I sondaggisti sulle elezioni americane? Non sono da bocciare, ma nemmeno da promuovere a pieni voti

Lorenzo De Sio

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Lorenzo De Sio è professore ordinario di Scienza Politica presso la LUISS Guido Carli, e direttore del CISE - Centro Italiano di Studi Elettorali. Già Jean Monnet Fellow presso lo European University Institute, Visiting Research Fellow presso la University of California, Irvine, e Campbell National Fellow presso la Stanford University, è membro di ITANES (Italian National Election Studies), ha partecipato a vari progetti di ricerca internazionali, tra cui “The True European Voter”(ESF-COST Action IS0806), the “EU Profiler” (2009) e EUandI (2014), e di recente ha dato vita al progetto ICCP (Issue Competition Comparative Project). I suoi interessi di ricerca attuali vertono sull'analisi quantitativa dei comportamenti di voto e delle strategie di partito in prospettiva comparata, con particolare attenzione al ruolo delle issues. Tra le sue pubblicazioni, accanto a vari volumi in italiano e in inglese, ci sono articoli apparsi su American Political Science Review, Comparative Political Studies, Electoral Studies, Party Politics, West European Politics, South European Society and Politics, oltre che su numerose riviste scientifiche italiane. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.

Pubblicato su Luiss Open il 16 novembre  Nelle ore immediatamente successive alla chiusura delle urne negli Stati Uniti, lo scorso 3 novembre, non è stato possibile attribuire subito la vittoria al candidato democratico Joe Biden né escludere a strettissimo giro una riconferma del Presidente uscente Donald J. Trump. Questa situazione, in parte inedita, ha fatto scattare in poche ore l’ennesimo processo ai sondaggi di opinione, giudicati ancora una volta fallimentari, soprattutto alla luce del fatto che non si era materializzata la prevista “ondata blu” a favore di Biden e dei Democratici. Prudenza avrebbe...

Riproduciamo qui tradotto un articolo apparso oggi sul blog EUROPP della London School of Economics(traduzione di Federico Trastulli) Le elezioni presidenziali americane del 3 novembre saranno seguite dall'Europa con grande intersse. Basandosi su recenti dati di sondaggio originali, Davide Angelucci, Lorenzo De Sio, Morris P. Fiorina e Mark N. Franklin illustrano la sfida che attende Donald Trump nel suo tentativo di rielezione. Al momento non ci sono temi divisivi su cui Trump si trova a ottenere più sostegno da indipendenti e democratici di quanto non possa perdere dalla sua stessa base elettorale; mentre...

(traduzione di Federico Trastulli)A quattro settimane dalle elezioni presidenziali statunitensi, la maggior parte dei sondaggi riporta un vantaggio di Biden di 10 punti nelle intenzioni di voto popolare. Ma cosa c'è, nel dettaglio, dietro questo vantaggio? In un'epoca di competizione su singole issues, in cui le scelte di voto sono sempre più strutturate da questioni specifiche (un esempio ne fu la vittoria di Trump nei cosiddetti Rust Belt states nel 2016 con la sua promessa di riportare i posti di lavoro negli Stati Uniti), quali sono le tematiche sulle quali Biden gode di un vantaggio competitivo? Quali...

Four weeks ahead of the US presidential election, most polls report a 10-point Biden lead in popular vote intentions. But what is, in detail, behind such lead? In an age of issue competition, where vote choices are more and more structured by specific issues (a good example being Trump winning Rust Belt states in 2016 with his promise to bring back jobs to the US), what are the issues where Biden enjoys a competitive advantage? What are Trump's? Answers come from the exclusive CAWI survey we at CISE ran on a sample of...

In alcune prime analisi dopo il voto referendario del 20 e 21 settembre è emerso un dato interessante. Sia l'Istituto Cattaneo che YouTrend hanno infatti messo in evidenza come i quartieri più agiati delle grandi città siano quelli dove il NO è risultato in vantaggio. L'Istituto Cattaneo ha poi anche messo in relazione i risultati a livello sub-comunale con alcuni indicatori socio-economici, individuando come questo fenomeno "ZTL" sia più in generale corrispondente a specifiche caratteristiche socio-economiche. Il voto al No appare quindi maggiore nelle aree caratterizzate rispettivamente da:minore disagio socio-economico; maggiore percentuale di "borghesia";...