Flussi Torino: la Lega pesca da centrodestra e M5S (che non cede nulla al PD)

Aldo Paparo

192 ARTICOLI 0 COMMENTI
Aldo Paparo è assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli, dove insegna Italian Political System. Dopo il conseguimento del dottorato è stato W. Glenn Campbell and Rita Ricardo-Campbell National Fellow presso la Hoover Institution alla Stanford University, dove ha condotto una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito con lode il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito con lode la laurea magistrale presso Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” della Università degli Studi di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi della serie dei Dossier CISE; e ha pubblicato articoli scientifici su South European Society and Politics, Italian Political Science, Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, Contemporary Italian Politics e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della MPSA, della ESPA, della ECPR, della SISP e della SISE. Clicca qui per accedere al profilo su IRIS.

Il risultato delle elezioni europee a Torino riflette i vincitori del contesto nazionale, mostrando l’avanzamento del PD, della Lega e di FDI (con le dovute proporzioni, anche di Europa Verde) a cui fa da contraltare il plateale tonfo del M5S, la continua emorragia di voti da parte di FI e il fallimento del cartello La Sinistra. La Tabella 1 mostra come i suddetti vincitori siano gli unici attori ad aumentare il proprio bacino di voti rispetto al 2018, anche in termini di voti assoluti. Dato, questo, di una certa rilevanza in considerazione del fisiologico calo dell’affluenza rispetto alle politiche, che è...

Le ultime elezioni amministrative sembrano aver aperto la strada ad un ritorno del bipolarismo, con il campo del centrodestra compatto sotto la nuova leadership di Salvini, ed il centrosinistra in fase di ricostruzione. L’esito finale è stato un chiaro indicatore di un riequilibrio tra i due poli: il centrodestra recupera terreno nelle amministrazioni locali, mentre il centrosinistra, dopo la straordinaria crescita nella fase di massima popolarità del renzismo, perde 39 amministrazioni (D’Alimonte e Emanuele 2019; Angelucci e Paparo 2019). Il sostanziale riequilibrio è tuttavia maturato in un contesto di continuità e stabilità del colore politico delle amministrazioni locali al...

Come già abbiamo osservato in un precedente contributo (D'Alimonte e Emanuele 2019), le ultime elezioni amministrative hanno mostrato un sostanziale riequilibrio nei rapporti di forza a livello locale: complessivamente il centrosinistra conquista 113 comuni, con una perdita netta di 39 rispetto alle amministrative precedenti. Il centrodestra ne vince 71, ma il numero di comuni vinti in questa tornata è decisamente superiore rispetto alla precedente (+33). Guardiamo ora nel dettaglio cosa è accaduto nelle diverse aree geografiche del paese (Tabella 1). Tab. 1 – Comuni superiori ai 15.000 vinti nelle comunali 2019 e in quelle precedenti per zona geopoliticaContrariamente a quanto...

Cinque anni fa, dopo Parma, Livorno è stata la seconda città capoluogo di provincia, nella quale il Movimento 5 Stelle è riuscito a eleggere un proprio candidato sindaco (D'Alimonte 2014, Ribechini 2015), beneficiando anche dei voti del centrodestra (vedi sotto). Alle amministrative del 2019, invece, quando il ballottaggio è stato fra il candidato sindaco del centrosinistra e quello del centrodestra, il M5S non ha dato indicazioni di voto; e, fra i suoi elettori, la maggior parte di chi ha votato ha scelto il candidato del centrosinistra. Così Luca Salvetti ha sconfitto con il 63,3% dei voti il candidato del...

A Campobasso le elezioni comunali hanno messo in luce delle dinamiche particolari nei flussi elettorali del ballottaggio che occorre osservare con attenzione. Dopo che al primo turno il candidato sindaco per il centrosinistra Antonio Battista è stato escluso dalla competizione elettorale con il 25,8% dei voti validi, Maria Domenica D’Alessandro per il centrodestra e Roberto Gravina per il M5S si sono confrontati al ballottaggio. Gravina ha riportato una vittoria netta al secondo turno con il 69% dei voti ed è diventato il nuovo sindaco di Campobasso. Quello del capoluogo molisano rappresenta l’unico ballottaggio in cui il M5S abbia vinto,...