A Venezia nuovo massimo per il flusso dal M5S alla Lega: un elettore su 17

di

Aldo Paparo

I risultati delle elezioni del 4 marzo a Venezia sono molto simili a quelli osservati in altri grandi centri nel Nord del paese. In particolare, il quadro del capoluogo veneto appare estremamente somigliante a quello emerso a Genova: il centrodestra prima coalizione, avanzando di 13 punti, con il M5S stabile, e il centrosinistra in calo di 7 punti e terzo, dopo essere stato primo nel 2013. Sia a Torino che a Padova, invece, il centrosinistra era riuscito a mantenersi stabile rispetto al 2013, con nel primo caso una avanzata più contenuta del centrodestra (circa 10 punti), e mantenendo il ruolo di prima e seconda coalizione, rispettivamente. A Venezia, poi, rimane da segnalare la grande avanzata della Lega, che quadruplica i propri voti, arrivando vicina a raccoglierne un quarto del totale; cui fa da contraltare il calo di FI, che dimezza i voti rispetto al PDL 2013.

Tab. 1 – Risultati elettorali a Venezia, 2013 e 2018

Per comprendere come si sia venuto determinando questo risultato nel capoluogo veneto, abbiamo stimato i flussi elettorati fra politiche 2013 e quelle del 2018. La Tabella 2 mostra come si sono divisi percentualmente, fra le diverse opzioni di voto disponibili lo scorso 4 marzo, gli elettorati 2013 delle diverse forze politiche. Una metà degli elettori che nel 2013 avevano votato Bersani ha confermato la propria preferenza al centrosinistra. Un quinto ha invece scelto stavolta il M5S: questo flusso vale il 5,2% dell’elettorato veneziano, cioè oltre un elettore su 20. Due quote uguali, ciascuna pesanti circa un decimo del totale degli elettori 2013 del centrosinistra, hanno invece optato il 4 marzo per LeU e il non voto.

L’elettorato 2013 del M5S ha confermato la propria scelta in misura dei due terzi. Praticamente tutti gli altri (il 28%) ha votato la Lega. Nessun altro coefficiente risulta significativo, neanche quello verso il non voto (0,6% dell’elettorato). Il flusso dal bacino 2013 del Movimento a quello 2018 della Lega vale il 5,8% del totale dell’elettorato veneziano. Ciò significa che ogni 17 elettori, ce n’è uno che ha votato la Lega il 4 marzo e aveva votato M5S nel 2013. Si tratta della massima consistenza numerica di questo flusso, che pure abbiamo osservato dappertutto (specialmente al Nord), superiore anche a quello registrato a Prato e Rimini (dove sfiorava il 5% dell’elettorato cittadino).

Gli elettori del centrodestra sono stati i più fedeli di tutti: l’80% ha scelto nuovamente una delle forze della coalizione. Da sottolineare come la metà abbia votato Lega, mentre meno di un quarto FI. L’unica defezione significativa è quella verso l’astensione, che vale poco meno di un decimo. Questo significa che il capoluogo veneto è il secondo caso fra quelli che abbiamo analizzato in cui non si registra un flusso significativo, pari almeno a un elettore su 100, dal centrodestra ’13 al centrosinistra ’18. L’unica altra città in cui ciò si sia verificato è la vicina Padova, dove il coefficiente ha raggiunto lo 0,5%. Sembrerebbe, quindi, che questi passaggi da centrodestra a centrosinistra, osservati nel Nord-Ovest, nella Zona Rossa e al Sud, siano stati poco rilevanti nel Nord-Est. Anche a Venezia, comunque, la stima del relativo flusso non è nulla, ma corrisponde allo 0,7% soltanto dell’elettorato veneziano.

Venendo, infine, a quanti nel 2013 avevano accordato la propria preferenza alla coalizione guidata da Mario Monti, una metà ha votato il centrosinistra, mentre un terzo ha scelto il centrodestra. Particolarmente premiati i partiti mainstream delle due coalizioni, con il PD che raccoglie il voto del 36% dell’elettorato di Monti, mentre FI un quinto. Nulli, invece, gli spostamenti verso la Lega – così come il M5S.

Tab. 2 – Flussi elettorali a Venezia fra politiche 2013 e 2018, destinazioni (clicca per ingrandire)[1]Struttura della tabella:
Una matrice numerica di trasferimento dei voti strutturata su sei colonne principali di comportamento politico d'origine (Politiche 2013) e dodici righe di destinazione finale (Politiche 2018). Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%).
• Colonne (Voto politiche 2013): Coalizione Bersani, Coalizione Monti, Coalizione Berlusconi, M5S, Altri, Non Voto.
• Righe (Voto politiche 2018): LeU, PD, CS Solo candidato, Alleati PD, NCI, FI, CD Solo candidato, FDI, Lega, M5S, Altri, Non Voto, Totale.

