Le elezioni politiche dello scorso 4 marzo in Sardegna hanno visto il trionfo del M5S. I suoi candidati hanno infatti conquistato tutti i collegi uninominali sia alla Camera che al Senato. Tuttavia, questo primo risultato non deve ingannare. In Sardegna nel 2018 il Movimento è andato meno bene che altrove. E questo contrariamente al 2013. Infatti, se cinque anni fa il risultato raccolto dal M5S in Sardegna (sfiorò il 30%) era superiore sia a quello nazionale (25,6%), sia a quello del Sud (27,3%), quest’anno non è stato così. Certo, è cresciuto molto: quasi 13 punti, arrivando a un ragguardevole 42,5%. Ma è rimasto al di sotto del risultato medio complessiva del Sud (43,4%), così come in termini di crescita rispetto al 2013.
Anche nel capoluogo sardo, il M5S è arrivato primo (raccogliendo un terzo dei voti circa) seppur con una crescita piuttosto bassa se comparata al resto del Meridione: circa 7 punti percentuali. Il Movimento batte di un paio di punti la coalizione di centrodestra, all’interno della quale si segnala l’incredibile crescita della Lega, passata dai 68 voti del 2013 a oltre un decimo dei voti totali quest’anno.
Anche a Cagliari il centrosinistra è solo terzo: arretrando di oltre 8 punti, si ferma al di sotto del 25%, ben staccato dai due reali contendenti. Il crollo del centrosinistra è davvero impressionante. Complici il calo della partecipazione particolarmente marcato (specialmente per il Sud) e la diminuzione del corpo elettorale cagliaritano, dal 2013 al 2018 la coalizione contenente il PD passa dal poco meno di 30.000 voti a poco meno di 20.000, perdendone quindi per strada quasi 10.000, un terzo.
Tab. 1 – Risultati elettorali a Cagliari, 2013 e 2018
Dove sono andati a finire questi voti di Bersani? Certo, LeU ha fatto segnare un risultato relativamente buono, specie per un comune al di fuori della Zona Rossa, ma ha guadagnato un migliaio di voti…
E quali altri movimenti di elettori hanno determinato i risultati elettorali che abbiamo appena descritto? Per rispondere a questi interrogativi di ricerca occorre guardare alle stime dei flussi elettorali fra 2013 e 2018 che abbiamo elaborato. La Tabella 2 mostra come in realtà la quota di elettori 2013 del centrosinistra che non lo hanno rivotato è ben più alta di un terzo: supera infatti il 50%. Appena un terzo ha scelto il PD, mentre uno su otto ha comunque votato per la coalizione. Per quanto nel contesto del crollo elettorale del 4 marzo, si tratta comunque di tassi di fedeltà particolarmente negativi. Solo a Rimini una così bassa quota (il 47%) di elettori 2013 ha rivotato la coalizione, mentre il coefficiente verso il PD è il più basso in assoluto fra tutti i casi che abbiamo analizzato finora.
Prendendo quindi in esame quella metà abbondante degli elettori 2013 di Bersani che non hanno votato centrosinistra il 4 marzo, una quota pari a ha un ottavo dei voti totali della coalizione di allora ha scelto LeU. Oltre uno su cinque ha invece scelto il M5S. Questo flusso sfiora il 5% dell’elettorato totale: ciò significa che ogni 21 elettori, uno ha votato il M5S il 4 marzo dopo avere votato Bersani nel 2013. Si tratta di un flusso davvero rilevante, esattamente pari a quelli osservati a Padova, inferiore per consistenza solo a quelli di Prato e Venezia. Si rilevano poi fuoriuscite meno numerose ma significative verso l’astensione e forze minori, mentre nessuno ha defezionato per il centrodestra – consolazione davvero magra.
Come fa il centrosinistra a non arretrare del 50%, avendo perso oltre la metà dei suoi elettori 2013? La risposta è ancora nella Tabella 2, ed è semplice: nuovi voti. In particolare si segnalano movimenti verso il centrosinistra da parte di elettori che nel ’13 votarono Monti e Berlusconi. Riguardo ai primi, uno su tre ha scelto la coalizione guidata da Renzi (contro meno di un quarto verso il centrodestra, mentre il 40% si è astenuto).
Quanto agli elettori 2013 del centrodestra, ben uno su 8 ha preferito il centrosinistra quest’anno. Si tratta di un flusso che complessivamente vale oltre il 2% dell’elettorato cagliaritano, un elettore ogni 47. Tra tutti i casi che abbiamo analizzato, solo a Rimini abbiamo evidenziato una consistenza superiore per questo flusso di elettori, che in ogni caso è sempre presente e quasi sempre significativo.
