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di Aldo Paparo e Matteo Cataldi

La Appendino sarà quindi il nuovo sindaco di Torino. L’incumbent di centrosinistra, Fassino, è stato nettamente sconfitto, di quasi dieci punti, nonostante ne avesse più di dieci di vantaggio al primo turno.

Chiaramente il M5s è stato premiato dalle seconde preferenze degli elettori di centrodestra, ma attraverso l’analisi dei flussi elettorali fra primo e secondo turno possiamo comprendere con esattezza come si sia determinato questo sorprendente risultato.

In particolare, nella Tabella 1 possiamo apprezzare come entrambi i candidati in lizza al ballottaggio abbiano riportato pressoché tutti i propri elettori del primo turno. La Appendino fa segnare una lieve rimbolitazione di astenuti del primo turno. Ma a fare la differenza favore della candidata sostenuta dal M5s sono state le scelte di quanti avevano votato al primo turno candidati non giunti al ballottaggio. Di quelli di centrodestra in particolare.

Infatti sia quanti avevano scelto il candidato centrista Rosso, sia quanti avevano votato il forzista Napoli, che quanti avevano preferito l’alfiere di Lega e Fdi (Morano) sono andati a votare, e hanno massicciamente preferito la Appendino. Per la precisone, 98% a 0 quelli di centro, 85% a 3 quelli di centrodestra, e 71% a 16 quelli di destra.

Fassino vince solo nel più ridotto bacino degli elettori di Ariaudo (sinistra) del primo turno, peraltro con un margine più ridotto: 3 a 1. Questi elettori sono infatti quelli che più di tutti si sono astenuti.

Tab. 1 – Torino (sindaco): Destinazioni al secondo turno  degli elettorati del primo turno.
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Ciò significa che (come mostrato dalla Tabella 2) la Appendino ottiene poco meno di 6 voti del secondo turno su 10 da elettori che già l’avevano votata al primo, mentre i tre quarti del rimanente 40% proviene dal centrodestra, in quote pressoché identiche fra i tre candidati di tale area politica. Fassino invece è rintanato all’interno del proprio bacino elettorale del primo turno.

Tab. 2 – Torino (sindaco): Provenienze al primo turno degli elettorati del secondo turno.
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La Figura 1 mostra chiaramente come la banda arancione fra Fassino primo turno e ballottaggio sia più larga di quella gialla fra Appendino primo turno e ballottaggio, ma non vi siano altre apprezzabili bande rosse, mentre la Appendino raccolga rilevanti ingressi da diverse direzioni. Insomma, la strategia di penetrazione al centro perseguita dal Pd di Renzi, che pure sembrava avere pagato qualche dividendo al primo turno (seppur a fronte di un più alto dazio in termini di cessioni dello zoccolo duro di sinistra), si dimostra fallimentare al secondo turno. Almeno nel caso torinese. Gli elettori di centrodestra, infatti, hanno massicciamente scelto la Appendino, costringendo Fassino alla sconfitta.

Fig. 1 – Torino (sindaco): Matrice dei flussi fra primo e secondo turno.

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Riferimenti bibliografici

Cataldi, Matteo, Emanuele, Vincenzo, e Paparo, Aldo. [2012]. Elettori in movimento nelle Comunali 2011 a Milano, Torino e Napoli. Quaderni dell’Osservatorio Elettorale, 67, 5–43.

Corbetta, P.G., A. Parisi e H.M.A. Schadee [1988], Elezioni in Italia: struttura e tipologia delle consultazioni politiche, Bologna, Il Mulino.

De Sio, L. [2008], Elettori in movimento. Nuove tecniche di inferenze ecologica per lo studio dei flussi elettorali, Firenze, Edizioni Polistampa.


Nota metodologica: le analisi dei flussi elettorali qui mostrate sono state ottenute applicando il modello di Goodman corretto dall’algoritmo Ras ai risultati elettorali delle 919 sezioni del comune di Torino. Il valore dell’indice VR è pari a 2,9. 

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Aldo Paparo (1984) è Campbell National Fellow presso la Hoover Institution a Stanford, dove conduce una ricerca sulla identificazione di partito in chiave comparata. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Scienza della Politica presso la Scuola Normale Superiore (ex SUM) di Firenze, con una tesi sugli effetti del ciclo politico nazionale sui risultati delle elezioni locali in Europa occidentale. Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze politiche all'Università di Firenze, discutendo una tesi sulle elezioni comunali nell’Italia meridionale. Le sue principali aree di interesse sono i sistemi elettorali, i sistemi politici e il comportamento elettorale, con particolare riferimento al livello locale. Ha co-curato numerosi volumi dei Dossier Cise; e ha pubblicato sui Quaderni dell’Osservatorio Elettorale e su Monkey Cage. È stato inoltre co-autore di un capitolo in Terremoto elettorale (Il Mulino 2014). È membro dell’APSA, della SISP e della SISE.