Dettaglio dei dati di flusso per colonna (%)

• Elettori Coalizione Bersani (2013):
	• Si mantengono in maggioranza nell'alveo del centrosinistra nel 2018, scegliendo il PD al 41%, gli Alleati PD al 9%, Liberi e Uguali (LeU) all'11% e la quota "Solo candidato" al 2%.
	• Si registra tuttavia un forte travaso in uscita verso il M5S al 20% e una quota di astensione nel Non voto all'11%, con un 6% verso Altri.
• Elettori Coalizione Monti (2013):
	• Nel 2018 si disperdono in modo fortemente trasversale: il 36% sceglie il PD e l'11% gli Alleati PD (totale area CSX: 47%).
	• Il comparto del centro-destra intercetta complessivamente il 34% dei loro voti: Forza Italia al 20%, Fratelli d'Ancona (FDI) all'11%, Noi con l'Italia (NCI) al 2% e "Solo candidato" all'1%. Il resto va ad Altri (7%), LeU (6%) e Non voto (3%).
• Elettori Coalizione Berlusconi (2013):
	• Subiscono un radicale ribaltamento interno dei rapporti di forza: ben la metà esatta della base (50%) compie un travaso verso la Lega, mentre Forza Italia trattiene solo il 22% e FDI raccoglie il 7% (con l'1% a NCI e l'1% a "Solo candidato").
	• Il 4% si sposta sul M5S, il 4% sul PD e il 9% finisce nel Non voto.
• Elettori M5S (2013):
	• Dimostrano un'altissima e solida fedeltà identitaria, con il 68% che sceglie nuovamente il M5S nel 2018.
	• La quota mobile in uscita si canalizza in modo massiccio e quasi esclusivo verso la Lega al 28%, lasciando solo l'1% a FDI e il 3% al Non voto. No travasi verso il centrosinistra (0%).
• Elettori Altri (2013):
	• Un quarto confluisce direttamente nell'astensione registrando il 25% di Non voto.
	• I votanti attivi si ripartiscono tra la Lega (18%), FI (12%), PD (11%), Altri (9%), Alleati PD (6%), FDI (6%), LeU (9%) e CD "Solo candidato" (2%).
• Elettori Non Voto (2013):
	• Rimangono quasi in blocco trincerati nell'astensione cronica, registrando ben il 93% di Non voto anche nel 2018.
	• La piccolissima frazione che si mobilita sceglie la Lega al 4% e liste minori (3%).

In considerazione di questo quadro di spostamenti di elettori, è davvero interessante analizzare come siano formati gli elettorati 2018 delle diverse forze politiche. Per indagare questo aspetto, riportiamo la Tabella 3, che mostra, appunto, la composizione percentuale, in termini di bacini elettorali del 2013, dei diversi elettorati del 4 marzo.

Quello del M5S è per il 70% formato da suoi elettori di cinque anni fa, mentre un quarto votarono la coalizione allora guidata da Bersani. Il PD presenta il consueto pattern settentrionale con il 70% circa da elettori di centrosinistra, un quinto da Monti, e il resto dal centrodestra – già evidenziato a Torino, Genova, Padova e Rimini.

L’elettorato della Lega proviene per una metà abbondante dal centrodestra 2013, con quasi il 40% dal M5S. Anche questo non è un elemento di novità, quanto una costante, almeno nelle grandi città che abbiamo analizzato. Venendo, infine, agli elettori 2018 di FI, emerge come quasi i due terzi avessero votato il centrodestra già nel 2013, mentre il 30% proviene dalla coalizione centrista di Monti.

Tab. 3 – Flussi elettorali a Venezia fra politiche 2013 e 2018, provenienze (clicca per ingrandire)Struttura della tabella:
Una matrice numerica di provenienza dei voti disposta su sei colonne principali di comportamento politico nazionale d'origine, una colonna finale di Totale e dodici righe di destinazione finale (Politiche 2018). Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%).
• Colonne (Voto politiche 2013): Coalizione Bersani, Coalizione Monti, Coalizione Berlusconi, M5S, Altri, Non Voto, Totale.
• Righe (Voto politiche 2018): LeU, PD, CS Solo candidato, Alleati PD, NCI, FI, CD Solo candidato, FDI, Lega, M5S, Altri, Non voto.