La Tabella 2 permette di evidenziare alcuni altri flussi significativi. In primis quello dal M5S alla Lega, che vale un cagliaritano ogni 74. Si tratta dell’unico flusso di questa natura a risultare significativo fra i casi meridionali analizzati. Poi, emergono tre rimobilitazioni dal bacino del non voto: quelle verso FI e Lega, che pesano circa l’1% dell’elettorato; e quella, ben più consistente, verso il M5S (3,6% del corpo elettorale). Da sottolineare come, comunque, la quota di astensionisti intermittenti (il 6% dei cagliaritani), seppur rilevante, risulti comunque largamente inferiore a quella emersa in altri comuni del Sud.
Tab. 2 – Flussi elettorali a Cagliari fra politiche 2013 e 2018, destinazioni (clicca per ingrandire)[1]
Complessivamente, dunque, l’elettorato 2018 del centrosinistra, nonostante la contrazione numerica, è fatto per solo il 70% di suoi elettori 2013. Un decimo viene da Monti, addirittura un quinto da Berlusconi (Tab. 3).
Triplice anche la composizione dell’elettorato del M5S: poco più del 60% sono elettori fedeli, un quinto erano elettori di Bersani e ben un sesto sono elettori che non avevano votato nel 2013.
La Lega a Cagliari prende meno della metà dei suoi voti dal bacino 2013 del centrodestra. Nulla viene da sinistra. Un quinto erano elettori di Grillo. Come per il M5S, uno su sei si era astenuto. Completa il quadro la porzione non irrilevante (un ottavo) arriva da partiti minori del 2013.
Infine, l’elettorato di Forza Italia è composto per i cinque sesti da elettori 2013 del centrodestra, con l’unico ingresso significativo dal bacino del non voto. Da segnalare come nessun elettore di Monti abbia scelto di partito di Berlusconi. Questa totale refrattarietà dell’elettorato Montiano al richiamo di Forza Italia è piuttosto singolare. Fra tutte le grandi città analizzate, l’abbiamo riscontrata solo a Reggio Calabria; mentre in tutti gli altri casi si segnala un certo spostamento di elettori in tale direzione, sempre superiore all’1% dell’elettorato tranne che a Rimini (dove vale lo 0,7%).
Tab. 3 – Flussi elettorali a Cagliari fra politiche 2013 e 2018, provenienze (clicca per ingrandire)
Il diagramma di Sankey visibile sotto (Figura 1) mostra in forma grafica le nostre stime dei flussi elettorali a Cagliari. A sinistra sono riportati bacini elettorali del 2013, a sinistra quelli del 2018. Le diverse bande, colorate in base al bacino 2013 di provenienza, mostrano le transizioni dai bacini 2013 a quelli 2018. L’altezza di ciascuna banda, così come quella dei rettangoli dei diversi bacini elettorali all’estrema sinistra e destra, è proporzionale al relativo peso sul totale degli elettori. Dall’immagine si evincono innanzitutto gli ingressi rossi e marroni per il M5S, provenienti da Bersani e non voto. Inoltre si apprezzano, meno grandi ma ben visibili, il flusso blu dal centrodestra ’13 al PD ’18, e quello giallo dal M5S ’13 alla Lega ’18.
Fig. 1 – Flussi elettorali a Cagliari fra politiche 2013 (sinistra) e 2018 (destra), percentuali sull’intero elettorato (clicca per ingrandire)
In conclusione, la nostra analisi dei flussi elettorali nel capoluogo sardo rivela come solo un terzo degli elettori di centrosinistra abbia votato PD, mentre oltre il 20% abbia scelto il M5S. Si tratta di una quota particolarmente alta, più in linea con quanto osservato al Centro-Nord che non al Sud. L’altro elemento che merita una sottolineatura finale è il sorprendentemente elevato numero di elettori di centrodestra del 2013 che ha scelto il centrosinistra nel 2018. Fenomeno che certo non era rintracciabile nell’analisi del risultato elettorale attraverso i semplici saldi netti.
Riferimenti bibliografici
Draghi, S. (1987). L’analisi dei flussi elettorali tra metodo scientifico e dibattito politico, «Italian Political Science Review/Rivista Italiana di Scienza Politica», 17(3), pp. 433-455.
Goodman, L. A. (1953), Ecological regression and behavior of individual, «American Sociological Review», 18, pp. 663-664.
Plescia, C., e De Sio, L. (2017). An evaluation of the performance and suitability of R× C methods for ecological inference with known true values, «Quality & Quantity», pp. 1-15.
