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Segnalazione bibliografica Autori: Sarah Botterman, Marc Hooghe Acta Politica 47, 1-17 (January 2012) Abstract In this article, we investigate the impact of religious involvement on voting preference for the Christian Democratic party in Belgium. Although religious involvement is declining in Western European democracies, there is still significant evidence for the influence of religion on voting behaviour. We examine the relationship between individual religiosity, community religious involvement and vote preference for the Christian Democratic party in Belgium in 2009. The results show that a Catholic denomination is the most important predictor for vote preference for the Christian Democratic party, followed by church...

This article focuses on the electoral strategies of state-wide parties (SWPs) with regard to centre–periphery issues in regional elections. It applies Meguid’s Position–Salience–Ownership (PSO) theory to regional electoral competition in Spain and the United Kingdom. We anticipate that SWPs will seek to vary their strategies, especially in regional elections where they face fierce competition from regionalist parties. We also expect their strategies to be influenced by the SWPs' strategy in state-wide elections. The analysis reveals that the key assumptions of the PSO stack up quite well when applied to regional elections. It also reveals the influence of the multi-layered institutional context in which SWPs compete: at the regional level, said parties do not necessarily adopt the most logical strategy according to the PSO theory if this runs counter to the prevailing SWP strategy at the state-wide level.

Fra poco meno di due mesi gli italiani saranno chiamati alle urne per una fondamentale consultazione che coinvolgerà tutti gli elettori per le elezioni europee e oltre la metà degli 8.000 comuni italiani, fra cui Bari e Firenze, per le amministrative. Sarà un test molto importante per il neonato governo Renzi, oltre che per verificare il grado di gradimento verso le istituzioni dell’Unione. Non si tratta però delle prime elezioni a svolgersi dopo le politiche dello scorso febbraio. Già nel maggio del 2013, infatti, hanno votato per rinnovare sindaci e consigli comunali quasi 10 milioni di italiani, fra cui i cittadini romani. Tale tornata ha rappresentato un’interessante opportunità per continuare il nostro attento monitoraggio dell’opinione pubblica nel corso degli ultimi anni, al centro di quella che possiamo ormai definire una vera e propria transizione. In questo quinto Dossier CISE raccogliamo i contributi su tali elezioni pubblicati sul sito web CISE, documentandone il risultato e cercando di analizzarne i nodi cruciali. Quali, ad esempio, le diverse offerte politiche in campo a livello locale; i risultati dei partiti e delle coalizioni; l’evoluzione della partecipazione elettorale nei diversi contesti; i risultati delle sempre numerose sfide al secondo turno; il quadro finale delle amministrazioni conquistate dai vari schieramenti. In particolare abbiamo cercato di delineare, anche attraverso le analisi dei flussi elettorali in diverse città, come si sono venuti determinando i due grandi fenomeni emersi in queste elezioni. In primo luogo la ritrovata capacità delle due coalizioni principali, quella di centrodestra e quella di centrosinistra, di rivestire il ruolo di cardini del nostro sistema politico. Ciò è avvenuto a danno del terzo polo di centro e del Movimento 5 stelle, che hanno fatto registrare una brusca battuta d’arresto. Per quest’ultimo in particolare, si è trattato di un risultato alquanto inatteso e che ha interrotto la continua crescita elettorale fatta registrare dalle sue prime apparizioni fino alle politiche 2013. Il secondo chiaro esito di questa consultazione è stato il netto successo della coalizione di centrosinistra. Gli elettori di tale area politica si sono dimostrati ancora una volta più fedeli nelle consultazioni minori, nonostante il magro risultato delle politiche avrebbe potuto scoraggiarli.

D'Alimonte R., Bartolini S. (a cura di), Maggioritario per caso. Le elezioni politiche del 1996, Bologna, Il Mulino, 1997. ISBN 978-88-15-05786-0 A due anni dalle "rivoluzionarie" elezioni del 1994, nell'aprile del 1996 il nuovo sistema elettorale italiano - maggioritario ma non troppo - è stato di nuovo chiamato alla prova. Il voto ha prodotto tre dati sorprendenti: una maggioranza alla Camea e al Senato; la stessa maggioranza in entrambe le Camere; una maggioranza completamente diversa da quella di centro-destra emersa nel 1994 e presto disgregatasi. Il volume fornisce un'analisi completa e dettagliata della campagna elettorale e dei risultati del voto, cogliendo ciò che...

A wide range of studies find that democracies experience more terrorism than non-democracies. However, surprisingly little terrorism research takes into account the variation among democracies in terms of their electoral institutions. Furthermore, despite much discussion of the differences in terrorist groups’ goals in the literature, little quantitative work distinguishes among groups with different goals, and none explores whether and how the influence of electoral institutions varies among groups with different goals. The argument in this article posits that electoral institutions influence the emergence of within-system groups, which seek policy changes, but do not influence the emergence of anti-system groups, which seek a complete overthrow of the existing regime and government. The study finds that within-system groups are significantly less likely to emerge in democracies that have a proportional representation system and higher levels of district magnitude, while neither of these factors affects the emergence of anti-system groups.