L’elettorato italiano e l’Europa: una crescente politicizzazione?

Davide Vittori

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Davide Vittori è post-doc fellow presso la LUISS-Guido Carli. Ha pubblicato di recente per LUISS University Press "Il Valore di Uno. Il Movimento 5 Stelle e l’esperimento della democrazia diretta". È stato visting PhD presso lo European University Institute e visiting student presso la University of Nijmegen e la Johns Hopkins University. I suoi interessi di ricerca spaziano dall'analisi delle organizzazioni partitiche al comportamento elettorale e i sistemi partitici europei. Ha pubblicato contributi per la Rivista Italiana di Scienza Politica, Comparative European Politics, Swiss Political Science Review e altre riviste. È co-curatore di una special issue su Digital Activism e Digital Democracy per l'International Journal of Communication. Ha collaborato alla stesura di alcuni degli ultimi rapporti CISE.

L’ultima rilevazione dell’Osservatorio Politico CISE ha cercato di mettere a fuoco le complesse relazioni esistenti tra i cittadini italiani e l’Unione Europea (UE). Da un lato, il sondaggio ha chiesto agli intervistati di esprimere il loro giudizio sull’appartenenza dell’Italia all’UE. D’altro lato, lo stesso sondaggio ha rilevato le opinioni dei cittadini italiani circa l’appartenenza dell’Italia alla moneta unica. Inoltre, queste valutazioni su integrazione Europea ed Euro sono state incrociate con le intenzioni di voto, delineando gli orientamenti degli elettorati partitici rispetto a questi temi specifici. A partire dagli anni sessanta, l’ampia maggioranza dei cittadini italiani aveva espresso delle opinioni molto favorevoli...

Secondo Cas Mudde (2010), la destra radicale lungi dall’essere una 'normale' patologia, dovrebbe essere intesa come una patologica 'normalità': in tutte le polities europee i valori della destra radicale sono la 'normalità' – un nuovo mainstream nella domanda e nell’offerta politica – con cui tutti i sistemi partitici hanno dovuto fare i conti. Con poche eccezioni; tra queste la Spagna. Nonostante il terreno fertile per questa famiglia partitica in termini di valori espressi dall’opinione pubblica spagnola, fattori strutturali (una legge piuttosto disproporzionale pur nell’impostazione proporzionale) e di competizione partitica (la capacità del Partito Popolare di attrarre l’elettorato più a destra),...

Dall’introduzione del Trattato di Maastricht il sistema politico italiano si è sempre caratterizzato per una netta prevalenza delle forze pro-europeiste (o euro-entusiaste). Secondo Taggart e Szczerbiak (2002) all’inizio degli anni 2000 l’Italia era il paese dell’Europa Occidentale in cui i partiti euroscettici (sia nella versione soft che in quella hard) erano meno rappresentati (con la sola eccezione della Spagna). Nonostante l’ambiguità mostrata da Forza Italia nei confronti delle istituzioni europee specialmente, ma non esclusivamente, nel quinquennio 2001-2006 (Rossi 2002, Quaglia 2005 e 2011) e la presunta svolta neo-atlantista di Silvio Berlusconi durante il conflitto iracheno, i partiti di centro-destra...

Le elezioni per il rinnovo dei consigli autonomi delle province di Trento e Bolzano e, contestualmente, del consiglio regionale hanno prodotto risultati in linea con i risultati delle scorse politiche, ma che certificano un mutamento per così dire “storico” dei sistemi politici. Come già ribadito nel precedente articolo (Carrieri e Paparo 2018) su questa tornata elettorale, la provincia di Trento si è caratterizzata per un’egemonia del centrosinistra durante la fase bipolare (1994-2008), mentre a Bolzano il partito egemone è stato da sempre l’SVP, al di sotto della maggioranza assoluta dei voti per la prima volta solo nel 2013. Rispetto però...

Sono lontani politicamente (più che temporalmente) in tempi in cui il centrosinistra, ad Ancona, vinceva agevolmente le elezioni amministrative al primo turno (nel 2001 e nel 2006). Tuttavia, volendo comparare i le elezioni politiche di quest’anno con il risultato del primo turno, il centrosinistra (e il Partito Democratico) appare più in salute che in passato, anche grazie alla già rilevata debolezza (De Sio et al. 2018) a livello locale del Movimento 5 Stelle. Andando con ordine, la candidata uscente del centrosinistra Valeria Mancinelli (47,9%) stacca di quasi venti punti percentuali il candidato di centrodestra Stefano Bartolini (28,4%) e di oltre...