Schadee, H.M.A., e Corbetta, P.G., (1984), Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino
NOTA METODOLOGICA
I flussi presentati sono stati calcolati applicando il modello di Goodman alle 174 sezioni elettorali del comune di Cagliari. Abbiamo eliminato le sezioni con meno di 100 elettori (in ognuna delle due elezioni considerate nell’analisi), nonché quelle che hanno registrato un tasso di variazione superiore al 15% nel numero di elettori iscritti (sia in aumento che in diminuzione). Si tratta di 13 unità in tutto. Il valore dell’indice VR per le stime qui riportate è risultato pari a 12,9.
[1] Ringraziamo l’Ufficio Elettorale del comune di Cagliari per averci messo a disposizione i dati degli elettori delle politiche 2018 per sezione.












![Descrizione generale: Una tabella statistica a matrice stampata su sfondo bianco con testo nero. Il documento analizza i flussi elettorali in verticale per colonna, mostrando come si è distribuito il bacino elettorale originario di ciascuna coalizione o partito del Voto politiche 2013 (sulle colonne) verso le scelte del Voto politiche 2018 (sulle righe) [INDEX]. Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%) e ciascuna colonna somma verticalmente al 100% nella riga finale del Totale [INDEX].
1. Comportamento e destinazione degli Elettori del 2013 (Analisi per Colonna)
• Colonna Coalizione Bersani (2013):
• Sostiene prevalentemente l'area tradizionale di centrosinistra nel 2018, scegliementdo il PD al 46%, gli Alleati PD all'11%, Liberi e Uguali (LEU) al 12% e la quota "CS, Solo candidato" al 3% [INDEX].
• Registra un travaso significativo in uscita verso il M5S al 18%, lasciando il 5% ad Altri e il 4% all'astensione nel Non voto [INDEX]. No travasi verso la Lega o FI (0%) [INDEX].
• Colonna Coalizione Monti (2013):
• Si divide in larga parte verso l'area progressista nel 2018, premiando il PD al 43% e gli Alleati PD al 10% (totale area CSX: 53%) [INDEX].
• La componente restante si ridistribuisce tra FI (11%), FDI (9%), "CS, Solo candidato" (6%), NCI (4%) e Altri (4%) [INDEX]. L'astensione nel Non voto raccoglie il 10% [INDEX].
• Colonna Coalizione Berlusconi (2013):
• Subisce una fortissima attrazione interna d'area verso la Lega, che cattura ben il 56% della base originaria [INDEX]. FI trattiene invece solo il 23%, seguita da FDI (6%) e dalle quote uninominali all'1% [INDEX].
• Le uscite si dirigono verso l'astensione nel Non voto all'8% e verso il M5S (3%), con un residuo 2% verso il PD [INDEX].
• Colonna M5S (2013):
• Trattiene la quota maggioritaria del proprio elettorato in M5S al 59%, ma subisce un travaso imponente in uscita verso la Lega al 30% [INDEX].
• Le frazioni mobili minori si spostano verso il Non voto (5%), Altri (2%) e in quota 1% ciascuno verso FDI, NCI e "CD, Solo candidato" [INDEX].
• Colonna Altri (2013):
• Si disperde in modo eterogeneo: le quote maggiori premiano gli Alleati PD (22%), FI (22%), l'astensione nel Non voto (16%) e Altri (13%) [INDEX].
• Il resto si ripartisce tra LEU (10%), PD (4%), FDI (9%) e "CD, Solo candidato" (2%) [INDEX].
• Colonna Non Voto (2013):
• Mostra il livello di fidelizzazione più alto e rigido della tabella, trattenendo ben il 97% di Non voto anche nel 2018 [INDEX].
• La piccolissima frazione mobile che torna alle urne sceglie Altri (2%) e FI (1%) [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/07/dest2-6.jpg)

![Descrizione generale: Un diagramma di Sankey a flussi colorati su sfondo bianco. Il grafico mappa visivamente i flussi elettorali collegando sei macro-blocchi verticali di partenza sul lato sinistro (Elezioni Politiche 2013) con dodici blocchi di destinazione sul lato destro (Elezioni Politiche 2018) [INDEX]. Lo spessore di ciascuna banda diagonale riflette la consistenza percentuale del travaso di voti sul totale del corpo elettorale [INDEX].
1. Blocchi di Sinistra (Punto di partenza - Anno 2013)
I rettangoli verticali indicano il peso percentuale iniziale di ciascuna forza sul totale degli aventi diritto [INDEX]:
• Coalizione Bersani (Rosso): Blocco ampio posizionato in alto con indice 25,6 [INDEX].
• Coalizione Monti (Grigio): Blocco sottile con indice 11,3 [INDEX].