1. Provenienza dei voti per l'area progressista e di centrosinistra (%)

• LeU (Liberi e Uguali):
	• Deriva principalmente dalla Coalizione Bersani (76%).
	• Raccoglie il 14% dalla Coalizione Monti e il 10% da Altri.
• PD (Partito Democratico):
	• Alimentato per il 71% dalla Coalizione Bersani.
	• Intercetta il 20% dalla Coalizione Monti e il 5% dalla Coalizione Berlusconi, con un 3% da Altri.
• CS, Solo candidato:
	• Formato per il 68% da elettori della Coalizione Bersani.
	• Registra il 24% da Monti e l'8% da Altri.
• Alleati PD:
	• Composti per il 62% da elettori di Bersani.
	• Assorbono il 25% da Monti, il 3% da Berlusconi e il 2% dal Non voto, con un 7% da Altri.

2. Provenienza dei voti per l'area conservatrice e di centrodestra (%)

• NCI (Noi con l'Italia):
	• Basato per la maggioranza assoluta sul blocco della Coalizione Monti al 59%.
	• Riceve il 28% dalla Coalizione Berlusconi, il 12% dal Non voto e l'1% dal M5S.
• FI (Forza Italia):
	• Si radica per il 62% sulla propria base d'origine della Coalizione Berlusconi.
	• Cattura ben il 29% dalla Coalizione Monti e il 9% da Altri.
• CD, Solo candidato:
	• Deriva principalmente dalla Coalizione Berlusconi (44%).
	• Attira il 23% da Monti, il 18% dal M5S e il 15% da Altri.
• FDI (Fratelli d'Italia):
	• Strutturato per il 43% dalla Coalizione Berlusconi e per il 37% dalla Coalizione Monti.
	• Intercetta l'11% da Altri, l'8% dal M5S e il 2% da Bersani.
• Lega:
	• Mostra una provenienza paritaria e massiccia basata per il 53% sulla Coalizione Berlusconi e per il 37% sul bacino nazionale del M5S.
	• Completa con il 6% dal Non voto e il 5% da Altri.

3. Provenienza del M5S, delle liste minori e dell'astensione (%)

• M5S (Movimento 5 Stelle):
	• Mantiene una struttura fortemente identitaria formata al 71% dalla propria base del M5S 2013.
	• Registra tuttavia un fortissimo afflusso in ingresso dalla Coalizione Bersani pari al 26%, con un residuo 3% da Berlusconi.
• Altri:
	• Alimentati quasi per metà dalla Coalizione Bersani (48%), seguita da Altri (12%), Monti (18%) e dal Non voto (22%).
• Non voto (alle elezioni 2018):
	• Composto in massima parte da astensione cronica proveniente dal Non voto del 2013 (78%).
	• Questo bacino si allarga drenando quote significative di scontenti ex elettori d'area: 10% da Bersani, 6% da Berlusconi, 4% da Altri, 2% dal M5S e 1% da Monti.

Il diagramma di Sankey visibile sotto (Figura 1) mostra in forma grafica le nostre stime dei flussi elettorali a Venezia. A sinistra sono riportati bacini elettorali del 2013, a sinistra quelli del 2018. Le diverse bande, colorate in base al bacino 2013 di provenienza, mostrano le transizioni dai bacini 2013 a quelli 2018. L’altezza di ciascuna banda, così come quella dei rettangoli dei diversi bacini elettorali all’estrema sinistra e destra, è proporzionale al relativo peso sul totale degli elettori. Osservando il diagramma, si nota immediatamente la banda gialla che porta dal M5S ’13 alla Lega ’18, che genera la composizione mista giallo-blu dell’attuale elettorato leghista. Si apprezza, inoltre, come questo flusso sia un po’ di più grande di quello da Bersani ’13 al M5S ’18, flusso che mantiene il M5S stabile rispetto al 2013 come voti, e che ne determina una composizione che, seppur in maggioranza gialla, vede una quota rilevante di rosso.

Fig. 1 – Flussi elettorali a Venezia fra politiche 2013 (sinistra) e 2018 (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)Descrizione generale: Un grafico a flussi colorati che traccia gli spostamenti degli elettori italiani tra sei blocchi di partenza sul lato sinistro (voto nel 2013) e dodici blocchi di destinazione sul lato destro (voto nel 2018). Lo spessore di ciascun corridoio diagonale riflette la consistenza numerica del travaso di voti sul totale degli aventi diritto.

Blocchi di Sinistra (Punto di partenza - Elezioni Politiche 2013)

I blocchi verticali riportano l'ampiezza percentuale sul totale del corpo elettorale dell'epoca:
• Coalizione Bersani (Rosso): Blocco ampio posizionato in alto (25,9%).
• Coalizione Monti (Grigio): Blocco sottile (8,6%).
• Coalizione Berlusconi (Azzurro): Blocco intermedio (16,5%).
• M5S (Giallo): Blocco imponente con etichetta verticale (21,1%).
• Altri (Viola): Sottile striscia orizzontale.
• Non Voto (Marrone): Blocco molto ampio posizionato sul fondo (23,6%).

