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di Matteo Cataldi e Aldo Paparo

De Magistris è di nuovo sindaco di Napoli. Come cinque anni fa il candidato del centrodestra, Lettieri, si è dovuto arrendere al secondo turno. Per lo meno stavolta non ha il rimpianto di avere dilapidato fra primo turno e ballottaggio un cospicuo vantaggio (era 11 punti avanti nel 2011 e quasi venti indietro quest’anno). Il risultato finale è curiosamente assai simile a quello di cinque anni fa: De Magistris avanza di un punto e mezzo, arrivando al 66,85% e doppiando quindi lo sfidante.

L’analisi dei flussi elettorali fra primo e secondo turno ci permette di indagare come si sia venuto determinando tale esito. Come cinque anni fa, Lettieri conferma meno dei due terzi dei propri elettori del primo turno (Tab. 1). Questa volta per lo meno non subisce passaggi diretti verso il rivale, ma solo una forte defezione verso il non voto (38%). Molto più alto di tasso di fedeltà fatto segnare dal sindaco uscente: pari al 92%. Nessuna cessione verso il non voto per lui, si registra però un flusso diretto verso Lettieri (8%).

Molto interessante poi il comportamento degli elettori dei candidati giunti terzi e quarti al primo turno. quanti avevano votato la candidata del centrosinistra Valente si sono astenuti per i tre quarti. Quanti hanno votato hanno però scelto Lettieri in misura di due a uno. Al contrario, nessun elettore del M5s ha votato il candidato di centrodestra. Si sono divisi egualmente fra De Magistris e non voto.

Tab. 1 – Napoli (sindaco): Destinazioni al secondo turno  degli elettorati del primo turno.
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La Tabella 2 riporta come sono composti gli elettorati al secondo turno. Possiamo vedere come un decimo dei voti di De Magistris provengano da elettori del M5s del primo turno, mentre Lettieri abbia pescato oltre un terzo dei propri voti al di fuori del proprio elettorato del primo turno. In particolare, un sesto proviene da elettori della Valente.

Tab. 2 – Napoli (sindaco): Provenienze al primo turno degli elettorati del secondo turno.
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Il diagramma riportato nella Figura 1 consente di visualizzare immediatamente i diversi flussi di elettori e la loro consistenza numerica. Si vede chiaramente come, a parte la fascia grigia che identifica gli astenuti del primo e del secondo turno, la banda più rilevante sia quella degli elettori che hanno votato in entrambi i turni di De Magistris, che poi ha un ingresso rilevante dal candidato del M5s. Lettieri ha mantenuto una fetta più piccola di un bacino che era già più piccolo in partenza, e i pur più numerosi flussi in entrata (da Valente, De Magistris e candidati minori) sono stati davvero poco rilevanti e non in grado di scalfire il vantaggio dell’incumbent.

Fig. 1 – Napoli (sindaco): Matrice dei flussi fra primo e secondo turno.
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Riferimenti bibliografici

Cataldi, Matteo, Emanuele, Vincenzo, e Paparo, Aldo. [2012]. Elettori in movimento nelle Comunali 2011 a Milano, Torino e Napoli. Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, 67, 5–43.

Corbetta, P.G., e H.M.A. Schadee [1984], Metodi e modelli di analisi dei dati elettorali, Bologna, Il Mulino.

De Sio, L. [2009], Oltre il modello di Goodman. La stima dei flussi elettorali in base a dati aggregati, «Polena», vol. 6, 1, pp. 9-35.


Nota metodologica: le analisi dei flussi elettorali qui mostrate sono state ottenute applicando il modello di Goodman corretto dall’algoritmo Ras ai risultati elettorali delle 886 sezioni del comune di Napoli. Il valore dell’indice VR è pari a 5,1.

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Matteo Cataldi si è laureato presso la facoltà di scienze politiche “Cesare Alfieri” di Firenze con una tesi sulla competitività delle elezioni italiane. E’ stato ricercatore presso Tolomeo Studi e Ricerche ed ha pubblicato articoli su Polena e Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, è co-autore di un capitolo di Terremoto elettorale (Il Mulino 2014) e co-curatore di vari Dossier CISE e di numerose note di ricerche apparse nella serie di Dossier. E’ membro SISP e dello Standing Group POPE – Partiti Opinione Pubblica Elezioni. Tra i suoi principali interessi di ricerca il comportamento di voto e la geografia elettorale.