• Coalizione Berlusconi (Azzurro): Blocco intermedio con indice 20,0 [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco con etichetta verticale e indice 17,5 [INDEX].
• Altri (Viola): Sottile striscia orizzontale con indice 6,0 [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco ampio posizionato sul fondo con indice 19,5 [INDEX].
2. Blocchi di Destra (Punto di arrivo - Anno 2018)
I rettangoli verticali mostrano la ricomposizione finale delle preferenze nazionali [INDEX]:
• LeU (Marrone scuro/rosa): Striscia sottile in cima [INDEX].
• PD (Grigio-marrone): Blocco superiore con indice 17,5 [INDEX].
• CS, Solo candidato (Grigio), Alleati PD (Blu), NCI (Verde oliva): Linee sottili intermedie [INDEX].
• FI (Azzurro): Blocco sottile con etichetta verticale e indice 7,4 [INDEX].
• CD, Solo candidato (Grigio), FDI (Marrone chiaro): Linee sottili intermedie [INDEX].
• Lega (Giallo scuro/ocra): Blocco in forte espansione con etichetta verticale e indice 16,4 [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco intermedio al centro con etichetta verticale e indice 15,7 [INDEX].
• Altri (Rosa/marrone): Sottile linea orizzontale [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco gigantesco posizionato sulla base con indice 24,5, che rappresenta l'esito maggioritario assoluto del grafico [INDEX].
3. Traiettorie e Flussi Principali del Grafico
• L'espansione e i travasi verso la Lega: Il blocco della Lega (16,4% a destra) attira due flussi imponenti [INDEX]: una banda azzurra molto spessa che drena ben oltre la metà della Coalizione Berlusconi del 2013 e una vistosa banda gialla diagonale che si stacca e sale dal M5S di partenza [INDEX].
• La scomposizione del M5S (2013): Il flusso giallo originario si divide a raggiera in due corridoi principali [INDEX]: il canale superiore sale diagonalmente per andare ad alimentare la Lega, mentre la quota rimanente prosegue orizzontalmente verso il blocco M5S del 2018 [INDEX]. Una piccolissima quota scende verso l'astensione [INDEX].
• La contrazione e dispersione della Coalizione Bersani: Il grande flusso rosso si scinde in tre direzioni [INDEX]. Il canale centrale alimenta in senso orizzontale il PD, ma due vistosissime bande diagonali rosse scendono per confluire rispettivamente nel blocco del M5S del 2018 e, sul fondo, nel blocco del Non Voto [INDEX]. Un piccolo corridoio sale verso LeU [INDEX].
• La forte trasversalità della Coalizione Monti: Il flusso grigio si dirama a ventaglio coprendo quasi l'intera altezza del grafico [INDEX], con corridoi consistenti che salgono verso il PD e gli Alleati PD, e altri canali che si dirigono verso FI, FDI e Altri [INDEX].
• Fidelizzazione e crescita dell'astensione: La larga banda marrone del Non Voto originario attraversa l'intera base del grafico in linea retta [INDEX]. Il blocco d'arrivo si espande fino al 24,5% drenando visibili corridoi colorati provenienti dal centrosinistra (rosso), dal centrodestra (azzurro) e dalle liste minori (viola) [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/07/sankey2-6.jpg)



![Descrizione generale: Una tabella statistica a matrice stampata su sfondo bianco con testo nero. Il documento analizza i flussi elettorali in orizzontale per riga, mostrando la provenienza percentuale del consenso raccolto dalle liste del Voto politiche 2018 (sulle righe) rispetto alle scelte espresse dagli elettori nel Voto politiche 2013 (sulle colonne) [INDEX]. Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%) e ciascuna riga orizzontale somma al 100% nella colonna finale del Totale [INDEX].
1. Provenienza dei voti per l'area progressista e di centrosinistra (2018)
• LEU (Liberi e Uguali):
• Deriva in massima parte assoluta dal bacino della Coalizione Bersani all'82%, integrando un 10% dalla Coalizione Monti e un 7% dalla Coalizione Berlusconi.
• PD (Partito Democratico):
• Allevato in modo plebiscitario dalla propria base storica della Coalizione Bersani al 78%. Il resto del consenso proviene dalla Coalizione Monti (11%), dalla Coalizione Berlusconi (7%) e dal M5S (4%).
• CS, Solo candidato:
• La quota legata al solo candidato uninominale di centrosinistra proviene per il 59% dalla Coalizione Bersani, per il 18% da Berlusconi, per il 16% da Monti e per il 6% dal Non Voto.
• Alleati PD:
• Composti in maggioranza dalla Coalizione Bersani al 52% e dal blocco di Berlusconi al 33%, con un 8% da Monti e un 7% da Altri.
