E LORO ALLEATI MINORI | FORZA ITALIA | FRATELLI D'ITALIA | LEGA (NORD) | CASA POUND, ALTRI P. DI DESTRA E ALLEATI MINORI LORO DI LEGA O FDI | ALTRIElenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 18,9 | Sinistra 3,8 | PD 35,1 | +Eu/Verdi 5,0 | Centro 8,2 | Forza Italia 9,4 | FdI 6,5 | Lega 13,0 | Destra - | Altri -POLITICHE 2018: M5S 35,1 | Sinistra 4,9 | PD 21,3 | +Eu/Verdi 2,5 | Centro 2,2 | Forza Italia 10,1 | FdI 5,0 | Lega 17,6 | Destra 1,1 | Altri 0,1EUROPEE 2019: M5S 18,4 | Sinistra 2,7 | PD 22,3 | +Eu/Verdi 5,0 | Centro 0,8 | Forza Italia 5,5 | FdI 5,8 | Lega 38,0 | Destra 0,6 | Altri 0,8Sezione 2: POLI (Risultati proporzionali per europee e maggioritari per regionali/politiche)Intestazioni delle colonne (Poli):M5S | SINISTRA ALTERN. AL PD | CENTRO-SINISTRA (PD) | CENTRO | CENTRO DESTRA* | DESTRA** | ALTRIElenco dei dati suddivisi per riga (tornata elettorale):REGIONALI 2015: M5S 21,8 | Sinistra 4,0 | Centro-Sinistra 41,1 | Centro - | Centro-Destra 14,2 | Destra 19,0 | Altri -POLITICHE 2018: M5S 35,6 | Sinistra 5,0 | Centro-Sinistra 24,3 | Centro 0,9 | Centro-Destra 33,0 | Destra 1,1 | Altri 0,1EUROPEE 2019: M5S 18,4 | Sinistra 2,7 | Centro-Sinistra 27,3 | Centro 0,8 | Centro-Destra 49,3 | Destra 0,6 | Altri 0,8Note e fonti in calce:(*) Include Lega, FdI, FI alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019. Include FI e liste collegate alle regionali 2015.(**) Alle regionali del 2015 include Lega, FdI, ma non FI. Alle elezioni politiche del 2018 e alle elezioni europee del 2019 include partiti come CasaPound, ma non Lega e FdI.Fonte: CISE.LUISS.IT

Nel centrodestra è sorprendente la crescita della Lega e, soprattutto di FdI rispetto alle precedenti regionali. Nel 2015 la Lega ottenne il 13% dei voti, mentre FdI si fermò al 6,5%. Oggi il partito di Salvini è stimato al 23,3%, mentre FdI al 18,1% (un divario di poco più di cinque punti percentuali). Il dato relativo a FdI non deve sorprendere visto che Acquaroli viene da lì e che il partito della Meloni è in crescita ormai da mesi. Il fatto però interessante (e che restituisce plasticamente l’evoluzione politica della regione) è che anche nel 2015 Acquaroli fu il candidato alla presidenza di Lega e FdI (ma non di Forza Italia in quell’occasione). Il successo del centrodestra di oggi, quindi, non sembra attribuibile alla forza del candidato presidente, quanto piuttosto ad un profondo mutamento degli orientamenti politici degli elettori marchigiani. Come l’Umbria, si può parlare anche delle Marche come di una ex regione della Zona Rossa.

Un ultimo elemento è il mancato effetto Covid. Contrariamente a quanto accaduto in altre regioni (dove la buona gestione dell’emergenza ha offerto ai governatori uscenti la possibilità di rafforzare o rilanciare la propria immagine), la gestione della crisi sanitaria non sembra aver prodotto effetti particolarmente rilevanti sulle scelte di voto degli elettori marchigiani. L’amministrazione uscente di centrosinistra guidata da Luca Ceriscioli viene infatti ampiamente promossa sull’emergenza Covid: il 62% degli intervistati ritiene che la regione abbia gestito molto o abbastanza bene l’emergenza, con maggioranze assolute di giudizi positivi non solo tra gli elettori di PD e M5s, ma anche di Forza Italia e FdI. Un dato in linea con quanto accaduto in altre regioni al voto (è il caso di Zaia in Veneto e di De Luca in Campania). Eppure Mangialardi, che è stato preferito dal PD a Ceriscioli come candidato alla presidenza, non sembra aver raccolto i frutti di quella che viene considerata una buona gestione dell’emergenza.  C’è da chiedersi se non abbia fatto male il Pd a sacrificare Ceriscioli, che pure poteva correre per un secondo mandato.

Infine il referendum sul taglio dei parlamentari. Come già rilevato in altre regioni, i SI prevalgono sui NO in modo piuttosto trasversale (unica eccezione, la Lega dove il sostegno al SI si ferma al 44%). Complessivamente i Sì sono il 61% (Figura 4). Più o meno quello che abbiamo visto nelle altre regioni. (lilyjackson.com.au)

Fig. 4 – Il referendum costituzionale

Titolo del grafico: REFERENDUM COSTITUZIONALESottotitolo principale: Non andrà sicuramente a votare: 30%. Non ha ancora deciso: 27%Legenda delle risposte:Barra blu scuro (a sinistra): VOTERÒ SÌ, PER RIDURRE IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTOBarra lilla/viola chiaro (a destra): VOTERÒ NO, PER MANTENERE INALTERATO IL NUMERO DEI PARLAMENTARI IN ENTRAMBI I RAMI DEL PARLAMENTOAsse orizzontale: Percentuali da 0 a 100 con intervalli di 10 unitàElenco dei dati suddivisi per riga (Giudizio complessivo ed elettorato dei partiti):Giudizio complessivo: Voterò Sì 61% | Voterò No 39%Movimento 5 Stelle: Voterò Sì 88% | Voterò No 12%Pd: Voterò Sì 76% | Voterò No 24%Forza Italia: Voterò Sì 76% | Voterò No 24%Fratelli d'Italia: Voterò Sì 54% | Voterò No 46%Lega: Voterò Sì 44% | Voterò No 56%

Nota metodologica

Soggetto committente: Sole 24 Ore – Cise. Soggetto realizzatore: Winpoll – Cise. Periodo di realizzazione interviste: 25-27 agosto 2020. Popolazione di riferimento: popolazione marchigiana, maschi e femmine dai 18 anni in su, segmentata per sesso, età, comuni capoluogo e non, proporzionalmente all’universo della popolazione marchigiana. Metodo di campionamento: stratificato per provincia, comuni capoluogo e non, casuale ponderato per genere, fasce di età e voto alle ultime europee. Metodologia delle interviste: mista. Numero di interviste: 1000: 500 cati-cami (2621 rifiuti), 500 cawi. Margine di errore con intervallo di confidenza al 99%: 2,4%.