Blocchi di Destra (Punto di arrivo - Elezioni Politiche 2018)

I blocchi verticali sul lato destro mostrano la scomposizione finale delle preferenze nazionali, calcolate sull'intero corpo elettorale:
• LeU (Marrone scuro): Sottile striscia in alto.
• PD (Grigio-marrone): Blocco con etichetta verticale (15,0%).
• CS, Solo candidato (Grigio): Sottile linea.
• Alleati PD (Arancione): Sottile linea.
• NCI (Grigio chiaro): Sottile linea.
• FI (Azzurro): Blocco sottile con etichetta verticale (6,0%).
• CD, Solo candidato (Grigio): Sottile linea.
• FDI (Marrone chiaro): Sottile linea.
• Lega (Giallo/Ocra): Blocco intermedio con etichetta verticale (15,8%).
• M5S (Giallo): Blocco molto alto e imponente con etichetta verticale (20,2%).
• Altri (Marrone chiaro): Sottile linea orizzontale.
• Non Voto (Marrone): Blocco gigantesco posizionato sul fondo (28,2%) — Rappresenta l'esito maggioritario assoluto del grafico, evidenziando la forte crescita dell'astensionismo strutturale.

Flussi principali e traiettorie visibili dal grafico

• L'onda d'urto della Lega (2018): Il blocco della Lega a destra, inizialmente piccolissimo nel 2013, si espande in modo imponente catturando due giganteschi flussi diagonali: una banda azzurra molto spessa che si stacca dalla Coalizione Berlusconi (pari a metà del suo elettorato d'origine) e una vistosa banda gialla diagonale che si stacca dal M5S del 2013.
• La scomposizione a ventaglio del M5S (2013): Il grande flusso giallo del M5S originario si divide nettamente a raggiera in due corridoi principali: la quota maggioritaria prosegue dritta in senso orizzontale verso il blocco M5S del 2018, mentre la seconda vistosa componente sale diagonalmente per andare ad alimentare la Lega.
• La contrazione e dispersione della Coalizione Bersani: Il grande flusso rosso si scinde in molteplici direzioni. Il canale principale prosegue orizzontalmente verso il PD, ma vistose bande diagonali rosse scendono per andare ad alimentare in modo consistente il blocco del M5S del 2018 e, sul fondo, il blocco del Non Voto. Una quota minore sale verso LeU.
• La forte trasversalità della Coalizione Monti: Il flusso grigio si dirama a ventaglio coprendo quasi l'intera altezza del grafico, con corridoi che salgono verso il PD, e altri che scendono in modo netto verso FI e FDI.
• Fidelizzazione e crescita dell'astensione: La massiccia banda marrone del Non Voto originario corre in modo lineare sulla base del grafico per riempire la quota più ampia del blocco Non Voto del 2018. Questo blocco si allarga ulteriormente attirando corridoi diagonali staccatisi da tutti i partiti attivi del 2013, in particolare dalla coalizione di centrosinistra (rosso) e da quella di centrodestra (azzurro).

Ricapitolando i punti principali emersi dalla nostra indagine dei risultati e dei flussi elettorali a Venezia, dobbiamo sottolineare come nel capoluogo veneto si registri il massimo valore del coefficiente per il flusso da M5S 2013 alla Lega di Salvini nel 2018, che sfiora il 6%. Inoltre, è questo il primo caso, insieme alla limitrofa Padova, in cui il centrosinistra non ottenga una quota significativa di elettori dal centrodestra 2013.

Riferimenti bibliografici

Draghi, S. (1987). L’analisi dei flussi elettorali tra metodo scientifico e dibattito politico, «Italian Political Science Review/Rivista Italiana di Scienza Politica», 17(3), pp. 433-455.

Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.

Plescia, C., e De Sio, L. (2017). An evaluation of the performance and suitability of R× C methods for ecological inference with known true values, «Quality & Quantity», pp. 1-15.

Schadee, H.M.A., e Corbetta, P.G., (1984), Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino


NOTA METODOLOGICA

I flussi presentati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman alle 256 sezioni elettorali del comune di Venezia. Abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in ognuna delle due elezioni considerate nell’analisi), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 15% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Si tratta di 9 unità in tutto. Il valore dell’indice VR è pari a 15,3.


[1] Ringraziamo l’Ufficio Elettorale del comune di Venezia per averci messo a disposizione i dati elettorali delle politiche 2018 per sezione.