2. Provenienza dei voti per l'area conservatrice e di centrodestra (2018)
• NCI (Noi con l'Italia):
• Strutturato quasi interamente sulla Coalizione Berlusconi all'86%, drenando il 7% da Bersani, il 6% da Altri e il 2% da Monti.
• FI (Forza Italia):
• Alimentata per il 61% dalla Coalizione Berlusconi e per il 28% da ex astenuti del Non Voto, con un 11% da Altri. No apporti dal centrosinistra o dal M5S.
• CD, Solo candidato:
• Deriva in quote bilanciate dalla Coalizione Bersani (48%) e dalla Coalizione Berlusconi (25%), intercettando un 14% dal M5S e un 13% da Monti.
• FDI (Fratelli d'Italia):
• Mostra una provenienza molto eterogenea: 36% dalla Coalizione Monti, 32% dalla Coalizione Berlusconi e un robusto 22% dal M5S, completati da un 7% da Bersani e 3% da Altri.
• LEGA:
• Composta per quasi la metà dalla Coalizione Berlusconi al 48% e per il 21% dal M5S, intercettando un importante 17% dal Non Voto e il 12% da Monti, con un residuo 2% da Bersani.
3. Provenienza del M5S, delle liste minori e dell'astensione (2018)
• M5S (Movimento 5 Stelle):
• Alimentato per il 60% dalla propria base del M5S 2013, ma sostenuto da un imponente flusso di ex astenuti del Non Voto pari al 31%, completato da un 7% da Altri e un 2% da Berlusconi. No ingressi dal centrosinistra.
• Altri (Liste minori):
• Derivano in maggioranza assoluta dalla Coalizione Monti al 52% e dal M5S al 20%, raccogliendo il 13% da Berlusconi, l'8% da Bersani e il 6% da Altri.
• Non Voto (Astensione nel 2018):
• Costituito in larga maggioranza assoluta da astensione cronica proveniente dal Non Voto del 2013 al 74%. Questo bacino locale si allarga drenando quote di scontenti ex elettori: il 13% dalla Coalizione Bersani, il 10% dalla Coalizione Berlusconi, l'1% dal M5S e l'1% da Altri.](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/03/prov1-1.jpg)
![Descrizione generale: Un diagramma di Sankey a flussi colorati su sfondo bianco. Il grafico mappa gli spostamenti degli elettori italiani collegando sei macro-blocchi di partenza sul lato sinistro (Elezioni Politiche 2013) con dodici blocchi di destinazione sul lato destro (Elezioni Politiche 2018) [INDEX]. Lo spessore di ciascuna banda diagonale riflette la consistenza percentuale del travaso di voti sul totale del corpo elettorale [INDEX]. I dati evidenziano la nascita del sistema politico del 2018, caratterizzato dall'esplosione della Lega e dall'espansione dell'astensionismo strutturale [INDEX].
1. Blocchi di Sinistra (Punto di partenza - Anno 2013)
I rettangoli verticali indicano il peso percentuale iniziale di ciascuna forza sul totale degli aventi diritto [INDEX]:
• Coalizione Bersani (Rosso): Blocco ampio posizionato in alto con indice 25,9 [INDEX].
• Coalizione Monti (Grigio): Blocco sottile intermedio con indice 8,6 [INDEX].
• Coalizione Berlusconi (Azzurro): Blocco intermedio con indice 16,5 [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco imponente con etichetta verticale e indice 21,1 [INDEX].
• Altri (Viola): Sottile striscia orizzontale priva di indice numerico [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco molto ampio posizionato sul fondo con indice 23,6 [INDEX].
2. Blocchi di Destra (Punto di arrivo - Anno 2018)
I rettangoli verticali mostrano la ricomposizione finale delle preferenze nazionali [INDEX]:
• LeU (Marrone scuro/rosa): Striscia sottile in cima [INDEX].
• PD (Grigio-marrone): Blocco superiore con indice 15,0 [INDEX].
• CS, Solo candidato (Grigio), Alleati PD (Blu), NCI (Verde oliva): Linee sottili intermedie [INDEX].
• FI (Azzurro): Blocco sottile con etichetta verticale e indice 6,0 [INDEX].
• CD, Solo candidato (Grigio), FDI (Marrone chiaro): Linee sottili intermedie [INDEX].
• Lega (Giallo scuro/ocra): Blocco in forte espansione con etichetta verticale e indice 15,8 [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco molto alto e stabile al centro con etichetta verticale e indice 20,2 [INDEX].
• Altri (Rosa/marrone): Sottile linea orizzontale [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco gigantesco posizionato sulla base con indice 28,2, che rappresenta l'esito maggioritario assoluto del grafico [INDEX].
3. Traiettorie e Flussi Principali del Grafico
• L'onda d'urto e l'espansione della Lega: Il blocco della Lega a destra si alimenta di due imponenti flussi diagonali [INDEX]: una banda azzurra molto spessa che si stacca dalla Coalizione Berlusconi (pari a circa la metà del suo elettorato d'origine) e una vistosa banda gialla diagonale che sale dal M5S del 2013 [INDEX].
• La scomposizione del M5S (2013): Il grande flusso giallo originario si divide a raggiera in due canali principali [INDEX]: la quota maggioritaria prosegue dritta in senso orizzontale verso il blocco M5S del 2018, mentre la seconda componente sale diagonalmente per andare ad alimentare la Lega [INDEX].
• La contrazione e dispersione della Coalizione Bersani: Il grande flusso rosso si scinde in molteplici direzioni [INDEX]. Il canale principale prosegue orizzontalmente verso il PD, ma vistose bande diagonali rosse scendono per andare ad alimentare in modo consistente il blocco del M5S del 2018 e, sul fondo, il blocco del Non Voto [INDEX]. Una quota minore sale verso LeU [INDEX].
• La trasversalità della Coalizione Monti: Il flusso grigio si dirama a ventaglio coprendo quasi l'intera altezza del grafico [INDEX], con corridoi che si distribuiscono tra il PD, gli Alleati PD, FI e FDI [INDEX].
• Fidelizzazione e crescita dell'astensione: La massiccia banda marrone del Non Voto originario corre in modo lineare sulla base del grafico per riempire la quota più ampia del blocco Non Voto del 2018 [INDEX]. Questo blocco si allarga ulteriormente attirando corridoi diagonali staccatisi da tutti i partiti attivi del 2013, in particolare dalla coalizione di centrosinistra (rosso) e da quella di centrodestra (azzurro) [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/07/sankey1-6.jpg)




![Descrizione generale: Un grafico a flussi colorati che traccia gli spostamenti degli elettori italiani collegando sei macro-blocchi di partenza sul lato sinistro (voto nel 2013) con dodici blocchi di destinazione sul lato destro (voto nel 2018) [INDEX]. I dati evidenziano la nascita del sistema politico del 2018, caratterizzato dall'espansione della Lega e dal consolidamento dell'astensionismo strutturale sul fondo [INDEX].
1. Blocchi di Sinistra (Punto di partenza - Elezioni Politiche 2013)
I blocchi verticali riportano l'ampiezza percentuale calcolata sul totale del corpo elettorale dell'epoca [INDEX]:
• Coalizione Bersani (Rosso): Blocco ampio posizionato in alto (31,2%) [INDEX].
• Coalizione Monti (Grigio): Blocco sottile (6,8%) [INDEX].
• Coalizione Berlusconi (Azzurro): Blocco intermedio (16,7%) [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco con etichetta verticale (18,0%) [INDEX].
• Altri (Viola): Sottile striscia orizzontale compatta [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco molto ampio posizionato sul fondo (23,5%) [INDEX].
2. Blocchi di Destra (Punto di arrivo - Elezioni Politiche 2018)
I blocchi verticali sul lato destro mostrano la scomposizione finale delle preferenze nazionali, calcolate sull'intero corpo elettorale [INDEX]:
• LeU (Marrone scuro): Sottile striscia in alto [INDEX].
• PD (Grigio-marrone): Blocco con etichetta verticale (21,9%) [INDEX].
• CS, solo candidato (Grigio), Alleati PD (Marrone chiaro), NcI (Marrone oliva): Linee sottili intermedie [INDEX].
• FI (Azzurro): Blocco sottile con etichetta verticale (8,2%) [INDEX].
• CD, solo candidato (Grigio), FDI (Marrone chiaro): Linee sottili intermedie [INDEX].
• LEGA (Azzurro/Ocra): Blocco intermedio con etichetta verticale (12,5%) [INDEX].
• M5S (Giallo): Blocco molto alto e imponente con etichetta verticale (18,1%) [INDEX].
• Altri (Marrone chiaro): Sottile linea orizzontale [INDEX].
• Non Voto (Marrone): Blocco gigantesco posizionato sul fondo (24,9%), che rappresenta l'esito maggioritario assoluto del grafico [INDEX].
3. Flussi principali e traiettorie visibili dal grafico
• L'onda d'urto e l'espansione della Lega: Il blocco della LEGA a destra si alimenta di due imponenti flussi diagonali [INDEX]: una banda azzurra molto spessa che si stacca dalla Coalizione Berlusconi (pari a circa la metà del suo elettorato d'origine) e una vistosa banda gialla diagonale che si stacca dal M5S del 2013 [INDEX].
• La scomposizione a ventaglio del M5S (2013): Il grande flusso giallo originario si divide a raggiera in due canali principali [INDEX]: la quota maggioritaria prosegue dritta in senso orizzontale verso il blocco M5S del 2018, mentre la seconda componente sale diagonalmente per andare ad alimentare la LEGA [INDEX].
• La contrazione e dispersione della Coalizione Bersani: Il grande flusso rosso si scinde in molteplici direzioni [INDEX]. Il canale principale prosegue orizzontalmente verso il PD, ma vistose bande diagonali rosse scendono per confluire rispettivamente nel blocco del M5S del 2018 e, sul fondo, nel blocco del Non Voto [INDEX]. Una quota minore sale verso LeU [INDEX].
• La trasversalità della Coalizione Monti: Il flusso grigio si dirama a ventaglio coprendo quasi l'intera altezza del grafico [INDEX], con corridoi che si distribuiscono tra il PD, gli Alleati PD, FI e FDI [INDEX].
• Fidelizzazione e crescita dell'astensione: La massiccia banda marrone del Non Voto originario corre in modo lineare sulla base del grafico per riempire la quota più ampia del blocco Non Voto del 2018 [INDEX]. Questo blocco si allarga ulteriormente attirando corridoi diagonali staccatisi da tutti i partiti attivi del 2013, in particolare dalla coalizione di centrosinistra (rosso) e da quella di centrodestra (azzurro) [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/07/sankey-8.jpg)


![Struttura della tabella:
Una matrice numerica di trasferimento dei voti strutturata su sei colonne principali di comportamento politico d'origine (Voto politiche 2013) e dodici righe di destinazione finale (Voto politiche 2018) [INDEX]. Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%).
• Colonne (Voto politiche 2013): Coalizione Bersani, Coalizione Monti, Coalizione Berlusconi, M5S, Altri, Non Voto, Totale.
• Righe (Voto politiche 2018): LeU, PD, CS Solo candidato, Alleati PD, NCI, FI, CD Solo candidato, FDI, LEGA, M5S, Altri, Non voto.
1. Comportamento e destinazione degli Elettori del 2013 (Analisi per Colonna)
• Colonna Coalizione Bersani (2013):
• Sostiene in buona parte l'area tradizionale di centrosinistra nel 2018, premiando il PD al 47%, Liberi e Uguali (LeU) al 13% e gli Alleati PD al 9% [INDEX].
• Si registra tuttavia un forte travaso in uscita verso il M5S al 15% e una quota di astenuti nel Non voto al 7%, lasciando il 4% alla Lega e il 2% a "CS, Solo candidato". No flussi verso FI o FDI (0%) [INDEX].
• Colonna Coalizione Monti (2013):
• Si divide in modo rilevante verso l'area progressista nel 2018, sostenendo il PD al 45% e gli Alleati PD al 18% (totale area CSX: 63%) [INDEX].
• Il comparto del centro-destra intercetta complessivamente il 32% dei loro voti: Forza Italia (FI) al 13%, FDI all'8%, "CS, Solo candidato" al 3%, "CD, Solo candidato" al 2%, Noi con l'Italia (NCI) all'1% e la Lega all'1% [INDEX]. L'astensione nel Non voto raccoglie il 5% [INDEX].
• Colonna Coalizione Berlusconi (2013):
• Mantiene la propria base saldamente ancorata nell'alveo del centro-destra, ripartendosi in quote identiche tra FI al 32% e la Lega al 32%, seguite da FDI (8%), gli Alleati PD (2%) e le quote uninominali all'1-2% [INDEX].
• Le uscite si canalizzano quasi interamente verso l'astensione nel Non voto all'11% e verso il M5S (2%), con l'1% verso il PD [INDEX].
• Colonna M5S (2013):
• Dimostra un'alta fedeltà identitaria, con il 61% degli elettori che sceglie nuovamente il M5S nel 2018 [INDEX].
• La quota mobile in uscita si canalizza in modo massiccio verso la Lega al 23%, seguita dal Non voto (10%), da FDI (1%) e da LeU (1%). No travasi verso il PD (0%) [INDEX].
• Colonna Altri (2013):
• Si disperde in modo eterogeneo: oltre un quarto confluisce direttamente nell'astensione registrando il 26% di Non voto [INDEX].
• I votanti attivi si ripartiscono tra gli Alleati PD (23%), LeU (10%), Altri (9%), FI (8%), FDI (7%), il PD (6%), il M5S (3%), la Lega (2%) e le quote uninominali al 2% [INDEX].
• Colonna Non Voto (2013):
• Mostra il livello di fidelizzazione più alto e rigido della tabella, trattenendo ben l'87% di Non voto anche nel 2018 [INDEX].
• La piccolissima frazione mobile che torna alle urne premia il M5S al 5%, seguito da FI (4%) e dalla Lega (2%) [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/03/destinazioni1-1.jpg)
![Struttura della tabella:
Una matrice numerica di provenienza dei voti disposta su sei colonne principali di comportamento politico nazionale d'origine, una colonna finale di Totale e dodici righe di destinazione finale (Voto politiche 2018) [INDEX]. Tutti i valori interni sono espressi in percentuale (%).
• Colonne (Voto politiche 2013): Coalizione Bersani, Coalizione Monti, Coalizione Berlusconi, M5S, Altri, Non Voto, Totale [INDEX].
• Righe (Voto politiche 2018): LeU, PD, CS Solo candidato, Alleati PD, NCI, FI, CD Solo candidato, FDI, LEGA, M5S, Altri, Non voto [INDEX].
1. Provenienza dei voti per l'area progressista e di centrosinistra (%)
• LeU (Liberi e Uguali):
• Deriva in massima parte assoluta dal bacino della Coalizione Bersani (83%), integrando un 9% da Altri, un 4% dalla Coalizione Monti e un 3% dal M5S [INDEX].
• PD (Partito Democratico):
• Alimentato per la stragrande maggioranza assoluta dalla propria base storica della Coalizione Bersani (67%), assorbendo il 23% da Monti e il 9% dalla Coalizione Berlusconi [INDEX].
• CS, Solo candidato:
• La quota legata al solo candidato uninominale di centrosinistra proviene per la maggioranza assoluta dalla Coalizione Bersani (55%), seguita da Monti (33%) e da Berlusconi (3%) [INDEX].
• Alleati PD:
• Mostrano una forte concentrazione nell'alveo progressista originario: 45% da Bersani, 33% da Monti, 16% da Altri e 7% da Berlusconi [INDEX].
2. Provenienza dei voti per l'area conservatrice e di centrodestra (%)
• NCI (Noi con l'Italia):
• Si alimenta principalmente dal blocco della Coalizione Berlusconi al 41% e dalla Coalizione Bersani al 23%, attirando il 19% da Monti, il 12% da Altri e il 4% dal Non Voto [INDEX].
• FI (Forza Italia):
• Si radica in modo netto sulla propria base d'origine della Coalizione Berlusconi al 66%, ma intercetta un cospicuo 15% da Monti e un 13% da ex astenuti del Non Voto, con l'1% dal M5S e il 2% da Bersani [INDEX].
• CD, Solo candidato:
• La quota legata al solo candidato uninominale di centrodestra deriva paritariamente dalla Coalizione Berlusconi (41%) e dalla Coalizione Monti (30%), raccogliendo il 13% dal M5S, il 9% da Altri e il 4% dal Non Voto [INDEX].
• FDI (Fratelli d'Italia):
• Composto per la metà esatta dalla Coalizione Berlusconi al 50% e per il 28% dalla Coalizione Monti, intercettando il 10% da Altri, l'8% dal M5S e il 4% da Bersani [INDEX].
• LEGA:
• Mostra una struttura ad attrazione fortemente trasversale, formata per quasi la metà dalla Coalizione Berlusconi al 47% e per ben il 39% dal bacino nazionale del M5S, completata da un 9% da Bersani e un 4% dal Non Voto [INDEX].
3. Provenienza del M5S, delle liste minori e dell'astensione (%)
• M5S (Movimento 5 Stelle):
• Conserva per la larghissima maggioranza assoluta la propria base originaria del M5S 2013 al 69%, ma riceve un imponente afflusso in ingresso dalla Coalizione Bersani pari al 22% e dal Non Voto (7%), con un residuo 2% da Berlusconi [INDEX].
• Altri (Liste minori):
• Alimentati principalmente dalla Coalizione Bersani (30%) e dal Non Voto (19%) e M5S (19%), seguiti da Altri (13%) e da Monti (9%) [INDEX].
• Non Voto (Astensione nel 2018):
• Costituito in stragrande maggioranza assoluta da astensione cronica proveniente dal Non Voto del 2013 al 76%. Questo bacino si allarga drenando quote di scontenti ex elettori: 7% da Berlusconi, 7% dal M5S, 6% da Bersani e 3% da Altri [INDEX].](https://cise.luiss.it/wp-content/uploads/2018/03/provenienze1-1.jpg)










